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sabato 29 dicembre 2007 - ore 00:18
Primus timor fecit deos
(categoria: " Riflessioni ")
Ci stiamo avvicinando ad una fine. La fine dell’anno è per tutti momento di analisi, bilanci e previsioni. E come accade quando si affronta qualsiasi cosa nuova, c’è un misto di speranza e timore che ci pervade. Dodici mesi che muoiono inesorabilmente per far posto ad un nuovo anno. Chi non sa perchè muore, non sa perchè vive. Chi non sa che cos’è la morte non sa che cos’è la vita. Chi ha paura della morte ha paura della vita. Non si può pretendere dagli altri la razionalità, e riservare a se stessi il mistero quando in casa propria i conti non tornano. Quando l’Io pone il proprio centro fuori di se, quando ha trovato qualcosa di più alto a cui dedicarsi, il tempo passa leggero, la vita scorre, quasi sorride. Quando invece l’Io fa di se stesso il centro del mondo, quando non ha qualcosa di più grande a cui dedicarsi, il tempo è pesante, oppressivo. Per giungere alla vera gioia bisogna superare se stessi. Il timore di fronte alla vita e al suo destino può essere vinto. E allora si nasce alla gioia, la gioia di essere qui, la gioia che gode del presente, giunta al totale distacco da se e dalla propria ansia di salvezza come ultima auto affermazione. Lo scopo della vita è la nascita alla gioia dell’essere, che è la porta dell’eternità. L’anima è giunta a casa. [ Vito Mancuso - L’anima e il suo destino - Edizioni Raffaello Cortina 2007 ]
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