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Monday, January 07, 2008 - ore 14:50
ANTOLOGIA DI SPOON RIVER
(categoria: " Accadde Domani ")

Edgar Lee Masters (Kansas 1869 - Chicago 1950) è considerato oggi tra i maggiori poeti americani del Novecento.
Inizialmente l’ "Antologia di Spoon River" fu pubblicata sotto forma di singoli epitaffi sul "Redy’s Mirror" nel 1914 e successivamente come antologia di poesie. Il successo fu talmente grande che E. L. Masters abbandonò la professione di avvocato per dedicarsi esclusivamente alla letteratura e alla poesia.
Ma così veloce fu il successo, quanto velocemente fu dimenticato.
L’ "Antologia di Spoon River" può considerarsi un trattato sociale della storia americana: in esso sono contenute e spiegate le svariate vite familiari di quel periodo, le storie d’amore, i problemi di lavoro, la guerra.
Un paesino normale, Spoon River.
Forse.
Se non fosse che i personaggi sono fantasmi, ormai morti da tempo, e sepolti con tanto di lapide (chi poteva permettersela) in un cimitero del Midwest.
Ognuno di questi personaggi racconta la propria storia, i propri vissuti, in maniera semplicissima, così come si racconterebbe un avvenimento fra amici.
Masters, in questi epitaffi, si ispirò nel raccontare agli abitanti di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield, tanto da suscitare l’indignazione di alcuni di essi ancora vivi.
Fra le righe di questi spezzoni di monologhi trapela un atto d’accusa contro lo stile di vita americano, contro il consumismo, contro l’ipocrisia, ma anche la voglia di capire, di avvicinarsi almeno un po’ alla luce, non necessariamente impersonata da Dio.
Il bello è che i personaggi, essendo morti, non hanno nessuna paura nel raccontare i fatti per come sono realmente accaduti, con sincerità.
Tecnicamente l’antologia si presenta anche di facile lettura: non è un’antologia composta da capitoli, ma di brevi monologhi con a titolo nome e cognome del personaggio che in quel momento "parla". Ma non per questo si può pensare che non ci sia una linea temporale o una continuità della storia. Infatti le vite, i racconti si intersecano l’uno con l’altro, a distanza di pagine, anche, creando un continuum fra morti che eran vivi e vivi che moriranno.
La pubblicazione in Italia dell’antologia fu a dir poco un caso. Infatti fu tradotta per la prima volta dall’adolescente Fernanda Pivano nel periodo fascista, periodo che impediva l’espressione delle idee libertarie. Cesare Pavese, che aveva prestato il libro alla Pivano per farle comprendere la differenza della letteratura Inglese da quella Americana, vide la traduzione e convinse la Einaudi a pubblicarlo col titolo "Antologia di S. River", spacciandolo così per una raccolta di pensieri di un improbabile San River.
Un altro legame con l’Italia dei giorni nostri è l’album di Fabrizio De Andrè, che pubblicò col titolo di "Non al denaro, non all’amore nè al cielo" (1971), dove il cantautore scelse nove dei 244 personaggi, trasformando le loro storie in canzoni. Così avremo "Un giudice", "Un matto", "Un medico" e via così, trovandoci di fronte ai personaggi di Masters, rivisitati da De Andrè in base alla condizione sociale degli anni settanta.
SCHEDA DI LETTURA TITOLO: Antologia di Spoon River BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTORE: Edgar Lee Master nasce a Garnett, Kansas, il 23 agosto 1869; viene cresciuto nella fattoria dei nonni a Petersburg ma a undici anni si trasferisce con la famiglia in un’altra piccola città, bagnata dal fiume Spoon. Incomincia a scrivere poesie sotto l’influenza di un insegnante di liceo, e qualcuna gli viene pubblicata su un quotidiano locale. A ventitré anni parte per Chicago in cerca di fortuna e, dopo aver tentato la strada del giornalismo, è costretto ad entrare nello studio di un famoso penalista. Frequenta gli ambienti culturali di Chicago e scrive poemetti storici, tragedie in versi e sonetti; nel 1916 esce la sua opera di successo The Spoon River, successivamente scrive un’autobiografia e delle biografie, romanzi, racconti e ancora versi, ma di scarso valore e fortuna. Master è comunque in miseria e sopravvive grazie a qualche conferenza e ai prestiti di alcuni amici. All’età di ottantuno anni, il 6 marzo 1950, muore in seguito a una polmonite. LE OPERE: prima e dopo Spoon River, nonostante la tenacia e la buona volontà, Edgar Lee Master non è più riuscito a produrre nulla di valore. Sin da giovane aveva scritto poesie, poi pubblicate in volume nel 1898. nel 1902 aveva portato diligentemente a termine una tragedia in versi, Massimiliano. Nel 1905 aveva dato alle stampe un poemetto storico, Il sangue dei profeti. Ha scritto le poesie che formano l’Antologia di Spoon River tra il maggio 1914 e i primi di gennaio del 1915. Quando esce nell’edizione newyorkese del 1916 contiene 244 epigrafi più La collina come prologo. La sua autobiografia Across Spoon River è del 1936; tra il 1916 e il 1942, anno di pubblicazione del suo ultimo libro, scrisse dozzine di raccolte di versi, alcuni lavori teatrali, un buon numero di racconti e cinque biografie. OPERA: Inquadramento generale - tematica: la versione originale fu pubblicata a puntate nel 1914 - 1915. L’antologia è composta da 243 poesie ...

Nel 1971 Fabrizio De André pubblicò l’album "Non al denaro, non all’amore nè al cielo", liberamente tratto dall’Antologia di Spoon River. De André scelse nove delle 244 poesie e le trasformò in altrettante canzoni.
Le nove poesie scelte toccano fondamentalmente due grandi temi: l’invidia (Un matto, Un giudice, Un blasfemo, Un malato di cuore) e la scienza (Un medico, Un chimico, Un ottico).
In questi due gruppi si possono scoprire delle simmetrie: il giudice perseguitato da tutti trasforma la sua invidia in sete di potere e si vendica, il chimico è tanto preso dalla scienza e dalla ricerca di un ordine perfetto da essere incapace di amare. Il malato di cuore rappresenta l’alternativa all’invidia, pur essendo in una situazione tale da poter invidiare tutti gli altri, riesce a vincere l’invidia grazie all’amore invece di lasciarsi trasportare dall’egoismo. I buoni propositi del medico vengono schiacciati dal sistema che lo obbliga a essere disonesto, mentre l’ottico vuole trasformare la realtà e mostrarci un’"altra" realtà più vera, per questo può essere accostato alle "Porte della percezione", il libro di Huxley da cui presero il nome anche i Doors. Il titolo del libro di Huxley - peraltro - si rifà a un verso del poeta inglese William Blake:
If the doors of perception were cleansed everything would appear to man as it is: Infinite. 2
Il suonatore Jones è l’unico in questa raccolta di poesie a cui De André lascia il nome. Infatti, mentre nelle poesie originali di Edgar Lee Masters ogni personaggio ha un nome e un cognome, i titoli delle canzoni di De André sono generici (un giudice, un medico) per sottolineare che le storie di questi personaggi sono esempi di comportamenti umani che si possono ritrovare in ogni epoca e in ogni luogo. Il suonatore Jones, il personaggio con cui l’album si chiude, invece è unico, rappresenta l’alternativa alla vita vista come lotta per raggiungere i propri scopi. Per tutta la sua lunga vita il suonatore Jones ha fatto quello che più gli è piaciuto e per questo muore senza rimpianti.
Senza dubbio il suonatore Jones era anche il personaggio al quale De André avrebbe voluto assomigliare. Per Jones la musica non è un mestiere, è una scelta di libertà; anche De André soprattutto negli ultimi anni ha cercato di svincolarsi dalla prigione della musica come mestiere, pubblicando gli ultimi album a una distanza di sei anni uno dall’altro e riducendo le apparizioni in pubblico.
Un aspetto fondamentale dell’Antologia di Spoon River sono i legami tra i vari personaggi. Ognuno di questi cita molti altri e così è possibile vedere la stessa storia da punti di vista diversi.
Questo aspetto si perde nell’album di De André, era inevitabile riducendo la galleria dei personaggi a solo nove ritratti (anzi otto visto che la prima canzone, Dormono sulla collina, è l’introduzione a tutte le altre). Fa eccezione ancora una volta il suonatore Jones che viene citato nella prima poesia/canzone e si ritrova nella conclusione dell’album.
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