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Sunday, January 13, 2008 - ore 06:56


Collaborazione con Il Mattino di Padova
(categoria: " Riflessioni ")


SULLA VIA DI EMMAUS
"Inginocchiarsi per imparare a stare in piedi"

Inizia con questa domenica la mia collaborazione come opinionista della testata giornalistica de Il Mattino di Padova. La rubrica si chiamerà "Sulla via di Emmaus", immagine presa volutamente a prestito dalla pagina del capitolo 24 del Vangelo di Luca. Una collaborazione resa possibile dall’attenzione e dalla disponibilità datami nella persona del Direttore Omar Monestier.
Un’occasione ulteriore per mettere in gioco fino in fondo il mio essere prete oggi.

***

Stranamente parte in un giorno per me "faticoso": tre anni fa, proprio questa notte, Stefano, un piccolo bambino, completava il suo strano percorso quaggiù: lassù nasceva una stella e un angelo veniva messo a protezione e custodia di un giovane sacerdote.
Il mio primo funerale, la mia prima prova, la visione di un Dio esigente...
Ti voglio bene, Stefano: ti sento sempre sulla mia spalla!

di don Marco Pozza
da Il Mattino di Padova, domenica 13 gennaio 2008, pag. 15

“Sulla via di Damasco” (sabato, 10.05, RaiDue) è una boccata d’ossigeno nell’anidride carbonica dell’informazione televisiva. Storie di cristianesimo attuale portate a galla e raccontate da don Giovanni d’Ercole, un prete dai capelli bianchi che, per una volta, ben s’addicono ad una sapienza tutta biblica. Mi piace quel suo cristianesimo senza miele e senza fiele, con tanto sale e un pizzico di appassionata poesia. Un prete dalla faccia pulita che annoda i cuori all’Uomo della Croce. E-vocando la Verità.
Sulla via di Damasco, Saulo di Tarso avvertì la potenza della Luce che illumina le tenebre.


“Sulla via di Emmaus” vorrebbe tradursi in una briciola di pane per viandanti assetati di scoprire i nascondigli di Dio. Sulla strada che da Gerusalemme va verso Emmaus due viandanti, Cleopa e un altro, la sera di Pasqua stavano discutendo assieme. Tema di grande importanza: la morte del Nazareno. Si parla di ciò che sta a cuore. Sta a cuore ciò che si cerca. Si cerca ciò che si ama. Conclusione: stanno parlando di un Amore. Il Risorto s’avvicina ma non vuole folgorarli, bensì istruirli e confortarli. Infatti, Gesù inizia con una domanda. Attenzione: li aveva cercati e raggiunti per rincuorarli, correggerli e illuminarli. Ma non attacca il discorso: cerca di introdursi con dolcezza, con una domanda semplice, naturale e discreta. “Che cosa sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?” (Lc 24,17). Si concentra sulla loro malinconia. L’incoraggia a parlare. Si conquista la fiducia. Fa finta di voler andarsene. Fa finta: meraviglioso un Dio che… fa finta! Entrano nella locanda: spezza il pane. Un messaggio in codice! Poi scompare. E i due? Avevano iniziato il loro cammino con il passo stanco e depresso, adesso partono senza indugio, di corsa, verso Gerusalemme, ansiosi di dire a tutti che Gesù è risorto: loro lo hanno incontrato.
Stanchi di camminare, iniziano a correre:contraddizioni tutte divine!
“Sulla via di Emmaus” sogna di tradursi in uno spazio di fede giovane, additante la santità. Con la stessa sconsideratezza di quel prete dai capelli bianchi. Che - in un contesto in cui si calpestano i sentimenti religiosi e spesso si dileggiano i simboli cristiani protetti dalla libertà dell’arte e della satira – mi dimostra il perdurare di una certezza: chi è capace di inginocchiarsi davanti a Dio è capace di rimanere in piedi davanti all’uomo.
Appuntamento ogni domenica: Pasqua della settimana.
Il giorno che rese celebre quella borgata limitrofa a Gerusalemme!


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