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Tuesday, December 18, 2007 - ore 22:59
Prove di prosa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ricordo 1:

E’ nato così, come un bagliore nel buio. Quel bagliore che ti acceca per un secondo, per farti tornare a vedere le cose più bellamente. Così successe a me, correndo in macchina. Un’idea. Un ricordo. Tanti ricordi. Tante cose da associare a tanti ricordi. Ed eccolo qua. Il primo, partorito alzando i pesi in palestra. E credo si meriti comunque l’appellativo di numero 1.
Passate ne son di cose su di te. Amici, amanti, serate, feste, notti leggiadre, notti sudate, notti tormentate... la serenità che sovviene dopo aver preso un medicinale che ti abbassa la febbre, il dolore causato dalla tua infulenza intestinale che non ti da tregua, paure ancestrali di film dell’orrore vissuti troppo intensamente... il dolce torpore che ti scalda dopo una lunga giornata.
Il momento migliore fu quando incontrai i tuoi occhi. Tu leggiadra, io giovane ed inesperto, da tutta la vita a digiuno di una donna. Tu provocante e consenziente, io in colpa ma desideroso di scoprire nuove emozioni e di scoprire te. Due labbra che si son sfiorate, due sguardi che si sono incrociati ed il naturale svolgersi delle cose.
L’inizio di una lunga serie.
Non solo feste. Momenti di ilarità e gioco. Come quella notte dove 5 anguille impazzite si dimenavano, guidate dal claudicante e distorto giudizio alcolico... nessuna donna a quella festa avrebbe osato entrare nella stanza... ma a noi andava bene così, non c’interessava più di tanto. l’importante era stare insieme agli amici e fare casino.. e credevamo veramente questo sarebbe stato il nostro destino per sempre. Lontani e digiuni del nostro futuro.
Finali di feste alternative. Dove un amico e 2 amiche sono con te a dormire su quel materasso. Dove una di loro ti manda in pappa il cervello. Dove non sai cosa fare. Dove una ragazza si mette in reggiseno e tu non vuoi far nulla per non creare problemi col tuo migliore amico.
I pomeriggi non sono da escludere. Passati a leggere libri. lungamente cullato dalle parole scritte in momenti diversi, ma così docili e vere, risuonanti melodiche e appassionanti nella mia testa. Pomeriggi passati con una persona importantissima, questa volta per davvero. Dove la scopri, dove riesci a capire che tu per lei conti davvero e dove alla fine di tutto getti via per ascoltare le tue paranoie e per dar credito alla tua onesta nobiltà. Tradotta idiozia.
Mille altre cose ci sarebbero da dire. Le volte che ti ho rifatto, tutte le volte che NON avevo voglia di rifarti, tutte le volte che ti son state cambiate le lenzuola... ma son solo parentesi di vita quotidiana, vissute in sordina, per poi saltare fuori come piccole perle di nostalgia.
E ancora li sei per il momento e credo ci sarai per un bel po, magari lungo gli anni un po sei cambiato, ma alla fine non più di tanto.
Anche questa notte poggerò la mia testa su di te. Stanco e sfatto da questo periodo di stress psicologico arrembante. Magari mi dovrò alzare come spesso accade, per andare in bagno, ma poi ritornerò su di te... magari mi sveglierò un secondo nel cuore della notte, per realizzare che ancora un po di tempo mi separa dall’orrendo momento in cui al mattino mi devo separare dal tuo teporoso abbraccio.
Il mio primo ricordo è tracciato. Non potrebbe essere stato più gonfio di nostalgia.
Sfuma la mia mente e si rilassa nel torpore della sera, finchè il secondo ricordo non inizierà a delinerarsi sbarazzino nella mente....a dire il vero c’è già, ma lo scoprirete la prossima volta.
Buona Notte.
Serenata Metropolitana,
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