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Saturday, January 12, 2008 - ore 06:19


Collaborazione con Il Vicenza
(categoria: " Pensieri ")


MEMENTO VIVERE
"Il salto di un pettirosso. Il tempo e l’Eterno"

di don Marco Pozza
da Il Vicenza, sabato 12 gennaio 2008, pag. 6

Gli occhi di un lepre alpino, la geometria celeste della rugiada che s’addormenta sulla nudità dell’erba, lo sguardo severo di uno strifigorme dal volo silenzioso e dall’udito finissimo. E poi le battaglie tutte montanare dei galli cedroni, la maestosità di una scarpata abbigliata di violacei colori, greggi di pecore rannicchiate ai piedi dell’Ortigara, muti raggi di sole in anfratti inesplorati. Storie fragranti di natura, di verità, di saggezza che s’annoda in apprendimenti tramandati di generazione in generazione. Come nelle Scritture Sacre. Come nelle vicissitudini dette dal vecchio al bambino.
L’Altopiano saluta in questi giorni Patrizio Rigoni, naturalista autodidatta. Perché quassù non è esigenza una cattedra: è legge di vita la passione che s’inalbera nel cuore. Genio è chi sa trasformare uno strumento in emozione. Così dentro uno scatto ci celava un microcosmo: attimi e sospiri, balbettii e trasalimenti, gocce cadenti e fiocchi leggeri. Aurore a primavera, meriggi e tramonti, inverni con lune volutamente piene. E colpiva, coglieva, evocava. Accendeva la curiosità d’incamminarsi alla scoperta di quella cavità che sembrava incredibilmente paradisiaca.


La voce della natura, la musica del silenzio, la dolcezza della solitudine ricercata: la sete di emozionare e di lasciarsi emozionare. Lo incrociai ad un incontro: mi colpirono quegli occhi tutti sorridenti che t’avvolgevano, ti ampliavano l’orizzonte, comunicavano senza parole. Appresi lì, tra un bicchiere di grappa e un album di fotografie, il potere della poesia. All’uomo, allontanatosi dal mondo per colpa della malinconia, le parole capaci di sorprendere calano diritte nel cuore. Lui l’aveva capito – come ogni buon maestro innamorato della sua arte – che il cuore esce dal coma con l’immaginazione. Oggi la corsa ci ruba la sorpresa, l’improvvisata, l’estro, lo stupore. Francesco d’Assisi investiva ore a contemplare il volo delle rondini: simbolo di libertà. Il ritmo della nostra vita può impedirci di accorgerci degli altri. Può spegnere la tenerezza. E la tenerezza è la poesia dell’amore.
Non sempre la competenza s’apprende su banchi di scuola. Può capitare a tutti un giorno, seduti all’ombra d’un faggio, di cogliere il salto di un pettirosso tra due rami. E pensare che, dopo tutto, anche la vita dell’uomo è poco più che un salto.
Dal tempo all’Eterno!


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