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armor, 39 anni
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"I miei martedì con il professore" MITCH ALBOM

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De Andre’, Subsonica, Corvus Corax, Nomadi

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Dal nero al colorato, dai pantaloni alla gonna, dal corto al lungo non c’è limite alla fantasia

ORA VORREI TANTO...

tanto...tanto.....troppo

STO STUDIANDO...

persone e situazioni

OGGI IL MIO UMORE E'...

altalenante

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) -quando parli e cerchi di spiegare quello che provi senza farti capire
2) quando ti giri e ti rigiri sul letto divorato dall'insonnia... :/
3) scusa scusa scusa... ecco la mia paranoia! mi scuso troppo pure quando non ce n'è bisogno per la paura di disturbare gli altri ecc..

MERAVIGLIE


1) uscire di casa all'alba..camminare per la strada ancora deserta..con il sole che a poco a poco ti invade il viso..
2) Io mi meraviglio quando ancora qualcosa mi meraviglia..qualunque cosa sia..mi soffermo a pensarci e in quel momento mi sento veramente viva.
3) L'aroma deciso del caffè mattutino!


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domenica 2 luglio 2006 - ore 03:11


LA PUBBLICIZZATA NOTTE BIANCA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un po’ sottotono questa notte bianca rispetto all’anno scorso! I commercianti erano delusi, le aspettative erano diverse. Solo verso mezzanotte la città ha cominciato a riempirsi, diversamente dallo scorso anno, causa partite o timore di trovare il caos del 2005. O forse il motivo è che la quantità di eventi organizzati ha sparpagliato le persone in giro per la città. Insomma, a distanza di un anno, la novità è diventata abitudine.

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sabato 1 luglio 2006 - ore 12:32


L’ABBRACCIO
(categoria: " Riflessioni ")




Che gesto meraviglioso è l’abbraccio, darlo e riceverlo.
Cingere con le braccia un’altra persona.
Chiudere in un cerchio, per contenere il dolore o per trattenere l’amore.
Dona forza, sicurezza, certezza.

"Unione di braccia in un tenero affetto
ove i cuori comunicano
grazie a due petti appoggiati in un unico incontro,
lasciando parlare il loro battito d’amore
silenziosamente sussurrato al nostro fragile cuore."


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sabato 1 luglio 2006 - ore 12:01


MA QUANTI SIAMO?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


620 UTENTI CONNESSI!
Tutti qui stamattina? A casa per risparmiare le energie per stasera, la notte bianca, forse?


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mercoledì 28 giugno 2006 - ore 12:45


SENSAZIONI
(categoria: " Pensieri ")




Come un guerriero in paziente attesa!

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domenica 25 giugno 2006 - ore 18:49


FANTASY ART
(categoria: " Vita Quotidiana ")




BlackAngel

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domenica 25 giugno 2006 - ore 16:18


L’ALBERO DEGLI AMICI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi. Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta altri amici i quali non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra. Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute, continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino. Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità. Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.

Viene dal Venezuela è stata scritta da Paul Montes
un missionario sud-americano.



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sabato 24 giugno 2006 - ore 13:51


SONO UNA..LISA SIMPSON
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Sei una persona intelligente e competente nel tuo lavoro; sei attiva e ti piace batterti per ciò in cui credi (ma a volte ti senti incompresa ed isolata). Hai grandi sogni, una forte spiritualità e molto rispetto per la natura che ci circonda!


TEST

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lunedì 19 giugno 2006 - ore 21:14


SAGGEZZA CINESE
(categoria: " Pensieri ")


Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto diciamo.

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domenica 18 giugno 2006 - ore 21:31


LA PAZIENZA E IL DOLORE
(categoria: " Riflessioni ")


Pazienza viene da patire. Patire non e’ soltanto soffrire. Conosciamo dei verbi la forma attiva e quella passiva, cioe’ l’azione che puo’ essere anche buona (per esempio: vengo guarito, vengo istruito) di qualcuno o qualcosa verso di noi, su di noi, non necessariamente contro di noi.
Comunque, patire, anche quando e’ un soffrire, non e’ uguale a subire.
Subire e’ sottomettersi, rinunciare al diritto e alla dignita’, che vanno
difesi non solo per noi, ma per tutti. Patire senza subire puo’ essere una forza. C’e’ di peggio che patire la tortura. Come diceva un torturato al suo torturatore: "Il peggio e’ essere come te".
Si patisce un’offesa, una violenza fatta a noi, oppure un dolore, un male della vita, della natura, della malattia: il male umano, o il male naturale.

Il male e’ soltanto maledetto? E’ solo da rifiutare e ribellarsi
immediatamente? Non puo’ essere anche fecondo, utile? "Non tutto il male vien per nuocere", diceva la saggezza popolare. Il dolore non e’ solo distruttivo: se colpisce una vita viva, vi scava nuovi spazi interiori, che non conoscevamo, come il primo pianto apre i nostri polmoni chiusi di neonati. Di un romanzo cinese ricordo solo questa frase: "Hai il cuore spezzato? Vuol dire che hai un cuore". Il male si puo’ anche portare con pazienza. Portare, invece di subito scaricare, e’ un atto di forza.
La condizione per questa crescita dolorosa e’ assumere il dolore, affrontarlo e non fuggirlo, portarlo, elaborarlo. Il che richiede coraggio, cioe’ cuore. Il solo fuggire dal dolore e’ debolezza
e incrementa la debolezza.




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domenica 18 giugno 2006 - ore 19:28


LA STORIA DEI COLORI
(categoria: " Riflessioni ")


Tanto tempo fa, il pappagallo non aveva colori; era tutto grigio, le sue piume erano corte come quelle di una gallina bagnata. Uno tra i tanti uccelli giunti chissà come nel mondo. Gli Dei litigavano sempre; litigavano perché il mondo era assai noioso con due soli colori. Ed era motivata la loro ira, poiché solo due colori si alternavano nel mondo: uno era il nero che comandava la notte, l’altro era il bianco che camminava di giorno, il terzo non era un colore, era il grigio che dipingeva sere e mattine affinché non si scontrassero troppo. Ma questi Dei erano litigiosi ma molto sapienti.

In una riunione giunsero all’accordo di rendere i colori più lunghi perché fosse allegro il camminare e l’amare di uomini e donne. Uno degli Dei prese a camminare per pensare meglio, e tanto pensava, che sbatté contro una pietra ferendosi la testa da dove ne uscì sangue. Il dio, dopo aver strillato per un bel pezzo, guardò il suo sangue e vide che era di un altro colore, diverso dai due colori e andò dagli altri Dei, mostrando loro il nuovo colore che chiamarono "rosso", era il terzo che nasceva. Un altro degli Dei cercava un colore per dipingere la speranza. Lo trovò dopo un bel pezzo e lo mostrò all’assemblea degli Dei che gli misero il nome "verde" , era il quarto che nasceva. Un altro cominciò a grattare forte a terra. "Che fai?" gli chiesero gli altri Dei. "Cerco il cuore della terra" rispose rivoltando la terra da ogni lato. Dopo un po’ trovò il cuore della terra, lo mostrò agli altri dei che chiamarono "caffè", era il quinto colore. Un altro dio salì in alto. "Vado a guardare il colore del mondo" disse, e si mise a scalare e scalare fino alla cima. Quando arrivò ben in alto, guardò in giù e vide il colore del mondo, ma non sapeva come fare a portarlo. Allora rimase a guardare per un bel po’, finché il colore non gli si attaccò agli occhi. Discese come poté, a tentoni, e andò all’assemblea degli Dei. "Porto nei miei occhi il colore del mondo", E "azzurro" chiamarono il sesto colore. Un altro dio stava cercando colori quando sentì che un bambino rideva; si avvicinò con cautela e gli prese la risata, lasciandolo piangente. Per questo si dice che i bambini improvvisamente ridono e improvvisamente piangono. Il dio portò la risata del bambino e misero nome "giallo" al settimo colore. A quel punto gli dei che erano ormai stanchi, andarono a dormire, lasciando i colori in una cassetta buttata sotto un albero.

La cassetta non era chiusa bene e i colori uscirono, cominciando a far chiasso e festa. Così nacquero tanti nuovi colori. Quando tornarono gli Dei si accorsero che i colori non erano più sette, ma molti di più e guardarono la cassetta. "Tu hai partorito i colori, tu ne avrai cura , così dipingeremo il mondo". E salirono sulla cima del monte, e da lì cominciarono a lanciare i colori, così l’azzurro rimase parte nell’acqua e parte nel cielo, il verde cadde sugli alberi e sulle piante, il caffè, che era il più pesante, cadde sulla terra, il giallo, che era un risata di bambino, volò fino a tingere il sole, il rosso giunse sulla bocca degli uomini e degli animali che lo mangiarono, colorandosi così di rosso. Il bianco e il nero già esistevano. Gli dei lanciavano i colori senza fare attenzione a dove finivano, ed alcuni di essi spruzzarono gli uomini; per questo vi sono persone di diversi colori e di diverse opinioni. Allora, gli Dei, per non dimenticarsi dei colori e perché non si perdessero, cercarono un modo per conservarli; stavano pensando come fare quando videro il pappagallo. Lo presero e gli attaccarono i colori e gli allungarono le piume affinché ci stessero tutti.

E così il pappagallo prese tutti i colori. Ancora oggi se ne va in giro, nel caso che gli uomini si dimenticassero che molti sono i colori e le opinioni, e che il mondo potrebbe essere allegro, se tutti i colori e tutte le opinioni avessero il proprio spazio".

MARCOS


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