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![]() allistaire, 39 anni spritzino di Feriole (PD) CHE FACCIO? Musica, teatro e tutta una serie di assurdita' Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Daniele Luttazzi HO VISTO "L’uomo che usciva la gente" (un capolavoro della Settima Arte!) STO ASCOLTANDO Cambia lo superficial cambia también lo profundo cambia el modo de pensar cambia todo en este mundo Cambia el clima con los años cambia el pastor su rebaño y así como todo cambia que yo cambie no es extraño cambia el más fino brillante de mano en mano su brillo cambia el nido el pajarillo cambia el sentir un amante Cambia el rumbo el caminante aunque esto le cause daño y así como todo cambia que yo cambie no es extraño Cambia, todo cambia Cambia, todo cambia Cambia, todo cambia Cambia, todo cambia cambia el sol en su carrera cuando la noche subsiste cambia la planta y se viste de verde en la primavera Cambia el pelaje la fiera cambia el cabello el anciano y así como todo cambia que yo cambie no es extraño Pero no cambia mi amor por mas lejos que me encuentre ni el recuerdo ni el dolor de mi tierra y de mi gente Y lo que cambió ayer tendrá que cambiar mañana así como cambio yo en esta tierra lejana. Cambia, todo cambia... ABBIGLIAMENTO del GIORNO Abbigliamento?!? Cosa c’entra? Preferisco presentarvi: ![]() Il mio webmaster ![]() Il mio commercialista ![]() Il mio padre spirituale ![]() Il mio ideale estetico ![]() Il mio mentore culturale ![]() Il mio dentista ![]() Il mio avvocato ![]() Il mio cantante preferito ![]() Il mio ballerino preferito ![]() Il mio attore preferito ORA VORREI TANTO... Una musicassetta di Mariottide STO STUDIANDO... I VULNERABILI fonica, video e voci LE COSE MUTE musiche originali, suoni, fonica DESTINATARIO SCONOSCIUTO attore, co-regia I GIORNI DI TADAO attore LETTURE D’ATTORE voce recitante, attore, musicista, fonico GAROLLANDO voce recitante, attore, musicista, fonico KADDISH attore, video L’ERCOLE UBRIACO attore, fonica IL RITORNO DI CASANOVA attore LA LUNGA NOTTE DEL DOTTOR GALVAN attore (C’ERA UNA VOLTA) UN HOBO IN AMERICA fonico L’AMORE, LA GUERRA E SOTTO I PIEDI I FIORI D’IRLANDA attore, musicista LAKE DISTRICT LIVE musicista, (se capita) fonico I SENZAPELLE attore, musiche originali RUBBER BISCUITS musicista OGGI IL MIO UMORE E'... 25/04 El Salvador Pub Campodarsego (PD) ore 22.00 RUBBER BISCUITS LIVE 09/05 Sagra di S. Lazzaro Padova ore 22.00 RUBBER BISCUITS LIVE 17/05 Artisti in Piazza Padova ore 17.00 LAKE DISTRICT LIVE (musicista) 21/06 Festa di beneficenza Spinea (VE) ore 22.00 RUBBER BISCUITS LIVE ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS MySpace Lake District (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Il mio sito (da Pagine Personali / Siti creati da voi ) UTENTI ONLINE: |
Questo blog raccoglie un po’ le tappe di un percorso cominciato qualche mese fa, con un inizio partito più o meno da solo e una destinazione assolutamente sconosciuta. In mezzo succedono tante cose, che quasi quotidianamente spostano la prospettiva e rendono inedito l’apparentemente usuale. (Se qualcuno ha capito cosa ho scritto, per favore mi scriva e me lo spieghi, please) Grazie per esservi fermati un po’ qui, se volete lasciare un saluto e un commento, ben vengano. Un caro saluto anche all’utente "ospite", che passa qui sul mio blog con devota ostinazione... giovedì 2 ottobre 2008 - ore 16:51 Lake District al Cafè au Livre Lake District Concerto al "CAFE AU LIVRE" via degli Zabarella, Padova ![]() TIZIANA GUERRA: voce, chitarra acustica FRANCESCO MATTARELLO: chitarra acustica, fisarmonica, cori PAOLO SOLA: sax, clarinetto, oboe, flauto traverso, cori PIERGIORGIO "PITER" DE FACCIO: basso TITO PAVAN: chitarra acustica, glockenspiel SANDRO BORTOLAMI: percussioni GIAN ANDREA CAPPUZZO: batteria, voce Sarà possibile acquistare il nuovo cd dei Lake District "Oltre la miopia del tempo" *** PROSSIME DATE LAKE DISTRICT: Venerdì 28 novembre, Albignasego: "LAMORE, LA GUERRA E SOTTO I PIEDI I FIORI DIRLANDA" *** per maggiori informazioni e aggiornamenti, visitate IL NOSTRO MYSPACE COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 29 settembre 2008 - ore 18:55 One step ahead, two steps ahead, three steps...... Lunedì. Uno dice "oh, è lunedì, si ricomincia, si riparte". Ma per ripartire devi esserti prima fermato, no? E io, io, mi ero fermato? Per certi versi sì. Ecco che allora oggi ho firmato un contratto e da mercoledì avrò un nuovo lavoro. Ci ho messo un po, un po troppo anche, ma alla fine mi ritrovo con un lavoro serio, a tempo indeterminato, con un buon stipendio. Cambieranno tante cose. Ma tanto, quandè che non cambiano? Limportante è fare in modo che cambino... in meglio, per quanto possibile. E questo è un passo avanti. I passi in avanti li fai anche parlando del più o del meno. Che sembra voler dire niente, ma in realtà il più aggiunge e il meno toglie, quindi se parli di loro il valore del risultato non sarà comunque mai uguale a quello di partenza. Ciascuno cammina e ciascuno ha una bella paura di appoggiare il piede: teme una storta, una buca, o anche solo che la strada non sia quella giusta. Magari non ne parla o non lo dà a vedere, dipende dalle circostanze. La bacchetta magica non ce lha nessuno: se ce lhai guarda che non fa le magie... però è una bacchetta! Prova a dirigere lorchestra. Le magie sono le cose che possiamo fare senza renderci conto di esserne in grado. Coi tempi da tartaruga che mi ritrovo, alla fine però da qualche parte arrivo (vedi anche sopra col lavoro). Se poi arrivare da qualche parte equivale a partire, cosa desiderare di più? Spiego: stamattina, prima lezione di violoncello. Dove non ero riuscito da solo a trovare, guarda caso qualcuno mi ha fatto trovare subito e bene (e su questo cè da riflettere - ma anche no). Allora, ero lì con la mia insegnante: accorda lo strumento, usa la pece, controlla i crini, posiziona lo strumento, regola il puntale, abbraccia il legno, ...impugna larchetto! Ussignur! Piega il polso rilassa il braccio mano a pugno apri piano gira il pollice appoggia le falangi. Tranquillo, è difficile per tutti, anzi vai già abbastanza bene. Ok, fai un passaggio su corda, da tallone a punta. Allora appoggi larchetto sulla corda, e piano lo fai scorrere. Scivola, a metà fra il fluido e il ruvido, lattrito, la delicatezza, il movimento, la perpendicolarità. E il suono. Vvvvvvooooooooooooo. Eh. Ok, fatto niente. Però son partito. Che roba! LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 22 settembre 2008 - ore 17:31 Works & Words Incredibbbbbbbbile. Dopo lungo travaglio, finalmente ho trovato un lavoro! Si parte il 29 settembre; dire "si parte" è appropriato, in quanto si tratta di assistenza tecnica perciò sarò sempre di corsa. Il settore è anche piuttosto delicato, quindi speriamo che vada tutto bene e che non succedano guai, se no mi tocca fuggire chenneso dove. Dopo una serie di difficoltà logistiche e tecniche, sono riuscito a ultimare degli speakeraggi consistenti e quindi posso finalmente fatturarli. Direi che era ora anche qui, perchè a furia di fare e correre non è neanche male che rientri quello che deve rientrare! Adesso speriamo arrivino anche i prossimi lavori. Si va sempre a salti in sto settore. Nel weekend ho lavorato come service per due spettacoli (una esibizione di hip-hop e un concerto rock), uscendo però da solo. Quindi montato e smontato luci, audio ecc ecc senza aiuti. Per fortuna tutto bene, anche se adesso le mie ossa mi stanno ricordando ogni singolo carico che ho spostato. Uafgh! Niente da dire, fare questi lavori in due fa bene sia al morale... che al fisico! Sono stato ingaggiato come attore per una serata ai primi di ottobre, bene perchè mi servono queste uscite... con questo, devo incastrare gli impegni con i Vulnerabili: le prossime date saranno quasi tutte infrasettimanali e il sottoscritto le salterà quindi presumibilmente tutte. I Lake stanno ancora valutando la nuova voce, in settimana verrà unaltra cantante a provare. I Rubber sono ripartiti, il tastierista si è stabilizzato (speriamo abbia fatto una scelta fissa) e presto faremo un paio di date. Giovedì avrò un incontro con unaltra associazione teatrale creata da un mio "vecchio" regista, chissà non ne esca qualcosa di buono... avrei anche voglia di novità da un punto di vista teatrale. E in mezzo a tutto questo... mannaggia! Devo trovare un insegnante di violoncello, devodevodevodevodevo perchè bisogna che mi metta a suonare seriamente questo strumento. Devo anche trovare una casa. In vendita, che non mi prosciughi finanziariamente (seh). Dico, qualcuno conosce mica un appartamento in vendita con magari un vicino che insegna violoncello? Daidai, esisterà pure, no? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 16 settembre 2008 - ore 11:59 Running to stand still Insomma, ieri sera facciamo le prove coi Lake. Prove un po così, umore che rimane altalenante nel gruppo. Alla fine andiamo in quattro a berci una birra e a dirci due parole sul perchè e sul percomè. Mmm, mah. Poi salgo in macchina, è quasi mezzanotte e mezza. Scende qualche gocciolina di pioggia, io ho il maglioncino e una giacca. Giro a sinistra, poi a destra, poi ancora a destra, poi via dritto. Evito le corsie del tram e mi fermo al semaforo. E in quel momento, come un flash, mi viene in mente che diecianni fa ero lì. Con una macchina diversa, di ritorno da un certo posto, con tutto ciò di diverso che cera allora. Ma davvero, stamattina ho controllato alcune cose e le date combaciano, 15 settembre 1998. Poi il semaforo è diventato verde. "Orco boia!", ho detto, e mi sono messo a ridere. Uno magari non lo sa il perchè, ma qualcun altro sì. E sono ripartito. Ho continuato per quella strada. La giacca, la strada, la pioggia, il vetro, i fanali, il canale, largine, Running to stand still. A conti fatti, è come se questi dieci anni li avessi... persi. E un reset, una ripartenza, una seconda possibilità. "Ma guardati", mi dicevo, tante cose cambiate e tante in fondo uguali; e non capivo e non sapevo se era una cosa buona o cattiva. Non giusta o sbagliata. Buona o cattiva. Rimanendo nel computo del tempo, lanno scorso avrei a un certo punto trovato un cartello, messo una freccia e proseguito verso una città di notte. Perchè capita che tu debba mettere la freccia ogni tanto. Toglierti dal mondo, stracciare gli orari, stravolgere le convenzioni. Fregartene e andare via. Sì, crei casini. Ma la vita non ne crea forse a te? E allora? Le città di notte sono frisili. Stilzano glepi di stranze che ripolbano sintiallidi. Quindi non le puoi descrivere se non inventandoti parole nuove. Fa parte del gioco, altrimenti non viaggi, ma sei sempre fermo e non te ne rendi conto. Le città di notte sono un concerto tutto per te. Si vestono bene ma con un pizzico di trasandato, hanno silenzi che sono pause e rumori che sembrano assoli. Perfino laria che ci respiri è diversa. Sono città nuove nascoste dentro città che già conosci, uguali nella forma ma diverse nella sostanza: quello che praticamente ti capita di vivere in alcuni momenti. Le città di notte appartengono a un altro popolo: polizia, netturbini, discotecari, gente chechissàdovevaquello, sorprese; e tu. Ehi, sei lì anche tu, no? Siamo concittadini stanotte; anche tu in giro? Le città di notte ti fregano sempre, perchè non sei mai sicuro se siano vere o no. Come una persona che ti parla ma tu non capisci mai se è serio o te la racconta, se ci è o ci fa. Ma non ti puoi lamentare, perchè ci sei andato tu lì, quindi zitto e impara. Le città di notte prendono le lancette e le muovono al contrario; perchè più il tempo passa, più si avvicina il momento che ritornino ad essere quelle normali, di tutti, come se la magia scomparisse e loro ritornassero visibili alle persone del giorno, quasi deludendo la tua necessità di fascino. Ti blandiscono e poi ti tradiscono, le città di notte. Ieri sera non ho messo la freccia. Ho seguito quel percorso fino alla fine e mi sono trovato a casa. Non avevo voglia di cartelli e di quintalometri. Non avevo voglia. Poi uno dice, non so cosa sarà, intanto andiamo avanti. And so she woke up Woke up from where she was Lying still Said I gotta do something About where were going Step on a steam train Step out of the driving rain, maybe Run from the darkness in the night Singing ha, ah la la la de day Ah la la la de day Ah la la de day Sweet the sin Bitter taste in my mouth I see seven towers But I only see one way out You got to cry without weeping Talk without speaking Scream without raising your voice You know I took the poison From the poison stream Then I floated out of here Singing... ha la la la de day Ha la la la de day Ha la la de day She runs through the streets With her eyes painted red Under black belly of cloud in the rain In through a doorway she brings me White gold and pearls stolen from the sea She is raging She is raging And the storm blows up in her eyes She will... Suffer the needle chill Shes running to stand... Still. (U2 - The Joshua Tree - 1987) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 15 settembre 2008 - ore 11:49 Going (boing?) to MacKarun Peccato. Saltata la trasferta Lake in Bosnia, le indecisioni della Tiziana si sono rivelate concrete e quindi tutti a casa. Peccato davvero perchè ci eravamo ormai organizzati ed eravamo pronti all’avventura. Niente da fare, ci saranno altre occasioni, speriamo. Intanto ho fissato un’altra data Lake e sto contattando le Amministrazioni Comunali per proporre spettacoli; è un po’ come parlare a un muro, perchè tu mandi materiale, ti dai da fare, proponi, corri, e questi (quando ti rispondono, cioè raramente - oltretutto spesso hanno la casella email piena o non funzionante, robe da matti) piangono sempre che non hanno soldi ecc ecc. Poi passi per quel paese e ti ritrovi sempre i soliti spettacoli in cartellone (pagati oltretutto delle esagerazioni). Però bisogna insistere. Ho quasi ultimato il doppiaggio di un DVD che mi hanno commissionato. Un lavoro infinito e pieno di casini (traduzioni strane, mancati sincronismi, testi particolari). Se non altro oggi mi è arrivata una email in cui mi si diceva che l’anteprima che ho mandato è stata molto apprezzata e sono contentissimi. Meno male. Robe che mi dicevano anche che non andava bene... Questa settimana mi diranno se il lavoro che mi hanno offerto è confermato o meno. Speriamo, perchè pare si siano inserite due persone raccomandate che, come succede in questi casi, fanno saltare le graduatorie normali e passano davanti a tutti senza tanti problemi. Mal che vada torno alla ricerca, tanto ormai non faccio altro da mesi. Tanto per cambiare: che casino!!! Ma parcheggerò in zona disco e andrò comunque avanti balzellon balzelloni per un perchè e un percomè sulle pepita alla patata. Che c’è di meglio? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 10 settembre 2008 - ore 11:23 Farewell Settembre ti dice subito che non siamo più in Agosto. La temperatura comincia un po’ a calare, le giornate ad accorciarsi... la gente è tornata dalle ferie (beato chi le ha fatte) e quindi le strade sono di nuovo piene. Tutto riparte. Qualcosa però no. Riparte il Teatro: ieri sera prova per il Casanova, la lettura che faremo il 24 ottobre alla Biblioteca di Limena. Ieri buona prova, ci saranno anche immagini, suoni e musica dal vivo (probabilmente violino, cello e forse clavicembalo!). Pippo ha fissato decine di date per i Vulnerabili, ma io parteciperò a poche repliche, in quanto quasi tutte sono infrasettimanali e probabilmente non riuscirò a farle. Riparte la Musica: riuniti nuovamente i Rubber Biscuits, stiamo cercando altre date oltre a quella del 18 ottobre. E ci sono ovviamente i Lake District, con cui abbiamo fatto i Buskers a Ferrara e Spritzstock a Padova (ahia, organizzazione che ha lasciato mooooolto a desiderare). La settimana prossima, il 20 settembre, dovremmo andare a suonare in Bosnia-Erzegovina per l’associazione Spalle Larghe, che già ha organizzato nostri concerti e si occupa di raccogliere fondi e aiuti per la popolazione del luogo dopo la ben nota guerra. Sarebbe una bella occasione ed esperienza, se non che Tiziana ci sta tenendo in bilico da giorni e deve ancora decidersi se venire o no. Se rifiuta, salta tutto. Riparte (?) il Lavoro: dopo miliardi di CV spediti e bilioni di rifiuti incassati, forse ma forse ho trovato qualcosa. Se funzionerà avrò risolto la prima fase di un casino. Speriamo bene. Deve andare. Qualcosa non ripartirà. La settimana scorsa Carlo, un amico, un musicista, ha avuto un incidente con il suo scooter; è sbandato e si è schiantato contro un SUV che proveniva dalla direzione opposta. Ricoverato in ospedale, pareva avesse qualche osso rotto, aspettavamo notizie. Domenica mattina accendo il cellulare, mi arriva un sms che mi informa che Carlo, per complicazioni improvvise, è mancato la sera prima. Carlo suonava, scriveva canzoni. Qualche anno fa è venuto da me chiedendomi di arrangiargliene tre. Abbiamo fatto un buon lavoro, tanto che la Sony era interessata alle sue produzioni e lo stava seguendo. Carlo è venuto a vedere i Lake a Ferrara, ai Buskers. Sempre col suo sorriso e la sua semplicità, elementi veri, non frasi fatte per chi non c’è più. Come al solito mi ha informato su come procedeva con la Sony, sempre entusiasta, sempre attento a condividere con me quel suo progetto, nel quale voleva sempre tenermi coinvolto. Cosa dobbiamo fare, adesso? Io non lo so. Ogni tanto succedono cose che dobbiamo soltanto accettare. Ogni tanto, in mezzo al rumore, al casino, allo stress e alla frenesia, succede anche che ci sia un momento di silenzio puro, bianco, irreale. Probabilmente in quel momento avrebbe dovuto esserci Carlo che ti racconta del suo disco o che riascolta con te quelle tre canzoni. Ma. C’è. Silenzio. E la sua chitarra è lì appoggiata ad aspettarlo, per suonare ancora. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 4 settembre 2008 - ore 13:03 Six strings from outer space Ieri sera, ai Giardini dellArena a Padova, concerto di Tommy Emmanuel. Siamo direttamente su un altro pianeta. Un personaggio poco conosciuto in relazione alla caratura musicale e personale che può vantare. E considerato uno dei più grandi (...) chitarristi del pianeta. Definizioni sempre opinabili, ovvio. Ma quello che si è visto (e sentito) ieri sera ha veramente schiantato i presenti. Costui imbraccia una chitarra acustica, pure dallaspetto consumato e rovinato, si presenta in jeans e camicetta rossa, è australiano ma ha un misto di America, Europa e altro nel comportamento: saluta, scherza, ride, parla. Completamente a suo agio sul palco. Poi questa chitarra comincia a suonarla. E già nei primi due minuti hai davanti una summa di tutte le tecniche chitarristiche conosciute: fingerpicking, bending, tapping, chi più ne ha più ne metta. Dopo i suddetti due minuti, le consuete tecniche chitarristiche vanno a farsi benedire, perchè quella chitarra non è neanche più solo una chitarra. E un basso, una batteria, un set di percussioni, unarpa, un pianoforte. Tu sei là seduto che guardi e ascolti e pensi "Mio Dio, sono sbarcati gli Alieni e nessuno mi ha detto niente!". Strabuzzi gli occhi, a bocca aperta, poi ridi, poi ti fermi, non capisci più nulla. Lui continua a suonare (suonare?) e si diverte anche più di te, salta, scherza, usa movenze da clown o cabarettistiche. Il tutto staccando millemilioni di note, di una pulizia, cura, dinamica e intensità da paura. Poi ti parla, dice di essere contentissimo di essere qui (e tu ci credi, ma perchè quello mica sta scherzando). Introduce dei pezzi spiegandotene la storia - e lì capisci che per suonare con lAnima, devi avere una * Grande * Anima. Chi è irretito solo dai funambolismi virtuosistici (e qui ce ne sono di qualità eccelsa), può anche provare lebbrezza di farsi carezzare da pezzi meno sparati, ma di una intensità strabiliante. Insomma. Fa suonare anche un suo allievo, con lo spirito di un musicista e non solo di un Maestro. Poi si riprende il palco e parte per il gran finale. Hai presente i fuochi dartificio? Beh, dimenticateli, sono giochini da bambini. Alla fine esegue lultimo pezzo (ma tu non lo sai), poi ti fa ciao ciao e scappa via. E i bis? Niente bis, domani alle 4 ha laereo per tornare, penso, in Australia. La gente si alza. La platea era piena di musicisti (ne conoscevo molti, chi di persona, chi di vista). Ma dopo un concerto così, la prima cosa che tutti si chiedevano era "ma io sono un musicista?" Ma poi la risposta comune era "sì, nel mio piccolo sì; è lui che arriva da un altro pianeta". Cercatelo su Youtube, si trova di tutto... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 3 settembre 2008 - ore 14:59 Lake District - Live in Spritzstock Lake District Live in Spritzstock ![]() Concerto dei Lake District a "Spritzstock", la manifestazione organizzata da Progetto Giovani che si terrà presso il PARCO BRENTELLA, VIA CHIESANUOVA (PD) DALLE ORE 21 DJOLLBE’ ENSEMBLE E LAKE DISTRICT ..::Lake District::.. (IN FORMAZIONE "SPERIMENTALE") Moira Bassan e Alice Galliolo: voci Piergiorgio "Piter" De Faccio: basso Francesco Mattarello: chitarra, concertina, cori Tito Pavan: chitarra, glockenspiel Paolo Sola: sax, clarinetto, oboe, ottavino, flauto traverso, cori Sandro "Fast" Bortolami: percussioni Gian Andrea Cappuzzo: batteria e voce ------------------------------------------------------------------------------- Non solo Aperol e prosecco… Spritzstock 08 è arte, cultura, sport… Spritzstock 08 è un festival per conoscere il popolo degli spritz. Nei giorni 6 e 7 settembre il Parco Brentella ospita Spritzstock 08, il festival che ha come protagonista la celebre bevanda padovana. Ma Spritzstock 08 non è solo spritz, è anche arte, cultura, sport e voglia di stare insieme… Il programma prevede musica dal vivo, esposizioni artistiche, un torneo di calcetto, un’area relax con giochi di società e degustazione di tè e altre bevande, un punto di ristoro, free skates, bancherelle artigianali e giocoleria. Insomma, un appuntamento da non perdere! La manifestazione avrà luogo dalle 17:00 alle 24:30. Per tutte le informazioni: Progetto Giovani Vicolo Ponte Molino 7 – 35137 Padova Tel. 346 3025640 Francesco (area Animazione) e-mail: gbrignole@interfree.it www.padovanet.it/progettogiovani COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 30 agosto 2008 - ore 17:00 Like a bird on the wire Ci sono persone che si avvicinano, altre che si allontanano. Ci sono progetti che nascono all’improvviso, altri che si sciolgono come neve al sole. Parlare è importante. Ma è importante anche avere consapevolezza di ciò che si dice. Se no, tanto vale. Ecco che qualcosa che doveva partire in questi giorni... misteriosamente non esiste più. Allora sei costretto a tornare indietro e ricominciare daccapo, con l’unica indicazione che fidarsi è bene (mah), ma non fidarsi è meglio meglio meglio. Però dall’altro lato scopri che c’è qualcuno che le parole le usa in modo diverso. Perchè diverso è il peso specifico che viene riconosciuto alle stesse, evidentemente. Ecco che allora prima ti colpiscono e ti fanno accusare il colpo, tanto che stai quasi per prendere le distanze. Ma poi ritornano indietro e completano l’opera. E allora capisci che le parole non hanno solo suoni, ma anche colori e spessore. E che non è importante solo parlare, ma anche ascoltare. Non fidarti di nessuno. E, virgola, invece. Tra un po’ si balla, sono quasi pronto. Annuso il vento. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK martedì 26 agosto 2008 - ore 23:30 Up&Down Dopo essermi perso in prossimità di Arquà, cerco una strada con qualche indicazione. Ma non mi importa più di tanto, sono addirittura in leggero anticipo sulla mia tabella di marcia (cosa per me inusuale, dato il mio ritardo cronico). Mi piace sentire l’auto che viaggia per questa stradina (a me) sconosciuta dei Colli, sembra che tutto sfugga alla logica e ne sia allo stesso tempo parte integrante. Corri, ma non corri. Si dice: "viaggi". Quasi uno si dimentica che ci si possa muovere anche così. Poi a un certo punto la strada fa una curva e mi mostra un tramonto che ha dell’incredibile. Il cielo vira dal rosso intenso al blu, partendo dalla sommità di un colle fino alla prima stella. Sono le ore 20 di sabato sera, siamo a fine agosto. Sto andando a Este per la serata con la Jazz Band di Sebastiano, concerto in piazza. Mah. Metto la freccia e accosto, tanto non c’è nessuno in ’sta strada. Esco dall’auto, perchè fra te e certe cose non puoi permettere che ci sia anche solo un parabrezza; mi accorgo che c’è una signora anziana, vestita da contadina, appoggiata a dei paletti di una ringhiera. Sta guardando dove guardo io. Allora la raggiungo e stiamo là qualche secondo a guardar per aria; in silenzio, tanto a cosa serve parlare? Poi lei si gira e mi dice in modo cortese: "Védeo, signor, che spetacoeo? Sarìa da non ndare più via. Dove vaeo eo, tuto elegante e vestìo de nero, gàeo un apuntamento?" Sì signora, io ho sempre un appuntamento. Fade out. Poi via verso Este. Speriamo non piova. Il vento fa strani rumori sui 28 microfoni aperti sul palco, ma se stasera Eolo si dà da fare, questa volta Giove Pluvio si concede un po’ di riposo e la serata è fresca ma asciutta. Il concerto è molto bello. Io leggo dei testi che mi consegnano e un estratto dallo spettacolo dei Lake. La voce va da sola, scivola. All’orizzonte lampi nell’oscurità, ma davanti ai miei occhi ancora quei colori. Ritorno con un leggero mal di testa (ancora: inusuale, per me). Bella serata. Ma c’è qualcosa che non ho ancora decodificato. Domenica e lunedì, Lake District al Ferrara Buskers Festival. Pensavo fossero organizzati meglio: qualche coda per gli accrediti, poi ci hanno sistemati in un Corso (chiuso poi al traffico), davanti ad un bar. I ferraresi sono gentilissimi, vigili compresi (sic!). Il posto non era di gran passaggio per i visitatori, quindi eravamo un po’ penalizzati dalla posizione e dai volumi che dovevano essere contenuti (sebbene ci fossero in giro diverse eccezioni...). Lunedì ci hanno sistemati in una strada un po’ più interna, ma sempre ai margini, quindi in sostanza si è riproposto lo stesso problema. Inoltre, la batteria a secco utilizzata per alimentare la piccola amplificazione concessa si è esaurita anzitempo, quindi abbiamo suonato due ore praticamente in acustico. In ogni caso, buon paio di concerti. Tiziana, con noi ormai sempre più raramente, conferma l’ottima voce e il feeling che c’era fra il gruppo. Ma stavolta son venute con noi anche Alice e Moira, le due ragazze con cui stiamo imbastendo qualcosa di nuovo: sebbene abbiano fatto solo tre pezzi (non si poteva preparare di più finora), se la sono cavata direi molto bene. La quantità di aneddoti si spreca per questi due giorni, diciamo che ce la siamo passata proprio. Pippo ha annullato la mini data de I Vulnerabili a Limena per non meglio specificati problemi familiari, indagherò. Devo capire come fare un certo lavoretto (non ne ho ancora la più pallida idea, help! help!); pensavo sarei andato via qualche giorno invece starò qua. Peccato. Vabbè. Devo riguardarmi delle cose e fare ordine. Qui ci sono due zanzare e probabilmente prenderò un’aranciata dal frigo. Non avere troppa fretta. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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