"NON CERCARE UNA REGOLA,
PER GUARIRE QUELL’ANIMA,
ORA LASCIATI VIVERE...
CON ME"Renato ZeroQueste pagine rappresentano più il
desiderio di un
cambiamento che altro...anzi, direi la
volontà di vedere attuato tale
cambiamento.
Voglio che qualcuno ti travolga,
voglio che tu leviti,
voglio che tu canti con rapimento
e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante
o almeno non respingerla.
Lo so che ti suona smielato,
ma l’amore è passione, ossessione,
qualcuno senza cui non vivi,
io ti dico: buttati a capofitto,
trova qualcuno da amare alla follia
e che ti ami alla stessa maniera.
Come trovarlo?
Beh, dimentica il cervello
e ascolta il tuo cuore.
Io non sento il tuo cuore.
Perchè la verità , tesoro,
è che non ha senso vivere
se manca questo.
Fare il viaggio
e non innamorarsi profondamente
beh, equivale a non vivere.
Ma devi tentare,
perchè se non hai tentato,
non hai mai vissuto.
comenasceunafarfalla
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domenica 20 gennaio 2008 - ore 20:58
Lacrimoni grossi...
(categoria: " Cinema ")
Ciclicamente ritorno sul mio film favorito, ritorno a quei dialoghi e a quelle atmosfere.
"Vi presento Joe Black" è del lontano 1998, lanno in cui mi sono diplomata, è allora che lo scoprii. Mi capita raramente di riguardare un film molte volte, di imparare quasi alcune battute a memoria, mi sembra inutile rivedere una storia che conosco e di cui, per altro, conosco ancor più il quasi banale lieto fine.
Eppure in dieci anni avrò ripercorso quelle quasi tre ore di lenta narrazione almeno un centinaio di volte...
Un film diventa il tuo film preferito perchè gli attori sonoparticolarmente bravi, o perchè la trama e particolarmente avvincente, o perchè in quella storia ti ci rispecchi e ti ci ritrovi, credo che sia fondamentalmente per questo. Però se è vero questo, allora in dieci anni le tue preferenze dovrebbero essersi modificate, tu dovresti essere diverso e diverse le tue aspettative nei confronti della vita e, quindi, di una pellicola.
E invece Joe Black no, sortisce sempre lo stesso effetto su di me, mi affascina, mi emoziona per lintelligenza che vi è sottesa, mi commuove per la profondità dei legami e per la forza di alcuni sentimenti.
E mi spavanta, anche, e mi porta a chiedermi cosa ne sarà di me e se sto spendendo bene il mio tempo.
I bilanci, ad ogni visione, sono differenti, ovvio, però la sensazione di non avere concluso nulla è sempre la medesima.
E anche la voglia di essere importante per qualcuno.
Ma, più di tutto, la convinzione che "Abbi una felicità delirante!" sia il migliore degli ammonimenti possibili.
Così anche oggi, in questo freddo pomeriggio, sono stata accoccolata sotto le coperte a credere in qualcosa e a percepire sensazioni forti; sono stata anche a pensare al rapporto tra me e mio padre, tra me e la morte, tra me e lamore.
E il desiderio è stato ancora il medesimo: ricucire, ricostruire, lottare, fare, segnare questo tempo, lasciare una traccia...avere un abiettivo concreto e portarlo a termine. Amarmi.
Amare.
Guardare quel film stretta a qualcuno sarà, forse, un dono.
O magari no...
Ma avere una felicità delirante sarà il traguardo...
"perchè se non hai tentato non hai mai vissuto!"
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PERMALINK
domenica 13 gennaio 2008 - ore 14:42
Cè qualcuno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
che ha ancora il potere di farmi male, anche dopo tanti anni, anche solo con poche parole non dette, nemmeno pronunciate...
Cè qualcuno che ha davvero lasciato una cicatrice nel cuore.
E fa male. Ancora.
Mi stupisco di come sia possibile, anche oggi, anche adesso, anche in queste circostanze e anche così lontani, in tutti i sensi, sentire questo...sentire sanguinare il cuore.
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PERMALINK
domenica 13 gennaio 2008 - ore 03:07
29...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
giovedì 3 gennaio 2008 - ore 18:01
3: il numero imperfetto...
(categoria: " Pensieri ")
Qui oggi nevica. Mi piacerebbe essere, adesso, sotto il piumone, abbracciata a lui, a vedere i cartoni animati. Ho sempre avuto, fin da adolescente, questo quasi assurdo desiderio di essere stretta a delle braccia forti, di quelle che ti infondono un calore ineguagliabile, che ti fanno sentire sicura, protetta…sebbene non ci sia nulla che ti spaventa.
Un altro dei miei desideri, di quelli semplici, piccoli, eppure così difficili da realizzare, è di passeggiare per le vie del centro sotto le luminarie di Natale, mano nella mano con la persona che mi ama e che amo…ma oggi è già gennaio, le luminarie stanno per essere tolte e quella persona, anche volessimo lasciare le nostre impronte sulla neve, è lontana. Rinuncio anche a questo. Niente abbraccio, niente passeggiata.
Credo di avere visto troppi film americani, di quelli con il lieto fine, di quelli che ti insegnano e ti invogliano a lottare per ottenere ciò che sogni. Io li detesto, li trovo patetici e irreali e quando in una pellicola, alla fine, trovo l’amaro, il deludente per le aspettative altrui, mi sento soddisfatta e mi complimento tacitamente con il regista o lo sceneggiatore e mi sento anche meno sola.
Ci sono 28 giorni davanti a me, fosse febbraio sarebbe un mese, ma non nel caso dell’anno in corso, bisestile… ci sono solo 28 giorni davanti a me e nel primo di questi, nevica.
Da bambina nevicava sempre il giorno del mio compleanno ed io passavo il pomeriggio con il naso incollato alla finestra a sperare che smettesse, a pregare che gli angeli ripulissero il cielo da quei nuvoloni perché altrimenti gli amici e i parenti non si sarebbero fidati di prendere la macchina per venirmi a trovare e, per colpa delle strade ghiacciate, avrei mangiato la torta con mamma e papà, triste e delusa.
Di questi 28 giorni uno sarà anche quello del mio compleanno. Sono 29, non i giorni, gli anni. Credevo che in prossimità della trentina avrei saputo cosa ne sarebbe stato della mia vita, sono invece qui a fare i conti con nuovi progetti e nuove liste da stendere e da spuntare.
Io stendo liste per ogni occasione: per i propositi dell’anno nuovo, per la spesa, per i libri che devo leggere, per i dvd che devo noleggiare, le canzoni da ascoltare, i luoghi da visitare, gli articoli da ritagliare e da scrivere, i filosofi da studiare. Tutta la mia vita è una lista, una pianificazione, un ordine e un sommario a cui mancano i capitoli e le storie da scrivere…quasi uno schema abbozzato, uno schizzo. E’ qualcosa che mi da tranquillità sapere cosa devo fare e in che ordine devo eseguire tali azioni o incombenze o faccende (faccio anche la lista dei lavori di casa da sbrigare!), è una soddisfazione tracciare un segno sopra ciò che è stato compiuto, significa essere arrivata a capo di qualcosa, aver speso bene il tempo e aver raggiunto un obiettivo. Stendere liste è anche, però, un alibi per non agire del tutto, per incasellare pensieri e aspirazioni perché vederli nero su bianco è un po’ come renderli reali…a volte ti accontenti così e getti il foglio fingendo di non vedere che lo hai accartocciato.
Mi capita, quando salgo a Padova a trovare i miei per qualche giorno di vacanza, anche se in realtà salgo per motivi di lavoro, di alzarmi la mattina e di avere voglia di riempire la giornata, di avere il bisogno assoluto di fare programmi e fissare appuntamenti per ogni ora, quasi incapace di adattarmi alla calma della vita di una piccola città abituata come sono alla frenesia di Roma…la mia adorata Roma che mi vede sveglia all’alba dentro autobus già affollati e strade in movimento sempre, senza sosta.
Almeno una volta al mese salgo e una volta al mese stendo una lista delle cose da fare.
Quella mattina di aprile ricordo perfettamente di avere avuto un foglio bianco accanto al letto, sul comodino, in cima alla pila di libri; ricordo di essere rimasta a letto a temporeggiare su alcuni pensieri circa la serata precedente e di essermi rimproverata per avere esagerato con i dolci, poi ho preso il cellulare e senza pensarci troppo sopra ho inviato un sms ad un’amica per riempire le ore della mattinata che, in agenda, erano assolutamente vuote. Dovevamo andare ad una festa la sera successiva, occorreva un abito adatto, uno davvero elegante da portare sopra un tacco 12 e così ricordo che proposi un giro al centro commerciale più vicino con annesso spritz, come d’abitudine, prima di pranzo. Proposta accolta.
A volte mi chiedo che cosa sarebbe successo se io e lei non avessimo questa smania di fare shopping, questa voglia di entrare nei negozi e provare tutto nei camerini, mi chiedo se essere meno frivole e amanti dell’estetica mi avrebbe aiutato a non infilarmi in un tunnel lungo, molto più lungo di questi miei già lunghi 28 giorni.
Ad ogni modo oggi è il primo di 28 giorni, un ciclo completo e perfetto.
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giovedì 20 dicembre 2007 - ore 21:55
il MAI è peggio...
(categoria: " Riflessioni ")
Il "mai più" mi spaventa, terribilmente, non sono capace di chiudere i cicli, non sò lasciare andare le occasioni e quando inevitabilmente devo privarmi delle persone, mantengo le emozioni, i ricordi...a volte sono ingombranti, anzi, no. non è laggettivo che voglio usare, perchè sono io che faccio loro spazio, desidero che tutto ci sia, fortemente
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martedì 18 dicembre 2007 - ore 00:20
E domani torno a "casa"!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anche se casa mia è sempre più questa città...che a Natale è ancora più bella, se ciò è possibile.

Ed è anche ricca di piacevoli "incontri"...


E come recita il retrocopertina del su citato-fotato:
"
Limportante non è quanto aspetti, ma chi aspetti"
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sabato 8 dicembre 2007 - ore 21:50
seguirà "pippone" ma ora...
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
con la sposa...

con lo sposo...

con lamica...

con gli amici...


con lamico...

con le amiche...
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giovedì 6 dicembre 2007 - ore 22:45
San Nicola
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono una che si lega molto alle persone, che da fiducia solo quando sente che ne vale la pena, ma che poi, quando ha gettato lamo, è accalappiata per sempre. Ed è una cosa bella, una delle poche cose di cui vado davvero fiera: lavere saputo creare dei legami che durano nel tempo e che, sento, dureranno per sempre.
I legami, appunto. E il bene. Che altro cè che conta nella vita?
Bene, tra queste persone che riempiono la mia vita e che, di più, vi danno davvero senso, cè mio fratello.
Nicola è tanto per me, un tempo avrei detto tutto e a tratti lo dico ancora, ma questo mio bene assoluto rischiava di essere invasivo e allora è giusto dare e prendersi i propri spazi ma il bene resta e lui è il fulcro, sempre.
Auguri di Buon Onomatico,
tesoro mio!

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domenica 2 dicembre 2007 - ore 20:50
...cammino dentro una nebbia...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Il dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.
Ha la faccia di un bambino
e gli occhi di un lupo triste
che ti lecca la mano,
conosce ogni parola che non esiste
e te le insegna una per una
piano piano
Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato
com’era bello l’amore,
e te ne vai in giro
come un vecchio cane sfiancato
che non sente più nessun odore,
torni a casa con la divisa di un soldato
che non crede più nell’onore
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Il bambino rincorreva
la sua barca di carta,
che ci vedeva la vita,
ma il tempo non ha tempo,
l’orologio s’incarta,
la bussola è impazzita
cammini dentro una nebbia
di persone e di cose
che ti facevano sognare,
e hai voglia di andar via
senza accampare scuse
per non aver saputo amare,
quando hai finito tutte le più inutili scuse
per potere restare Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Non ne ho la forza né la voglia di provarci
e neanche le ragioni,
altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore
e piagnistei per scrivere canzoni;
vorrei guardare più lontano,
ma lontano adesso è un tempo
spaventosamente breve,
vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,
risvegliarmi che non so nemmeno dove non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via.
Segue riflessione della serie: quando non hai il coraggio di andare via, chiedi di importi di rimanere?
Ma limposizione, ha senso? specie se manca la volontà?
to be continued...
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sabato 1 dicembre 2007 - ore 21:41
C’è una cosa che voglio dire...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e la dico adesso che sono appena tornata da una passeggiata nel cuore di Roma...è incredibile questo autunno romano: i colori, il sole e una bellezza ovunque...una bellezza emozionante. E se per prendere un paio di scarpe (tacco 8 ce la farò? ) ti ritrovi alla Fontana di Trevi...ti chiedi, ancora una volta, se ci sia un posto più degno di essere abitato.
Roma è davvero straordinaria...e ha un potere su di me che a volte dimentico e chiudo fuori dalla porta, rimanendo chiusa in casa e nei miei pensieri, dimenticandomi quanto ci sia invece là fuori: c’è il mio sogno realizzato, una città...ma anche molto di più...
In questa passeggiata d’autunno, avevo in testa solo una persona e guardando l’orologio mi ritrovavo a dire "Tra una settimana..."
E’ strano quanto qualcuno sappia volerti bene e farti percepire tutto questo affetto ed è bellissimo cogliere la forza di un’amicizia...respirarla proprio e sapere di poterci contare in ogni attimo.
Sono giorni sereni, stranamente sereni...anche se dentro tutto non va o molte cose sono fuori posto...ma fuori, almeno, mi sento meglio...fuori da me, non da me stessa, fuori casa, nella vita vera e non del mio cervello...
Giorni nei quali mi guardo allo specchio e credo di meritare o magari mi convinco che sia così...
Meritare affetto, sicurezza, certezze...e persone che ti sanno abbracciare.
Sono fortunata perchè alcune le ho trovate davvero, mi dicevo, sentendo l’aria fresca sulla faccia...
e sono fortunata perchè non le perderò e non lascerò che ciò accada, mai.
Tra queste, una speciale si sposa sabato...e finalmente un grande amore non mi fa sentire di troppo o timorosa di perdere una delle mie poche ma validissime certezze.
Volevo solo dire che ho passeggiato per Roma pensando a quanto sarà tutto bellissimo tra una settimana...e che ho trovato anche le scarpe con il tacco alto e che mi serve un passaggio per arrivare alla Chiesa e che spero che nella lettura che leggerò non ci siano troppe zeta
ma poi alla fine le emozioni e i sentimenti prendono il sopravvento e sono ciò che conta davvero...e così eccomi qui felice di essere a Roma e certa che, se non fosse stato anche per lei, io oggi non ci starei e non ci starei così bene!
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