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Tuesday, January 01, 2008 - ore 11:42
Ripartire con nuovo slancio e affrontare la vita 31-12-07
(categoria: " Riflessioni ")
"Un piede dopo l’altro e un lungo respiro qualcosa chiama indietro non mi giro deciso è il mio avanzare":
la strada è metafora della vita che non è statica, ma ha una tensione dinamica. Il cammino nn sempre è lineare. Anke se ci sono dei fattori ke ci influenzano e rallentano, è importante che ci sia la volontà di ricominciare, di rialzarci e continuare.
"a tt l’oro bello da trovare qui nella mia vocazione":
vocazione è sapere che la tua vita è un dono che ti viene da Dio e di cui dovrai rendere conto; è vivere con rsponsabilità il tempo ke ti è affidato investendolo x Dio e gli altri; è avere la consapevolezza e il coraggio di percorrere la strada indicata; è caminare con Dio al tuo fianco come primo interlocutore; è cercare in Dio la perla preziosa che arrichisce la tua vita e le dà pienezza di senso.

"e continuo questo viaggio superando deserti":
il deserto è aridità, precarietà, solitudine, difficoltà, ma anche luogo di interiorità e saggezza. "E’ li in mezzo alle difficoltà e alle rinuncie ke ogni goccia d’acqua, ogni attimo di vita diventa prezioso oltre misura. Il deserto insegna ad apprezzare di nuovo il valore delle cose" (E. Drewermann). Abitare il deserto significa fare i conti con me stessa, ascoltare il cuore, riscoprire l’essenziale, riattivare gli occhi interiori, i soli capaci di cogliere l’invisibile, il senso vero delle cose, per ripartire con nuovo slancio e affrontare la vita.
E allora quali i propositi per il nuovo anno? Proviamo con un elenco, forse sterile ma utile almeno per chi scrive:
- provare a riconoscere che Dio ti ama ed è presente nelle piccole e grandi cose di ogni giorno;
- non pensare di cambiare l’umanità piuttosto di cambiare se stessi;
- volersi bene e prendersi cura di sé senza scadere nel narcisismo o nel culto del corpo;
- voler bene agli altri, anzi cercare il bene per gli altri;
- autocentrarsi per scoprire i nostri talenti, decentrarsi perché questi possano fruttare;
- stare sereni anche quando la società ci scuote;
- andare controcorrente quando la società è immobile, soprattutto dinanzi alle ingiustizie e i soprusi;
- darsi un tempo per “stare” con Dio, con se stessi, con gli altri, con la natura, ecc.;
- sperare quando tutto sembra finire o si presenta troppo pesante;
- fare bene il proprio dovere: in famiglia, nello studio, nel lavoro, per strada, nel sociale, ecc.;
- non pensare troppo alle cose materiali e al denaro pur ritenendole importanti;
- riscoprire amicizie significative e rapporti reali;
- non perdersi in parole inutili e magari ascoltare di più;
- pensare che quanto letto finora è scritto nel nostro cuore da sempre e va solo riscoperto, che non è una dottrina, ma frutto dell’esperienza, che chi scrive non è uno “arrivato”, ma che per primo è in cammino.
A questo punto non mi resta che augurare un anno sconvolgente vissuto nella speranza!
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