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GIULIA BLASI
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2009 Einaudi.




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di Rinaldo Gaspari con Aldo, Giovanni e Giacomo; regia
teatrale di Arturo Brachetti
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e Jake Gyllenhaal, di Ang Lee
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IL DIAVOLO VESTE PRADA,
di David Frankel, con Meryl
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;

IL 7 E L’8, di Giambattista
Avellino, Ficarra & Picone;
nel cast, Salvatore Ficarra,
Valentino Picone, Remo
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PARANOIE


1) Quelli che si appendono un Cd allo specchietto retrovisore dell'auto....
2) Quando arrivi a fidarti solo di te stesso...
3) essere ammalati quando in realtà hai un sacco di cose divertenti in programma
4) non aver avuto il coraggio di dire in tempo ad una persona quanto importante fosse per te e scoprire che ora non puoi più farlo...
5) Pensare di essersi dimenticati la macchina aperta con il portafoglio dentro
6) Sapere che il tempo passa inesorabile e aver paura un giorno di dimenticare tutto,la vita,gli amici,gli affetti,le persone....e aver paura di tutto questo!
7) svegliarmi e scoprire che mi piace la musica di dj Francesco..potrei morire..sul serio eh

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) suonare col proprio gruppo a San Siro con milioni di persone
3) Sarebbe una meraviglia se riuscissimo a essere onesti con noi stessi e con gli altri allo stesso tempo sempre...
4) Lo stupore di sentire che ogni giorno ti vuoi bene sempre di più e in modo diverso
5) ...vivere senza illusioni...
6) mio padre che viene da me e mi dice di essere orgoglioso di me...
7) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.


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lunedì 15 marzo 2004 - ore 17:34


Chelsea Hotel #2
(categoria: " Musica e Canzoni ")






I remember you well in the Chelsea Hotel,
you were talking so brave and so sweet,
giving me head on the unmade bed,
while the limousines wait in the street.

Those were the reasons and that was New York,
we were running for the money and the flesh.
And that was called love for the workers in song
probably still is for those of them left.
Ah but you got away, didn't you babe,
you just turned your back on the crowd,
you got away, I never once heard you say,
I need you, I don't need you,
I need you, I don't need you
and all of that jiving around.

I remember you well in the Chelsea Hotel
you were famous, your heart was a legend.
You told me again you preferred handsome men
but for me you would make an exception.
And clenching your fist for the ones like us
who are oppressed by the figures of beauty,
you fixed yourself, you said, "Well never mind,
we are ugly but we have the music."

Ah but you got away, didn't you babe,
you just turned your back on the crowd,
you got away, I never once heard you say,
I need you, I don't need you,
I need you, I don't need you
and all of that jiving around.

I don't mean to suggest that I loved you the best,
I can't keep track of each fallen robin.
I remember you well in the Chelsea Hotel,
that's all, I don't even think of you that often.

Leonard Cohen
dedicata a Janis Joplin

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lunedì 15 marzo 2004 - ore 10:24


107.3: RADIO CAOS...
(categoria: " Cinema ")




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venerdì 12 marzo 2004 - ore 10:58


Grand Jacques
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Il 9 ottobre del 1978 muore per un cancro al polmone Jacques Brel, il più influente cantautore, insieme a George Brassens, che abbia calcato le scene francesi nella seconda metà del Novecento.

Artista completo, cantante, mimo, teatrante. Oltre alla sua voce, nervosa e nitida, fondamentale è la gestualità;le sue braccia si muovono dando vita ed espressione a personaggi - attraenti o repulsivi - che non vengono volutamente descritti in modo dettagliato attraverso il testo.

Tra le sue canzoni più famose, si ricordano Ne me quitte pas, La valse a mille temps, La chanson des vieux amants, Jef, Amsterdam, La ville s'endormait.
Temi contrastanti si alternano con ironia, sarcasmo, ma anche dolcezza.

Molti sono gli artisti che si sono cimentati in rifacimenti dei suoi pezzi: in Italia ricordiamo senz'altro Patty Pravo ("Non andare via", "La canzone degli amanti"), Gino Paoli, Bruno Lauzi, Rossana Casale, Duilio Del Prete. Celine Dion ha cantato in più eventi live "Quand'on n'a que l'amour", artisti di culto come Marc Almond e Scott Walker hanno inciso interi album tributo; David Bowie ha reinciso "La mort" e "Amsterdam" in inglese. Ma il suo successo più reinterpretato è "Ne me quitte pas" (If you go away), che vanta riletture di artisti come Frank Sinatra, Shirley Bassey, Sting, Dusty Springfield, Julio Iglesias, Alison Moyet, i già citati Almond e Walker, e recentemente anche Patricia Kaas e Cyndi Lauper. Tra i cantautori che invece sono stati influenzati dallo stile di Brel c'è sicuramente il grandissimo Leonard Cohen.





Note biografiche
Jacques Brel nasce l'8 aprile 1929 a Bruxelles, da padre fiammingo e madre con sangue francese e spagnolo nelle vene; il rapporto con la parte fiamminga del suo paese sarà sempre problematico ed altalenante, mentre la figura di Don Chisciotte ed atmosfere spagnoleggianti ritorneranno sovente nell'immaginario creativo dell'artista. Il padre gestisce una fabbrica di cartoni, e Jacques comincia infatti a lavorare come impiegato, rinunciando nel frattempo anche agli studi; ma trova sfogo alla sua personalità comunicativa e anticonformista in numerose recite teatrali e soprattutto in canzoni di sua composizione, eseguite in cabaret locali e feste studentesche.

Nel febbraio 1953 incide il primo disco, un 78 giri con due canzoni: "La foire" e "Il y a", e viene notato dallo scopritore Jacques Canetti. Il primo album, "Grand Jacques" (1954) cattura invece l'attenzione di Juliette Gréco, che realizza una cover del brano "Le diable". Proprio grazie all'incontro con la Gréco, Brel comincia una collaborazione fruttifera con il pianista Gérard Jouannest e l'arrangiatore François Rauber.

E' nel 1957 che tutta la Francia si accorge di lui; "Quand on n'a que l'amour" vince il Gran Prix du Disque, mentre il primo vero e proprio hit internazionale è “La valse a mille temps” del 1959. Fino al 1966 il ritmo di esibizioni è sovrumano (arrivando a volte a 350 serate l'anno…). Nel '66 Brel decide di dire basta agli appuntamenti live; voglioso di emozioni nuove, confacenti ad una personalità sfaccettata ed inquieta come la sua, fa del teatro il suo primario interesse. Nel 1968 riadatta la commedia americana "L'uomo della Mancia" e nei cinque anni successivi si dedica al cinema. Il secondo addio alle scene, del 1974, dovuto a gravi problemi di salute, sarà invece il più drastico: infatti lascia Parigi, la Francia e i propri affetti per trasferirsi in Polinesia (grazie ai suoi brevetti aeronautici e marini, prende a vagabondare per cielo e per mare). Jacques si stabilisce definitivamente ad Atuona, un villaggio di Hiva Oa, isola dell'arcipelago delle Marchesi, lo stesso sito dove si esiliò Paul Gauguin. Un anno prima della morte, torna a Parigi in gran segreto e incide in presa diretta diciotto canzoni, dodici delle quali saranno pubblicate su un album atteso da quasi dieci anni, chiamato sobriamente "Brel" (vende più di un milione di copie).

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giovedì 11 marzo 2004 - ore 09:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cielo grigio stamattina...

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martedì 9 marzo 2004 - ore 23:06


I COMMEDIANTI
(categoria: " Musica e Canzoni ")







È l’allegria che aiuta i principianti
non certo la retorica
la presunzione in certi primi attori
è tipica.
Nel cartellone dei replicanti
il nome tuo ancora non c’è...
Se metti in scena i tuoi sentimenti...vali!
Testi noiosi dialoghi penosi
imbarazzante recita
mentre la strada chiama alla ribalta
l’anima...
È la paura che ci tradisce
quando il coraggio non si esibisce, in pubblico.
Così finiscono quei talenti
fra gli sbadigli e gli abbonamenti...
Apri il cuore e vai
interpreta chi sei...
Sentirai tutti gli occhi addosso a te
sensazione più magica non c’è
questo è il teatro
ricerca di un’identità
strano equilibrio
fra dubbio e razionalità
un espediente una medicina
un’illusione credibile
convincersi per poi convincere...
Un’audizione, chiedi un’audizione
con grande slancio ed ironia
sarà fatale qualche delusione, vita mia...
E ci sarà chi saprà capirti
certo che c’è un’applauso per te
ma non restartene li
eterno assente.
Ancora troppe timide comparse
dal gruppo non emergono
se i figli d’arte, i furbi, i mestieranti, ostentano...
Senza quei trucchi, senza costumi
la verità riempie i botteghini, credimi...
E l’ambizione fa la sua parte
di questo vivere fanne un’arte.
Lezione utile
recita per te...
Sentirai tutti gli occhi addosso a te
sensazione più magica non c’è
questo è il teatro
un gran mercato di bugie
dove la gente
confronta le sue fantasie...
Non deve entrarci quell’arroganza
nessuno spazio all’ipocrisia
irriducibili guitti via!
..................
I commedianti
strani fenomeni si sa
i commedianti
beato chi li capirà
sfidano il giorno senza copione
la notte poi si trasformano
i commedianti, che fascino!


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martedì 9 marzo 2004 - ore 22:48


A UN PASSO DALLE NUVOLE
(categoria: " Musica e Canzoni ")






In cima alla parabola
Ma prima di discendere
Mi lascerò sorprendere
Ancora dall'amore
E costeggiando il limite
Mi scoprirò a cambiare
A consumare il tempo
Se tempo ci sarà

Ripenserò ai sorrisi
Dati come caramelle
E forse certe stelle seguirò
Fino a quando seduto con te
Starò fermo a guardare
Verso il mare

PERO’ CERTE RAGAZZE E’ MEGLIO STRINGERLE
PRIMA CHE IL VENTO SE LE PORTI VIA
LANCIARE LORO UN BOOMERANG D’AMORE
POI VEDERLE RITORNARE QUI

Ma a un passo dalle nuvole
Il cuore si confonde
E sbatte tra le onde
Di sè non ha pietà

Se è vero che si nasce soli
E soli poi si muore
Perché tanto stupore
Se adesso cerco te

Di questa traversata solitaria senza fine
Conosco rose e spine e molti bar
E ho passato le notti a guardare le luci passare
Lungo il mare

PERO’ CERTE RAGAZZE E’ MEGLIO STRINGERLE
PRIMA CHE IL VENTO SE LE PORTI VIA
LANCIARE LORO UN BOOMERANG D’AMORE
POI VEDERLE RITORNARE QUI

In cima alla parabola
Ma prima di discendere
Io mi vorrei sorprendere
Vorrei mi sorprendessi tu

PERO’ CERTE RAGAZZE E’ MEGLIO STRINGERLE
PRIMA CHE IL VENTO SE LE PORTI VIA
LANCIARE LORO UN BOOMERANG D’AMORE
POI VEDERLE RITORNARE QUI


(E.Ruggeri - L.Ghielmetti)

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martedì 9 marzo 2004 - ore 09:39


Here comes the sun...
(categoria: " Vita Quotidiana ")



...finalmente!

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lunedì 8 marzo 2004 - ore 13:02


Un augurio...
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Un augurio per un buon 8 marzo a tutte le spritzine!

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domenica 7 marzo 2004 - ore 11:05


Neve...
(categoria: " Poesia ")




Passi sulla neve
(Michael Sanders)


SULLA NEVE
OGNI IMPRONTA UNA STORIA
C'E' IL PASSO FORZATO
CHE SOSTA OSCILLANTE
TRA UN IMPRECO E IL NON
SAPER DOVE ANDARE

C'E' L'IMPRONTA
DI CHI SI SENTE BRACCATO
DALLE COSE DI IERI

C'E' IL PASSO SCHIFATO
DI CHI DEVE DIVIDERE
CONDIVIDERE QUESTO LENZUOLO
BIANCO

C'E' IL PASSO DI CHI SI SENTE
INCOLLATO AD UN VINO
SU UNA TOVAGLIA
CHE INCANTA LA FAME

C'E' IL PASSO DEGLI AMORI
CHE RALLENTANO E SI STUDIANO
SPERANDO CHE CADA UN DIFETTO

CI SONO I PASSI DEI BIMBI
IN QUESTO SOGNO CONFUSO
CHE SI SCIOGLIE DA SOLO

C'E' IL PASSO DELLE PREDE
E DEI PREDATORI COME PENNELLI
DELL'ANIMA CHE SCAVA
SU QUESTA TELA
TUTTA DA RISCRIVERE

MACCHIE DI SANGUE DA LONTANO
COME ROSE FUORI STAGIONE
CHE CHIAMANO LA VITA
A METTERSI IN FILA
SOTTO UNA MANO BENDATA
PER USCIRE DAL QUADRO
E PERDERSI NELLE COSE
..DI SEMPRE......







Nevica


Nevica
Come neve
il tempo,
silenzioso e lento,
è caduto
si è adagiato
e s'è disciolto.
Ridotto ad austera pozzanghera
ristagna ora ai miei piedi
ed io lo guardo:
è freddo e torbido
ma vi si specchiano
ricordi e sogni.

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domenica 7 marzo 2004 - ore 10:54


Sanremo e commenti...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


da www.rockol.it

Marco Masini vince il 54° Festival di Sanremo

E' Marco Masini, con “L'uomo volante”, il vincitore della 54° edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Lo hanno determinato i voti (1.328.635) espressi per via telefonica. Ecco la classifica definitiva dei 22 partecipanti:
1 - Marco Masini, "L'uomo volante"
2 - Mario Rosini, “Sei la vita mia”
3 - Linda, “Aria sole terra e mare”
4 - Paolo Meneguzzi, "Guardami negli occhi (prego)"
5 - Bungaro, “Guardastelle”
6 - Massimo Modugno e Gipsy Kings, “Quando l'aria mi sfiora”
7 - Stefano Picchi, "Generale kamikaze"
8 - Morris Albert e Mietta, "Cuore"
9 - Neffa, "Le ore piccole"
10 - Mario Venuti, "Crudele"
11 - DJ Francesco, "Era bellissimo"
12 - Simone, “E' stato tanto tempo fa”
13 - DB Boulevard e Bill Wyman, "Basterà"
14 - Andrea Mingardi e Blues Brothers Band, "E' la musica"
15 - Omar Pedrini, “Lavoro inutile”
16 - Daniele Groff, “Sei un miracolo”
17 - Adriano Pappalardo, “Nessun consiglio”
18 - Veruska, "Un angelo legato a un palo"
19 - André, “Il nostro amore”
20 - Danny Losito e Las Ketchup, "Single"
21 - Pacifico, “Solo un sogno”
22 - Piotta, “Ladro di te”

-------------------------

Ha senso riproporre un Festival che non rispecchia la musica italiana e che i giovani seguono sempre meno? Hanno tentato quest'anno qualche innovazione, tipo l'annientamento della barriera Big/Giovani e il televoto, ma evidentemente il problema è nello scarso valore di molte proposte musicali attuali nel nostro Paese. Molte major discografiche hanno boicottato il Festival, cui hanno partecipato molti sconosciuti.

Ho seguito poco e distrattamente la kermesse, saltando a piè pari le serate di giovedì e venerdì. Sono contento per la vittoria di Marco Masini, non perché io sia un suo fan, ma perché ha incontrato di nuovo l'affetto del pubblico dopo le vergognose accuse di "portare sfiga" (indice di gravissima ignoranza). La canzone, in realtà, mi sembra molto simile ad altri suoi pezzi del passato (ma mi hanno fatto notare somiglianze anche con un brano della Pausini e con "She's the One" di Robbie Williams).
Che dire degli altri? Linda ha una voce sicuramente interessante, peccato che il brano non le renda affatto giustizia. Non ricordo una nota delle canzoni di Bungaro e Omar Pedrini. La più grande delusione è senz'altro Pacifico, stonato come una campana e dalla voce non certo accattivante, a metà strada tra Fabio Concato e Alan Sorrenti. I momenti più imbarazzanti? La canzone di Adriano Pappalardo e l'esibizione di DJ Francesco (penoso) con un branetto che faceva rimpiangere i primi 883. Sottovalutati Neffa e Mario Venuti, e forse anche Morris Albert e Mietta. Non capisco invece come faccia ad avere successo Paolo Meneguzzi, per nulla originale, privo di identità e tutto mossette... I DB Boulevard, nonostante il piazzamento, si sentono parecchio alla radio. Di livello generalmente basso anche gli ospiti, almeno per quanto sono riuscito a vedere: avrei fatto a meno volentieri di Haiducii, degli Aventura e dell'inflazionatissima "Shut Up" dei Black Eyed Peas (ora anche spot Vodafone). Perché Dolores O'Riordan si ostina a cantare l'Ave Maria di Schubert? Nota di demerito anche per la pessima acustica - e questa roba è trasmessa in Mondovisione, bella figura che facciamo...Se proprio non potete farne a meno, ascoltate i brani su Radio Italia, almeno mettono su le versioni dei dischi.

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