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Sunday, January 13, 2008 - ore 17:12


Appunti sull’Amore Dolente
(categoria: " Amore & Eros ")


La Ragazza ha le idee chiare (i maschi, ma non solo, cliccheranno sul tasto destro del mouse e salveranno la foto nella cartella che preferiscono).



Due settimane fa ho rivisto con piacere Antonio, un amico di Padova alto, magro dai capelli lunghi e dal piglio deciso. Ci siamo visti in tarda serata al locale che qui chiameremo Fetish Market (per non essere accusati di fare pubblicità a un club di spacciatori di hip hop e Erasmine espagnoles).
Si beve una birra al banco e e mi racconta di come gli va la vita in Svezia, Paese del Primo Mondo in cui Antonio risiede da circa due anni e dal quale ritiene assai sconveniente rimpatriare. Antonio ha una gran bella ragazza autoctona con la quale convive. E’ molto innamorato e, da rubacuori-e-mutandine quale è sempre stato, mi confida che “’sta volta fa sul serio”. Lei deve finire gli studi e lavora come cameriera per dividere l’appartamento a Goteborg con lui. Una bella storia d’amore vero.
Causa diverse birre io e Toni decidiamo di fare un salto alla truce toilette (leggi: autentica latrina) del Fetish Market. Inopinatamente, chi ci aveva preceduti aveva lasciato il luogo in uno stato che ricorda questi giorni della “munnezza” napoletani. Atroce visione! Io, pur maschio e naturalmente avvantaggiato, mi rifiuto di farla lì. Toni approva e facciamo per uscire dalla toilette, quando le tre ragazze (brutte, davvero brutte tutte e tre!) che aspettano il loro turno prendono a commentare: “sì, andatevene, maschi!”, “è meglio se ve ne andate”, “ci sono troppi maschi in questo posto, che schifo!”. Non credo alle mie orecchie per l’inusitata aggressione verbale in un locale in cui le donne vanno per farsi strusciare dai mandrilloni in pista e sotto il fungo calorifero mentre fumano sudaticce una sigaretta dietro l’altra. Toni mi guarda dispiaciuto per tanta insipienza delle cesse nel cesso e mi guida, essere di superiore distacco, fuori dall’antro osceno ributtante. Io mi limito a ricordare a quella che sembrava la capetta della Brigata del Cesso: “sei mezza maschio anche tu!”. “Che vuoi dire, eh?”, dice lei sprezzante viperina. “Tuo padre è maschio, ti ha fatta insieme a tua mamma, ergo sei mezza maschio anche tu!” L’orgoglio di sé rocca forte, il sessismo nei cessi è da loser. Andiamo avanti.


Bryan Ferry “Slave to Love”: epitome dell’Amore New Romantic degli 80’s. una scuola di stile e belle donne.

Si dice che l’uomo italiano, il macho latino (?), non è più un seduttore, un Casanova, un Califano. Non scherziamo: Casanova era un nobile libertino colto e innamorato delle donne tutte, gli altri non li vedeva proprio. Allora oggi rimangono i suoi grotteschi imitatori, soprattutto televisivi, in sedicesimo. Ha fallito il macho latino? Finalmente!
Bisognerebbe domandarsi cosa significhi “macho latino”. Io non mi sento né l’uno né altro. Il “Macho” latino è un fuco dalla forma varia e cangiante, dalla pelle aliena, dai capelli ingellati, penetratore non inseminatore, insidioso prodotto da esportazione nordeuropea, mononeuronale, maschilista. Egli teme il passare delle stagioni. In tutti i sensi: vive soprattutto d’estate e ama il caldo, teme però d’incanutirsi. E’ la versione maschile dei difetti presenti nella donna. Il “Macho latino” non fa figli. Il “Macho latino” fa cagare.
Io sono uomo, non oggetto da collezione. Io sono veneto, non sono latino. Io intendo implementare il mio DNA con un DNA almeno altrettanto valido e sollevare con le mie opere e i miei consigli lo sgradevole tenore etico e biologico dei miei contemporanei. Per far ciò io ho bisogno di una donna, una Signora della Vita. Non femminette dall’Amore Dolente, fiorellini timorosi di essere presi e recisi, imeni idolatrati, cavalle da sagra, scialbe PR di se stesse, femministe part-time, gatte da vetrina, impiegate precisine nell’organizzare. Non organizzatevi, lo farò io per voi. Rifuggite la schizofrenia auto-appagamento-approvazione sociale, cercate l’innamoramento!

David McTaggart, l’uomo che ha reso grande Greenpeace affrontando più volte le navi nucleari francesi a Mururoa. Un uomo coraggioso e solo, spesso, nella lotta. Ma con 4 mogli e 5 figli (o il contrario, non ho mai capito).

Cosa non vediamo più in Idaglia:
1 – Tante persone innamorate. In Idaglia le persone innamorate sono molto molto rare. Le si nota come si nota un’eccezione.
2 – Coppie che passeggiano mano nella mano. All’estero lo fanno senza vergognarsi anche a 40, 50, 60… anni. A me piace vedere le coppie che si tengono per mano. Mi fa sentire vivo.
3 – Il bacio casto. In pubblico il bacio è diventato una mistificazione, un’illusione. E’ con la lingua o non è. Non parlo, ovviamente, dei due bacetti dati tra amici/he per salutarsi. Parlo invece del bacio tra innamorati in pubblico. Fateci caso: troppo sopra le righe, non è dolce.
4 – Donne che sappiano dire che no, “Il numero di telefono non te lo do!”. Te lo danno TUTTE. Poi ti sfibrano con infiniti sms, telefonate nel dominio del nulla, la difficilissima organizzazione di eventi come uscire a mangiare la pizza. Ma prima devono sentire le amiche.
5 – Donne che non ti chiedano l’e-mail. Devono avere la tua e-mail. E così nasce una versione, se possibile, ancor più pervicace e insidiosa del trappola telefonica. Ti mandano foto, ti chiedono foto. Ti mandano poesie, ti chiedono poesie. Il corteggiamento copia-incolla. Valuterò se abbonarmi a un sito porno senza foto e senza poesie.
6 – Donne che abbiano intenzione di metter davvero alla prova il nuovo partner. Non intendo ordalie medievali o giochi senza frontiere. Intendo: passare molto tempo insieme. Eppure esse dicono a lui e a se stesse: “purtroppo, il tempo non c’è”. Si va però al solito bar nelle piazze, al centro commerciale, da Media World a comprare i DVD e le cartucce per la stampante. Esse passano il lunedì sera a lavarsi i capelli e a guardare la fiction in TV. Sono ricche di tisane e te le propongono anche con la pizza.
7 – Donne in grado di dire: “No, basta aperitivi! Non voglio passare un’altra serata a bere 1, 2, 5 spritz in un locale affollatissimo e rumoroso dove io incontro le mie amiche e tu i tuoi amici. Portami piuttosto a cena, ché lì parliamo per almeno un’oretta tranquiloli tranquilli e capisco se mi interessi o se stiamo perdendo tempo in due”. Andrei in deliquio per una donna che dopo 1, 2 appuntamenti-aperitivi (lo chiamiamo Spritz-Date?), mi dicesse senza tanti fronzoli che mi vuole SI’, oppure mi vuole NO.
8 – Donne che sanno che lavoro fai, dove vivi, cosa vuoi realizzare nella vita, cosa hai già raggiunto, per quali sogni o persone saresti disposto ad andare in prigione. Ormai le conversazioni al bar o al club sono semplicemente la somma di due monologhi paralleli. Il testosterone, quello buono, ne soffre.
9 – Donne (soprattutto sopra la trentina) che annuncino pubblicamente: “io quello lì lo amo, lui è il mio uomo!”. Qualsiasi donna inglese, francese, tedesca lo farebbe. Senza scenate carnascialesche, ma in modo chiaro e limpido. Per poter dire prima di essere sepolte di aver amato veramente.
10 – Donne con 1 o più bambini. Il consumismo ha negato la donna in quanto tale, più di ogni altra ideologia. Nell’urgenza di “comprare tutto” e di “comprare bene” la donna trascura l’Elemento Centrale della sua vita. In Idaglia da 27 anni il tasso di mortalità è più alto del tasso di natalità e negli ultimi 10 anni è vertiginosamente aumentato il numero di donne “celibi per scelta”: solo un’avventuretta triste in auto o in casa dei genitori e tanti saluti. Così la stirpe muore. Ma la donna è troppo impegnata a fare le pulci al suo degno compare maschio per assumere miglior consiglio.

Io stimo questi anni una Tragedia di Proporzioni Cosmiche. I mediocri ridano. I puttanieri diano loro man forte. Le Acide dicano che è sempre solo colpa del maschio. Le Troppo Belle si passino una mano tra i capelli. Ma io, in ogni caso, una soluzione la trovo.


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