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armor, 39 anni
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"I miei martedì con il professore" MITCH ALBOM

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Dal nero al colorato, dai pantaloni alla gonna, dal corto al lungo non c’è limite alla fantasia

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persone e situazioni

OGGI IL MIO UMORE E'...

altalenante

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) -quando parli e cerchi di spiegare quello che provi senza farti capire
2) quando ti giri e ti rigiri sul letto divorato dall'insonnia... :/
3) scusa scusa scusa... ecco la mia paranoia! mi scuso troppo pure quando non ce n'è bisogno per la paura di disturbare gli altri ecc..

MERAVIGLIE


1) uscire di casa all'alba..camminare per la strada ancora deserta..con il sole che a poco a poco ti invade il viso..
2) Io mi meraviglio quando ancora qualcosa mi meraviglia..qualunque cosa sia..mi soffermo a pensarci e in quel momento mi sento veramente viva.
3) L'aroma deciso del caffè mattutino!


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mercoledì 6 settembre 2006 - ore 20:53


LA CURIOSITA’ DI CONOSCERE
(categoria: " Riflessioni ")




Ho avuto la fortuna di trascorrere due giorni con un caro amico, che non vedevo da qualche anno.
E’ stato, ora come allora, un incontro fondato sul confronto intellettuale, più suo che mio a dir il vero.
Mi ha ricordato quanto sia piacevole conoscere le persone, incuriosirsi dei loro atteggiamenti, personalità, intelletto.
A volte si è così presi da se stessi e dai problemi quotidiani da considerare gli altri un ostacolo o un mezzo per raggiungere i propri obiettivi.
E invece, mi ha ricordato l’amico, interagisci, provoca reazioni, osserva e rimarrai sempre sorpresa (nel bene e nel male certo).
Ho riscoperto il piacere di soffermarmi ad osservare e la curiosità di conoscere.

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sabato 2 settembre 2006 - ore 15:34


RIPRESA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La pausa è finita e per fortuna si torna alla quotidianità.

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domenica 6 agosto 2006 - ore 22:07


DIVERSITA’
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’esperienza della diversità è l’unica condizione possibile affinché l’uomo possa comprendere il significato di ogni cosa.
Se possiamo distinguere la differenza fra caldo e freddo, è semplicemente perché li abbiamo provati entrambi; la stessa cosa riguarda il dolce e l’amaro, il buio e la luce, la gioia e la sofferenza, il sorriso e il pianto, la simpatia e l’antipatia, l’odio e l’amore. Quella semplice, umana, vitale esperienza del bambino che, solo dopo aver toccato la fiamma, comincia a comprendere la differenza fra il dolore e il benessere e quindi - ecco l’importanza decisiva dell’esperienza - comincia a scegliere in che direzione andare, comincia ad esercitare il potere della volontà. Come potrebbe, senza aver prima sperimentato i due opposti? Come potremmo dire che siamo in inverno se non avessimo la conoscenza dell’estate? La verità è una ma per comprenderla, forse bisogna prima aver conosciuto la menzogna. Quando nella nostra vita si presenta qualcosa di completamente diverso da quello che abbiamo sperimentato fino a quel momento, spesso veniamo colti dall’angoscia dell’ignoto e, istintivamente ci aggrappiamo tenacemente a tutto quello che conosciamo, convinti, in questo modo, di “salvare” la nostra esistenza da “morte sicura”: siamo degli illusi. Il nostro incontro con il diverso è l’esperienza dell’altra metà di quella mela che abbiamo mangiato fino a quel momento. Tutto è duale, e se prendiamo coscienza di questo, prendiamo coscienza dell’unità, della totalità. Un figlio, non nasce forse dall’accoppiamento fra un uomo e una donna? E’ l’unione di due diversità che crea un essere unico, ma che ha in sé caratteristiche e aspetti di entrambi i genitori. In questo esempio sublime possiamo osservare chiaramente come le diversità creino l’unità.


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domenica 30 luglio 2006 - ore 01:28


TIZIANO TERZANI
(categoria: " Pensieri ")




Una sera di Settembre di due anni fa ero sul divano, davanti al televisore, e facevo zapping, annoiata e rassegnata. Ad un certo punto mi sono trovata sullo schermo due occhi enormi, intensi, buoni, una lunga barba bianca e una risata coinvolgente, ma soprattutto un tono di voce pacato che parlava, parlava, parlava. Sono rimasta incantata da quelle parole. Ho scoperto che quella persona era Tiziano Terzani, mai sentito nominare prima d’allora. L’ho conosciuto lì e mi ha colpito, bloccato, entusiasmato, commosso. Ho pensato, guardando quell’intervista, "ma quest’uomo è fantastico, devo conoscerlo, devo scrivergli". Ma alla fine di quell’intevista ho scoperto che quell’uomo dagli occhi buoni era morto due mesi prima. Quella notte ho continuato a pensare a lui, alla gioia che emanava, alle intense parole pronunciate. E così il giorno dopo e quello ancora e quello ancora. Ho cominciato a esplorare internet alla ricerca di tutto quello che lo riguardava, chi era, cosa aveva fatto nella vita..volevo quell’intervista vista qualche sera prima, per caso, in TV. Mi sono iscritta a tutte le newsletters possibili e immagininabili e dopo un anno ce l’ho fatta, ho ricevuto il DVD. Non l’ho ancora visto perchè il lettore DVD mi manca, ma non importa, è li nel cassetto, prima o poi lo vedrò. Ma l’altra sera, in una serata simile a quella di due anni fa,,,,ecco di nuovo quella faccia davanti..riproponevano l’intervista. Quanto bene mi ha fatto allora e quanto ora.

"Protagonista assoluto dello schermo, seduto a gambe incrociate sul pavimento o a passeggio tra gli alberi del giardino, Terzani guarda lo spettatore negli occhi e lo coinvolge in un colloquio intimo, che alterna momenti di pacatezza ad attimi di fervore, ma si mantiene sempre e fortemente appassionato. Colpiscono, come nelle pagine dei suoi libri, l’immediatezza e la spontaneità del racconto che spazia dal personale al pubblico e al sociale: il giornalismo, il viaggio, l’America, l’11 settembre, la religione, i giovani sono solo alcuni dei temi toccati nella conversazione. Particolarmente vibranti sono i brani dedicati alle riflessioni sulla malattia, sulla vita e sulla morte"

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sabato 29 luglio 2006 - ore 17:51


UNA SERATA SPRITZ
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bella serata ieri, ho conosciuto La Donky, Entropia, Gwen. Gandals, Passero. Questo sito serve!

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venerdì 21 luglio 2006 - ore 18:32


QUANTE DOMANDE
(categoria: " Pensieri ")


Oggi mi ponevo delle domande, come al solito rimaste senza risposta e poi mi sono soffermata a pensare, ma quante domande poniamo, a noi stessi e agli altri, nel corso di una vita, e che rimangono senza risposta? Tante, troppe, la maggior parte. La soluzione allora? Ridurre le domande? Utopia! Nascono spontanee. E allora? Rimango senza risposte.



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martedì 11 luglio 2006 - ore 11:53


UN’ IMMAGINE
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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sabato 8 luglio 2006 - ore 13:54


E STASERA....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E stasera Chioggia, sagra del pesce!! Così mentre siamo in coda per ordinare (tempo medio 45 minuti), facciamo la spola con i bar di fronte agli stand per prendere gli sprtz. Tutto in uno no?

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giovedì 6 luglio 2006 - ore 23:47


I HAVE A DREAM
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Leggendo alcuni blog qua e là sono capitata in quello di SMS e leggendolo ho pensato "ma guarda questo cosa ha fatto per inseguire un sogno!". Mi ha fatto riflettere. Anch’io sto inseguendo un sogno, ma lo stavo facendo svanire. Allora il guerriero in attesa di un segnale ha deciso di non attendere più e ha inviato lui stesso il segnale. E’ ancora lontano il tempo in cui il mio sogno si realizzarà, se sarà così poi, ma ho fatto un piccolo passo e poi...soprattutto...ho ripreso a sognare

"A volte il vincitore é semplicemente un sognatore che non ha mai mollato."
Jim Morrison

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giovedì 6 luglio 2006 - ore 21:16



(categoria: " Poesia ")


LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


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