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HO VISTO

ce ne sono davvero tante in giro, ma nessuna è come lei


Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.

Guardami dall’alto e vedrai in me un pazzo. Guardami dal basso e vedrai in me un dio. Guardami dritto negli occhi e vedrai te stesso.

Non ti curar di loro, ma guarda e passa

Cambiare il mondo intorno a me




























STO ASCOLTANDO

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ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Ora che è quasi inverno così, in stile cartoon



ORA VORREI TANTO...

che il destino realizzasse il mio desiderio piu bello.

STO STUDIANDO...

dopo essermi sciroppato 16 anni di studi tra elementari medie superiori ed università ora ho finito...deo gratia!

OGGI IL MIO UMORE E'...

sereno-variabile con possibile peggioramento nell’arco della giornata a causa di un periodo di instabilità ciclonica











ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza"
2) doversi svegliare alle 6.15 della mattina dal suono assordante della sveglia mentre stavi facendo uno dei più bei sogni che vorresti diventassero realtà

MERAVIGLIE


1) L'amore non sta nell'altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo. Ma perche' cio' accada, abbiamo bisogno dell'altro.
2) Vedere l'alba abbracciata ad una persona e sentirti dire "ti amo"



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Saturday, December 22, 2007 - ore 13:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ un po’ lunghetta ma davvero ne vale la pena ...si tratta di un articolo che ho ricevuto da un mio amico l’anno scorso mentre era in Spagna per l’Erasmus e ora ritrovato mentre facevo pulizia alla mia mail...

Non e’ un luogo comune...é che siamo proprio cosí...niente da fare
e oggi una volta di piú l’ho sperimentato dal vivo

Mi trovo a fare un anno di Erasmus a Granada, Spagna. Esco spesso in giro con ragazzi francesi, ed é inevitabile che ad ogni "Vive la France", "Vive le Bleu", e accenno di Marsigliese noi ci si contrattacchi col "Poporoppó" e col "Siam campioni del mondo". Chiaro che si fa per scherzare, in allegria, tra un birrozzo e l’alto, tanto piú che a me in generale del "fuutbool" fotte sega. Ma in fondo per paraculare i galletti vale tutto.

Essendo che tra pochi giorni tutti o quasi cominceranno a tornarsene a casa per festeggiare il Natale, si decide di organizzare con i mangiarane un megapartitone di addio 11 contro 11.

Inutile dire che la cosa assume subito apocalittici aspetti da "resa dei conti". I francesi cominciano a organizzarsi e trovano rapidamente gente. Io e il mio compagno italiano, entrambi pipponi assurdi per nostra stessa ammissione, ci impegnamo a trovare un pó di italiani che ci sappiano fare, cercando di farli giurare e spergiurare di venire e di non rifilarci buca all’ultimo momento secondo l’italian style. Alla fine otteniamo la garanzia di presenza da circa 10 cazzari nostri connazionali.

Il campo (da 11vs11,in terra battuta) è riservato dalle ore 15.00 alle ore 16.00 di oggi. Peró, nel vanissimo tentativo di evitare casi di cazzaraggine, abbiamo detto ai nostri di trovarcisi una mezzora prima, alle 14.30.

Ore 14.00. I Francesi sono giá tutti in campo per fare una oretta di riscaldamento. Manca ancora un’ora buona all’inizio e sono giá tutti in pista, riserve comprese. Per distinguerci si era deciso che loro avessero le magliette di un colore chiaro: bene, c’hanno tutti, TUTTI, una maglietta bianca uniforme. Praticamente stanno in tenuta regolamentare.

Ore 14.30. Arriviamo io, il mio amico, e un altro italiano. Aspettiamo gli altri.

Ore 14.40. Niente di nuovo sul fronte. Aspettiamo. Primi atti di coglionamento da parte dei mangiarane.

Ore 14.50. NIente di niente. Bestemmiando tutto l’italico pantheon, cominciamo a temere di dover giocare in tre. I mangiarane cominciano a percularci.

Ore 15.00. Comincia ad arrivare qualche assonnato atleta italico, senza naturalmente che faccia lontana menzione del fatto di essere mostruosamente in ritardo. In teoria dovremmo iniziare ora, in pratica siamo solo in 7. Aspettiamo, tra gli spernacchiamenti generali degli eredi di Vercingetorige.

Ore 15.10. Qualche altra sporadica anima pia si unisce ai nostri. Sono le quattro, ma hanno tutti sonno e occhiaie sotto gli occhi. Cerco di ricordare, visto che studio diritto, quanti anni di galera mi darebbero in Spagna per un omicidio plurimo di Italiani. I Franzosi ci coglionano a bestia.

Ore 15.20. Anche se con un mostruoso ritardo da italianissimi cazzari D.O.C., siamo finalmente in 11. Si puó inizare a giocare...in teoria...

...in pratica invece...alcuni non si conoscono e devono vicendevolmente presentarsi, scambiarsi nome, data di nascita e informazioni sulla salute delle rispettive mamme nonché aneddoti sulle proprie piú recenti avventure sessuali (il tutto nei propri rispettivi dialetti)...altri cercano di svolgere un ottimale riscaldamento in 5 minuti, naturalmente senza pallone (nessuno ha pensato di portarlo; i Francesi invece ne hanno due)...altri confabulano con la gnocca a bordo campo...due si fumano una sigaretta..."Cazzar sans Frontier", si potrebbe dire, giusto per utilizzare l’idioma di Asterix.

A botte, spintoni, bastonate, minacce e insulti alle mamme, riusciamo infine a riunirci tutti e undici...è il caos...le magliette sono delle gradazioni cromatiche piú disparate...alcuni, dimenticandosi della regola pattutita (o piú proabilmente fottendosene altamente) sgargiano immacolate magliette bianche.
Gli avversari hanno un portiere fisso, provvisto di regolamentari guanti, mentre noi decidiamo di fare a turni. Ed essendo che decidere razionalmente tali turni non sarebbe abbastanza italiano, si fa la conta come ai campetti dell’oratorio...solo che essendo in 11 esce fuori un numero mostruoso e ci vuole un’ora per decidere chi qazzo deve andare a pará.
Nel mentre, i Francesi, listi e pronti, si allineano a centrocampo come in una vera partita della nazionale, e cominciano a cantare a squarciagola la Marsigliese. Noi ancora a dire "io in attacco...tu in difesa...no, io in difesa non ci so stare...la fascia destra é mia...no é mia...peró l’ho vista prima io..."...cerco di ignorare il tutto, ma provo una vergogna mostruosa...neanche a dar sfogo di un attacco di diarrea nel bel mezzo del campo potrei arrivare a tali livelli di umiliazione...qualcuno dei franzosi, finito il proprio inno, ci urla in spagnolo chiedendoci se vogliamo che cantino loro "Fratelli d’Italia", essendo che noi siamo troppo occupati. La vedo molto male...

Ore 15.30. Incredibilmente,insperabilmente, si inizia.

Ore 15.40. Prendiamo il primo palo.

Ore 15.50. Facciamo rete. Uno a zero.

Ore 16.20. Siamo giá sul tre a zero per noi.

Ore 16.40. Cinque a zero per noi. I Francesi non sono ancora riusciti a fare un solo tiro decente in porta. Solo qualche tiro da fuori sempre inevitabilmente infruttuoso. Il portiere di turno rischia di addormentarsi causa prolungata inattivitá, e per questo lo cambiamo con frequenza.

Ore 16.50. Nostro sesto gol. Decidiamo di chiuderla qui, essendo che non avrebbe senso continuare. Italia batte Francia 6 a 0. Il divario era troppo, e ci passa anche la voglia di intonare un qualsiasi "Poropopo" o "Siam campioni del Mondo". E poi alla fin fine i Francesi non erano male, e ci hanno provato veramente. Semplicemente avevamo in squadra gente troppo piú forte (non io, chiaro, essere curiosamente provvisto di "piedi a banana").


Ancora una volta, contro tutte le aspettative,l’Italiano se l’é "cavata"...
Malgrado l’infinita strabordante CAZZARAGGINE di cui é portatore sano, l’ha sfangata.
Significherá che l’estro batte sempre la precisione, la fantasia l’ organizzazione? Forse che la nostra proverbiale CAZZARAGGINE non sia solo un difetto, ma per certi versi anche un pregio?
Non lo so...certo peró che siamo un popolo proprio strano.



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