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Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

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Tuesday, December 18, 2007 - ore 19:08


NESSUNO SA NIENTE: SIETE LIBERI!
(categoria: " Riflessioni ")


Il pensiero della non esistenza di Dio non ha mai spaventato nessuno, ma è terrorizzante pensare che ne esista uno come quello che mi hanno descritto. [D. Diderot, Pensieri filosofici]

L’idea di Dio è, lo confesso, l’unico torto che non posso perdonare all’uomo. [D. De Sade, Juliette]

Oggi non posto parole mie, ma parole altrui, perché penso che il brano meriti attenzione. Stamattina, come capita spesso durante la settimana, ho preso Il Manifesto: molta parte del quotidiano era dedicato alla censura subita dal programma Decameron di Daniele Luttazzi su La7 e all’ingerenza della Chiesa cattolica nella vita dello stato italiano (il Comune di Roma ha affossato la proposta dell’istituzione di un registro delle unioni civili: il Vaticano non tollera che questo sia istituito nella “sua”città, perché lo considera un apripista ai matrimoni gay)... Se posso non condividere il modo in cui il comico romagnolo spesso si esprime (la sua virulenta volgarità spesso mi nausea), mi trovo d’accordo nel suo modo di vedere la religione ed il rapporto della Chiesa Cattolica con la Repubblica Italiana...


(...) Qualcuno mi ha chiesto: “Daniele, perché ce l’hai con la religione?”. Perché mi sono convinto che le religioni sono pericolose. Operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi. (...)
(...) Avete letto l’ultima enciclica di papa Ratzi? E chi non l’ha letta? E’ così amena! E’ più divertente di un barile pieno di anguille. Spe salvi, salvi nella speranza. Un testo sulla superiorità della fede cristiana, che esalta la sofferenza, perché avvicina alle sofferenze di Cristo. Cristo è morto in croce per i nostri peccati! (...) L’enciclica è piena di citazioni colte. E questo è il quiz della settimana: quale fra questi intellettuali non è citato da papa Ratzi nell’ultima enciclica? Sant’Agostino. Kant. Adorno. De Sade. E la risposta è: De Sade. La Spe salvi, sorpresa!, è una dura condanna della modernità! Il giorno che venne eletto, dissi in teatro: “Hanno eletto il nuovo papa. E’ il cardinal Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileo”. Non mi sbagliavo. Dopo un mese Ratzi disse: “La risposta alla modernità è Cristo”. Io ho 46 anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata. Non dimentico che l’Europa moderna, laica, del commercio e della democrazia, appare col Rinascimento, nel momento in cui il Cristianesimo, scosso dalla Riforma, comincia a perdere il controllo sull’organizzazione sociale. E non dimentico che la repubblica, la separazione dei poteri, il suffragio universale, la libertà di coscienza, l’eguaglianza dell’uomo e della donna non derivano dalla religione, che li ha anzi a lungo combattuti. (...) D’altra parte è noto che la Chiesa è lenta ad abbracciare la modernità. Fino a poco tempo fa, la loro idea di portatile era un chierichetto. Aver fede significa sospendere il proprio pensiero razionale. Ogni religione dice al mondo: “Noi non crediamo ai fatti”. Non posso dar retta a chi crede di parlare con Dio, dai! E’ da psicopatici! Dico: se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito. Le religioni sono un fatto culturale. E’ tutto molto relativo. (...) Mi piacerebbe che il papa una domenica si affacciasse su San Pietro e dicesse: “Sapete una cosa? Nessuno ne sa niente. Siete liberi!”.
[Il Manifesto, anno 34° n. 298, Martedì 18 dicembre 2007, Stralci della VI puntata di Decameron di Daniele Luttazzi]


Stamattina poi, leggendo il giornale e riflettendo sul mio ateismo, mi è tornata alla mente questa citazione di J. Jacobsen: “Onde gli uomini possano vivere liberamente la loro vita, morire la loro morte senza paura dell’inferno, senza speranza nel cielo, senz’altra paura che di se stessi, senz’altra speranza che in se stessi”...



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