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Allanoon
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ETA': 31
CITTA': Padova
COSA COMBINO: architetto abilitato!!!!
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storie fantastiche di un mago terrestre
Genesi
Le mie prigioni
..e venne chiamata due cuori..
La regina degli Straken
Il Tiranno
L’enigma del solitario
HO VISTO
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti.. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli, si dica che ho vissuto al tempo di Achille.
e...
STO ASCOLTANDO
Beethoven...Op27,n°2 my way the end Margherita Hotel California Op.n2 Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
oggi mi vesto di te... e ti spoglio!
ORA VORREI TANTO...
..un pensiero profondo..molto più profondo...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
...come un supereroe non conclude nulla, mai nulla!!!..
OGGI IL MIO UMORE E'...
..da Capitano Dan.. e strano..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
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Come fare a esternare la miglior parte di noi, cercando di comunicare i nostri sentimenti, le nostre paure, i nostri desideri se in realtà dentro di noi coviamo un profondo scetticismo verso il prossimo o una disillusione tale da credere che tutto sia perduto? Così, acquisisce un senso la frase:"..AIUTO!!...no, tu no.."
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
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mercoledì 22 giugno 2005
ore 02:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Grazie stellina.....buona notte e sognami come non mi hai mai sognato..
Fico, ne farò una canzone!
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I COMMENTI (4)
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martedì 21 giugno 2005
ore 17:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
stasera sarai completamente SOTTO la mia volontà...
non vedo l'ora!
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I COMMENTI (3)
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martedì 21 giugno 2005
ore 14:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Le mie prigioni (parte XXVII)
Martedi
Visite e sorprese. La mente naviga e ritorna involontariamente ai fasti del passato. Rievoca alcune situazioni compromettenti, rievoca episodi di gelosia, rievoca circostanze piacevoli, rievoca,soprattuto, sentimenti e passioni. Esule da una realtà contraffatta dal cinismo e inorridito dalla propria ipocrisia, la mente si chiude a nuove possibilità, anche solo all'idea di nuove possibilità. Si barrica in costrutti complicati, in castelli di parole, di concetti, si maschera dietro una falsa idea di cultura di ars oratoria, si nasconde dietro lemmi forbiti e profondi arzigogoli, incurante dell'enorme contrasto cui le parole stesse riconducono. E dall'alto di questa babele si persuade di essere nel giusto, di infondere il giusto, si pervade dell'idea di Giusto. Arriva a concepire il Giusto Assoluto dino a che si convince. E diventa il giusto in persona. O meglio, Il Giusto in persona. In carne e spirito. E da lì intraprende una discesa vorticosa, rapida , come se precipitasse avvolto tra le spira di un batter d'ali mephistiformae chiuse su se stesse. Senza scampo, dall'alto dei suoi trionfi inizia a pendere di lato in modo impercettibile ma inesorabilmente, fino a perdere l'equilibrio e inizia a precipitare. Inizia a titutbare, quindi pende, cade, scivola nell'ombra del non ritorno, e inizia a dubitare. Dubitare di sè. Della realtà che la circonda, dei propri sensi, del prorpio credo, dubitare del proprio IO. E vede l'errore. Precipitevolissimevolmente si accorge della massa informe e senza senso delle parole, del suo esser erudito e solo a pochi centimetri dal raggiungere il suolo rimane basito. Troppo tardi. Succube di se stessa comprende solo ora i risultati della prorpia megalomania. E prima che il Tutto divenisse buoi assoluto, si disse:"La morte.. Hai perso.."
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domenica 19 giugno 2005
ore 12:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Le mie prigioni (parte XXVI)
Ipocrisia
L'ipocrisia di chi ci circonda, l'ipocrisisa di chi vede e non accenna, l'ipocrisia di chi si sene ipocrita e non agisce per non esserlo.
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sabato 18 giugno 2005
ore 22:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Le mie prigioni (parte XXV)
Sabato
Avrebbe dovuto essere un sabato pieno di impegni, pieno di azione e comicità. Un bel cocktail, pensava Sten. Invece si ritrovò nella melma più viscosa e putrida che avresse mai potutoi l coraggio di immaginare. Si trovò con le spalle al muro, così spiazzato da quanto accadde che nemmeno si sentì in cuor suo la forza di credere alla realtà dei fatti. Sten, un nome che gli derivava dal padre materno e dal quale aveva ereditato non solo i tratti somatici ma anche innumerevoli pregi e difetti, tra i quali una sorta di sindromme di Cassandra con la quale difficilmente andava d'accordo. Una sindrome che si manifestava ogni qual volta aveva una discussione con qualcuno. Non si trattava di una patologia con la quale giustificare sè stessi per le incomprensioni del diverbio, bensì di un effetto che gli impediva di poter riaggiustare le cose una volta terminata la disputa. Si sentiva bloccato, soffocato, come tradito dalla sua stessa arte oratoria. Non riusciva nemmeno a pensare al termine del diverbio. Una passante che capitava nei paraggi per caso avrebbe semplicemente detto che voleva sempre aver da ridire su tutto e sempre voleva aver l'ultima parola, ma lui sapeva benissimo che non era così. Credeva in questo. Non riusciva a levarsi di dosso i postumi e le conseguenze di quanto aveva causato o di quello cui aveva preso parte. Il diverbio diventava parte integrante del suo spirito. E ogni volta si impoveriva dentro. Ogni volta la parte della persona con cui divideva la lite moriva, ogni volta la sua sensibilità lo costringeva a privarsi dei ricordi e dello spirito dell'altra persona che conservava gelosamente. Si sentiva morire dentro. La sera in cui si apprestava a rivedere qualche volto amico, la sera in cui pensava di poter far rivivere nel suo spirito l'animo di vecchi amici oramai persi da tempo, invece, fu tradito da qualcuno che gli era molto vicino. Fù tradito nell'affetto, nella mente, nel corpo, nell'animo. E questo traditore non aveva scelto travestimento migliore per poter sortire gli effetti peggiori. Al pari di Giuda al tempo di Cristo, il traditore vestiva i panni di un fratello. Il traditore era il fratello. Il fratello di Sten.
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sabato 18 giugno 2005
ore 19:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Le mie prigioni (parte XXIV)
Mea culpa
Profondo senso di perdizione. Assoluta convinzione di esserne l'artefice. Illusione di aver dei superpoteri. Volontà di utilizzare la magia.
SHAZAN!
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venerdì 17 giugno 2005
ore 18:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Le mie prigioni (parte XXIII)
A breve. Sto per tornare sui miei passi. Sto per riprendere in mano le redini della situazione. Sto per prender coscenza di me. E tutto questo mi crea non poche preoccupazioni. All'inizio non ci avevo prestato molta attenzione, ora come ora ogni mio gesto, ogni mia parola, ogni mia decisione sembra squotere la quiete che mi circonda, che mi avvolege, che presevera in me. Ma che mi perseguita. Come un terremoto. In principio non prestiamo caso allo squotere della terra, rimaniamo rinchiusi in una sorta di oblio tra l'incredulità che il terremoto sia reale e la comprensione della realtà stessa. Poi, mano a mano che il tempo passa, mano a mano che si propaga l'onda d'urto, gli effetti si fanno sentire maggiormente e nella nostra psiche e nella realtà che ci circonda. Le vibrazioni aumentano, aumentano le conseguenze di ciò che decidiamo di fare o di non fare. Ora sento tremare la terra sotto i piedi, ora sento i piedi che tremano sopra la terra, più della terra. In trinacria ho trascorso tre giorni tipo gita scolastica, comprensiva di compitino circa i posti visitati. Gli esami son finiti, non mi prefiggo obiettivi. Concetta. Si, Concetta. Concettualmente concentrato circa i concetti e il concreto, credo di camminare come camaleonti sui comignoli dei cupi clivi delle case, meco costruendo capacità di causare cinismo e carenza di coscienza, come se cripticamente caduto da un crepaccio e capace di cominciare un nuovo cammino completamente di concetti.
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venerdì 17 giugno 2005
ore 11:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
news
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venerdì 17 giugno 2005
ore 11:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ritorno al futuro (parte I)
Sò finio...
E' stata un'odissea che alla fina sono riuscito a completare. Senza lode, senza infamia. Tre giorni di diversivo,(non detersivo, mi raccomando!), tre giorni in cui ho conosciuto gente simpatica, tre giorni in cui, ancora una volta, ho saputo adattarmi alle varie necessità ed esigenze. Che sensazioni ho provato?Come ho vissuto tutto ciò?Non ne ho idea. Di questi tre giorni, oltre all'esperienza dell'ennesima fatica inutile (abolite l'esame di stato!!!) e al ricordo dei sorrisi dei miei compagni di viaggio, è il pensiero di...Non riesco ad esprimermi! Ricomincio...alla fine di questi tre giorni mi son trovato a pensare che non è bene come agisco, non è bene come mi relaziono agli altri. A tutti fornisco una maschera, a tutti presto il mio lato migliore. Non solo. Sono volubile! Mi sento volubile! Cambio maschera a seconda delle persone che mi circondano, a seconda di quello che io credo che alle persone possa piacere. Cerco di essere fin da subito una persona...e che cazzo!detta così sembra che sia un mostro! In realtà il mio disappunto di ora nasce dalla considerazione che noto in tutte le persona una personalità decisa, risoluta, ciascuno in almeno un argomento. Chi in politica, chi in finanza, chi nel modo di rapportarsi alla gente. Ciò è motivo di ammirazione da parte mia, am al contempo mi domando se io sia veramente me stesso, se il mio comportamento verso gli altri sia veramente giusto, dal momento che cerco sempre di addolcire gli estremi, dal momento che non ho, in questa vita e in questa terra, una presa di posizione decisa e risoluta per tutto ciò che tange la materia, per tutto ciò che, come direste voi, è concreto. Come dire, posseggo le mie convinzioni il mio credo e i miei ideali, ma cmq mi sento un camaleonte. Ma che vi racconto a fare, anche questa potrebbe essere semplicemente una reazione ad un paio di righe che ho appena letto sul web, oppure uno stato d'animo che si è manifestato ora col cambio del clima, oppure non intendo manifestarmi ulteriormente perchè alla fine non volgio che chiarire a me stesso ciò che succede e una volta soddisfatto la mia bramosia di quiescienza e di sapienza, bruscamente interrompo ogni comunicazione con il prossimo.
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I COMMENTI (1)
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domenica 12 giugno 2005
ore 17:07 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ma beneeee
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