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Tuesday, December 18, 2007 - ore 15:21
Quando mafia, nonno e digitali sono una riflessione...H(a)I tempi del colera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi ho un po’ di tempo per riflettere…nonno che mi racconti una storia? Nonno -si, si come no. Apri word e scrivi questa lettera-.
-Caro Salvatore (il nome me lo sono inventato, o forse no, ed il nonno non è proprio mio ma è come se lo fosse…a dire il vero ho un po’ di nonni sparsi per Padova, ndr), mi dispiace che tu ti senta depresso-…la lettera continua e non potrei trascriverla tutta, perché è un monumento all’arte dello scrivere una lettera, di quelle lunghe tre pagine, piena di commozione forza e vitalità che oramai neanche a babbo natale le scrivono più così ed io non vedo perché condividere la fortuna che ho avuto. Se non in maniera quasi succinta. Nonno detta, parla di un suo caro amico, depresso e della mafia…e di cosa vuoi che parlino i nonni? Effettivamente è vero, ma mi piacerebbe ne parlassero anche i giovani, forse le cose sarebbero un po’ diverse. Giovanni, ups, scusate l’avevo chiamato salvatore l’ignoto, giusto?
Salvatore ha 80 anni ed alle spalle un passato da grosso grasso imprenditore, adesso in stato depressivo, il che ad onor di ciò che dirò tra poco mi sembra anche il minimo, per via del processo giudiziario che avverrà tra qualche settimana. L’accusa è lo Stato, per concorso esterno in associazione mafiosa provvedimento varato da Montezemolo per Confindustria. Ora il nonno si fa prendere dall’ardore della questione e continua a dettare come se stesse contemporaneamente parlando a Giacomino, a Montezemolo, alla famiglia di Giacomino, alla Sicilia ed allo Stato. Ups, non vi avevo detto che si sta parlando di mafia, non di quell’essere bisunto, essere leggendario conficcato nelle nostre testoline da immaginario collettivo, ma di quello che succede agli imprenditori in Sicilia e di quello che succede anche nel resto dell’Italia quando è lo stesso industriale ad essere il mafioso.
Il nonno intanto incalza e mi lascio trasportare, fuori l’arcella di passaggio mi disegna gli umori.
Adoro la nonnitudine perché sa essere tutto, è insicura ma non tanto da aggredire chi ha di fronte prendendolo in giro, è legata al passato ma non ne parla in continuazione, se gli dici un tuo grosso problema non fa finta di niente, se dimostri affetto lo sa gestire, se gli parli di mafia, bè almeno sa di cosa stai parlando…
Ho ancora un sacco di tempo per riflettere, quindi continuo…
Ultimamente ho ritrovato Olga, questa volta non è una nonna, ma una macchina fotografica e ho riscoperto la mimica facciale e la pantomima di chi mi circonda…
Ho tirato fuori la mia carta d’identità, quella che mi da della groupie fino ai trenta, era una giornata di merda (quante volte, nel bel mezzo di una serata tra amici, avete tirato fuori la carta di identità. Un modo come un altro, come il parlare dei cartoni animati, quando la serata sembra prendere una piega di merda, per ridere del peggio di sé: mai uno che sorrida, tutti con facce da cazzo e sguardi verso l’infinito e oltre. Pettinature improbabili, sciarpe strangolatrici, trucco stucco.
…mi sono ricordata di Mimino il fotografo analogico:
una volta, l’unica speranza di essere immortalati era affidata al rullino. 36 scatti al massimo. Per prendere in mano una macchina fotografica dovevi essere maggiorenne ed avere la patente m. Oggetti delicatissimi e sofisticati, un fotografo per una messa a fuoco ti avrebbe impagliato pur di ottenere un risultato dal suo "fermo così…".
Adesso digitali e myspace, allora un piccolo appunto.
Le foto autodafè:
foto con sguardi affascinanti;
foto in cui fingete di guardare distrattamente da un’ altra parte cercando di fare un’espressione intelligente;
foto in cui fingete di ridere ad una battuta che nessuno vi ha mai fatto
Allora visto che siamo sotto natale se proprio dovete regalare una macchina fotografica digitale a qualcuno, bé spiegate a tale persona che le foto autodafè vanno anche bene se magari ritratti mentre vi state scaccolando, ma dite anche che le macchine digitali hanno tutte l’autoscatto...facciamoci un pensierino perché quel braccio proteso…ve lo spezzerei a tre centimetri sopra il gomito.
Ecco, avrei un sacco ancora da scrivere, ma ho finito il tempo della riflessione.
Suggerimenti, che non sono consigli, per gli acquisti:
Harold e Maude un vecchio film dove il suicidio ti dà la vita e non aggiungo altro.
(niente musica o immagini sto giro, anche se…potrei farmi una foto in cui sembro intelligente e postarla, ma anche no)
Ed un contatto myspace: è un piccolo atelier composta da nonna figlia e nipotina.
http://www.myspace.com/estelfashion
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