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Leggo i gatti di polvere di casa mia

Leggo Kerouac, e non mi rompete i coglioni che
leggo Kerouac, e ascolto tutti i miei dischi, e leggo anche Tondelli e Andrea De Carlo che
diventano i miei scrittori italiani preferiti.

Brizzi, a tratti...

Ho ricominciato a sfogliare Coelho e Nick Hornby

E già che ci sono ogni tanto qualche manga che ci stanno sempre bene.

HO VISTO

Due occhi di ghiaccio trasmettermi calore

La falsità di chi scompare; la falsità di chi non ammette; la falsità di chi promette.

Un ponte troppo romantico.









STO ASCOLTANDO

Pearl Jam
R.E.M.
Riproviamo con Liga
Nirvana
Guns N’ Roses
Queen
Goo goo dolls

I Baustelle... Manco sapevo chi fossero eppur non sono malaccio se gli ascolti per una decina di volte a canzone.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

L’abito non fa il monaco, mai.



ORA VORREI TANTO...

Di nuovo queste labbra e questi occhi...





E...





STO STUDIANDO...











OGGI IL MIO UMORE E'...

Propositivo








ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...

MERAVIGLIE


1) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..


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Ecco la mia vita, raccontata a chi vuole sentirla. Sono i miei sfoghi, le mie paure, i miei dolori, le miei gioie.

Il blog non è privato per la maggior parte dei post, (non mi va di risentire certe cose dette o riferite in questo ultimo periodo.) non me ne frega un cazzo di quello che pensate.

Tratto da un film...

# Boris: Ciccio, la radio è un hobby. Potevi essere maniaco di francobolli, di pesci gatto o di che cazzo ne so. Dai, avrai comunque le tue trecentomila al mese. Cambierai la 127 ogni tre anni, ti sposerai Ilaria, perché quelli come te sposano sempre quella che hanno conosciuto alle medie.
Bruno: Cosa vuol dire quelli come me?
Boris: Vuol dire quelli come te. I figli: un maschio e una femmina, se ti va male due e due. A cinquant’anni la casetta tua con tutte le grate alle finestre perché abbiamo paura degli zingari, è chiaro. Guzzerai Ilaria una volta al mese e solo quando sarete ciucchi. E poi le paste la domenica mattina, i tortelli alla vigilia, qualche petardino a capodanno. Le barzellette al bar in dialetto e l’italiano davanti al capo. Novantesimo minuto vita natural durante, la 127 lavata il sabato per portare la famiglia fuori la domenica, una vita di straordinari per comprarti lo Zodiac per le gite sul Po, e tre o quattrocento hobby nuovi perché il tempo libero ti ammazza. Gran sballo. Quelli come te sono anche capaci di fare volontariato alla croce rossa.
Bruno: Quelli come me quelli come te li mandano affanculo.
Tito: Anche quelli come me!
Boris: Quelli come voi sono i prossimi Kingo, Virus, Bonanza...
Tito: Tutta gente che ha deciso come stare al mondo. Quelli come te l’unica cosa che fanno al mondo è dire agli altri come dovrebbero starci.
Boris: [A Freccia] Cazzo ridi te? Credi di stare meglio?
Freccia: No, io non credo niente. Credo solo che sei un po’ stronzo.
Boris: Hai ragione a non credere a niente. Non hai mai creduto in niente. Niente Dio. Politica, per carità: PCI, DC, bombe, non bombe, è lo stesso. E il bello è che non te ne frega davvero niente. Te ne stai qui, a fare lo sborone con queste due o tre cosine. Ma è facile cocco, così è molto facile.
Freccia: Amen. [Se ne va]


Meez!!!!



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sabato 7 giugno 2008 - ore 14:42


e 27 sono
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tanti auguri a me...

Tanti auguri a me....

Tanti auguri ad Alberto

Tanti auguri a me...

Ma guarda te se mi tocca pure offrire da bere questa sera per una mandria di alcolizzati!



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mercoledì 21 maggio 2008 - ore 21:47


Soddisfazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma che bella che è casa mia tutta colorata

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martedì 20 maggio 2008 - ore 16:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mia madre adesso in ufficio dopo che siam tornati da casa mia...

"Alberto posso dirti una cosa?"
"Dimmi...."
"Hai scelto un colore da donne per casa...
Le ragazze dell’ufficio in coro:
"Che colore?"
"Lilla"
Tutte... " -.- "

oooooooooook, ho la casa non patrocinata dallo stato visto anche le vocine a coro di approvazione.

Messaggio ad un amico:
"Mia madre dice che è un colore da fighe casa mia..."

Risposta:
"tua madre ha detto una cosa giustissima.......infatti di fighe li dentro ce ne dovranno entrare in abbondanza!!! Vedi che ne sò una cifra "

Ok, ristabilito l’ordine delle cose.

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martedì 20 maggio 2008 - ore 14:18


Aria di compleanno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Visto che sta arrivando il mio compleanno ho deciso di regalarmi qualche giocattolino...

Devo solo capire cosa voglio esattamente...

Questo tavolino è come già fosse in casa mia.



Questo mobile mi inquieta in quanto inutile ma lo adoro



Questa manco saprei dove metterla ma... giocattolo...



Questo in entrata farebbe la sua porca figura visto che ho il soffitto lilla...



E dopo questa torno alle mie piantine di casa e modellini fatti di carta lasciando spazi vitali minimi per far entrare tutto quello che voglio

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lunedì 19 maggio 2008 - ore 15:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Crisi mistica pre acquisto...

Questo...



o questo....



A dire il vero se mi fanno un buon prezzo li piglierei tutti e due....

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lunedì 12 maggio 2008 - ore 12:31


Dall’archivio magnetico del nostro vecchio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giorno 11 ottobre 2007 ore 17:00

"Cazzo" il nostro drugo esclamava tra sè e sè
Non voleva essere li, sicuramente, quell’ufficio gli andava stretto, troppo stretto. Cercava una via di fuga per il corpo, la mente non era li. Vagava per i ricordi.
Dita veloci sulla tastiera di un telefono, un messaggio, un appuntamento estorto, un’ansia che arriva.
"Ciao Edo"
"Ciao vecchio come mai da queste parti a quest’ora?"
"Dammi un gin"
Era li che lavorava il ricordo e la persona che gli stava dando due minuti di felicità chimica era forse uno dei suoi migliori amici.
"Vengono anche la jenny con la bimba forse"
"La mia sofia è tanto che non la vedo"
"Sai cammina..."
Il nostro drugo era ora invaso dai ricordi e stava per crollare, si fece forza e si tuffo tra un sorso di gin e un oliva. Ma... eccola.
"Ciao... mi... io... vuoi da bere? No? Andiamo fuori? Si ci sediamo li."
E il nostro drugo riuscì ad essere lucido e forse fece uno dei discorsi più decenti della sua vita, ma solo una persona ne fu testimone, una persona che in quel momento era LA persona.
E ad un tratto tutto quello che non doveva succedere.
Lacrime.
Penserete che siano lacrime per le parole dette, ma no, non voleva piangere per lo stesso motivo quel giorno, ma qualcosa è successo, basta guardarlo.
"Vieni qui dai...."
è chino per terra sulle ginocchia, con le mani aperte, il batticuore, e gli occhi ormai non trattengono più le lacrime, ma sta ridendo.
Un esserino di 40 cm è li davanti a lui a pochi metri, e si regge sulle gambe, più o meno, e a passettini si avvicina.
Il nostro drugo ha la voce smorzata ora.
"La mia bimba... dio..."
Ed è sconvolto dai ricordi mentre l’abbraccia.
Un pianto da una sala parto uno notte
La paura di prenderla in braccio
La gioia di sentirla che si addormenta mentre ti abbraccia al collo
I passeggini
I pupazzi
Parole dette in quei momenti con la persona che si ama
I pianti
La rabbia di sapere che non potrai vederla crescere.

Giorno 9 maggio 2007
"Ti amo"
Le parole mentre apriva una scatola innocua, il contenuto aveva un Senso.
Un piccolo cerchio
Una grande promessa
E quello che doveva essere l’inizio di una vita

Giorno 26 Settembre 2007 ore 17:06
Un telefono vibra su di una scrivania in un giorno come tanti altri.
Un messaggio.
Una fitta la cuore.
- Alle sei e mezza finisci di lavorare che passo di li che parliamo -
Una canzone di battisti che gli viene in mente.

"Ma c’è qualcosa che non scordo
c’è qualcosa che non scordo
che non scordo ...
Quella sera ballavi insieme a me
e ti stringevi a me
all’improvviso, mi hai chiesto lui chi è
lui chi è
un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso
il nostro amor dissolversi nel vento
ricordo, sono morto in un momento"

Lacrime.

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lunedì 5 maggio 2008 - ore 15:25


Controindicazioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La vita è buffa.

Così il nostro hermanno pensava mentra il rumore di quattro cilindri scalpitanti gli entrava nel cervello, nelle scapole, nella spina dorsale.
Si, è proprio buffa, ghignava tra sè e sè, mentre le sue labbra si increspavano in un accenno di qualcosa che potrebbe sembrare un sorriso, ai più superficiali, ma se a vederlo da fuori, di sfuggita, poteva sembrare anche felice, beh, bastava soffermarsi per vedere il resto del volto sconvolto da una sicura notte insonne, e poi c’era quel bagliore cha attirava, dall’occhio sinistro una singola lacrima solcava le guancie fermandosi proprio sopra all’increspatura delle labbra dovute al ghigno.
E andava così, se volete potete anche pensare sia pazzo, se volete potete anche pensare che sia solo una persona normale, ma il vecchio drugo era così, senza la benchè minima ragione in tutto quello che faceva, diceva, pensava. O forse pensa.

Ma sicuramente è il caso, sempre se vorrete, di cominciare questa sgorbia storia dall’inizio.

"E un saluto a villa Baloo..."
La frase riecheggiava tra le pareti di un locale che in quel periodo a Padova "tirava". Tra la folla eccolo li il nostro hermanno, al solito tavolo, con la solita gente, era felice. Lo si vede che sa da chi andare e dove andare per avere quello che vuole, quando lo vuole.
"Ehi Baloo questo giovedì festa da te?"
"Bah" il nostro hermanno "a dire il vero ci sarebbe anche la Clo con la casa libera, i suoi andavano via"
E la serata andò come tutte la altre di quei mesi, l’alcol inibiva la mente, e il fumo di un paio di joint usciva sempre dalle bocche affamate alle cinque di mattina. E i discorsi erano sconnessi, le emozioni sconnesse, i pensieri sconnessi.
E il nostro hermanno non capiva quello che pensava e si abbandonava a questa orgia di sensi ed emozioni. Gli piaceva la compagnia costante di gente, si sentiva solo in fondo.
La notte era tremendo.
La mattina catastrofica e la matter di certo non aiutava in tutto, ma, fortunamente, o sfortunamente a ben guardare, in quel periodo era solitario in casa, lasciato ai suoi pensieri.
"Ma cosa succede? ti sei intristito?" Chiedeva passando la cicca fatta in casa il caro Nigger
"Boh, tutto un po’ strano, sto quasi bene stando da solo, fiorellino è andato, meglio ricominciare giusto?" Rispose, poi avvicino la paglia alle labbra che illuminò il suo volto nella penombra del salotto mentre un disco di cui certamente poteva fare a meno l’umanità intonava noti convulse e cardiopatiche.
"Hai visto la viola?"
"Si decisamente, è pure in rotta con il finto perbenio fraticida, ma non saprei, vedremo giovedì, andiamo dalla clo e ci fermiamo li a dormire."
"ahahahahaah, azzanni?"
"Sempre fratello."
E si abbandonarono a discorsi convulsi della qual memoria nessuno ricorda, forse solo un anedotto, quasi un sogno, tre amici stesi in un letto che vaneggiavano su una partita a beach soccer.
E i giorni passarono sempre con i soliti aperivi e la stessa flemma.
"Allora questa sera dalla Clo?" Apostrofò l’amico.
"Si andiamo li, cena, cazzeggio, e dormiamo da lei, c’è pure la sorella che ha il moroso ma è un gran pezzo di donnina"
"Ale, lascia stare che è piccola e ti segregano e gettano la chiave" (questa frase sarebbe da ricordare dopo cinque anni per altri motivi ma stesse persone).
C’era un tv accesa, un disco che suonava, alcol, polizia.
C’era della gente che restò incantata a fumare joint mentre LA voce reppava una canzone, la scena restò negli annali.
C’era un letto e quattro amici.
C’era il nostro hermanno sulla destra che si infilò li per restare a fianco della preda, c’era la preda floristica, c’era la clo, c’era il nigger, se la memoria non mi inganna.
C’era una mano su dei capelli.
C’erano coscie tese
C’erano respiri affannati
C’era gente che dormiva
C’era gente che si rendeva conto
C’era che era una bella serata

"Bella serata ieri vero? A parte che non ricordo nulla di quello che ho detto e/o fatto" disse LA voce
"Gran bella, strana, sai, tra me e la viola, ma tanto la si finisce qui."
"Ma la clo nulla?"
"Amica, lo è e lo rimarrà. Forse per la prima volta in vita mia ho un amicA sincera, beh, me la tengo. E poi c’è il superbello che ha diritto di prelazione ahahaha"
"Questa domenica che facciamo?"
"Fammi almeno capire se sono ancora vivo o è un illusione."

"Paolo" disse al telefono hermanno "Domenica andiamo al mare allora? La tipa che dovevi presentarmi, l’amica della cuz viene?"
"Si si confermato! Ci troviamo dalla erica alle otto e partiamo"

Era una fresca mattina di inizio maggio, sapete, quelle mattina quando l’odore del mare è nell’aria, il sole si alza a fatica, la serata prima si fa sentire nelle gambe ma sai che sarà una giornata stupenda.
E hermanno non sapeva ancora cosa lo attendeva, la sua vita stava per cambiare e non lo sapeva ancora. Se solo esistesse la macchina del tempo chissà che farebbe, quella mattina stava per mandare un messaggio per disdire il tutto ma poi, si rese conto che gli faceva bene svagarsi anche quel giorno.
La moto si accese in un boato, il casco odorava ancora di nuovo e quella giacca era così linda da poterci mangiare. Zaino in spalla. Una marcia ingranata.

"Ehilà, ciao cuz, Paolo deve ancora arrivare?"
"No no è in casa, ora esce, ma vieni che ti presento la mia amica.... Giorgia questo è Alberto..."
"Ciao Giorgia, piacere tutto mio"
"Porgy per gli amici."
E il nostro hermanno restò li, incantato. Paolo era riuscito a portare una stella quel giorno. E per la testa il pensiero era uno solo, ok, non ce la farai mai, ma almeno per oggi provaci, domani non la vedrai mai più"

Era il 4 maggio 2003, domenica.

La strada correva veloce, la giornata volò. Tra un "Sei acida" e un "no sono stronza", hermanno capiva che la storia prendeva una piega strana.
E... che ci crediate o meno, beh, lei resto a parlare per ore con lui sotto casa, e si, che ci crediate o meno, lui fu così folle da amarla da subito.
I giorni seguenti furono giorni strani, il 4 maggio un pensiero gli passò per la testa al caro hermanno, l’ho persa.
Doveva andare a Roma.
Era il 5 maggio 2003. lunedì. "L’ho persa".

"Ehi allora come va con Giorgia, mi ha detto la Cuz che vi sentite sembra ora che sei a Roma..."
"Si cavoli, parliamo per ore, sono giorni che non facciamo altro che parlare, venerdì torno a padova, usciamo assieme?"
"Sento le due che vogliono fare, ma si può organizzare"

Venerdì arrivò, con le palpitazioni al cuore, un’emozione che non provava da tempo o che forse, anzi si sicuramente, non aveva mai provato.
Eccola lì.
Bella, stupenda, una stella.

E ci furono azioni, pensieri, fino a....

lo sguardo del nostro caro vecchio hermanno mentre con la macchina era fermo sotto casa di lei

uno sguardo perso nel vuoto

uno sgurdo raggiante però, sorpreso, confuso, catatonico, strano.

E lei se ne accorse.

"che hai? è stata una bella serata e avevo voglia di darti un bacio" le stelle parlano?
"non ho parole per descrivere quello che provo ora."
"tanto domani non mi cercarai, tanto è tutto qui"
"Lo vedremo." ghignò il nostro hermanno

Ecco come è iniziata questa sgorbia storia.

Ed ecco perchè il nostro hermanno è così ora.

Ma questo lo sapremo un’altra volta. Per il momento vi basti sapere che il nostro hermanno è lì, che ghigna piangendo. E sta tentando di mettere assieme i pezzi del puzzle che è la sua vita in questo momento.

Ma i pezzi forse sono un altra storia che cominceremo a breve. Forse.

Vi lascio con la canzone che sta ascoltando ora la nostra vecchia conoscenza.

Perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi
insopportabile

forse è meglio dondolarsi
tra l’estasi e la noia
cercando le risposte
più plausibili

com’era l’albero
così sarà il frutto
dolce pensiero di vivere
tutto

non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo

ci sono infinite cose
deliziose
così vicine agli occhi
che non le sai vedere

quanto tempo abbiamo perso
inutilmente
seguendo dei percorsi
inevitabili

com’era l’albero
così sarà il frutto
dolce pensiero di vivere
tutto

non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo

non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo

perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile


Vi basti solo sapere che una volta le voci erano due a cantarla e ora il nostro hermanno ascolta Carmen cantare.

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lunedì 5 maggio 2008 - ore 13:52


Mi piaceva
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ricordi.


"Via, prendo su la moto andiamo via....."

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venerdì 14 marzo 2008 - ore 14:20


Adios
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Saluti Legio!

Mi mancheranno i racconti delle tue gesta.

Ma comunque...

go rock

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lunedì 3 marzo 2008 - ore 15:48


New house
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’operazione "diamoci un tetto" sta procedendo, è arrivato il materasso oggi a pranzo

Metto un paio di fotine della casa...

Cucina incasinata...



Tappeto della camera da letto...


Letto con lenzuola nuove




Le immagini son piccoline... fatte con il cellulare due secondi

Appena tutto è sistemato faccio un bel po’ di foto con la nikon che magari si nota qualcosa di più

Se qualcuno ha commenti, in particolare sulla disposizione del letto... l’ho messo ad angolo ma non sono convinto...

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