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Alexandrah, 26 anni
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Jeans, maglione, stivali...e due paia di calzini!

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OGGI IL MIO UMORE E'...

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ORA VORREI TANTO...



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Thursday, January 03, 2008 - ore 20:42


Anno nuovo data nuova
(categoria: " Vita Quotidiana ")



E finalmente è andata, anche queste feste le abbiamo sfangate. Finito il rock & roll di cibarie, di auguri e baci più o meno sensati, di sms tutti uguali che si susseguono incessantemente, aiutandomi così a familiarizzare con la suoneria del nuovo telefono, che ad ogni squillo mi fa sobbalzare di mezzo metro e brucia almeno dieci anni di coronarie...bei giorni, devo dire, intensi, davvero uno sprazzo dorato.

Venerdì, chiudo l’anno lavorativo in bellezza. Sette e mezzo di sera, stampanti spente, il direttore indossa già la giacca e mi aspetta sbuffando, mentre una cliente mi supplica di darmi alla corruzione sessuale. Il mio compagno di merende mi aspetta in piazzale per l’ultima sigaretta, siamo entrambi così stanchi e nervosi da non aver nemmeno voglia di congedarci con la nostra solita cascata di scherzetti , battutine, doppi sensi.
Movenbik, serata under trenta. Due spritz bastano a sciogliere gli animi, a riscaldare anche lo spirito più tormentato...c’è anche Mr T. Ci sediamo vicini, io benedico il proprietario del locale ed il momento in cui ha deciso di prendere dei divanetti così stretti...ricominciano le nostre conversazioni pungenti, le nostre lotte di parole, come se la resa dei conti non ci fosse mai stata...finto disinvolto, stende il braccio sulla spalliera del divanetto, dietro di me. Non ci posso credere...questo è un diem da carpare....mi adeguo finta esausta, mi poso sulla spalliera....tanto basta a spaventarlo. Lascio perdere, non lo voglio un altro no sbattuto in faccia. Più tardi, in un pub disperso tra i campi dell’alta padovana, rischio di farmi un piercing al naso con lo stuzzicadenti del panino....ordino te freddo, giovedì la star ed io abbiamo giocato tanto, e le due ore di sonno che mi sono concessa si fanno sentire...si degna addirittura di farsi vivo, sento la fatica delle parole che scrive ma apprezzo lo sforzo. Pulp Fiction ha il turno di notte, mi chiede insistentemente se dormo...e non so cosa rispondergli, dovrei dirgli che sono in piedi, anche se il mio cervello è tra le lenzuola...

Sabato illogico, passato davanti a Trivial Pursuit, Visual Game e Saltinmente fino a notte fonda (la risposta più assurda? "elenca tutti gli esseri viventi che iniziano per D"...solo a me poteva venire in mente, oltre ai classici cetacei, il dattero...ma come si fa??), di risate spacca addominali, di spirito di squadra, leggero...due di notte, ormai siamo già scivolati nella domenica. Approfitto della pausa estatica dell’iguana che cerca disperatamente di intuire quale può essere il Paese che ha la più grande riserva d’acqua (naturalmente l’Africa no??) per sgattaiolare in terrazza ed accendere la proibitissima sigaretta. Occhieggio il telefono, due sms. Apro il primo, la star tenta di darmi l’illusione di un pò d’attenzione, sento la forzatura che trasuda tra le sue parole, l’abisso che si spalanca sotto ognuno dei caratteri che occhieggiano dallo schermo...vabbè, non si può ottenere sangue dai muri, stiamo al gioco e vediamo dove arriva...apro il secondo sms, è la Puci!! invito a cena da un fantomatico "amico" con la mia dolce stellina, la sua metà del cielo e Mr T...VITTORIA!! il tentativo di accoppiaggio è talmente spudorato che non può lasciare dubbi, ma chi se la fa scappare un’occasione così?! Il mio week end sta prendendo una piega inaspettata....fikofikofiko!!
Il prof ed io otteniamo tutte le lauree, vincendo su un fantomatico programma televisivo di cui sarebbe stato protagonista Ligabue...la domanda? Mi ci sto arrovellando da una settimana, ma ancora non l’ho capita....la serata si chiude bene, bello spirito, a pacche sulle spalle.

Domenica pomeriggio faccio la casalinga isterica, spesa per capodanno, giriamo tra le corsie del supermercato disquisendo dei vantaggi del Listerine rispetto al Colgate, rigiriamo le cibarie nel carrello all’incirca quarantasette volte, in ordine di consistenza...perchè con questa gente anche andare a fare la spesa diventa divertente?! Finiamo il pomeriggio davanti ad un cappuccino ed a due pastine, addocchio nervosamente l’orologio, la bionda mi smessaggia ossessivamente, mi aspetta a casa con la piastra in calda, urgesi operazione parrucchiere...mi congedo, mi catapulto verso casa, entro in bagno cantando a squarciagola "one thing I can tell you is you got to be free, come together right now over me!!!!" mater familias e la bionda mi guardano esterrefatte ad occhi spalancati...vedo il dubbio ronzare nei loro occhi...ma questa fuma Camel Light o cannabis strong??? Fanno buon viso a cattivo gioco, ridono della mia esaltazione, parte la mia piastrata speed, mi preparo e VIA, destinazione casa Puci. Entro per i convenevoli di rito, incartiamo la pizza catarì, su cui troneggiano inquietanti cadaveri vegetali che mi provocano abissi di crisi di coscienza (Aleeee, ma anche se la pizza fa schifo tu mi dirai che è buona lo stesso veroooo?? Al limite stanotte mi mandi un messaggio dicendomi che hai mal di pancia!!! e nel frattempo io sudo freddo, i peperoni mi hanno sempre fatto venire l’orticaria...come conciliare ora questo conflitto di cortesia e - scusa stellina!! disgusto???), in auto mi viene concesso il posto d’onore in pole position...ci accoglie il padrone di casa, San Patrignano, gentile al limite del credibile, simpatico, pare l’ennesimo cuore d’oro della lista...Mr T è già qui, lo saluto con il "ciao" più disinvolto che riesco ad estorcermi, lui mi accoglie con un sorriso ed un braccio sulle spalle , decisamente più pronunciato del solito...e che mi provoca uno sconvolgimento interno ancora più forte della pizza...mi flasha il pensiero "ti piaccio, questo atteggiamento ce l’hai solo con me, non negarlo!!". Mi hanno fatto pubblicità - la prima cosa che San Patrignano mi chiede è quale vino preferisco, salvo rassicurarmi pochi minuti dopo sulla presenza di scorte alcoliche nei meandri della casa, e pregarmi di non distruggere il posacenere che giace abbandonato nel solito terrazzo gelido (sai, ha un valore affettivo....) ma che gli hanno raccontato di me??? Ci sediamo a tavola, l’acqua bolle, San Patrignano si preoccupa nell’ordine: dell’ordine delle bottiglie in tavola, della qualità degli antipasti, del formato di pasta, del tipo di condimento, della freschezza della frutta e della varietà dei cioccolatini post caffè...diagnosi: insicuro, il che gli attira immediatamente tutta la mia simpatia. Il ghiaccio è rotto con velocità incredibile, la conversazione spazia, dai lavoretti di gioventù alle beghe da ufficio quotidiane (normale, visto che su cinque delle persone presenti tre passano gomito a gomito trentanove ore settimanali da contratto più straordinario...), per poi passare a viaggi, conoscenti, esperienze, i soliti amici comuni...il livello alcolico cresce, e franiamo incredibilmente sull’impostazione dei giovani nella società moderna. Mr T si accende, mi attacca, io lo guardo sbalordita...ha anche testa il ragazzo...lo guardo e penso "oddio, tu sei un’arma impropria!!". La conversazione conferma anche la mia impressione di San Patrignano, dolce, gentile, simpatico, un vero bravo ragazzo...peccato che io sia continuamente distratta da questo bronzo di Riace panciuto che mi siede a fianco, non riesco a girare il viso verso di lui, quando mi spara quello sguardo verde in faccia mi sento rimescolare...non si risparmia il ragazzo, anche stasera giochiamo, giochiamo, esattamente come prima...mi ritrovo ad infilare tappi di bottiglia nel suo maglione. Più tardi, io e lui - unici veri tossici della serata - soli nella terrazza. Ci guardiamo, ci sorridiamo, parliamo senza parole. E’ imbarazzato, rigido. Io, memore dell’esperienza di poche settimane fa, non lo aiuto più, lo lascio fare. D’ora in poi andremo a fumare in momenti diversi. Fine serata, il lato Madame Orgoglio della mia personalità prende il sopravvento, e la fa da padrone. Lo liquido con il "ciao" più asciutto che trovo nel mio repertorio, gli nego anche i due bacetti canonici...inspiro "sono una"....espiro "stronza"....inspiro "sono una"...espiro "stronza"....funziona questo esorcismo...scopro poco dopo che funziona anche il karma, purtroppo. Ore due e trenta del mattino, recupero la mia auto, il parabrezza è leggermente infiocchettato di ghiaccio. E’ poca cosa, aspetto qualche minuto con il riscaldamento al massimo, e parto, forte del mio coraggio alcolico e dell’orario decisamente congeniale. Ed ecco la genialata...mi passa per la testa l’idea furbissima di sciogliere quel residuo gelato con il lavacristalli...ho dimenticato che fuori la temperatura è sotto zero. Visibilità nulla, accosto alla cieca, ringrazio tutti i miei santi di aver avuto quest’idea fantasmagorica in una stradina interna e non a tangenziale imboccata....

Lunedì, finalmente è il gran giorno. Conosco Pulp Fiction da una vita, ma non sono mai stata a casa sua...gradassa, parto all’avventura. Mezz’ora dopo ho controllato i campanelli di almeno trentadue civici...cedo alla disperazione, e mi attacco al telefono mentre una vecchietta mi osserva furtiva dal terrazzo (ca22o ci fa in terrazza poi con ’sto freddo???), meditando se chiamare o meno il 113..."DOVE SEIIII????" gemo nel microfono. Pulp Fiction - caro tesoro amore!! mi fa da Tom Tom...beh, dai, mi mancavano solo altri quattordici civici, potevo anche arrivare giusta giusta per il brindisi decisivo....baldanzosa mi avvio alla destinazione....e la forza di gravità improvvisamente si impadronisce delle mie braccia. Credo che nello stesso palazzo di Pulp Fiction abiti anche metà del suo albero genealogico...sono in ritardo di quaranta minuti, il professore ed io siamo incaricati di preparare lo spritz....ci guardiamo smarriti...io lo spritz l’ho sempre e solo bevuto, non l’ho mai preparato....tentiamo in qualche maniera di farci coraggio, avanzo a faccia tosta la mia proposta - lui potrebbe occuparsi di dosare ad occhio aperol, prosecco e - a furor di popolo - succo d’arancia, io mi offro volontaria per l’assaggio di ogni bicchiere...non capisco ancora perchè la mia generosa offerta è stata rifiutata. Ci ingozziamo di schifezze, saliamo di giri, presto siamo lanciati a chi la spara più grossa. Io punto decisa sulla bottiglia del bianco, gli altri viaggiano di birra che è una bellezza...arriva il fatidico scoccare, le coppie - giustamente - si danno vicendevolmente la precedenza nel bacio augurale. La voce di Arale proclama dietro le mie spalle "bisogna baciare per primo un uomo"....penso "eh, appunto" e mi giro verso il professore, l’altro elemento spaiato della serata. Lui mi guarda, distoglie gli occhi e borbotta "no, devo baciare per primo un uomo"...resto di sale. Basita. Cinque secondi di gelo, prima di scoppiare nella prima risata di gusto dell’anno...il prof è imbarazzatissimo, mi fa una tenerezza infinita, si affanna a spiegarmi di aver preso alla lettera le parole di Arale (maddaiii???), si profonde in scuse...non riesco a fargli capire che non ce l’ho con lui, ma che il suo diniego è un pò lo spirito dei miei ultimi mesi....anche Habibi si fa sentire, mi stuzzica, cerca di pungolare l’anima dell’indomita guerriera in maniera così plateale che non ho neanche voglia di reagire, gli auguro di tutto cuore di crescere un pò, come buon proposito per il 2008....alle quattro vedo il fondo della bottiglia, e mi rendo conto di aver ingollato un litro e mezzo di vino da sola...alle cinque tutti hanno l’occhiolino opaco, io mi sento piena di energie e continuo a saltare e ridere, ma ormai è ora di chiudere...mi avvio verso casa, scribacchio senza grande attenzione un paio di messaggi augurali, cedo al sonno dei giusti prima ancora di aver toccato il cuscino....la stanza gira, gira, girrrrr....ronf, ronf, ronf.....

Martedì, primo giorno dell’anno, riemergo dal torpore alle due del pomeriggio. Arriva la solita sfilza di messaggi, tento di recuperare quel minimo di consapevolezza che mi consente perlomeno di sapere a chi sto scrivendo prima di rispondere....mi strozzo con il nescafè....nooooo, la star ha risposto ai miei auguri dopo il tempo record di ore una... e non è finita qui, dice addirittura che ha voglia di vedermi....malignamente, il primo pensiero è che o è ancora ubriaco, o mi sta scambiando con un’altra. Gli rispondo mettendomi a disposizione - il primo gennaio è il giorno che odio di più in tutto l’anno, e lui quando vuole è un piacevolissimo diversivo - convinta che se tutto va bene la sua risposta arriverà a cavallo di una scopa, dentro un calzino - bucato oltretutto, date le circostanze. Ed invece, sorpresa sorpresa, mi risponde, ad intervalli ravvicinati, mentre vago per mezza Padova elemosinando una tazza di caffè degno di questo nome....sento ancora quanta fatica fa a scrivere, gli do corda, sappiamo entrambi dove andiamo a parare. Finalmente, dopo il trascurabile tempo di dodici ore, riesce ad articolare una richiesta precisa, e mi chiede di raggiungerlo seduta stante. Wow, penso, bambino mio e dove scappi?? Passo attraverso la doccia, ingoio in fretta un cucchiaio di pasta, e parto. In auto canto insieme a Tuck & Patty - possibile che ci siano sempre loro quando incontro la star??? Ho fatto questa strada diverse volte ormai, ma la situazione è così insolita che riesco anche a sbagliare....destinazione raggiunta, rifletto nuovamente sul fatto che con ogni probabilità ha scelto l’abitazione in base all’indirizzo, lui non poteva che abitare nella strada del single....basta scemenze Ale!! Non trovo il campanello - pare che tra me ed i citofoni ci sia un’incompatibilità assoluta, non è destino....gli scrivo, sperando che non mi apra il portone all’alba del giovedì successivo, e pensando che - in via del tutto eccezionale - potrei telefonargli ed urlargli in un ’orecchio "MIAPRIIIIII????"....sarebbe un bellissimo scherzetto...niente da fare, non riesco a terminare di formulare il pensiero che una voce cavernosa borbotta dal citofono "masseiggiaquiiiii????" (ah, beh, tesoro, mi hai invitata TE splendore della mamma...e hai pure precisato VIENI QUI ADESSO!!!). Entro in ascensore...ha proprio ragione, ma chi è che quel giorno ha deciso di avere un ascensore arancione???
Piano raggiunto...eh, ma non è possibile, ma se ti ho detto che sono qui, perchè la porta è chiusa??? Mi attacco alla maniglia, non ho voglia di suonare, tento direttamente di scassinare la porta...sento un rumore di talloni dall’interno, si apre uno spiraglio....indossa il pigiama, ha lo spazzolino da denti in bocca, e non mi sembra del tutto incentrato. Lo seguo in bagno, non mi pare felicissimo dell’intrusione...vabbè, ciao, ti aspetto di là....seguiamo il copione di tutti gli altri incontri. Non mi risparmio, sfogo tutte le mie passioni represse. Per lui...non ne ho idea, credo si tratti di puro istinto. Ci ritroviamo presto a pavimento, lui ride di una risata strana, che mi resta impressa, ne sono orgogliosa, sono io che ti ho fatto ridere così!! Vaghiamo dal soggiorno alla cucina, quest’uomo ha un metabolismo incredibile, in tutto quello che fa, vive di pancia, non ha pensieri, è un allegro Peter Pan che vaga senza pensieri come una farfallina in un prato primaverile...giochiamo, giochiamo, giochiamo, come bambini non vogliamo smettere di giocare. Onore degli onori, finisce per presentarmi anche ad un amico, a cui porgo la mano in jeans, canottiera e, in generale, decisamente scomposta...altro materiale di vanto per il divo...il contrasto è forte, a pelle mi chiedo cosa mai avranno in comune questi due..pensiero ozioso e fuggevole, non sono affari miei, mentre li guardo insieme provo un piacere silenzioso, ’sto tipo è niente male davvero, me ne rendo conto di nuovo. Prendo sonno alle sette del mattino sul suo divano - bontà sua, mi ha concesso persino di posare la testa sul suo petto, sono quasi commossa - mentre guardiamo un film assurdo, capisco una parola ogni venti e non posso fare a meno di ridacchiare internamente, non posso farci niente, ’sto film mi fa venire in mente i ben più illustri Cripstak e Petreteck, il noto cinema polacco...alle nove e mezzo mi strattona fino al letto, scrivo un messaggio sgrammaticato a mater familias giusto per non dover passare direttamente dall’alcova del divo al pronto soccorso del civile, messaggio che pochi minuti dopo non ricordo più se ho realmente scritto o solo sognato...e ripiombo nel’incoscienza. Non c’è nulla di romantico in questa situazione, ci voltiamo le spalle, abbracciamo i cuscini, non ci tocchiamo. E’ attento, non si fa coinvolgere, mantiene le distanze, in ogni singolo istante, con un autocontrollo che è evidentemente super allenato. Sento consapevolmente la differenza tra dormire insieme e dividere un letto....scivolo alternativamente dal sonno profondo ad un dormiveglia irritante, l’aria è caldissima, umida del nostro sudore, densa del nostro odore, sento il collo bagnato, sento la pelle che si squaglia...il suo sonno è agitato, si gira e rigira nel letto, il suo respiro è pesante, penso vagamente che sono io a disturbare i suoi sogni.... Apriamo gli occhi ed il giorno è svanito, è già buio un’altra volta. Non ho mai visto quest’uomo alla luce del sole, è il primo pensiero. Si innervosisce, vedo che si dibatte tra il desiderio di mandarmi via e quello di non essere scortese...è sazio, non ha più fame. E’ ora di levare le tende, ma faccio comunque quello che voglio, decido di aspettare di essere in grado di mettermi in auto, vedo casa mia solamente ventisei ore dopo esserne uscita. Gli mando un messaggio a cui so che non risponderà, almeno finchè non gli sarà tornata fame, e sempre che, nel frattempo, il suo appetito non cambi...mi faccio un esamino di coscienza, è il momento giusto, e realizzo con stupore di essere contenta. La star non mi appartiene, e a questo punto è chiaro come il sole che non mi apparterrà nemmeno in futuro, e forse è proprio questa la sua bellezza. Mi chiede cosa mi piace in lui....nicchio, non ho voglia di rispondere, anzi non sono certa di qual’è la risposta. Perchè mi piace questo tipo? Non posso certo dire che sia uno strafigo, o che abbia quel che si dice un’anima bella...o perlomeno se ce l’ha a me non la mostra di sicuro. E’ il suo spirito che mi stuzzica...l’anima bambina, il suo non prendere mai niente sul serio, il suo atteggiamento verso la vita, tutta un gioco..l’egoismo che in me deficita ed in lui abbonda, la consapevolezza che in realtà solo le carogne se la cavano alla grande...ho molto, molto da imparare da quest’uomo, spero di riuscire a carpirgli più segreti possibile, spero di assorbire un pò di quella patina magica che lo ricopre e lo rende impermeabile a pessimismo e cattivi pensieri, se me lo consente e se me ne lascia tempo e modo...intanto sono orgogliosa di me stessa, un anno fa sarei stata in lacrime gemendo "perchèèè non mi vuoooleeee???"...ora mi rendo conto che il meglio che lui è disposto a darmi...beh, quello l’ho avuto in abbondanza. Se il 2008 continua come è iniziato, sarà un grande anno....devo ampliare i miei orizzonti. Qualcuno ha consigli da darmi?






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