
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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martedì 18 dicembre 2007 - ore 13:22
Binarismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Viviamo in un sistema costituito di opposizioni binarie. Cose sì, e cose no. Una società come la nostra, che si esprime nella formula del massimo risultato con il minimo sforzo, è consueto definire i termini in opposizione l’uno con l’altro. Sei forse tu A? Bene, quindi non sei B. Se tu non fossi A saresti necessariamente B: non c’è scampo.
Ho scoperto cosa sono gli Emo da pochi mesi, uscendo dal nido di ovatta in cui la mia generazione mi ha cullata fino all’ingresso nel nuovo millennio. Poi, come quel terrificante bug di cui tutti gli informatici temevano i devastanti effetti, la vita sulla faccia della Terra è cambiata e le nuove generazioni hanno preso il sopravvento. E queste nuove generazioni non trovano di meglio da fare che classificarsi per esclusione, per opposizioni binarie. Ai miei tempi c’erano alcuni punk, gli ultimi metallari, i primi rappers, gli sfigati, le fighe. Ma era tutto molto, molto omogeneo, e ci si rispettava culturalmente ed esteticamente. Ora invece si procede per scompartimenti stagni.
Ero in un supermercato, lo ricordo perché c’era un rilassante profumo di pachouli, il quale stimola le mie capacità intellettive (dovrei ricordarmi di scrivere sempre sotto effetto di qualche essenza esotica). E ricordo quel singolare incontro perché lei era l’unica sedicenne in mezzo a donne in fuga dall’ufficio per comprare il detersivo, o vecchiette che cercano il miglior bagnoschiuma da regalare a Natale, più me e la Emilia. E poi c’era lei, questa ragazzina di nero vestita, con i calzerotti fucsia a righe, una minigonna a balze, alcune ciocche rosse fra i capelli, e un’inquietante scritta a uniposca sulla borsa:
cacciatrice di Emo.

Questa ragazza preferiva definire la sua esistenza non come partecipante, socia, fondatrice o adepta di una di quelle costosissime o alternative sette modaiole, no. Lei si definiva in opposizione agli Emo. Cos’avranno mai fatto questi Emo io non lo so, non ho assolutamente idea di chi siano e di come si distinguano da quelli che ho sempre pensato fossero i
“Dark”, e che sono quelli che ai miei occhi ci si possono avvicinare maggiormente.
La facilità del descrivere con un
“non” forse troppo semplicistico si esaurisce davanti alla contrapposizione di Bene e Male, le cui definizioni sono state oggetto di diatribe etico morali dalla notte dei tempi. Ma semplificando la cosa anche noi, e andando un po’ più a fondo, ci rendiamo conto che ciò che è Male, chiunque sia ad averlo definito Male, per qualcuno è Non Male. E ciò che è Male è Non Bene, perché Bene è il contrario di Male.
Le opposizioni binarie portano secondariamente a stereotipi e luoghi comuni, non prevedendo variazioni tematiche.
Coppie binarie di sconfortante attualità sono ad esempio
Firmato = Simpatico --> Non Firmato = Non Simpatico
Magro = Bello --> Non Magro = Non BelloE potremmo andare avanti all’infinito, questo è il problema. Quanto più facile risulta, a conti fatti, descrivere uno stato d’animo, un sentimento, un colore, una persona, uno stile, ponendolo in contrapposizione ad un termine che sia, se non l’esatto, all’incirca il contrario.
Dunque, o sei un Emo o sei Non Emo; ma per essere Non Emo sembra necessario stare completamente dall’altra parte della barricata, quindi ritirarsi nell’odio della
caccia agli Emo. Non puoi essere indifferente a quel superfluo gregge di teschietti sulle felpe, perché la tua società gestita da minorenni ti chiede di schierarti.
Per questo sono giunta alla conclusione di rientrare nell’opposizione
Giovani – Non Giovani.
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