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Chojin, 32 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Consulente Gestionale/Dungeon Master Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO John Doe Deep within HO VISTO Molto meno di ciò che voglio ancora vedere STO ASCOLTANDO Epic metal in genere... Dance Anni 80 Kiss Haggard Saint Seiya O.S.T. SuperRobots ![]() ecc...ecc... ABBIGLIAMENTO del GIORNO Elegante e distinto (finchè vado da clienti...) ORA VORREI TANTO... Mettere il turbo... STO STUDIANDO... Fotografia OGGI IL MIO UMORE E'... Ludico ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Tuesday, December 18, 2007 - ore 22:25 Cambiamento Il mio lavoro mi porta spesso a scontrarmi con la resistenza al cambiamento. E incredibile quanto le persone abbiano timore di allontanarsi da ciò che fino a quel momento era tutto il loro mondo, ignorando completamente che esiste un universo di cui non conoscono lesistenza e che è tutto da esplorare e godere. Su questo argomento riporto uno stralcio di articolo trovato in rete a mio parere molto significativo: Il cambiamento e l’adattamento alle mutate circostanze non sono sempre facili: implicano la rinuncia agli schemi utilizzati fino a quel momento, la perdita di alcuni punti di riferimento che, fino a quel momento, avevano garantito sicurezza e familiarità. Non tutti sono in grado di fronteggiare le mutate circostanze. Tale situazione, a sua volta, induce ansia, timore, insicurezza che, in molti casi, si accompagnano ad un senso di sfiducia in se stessi e nelle proprie possibilità. Se si considerano gli estremi, da una parte abbiamo le persone che sono coinvolte in un cambiamento continuo, frenetico, che, spesso, le porta a perdere di vista le reali motivazioni del loro essere innovativi. Dall’altra, ci sono persone che preferiscono rifugiarsi nel passato e nei vecchi schemi, che guardano con timore e preoccupazione al futuro, che considerano foriero di sciagure, di sventure e di preoccupazioni. In alcuni casi, l’ansia e i timori che si accompagnano a tale atteggiamento possono dare luogo a vere e proprie forme depressive. A queste si devono aggiungere le persone che, quasi paradossalmente, temono il loro essere in grado di cambiare. In genere, questo atteggiamento si lega al proprio vissuto di indegnità nei confronti del successo, oltre che al timore di deludere le aspettative altrui, che potrebbero non coincidere con le proprie aspirazioni. Che fare? Dopo un esame responsabile della propria situazione, sarebbe bene fissare degli obiettivi effettivamente raggiungibili, di media difficoltà e ordinati per importanza, se molteplici. Inoltre, tali obiettivi dovrebbero essere positivi (per esempio: Desidero imparare a nuotare) e non negativi (ad esempio: Non voglio più avere paura dell’acqua), suddivisi in diversi passaggi intermedi se eccessivamente complessi e articolati, autoimposti e non imposti dall’esterno. Un piano di azione ben definito facilita il raggiungimento delle mete prestabilite, diminuisce il rischio di fallimento e di conseguenti ripercussioni sulla autostima e sulla fiducia in se stessi e nelle proprie capacità [....] Cercare di capire bene quello che si desidera, evitando, per quanto possibile, di farsi influenzare dagli altri e dalle loro aspettative Non considerare irrevocabili le proprie decisioni: non esiste nulla di definitivo, ma tutto è modificabile Concedersi la possibilità di sbagliare Permettersi di sperimentare varie soluzioni, alla ricerca di quella che, in determinate circostanze, può essere quella più adatta. LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
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