
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Tuesday, January 01, 2008 - ore 21:08
Buonannismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Primo scritto targato 2008. Si appende in cucina il calendario nuovo della farmacia, si scrivono i dati anagrafici sull’agendina nuova, ottimo regalo della Ari Tutto firmato 2008, un anno pieno di cerchi. Quand’ero alle medie, e anche negli anni successivi a voler essere onesta, mi piaceva cambiare le lettere, scriverle in modo personale ed artistico.
La A grande fatta a triangolino con la barretta rasoterra, la B da libro di testo con la pancetta bassa invece della L con la stanghetta, la N che viene fuori come la U, la S stampatello nel corsivo scolastico (ci siamo passati tutti, la S corsiva non la si scrive più, così come la Z, la P, la B e la F). Toglievo pezzettini di lettera per rendere la mia scrittura più agevole, più rapida, più personale. Ci fu il periodo in cui preferivo una scrittura più tondeggiante, il periodo in cui mi piaceva inclinare, il periodo in cui prediligevo gli slanci verso l’alto delle letterine allungate, il periodo delle parole grandi grandi nelle righe “di quinta”, e il periodo delle frasi minuscole sul quaderno a quadretti.
Sono passati almeno 10 anni, e non voglio pensare a quanti esattamente, ma c’è stato un periodo in cui facevo l’
8 con due cerchietti, uno sopra e uno sotto. Non la pista da automobiline Polistil con il passante incrociato, no. Due cerchi distinti, tangenti ma distinti.

Questo è un anno pieno di cerchi, due zeri e un otto. Che fa quasi quattro. Quattro cerchi. Speriamo che quadrino.
Ho smesso di fare i buoni propositi per l’anno nuovo da un sacco di tempo, tanto non riesco mai a fare tutte quelle cose che mi ero prefissata. Ho smesso perché alla fine non ci credevo neanch’io, e non si avverava mai niente, mai.
La cosa importante è solo una: non perdere di vista la Silvia che ho riscoperto nell’anno appena concluso. Una Silvia entusiasta, interessata, che prova e spinge, che non si fa spegnere. Una Silvia che ci prova, sempre. Mica ci riesce, ma ci prova. Una Silvia capace di riscoprirsi nei momenti duri, e di godersi le cose belle - che capitano, a volte.
I buoni propositi, figurati. Li ho fatti, sì, ai tempi della scuola. Facevo a gara con la me stessa degli anni precedenti per trovare buoni propositi sempre più buoni e divertenti. Per stupire me stessa con nuovi stimoli, input che mi davo e non tramutavo in azione e reazione. Sono grande, ho smesso di credere ai miracoli, credo solo a quello che vedo, anche se non sempre mi piace. E credo alle favole. Che non sono miracoli, stanno su un altro piano. Le favole sono più belle dei miracoli, e non hanno religione.
Buon duemilaotto. Che anno pieno di cerchi. Facciamo quadrare un cerchio, uno lo teniamo buono per il giro tondo, e gli altri due uno sopra l’altro. Speriamo che sia un anno di soddisfazioni. Speriamo.
Buon duemilaotto.
Otto.
PS: bello avere in casa un medico che trasforma il mio semplice mal di gola in qualcosa che ha una denominazione e un termine tecnico: ho la
faringite. Non ho il mal di gola, o come dice la Dany
“a goea che gratta”, no. Io ho qualcosa che sa molto di scienza e tecnica, qualcosa di terminologicamente corretto, di determinato e quindi curabile: faringite. Sono quasi fiera della mia malattia. Che poi malattia non è, ma siamo poveri comuni pazienti, noi.
Chi ben comincia è a metà dell’opera. Quindi se quello che fai a capodanno lo fai tutto l’anno, mi faccio in vena di antibiotici da domani. Auguri.
PPS: e queste sono le ultime foto del 2007. In attesa di riceverle un po’ più grandicelle...




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