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BATTISTI, 29 anni
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Arriverà un momento che l’uomo e la sua canzone si fermeranno da qualche parte a prendere fiato,quando ad esempio,saranno troppo vecchi per poter sopportare la perdizione di un amore così grande.Allora penso che faranno un viaggio nella campagna fino al Cinema Centrale.Troveranno naturalmente che il cinema non c’é più,come non ci sono più la notte buia e il talco borato Paglieri e molte altre cose....Né i molti cambiamenti né ciò che é rimasto turberanno minimamente l’uomo e la sua canzone.A loro basterà essere lì,più o meno dove si sono incontrati....e lì l’uomo compirà il gesto che ha coltivato racchiuso dentro di sé.Canterà a voce spiegata.Intonerà per il cielo sopra di lui e per i clienti del supermercato la sua canzone d’amore "...é stata una vertigine tenerti stretta al cuor or ti dirò lasciandoti scusami scusami ancor.."E nel volgere dell’unica strofa che ha mai conosciuto,lui e la sua amata si saranno già ricongiunti in quel perduto mare oltre l’orizzonte da dove un giorno sono venuti,ognuno per la sua strada,solo per incontrarsi.(Maurizio Maggiani-é stata una vertigine)

HO VISTO

Il Divo, Giro di Vento, La ragazza del Lago, Un filmato di Video Art musicato e su un fumetto di Art Spiegelmann sull’11 settembre, The Prestige

STO ASCOLTANDO



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Dopo i sudati studi fare un po’ di vacanza...

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



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giovedì 11 ottobre 2007 - ore 12:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dal sito del corriere della sera ho tratto un articolo che mi ha colpito e che decido quindi di condividere con chi visiterà il mio blog.

IL CASO
Hirsi Ali e l’Occidente Indifferente

Mentre state leggendo questo articolo, Ayaan Hirsi Ali si trova in una casa sorvegliata da guardie armate. Hirsi Ali è oggi una delle più coraggiose, intelligenti e appassionate sostenitrici della libertà di parola e di coscienza, e perciò è disprezzata dalle comunità musulmane di tutto il mondo. I particolari della sua vicenda sono stati già diffusi, ma è bene ripercorrerli, perché mostrano quanto in Occidente siamo male attrezzati per affrontare la minaccia dell’estremismo musulmano. Nel 1992 Hirsi Ali è fuggita dalla Somalia dopo aver rifiutato di subire la costrizione a sposare un uomo che non conosceva, e si è rifugiata nei Paesi Bassi. Là nascosta, ha cominciato a lavorare come donna delle pulizie. Ma era una donna delle pulizie che parlava somalo, arabo, amarico, swahili, inglese e stava rapidamente imparando l’olandese, così ha trovato ben presto lavoro come interprete per altre profughe somale, molte delle quali, come lei, erano vittime dell’Islam. Erano donne che avevano subito violenze e mutilazioni, a cui erano state negate cure mediche e possibilità di studiare, donne costrette a vivere in uno stato di soggezione sessuale e a fare un figlio dopo l’altro.
Dopo aver frequentato l’università di Leida, dove ha studiato scienze politiche e filosofia, Hirsi Ali ha cominciato a parlare pubblicamente della repressione delle donne nell’Islam, e poco dopo ha iniziato a ricevere minacce di morte da musulmani locali. Nel 2002, quando la situazione si è fatta troppo pesante, si è trasferita negli Stati Uniti. Poco dopo, però, è stata contattata da Gerrit Zalm, allora vice primo ministro dei Paesi Bassi, che l’ha convinta a candidarsi al Parlamento olandese. Quando Hirsi Ali ha espresso preoccupazioni per la sua incolumità, Zalm le ha assicurato che avrebbe ricevuto protezione diplomatica dovunque e in qualsiasi momento le fosse servito. Dopo questa promessa Hirsi Ali è ritornata nei Paesi Bassi, ha ottenuto un seggio al Parlamento ed è diventata un instancabile difensore delle donne, dei diritti civili e della ragione.
Il resto della sua storia è noto. Nel 2004 Hirsi Ali ha collaborato con Theo van Gogh al film Submission , che esaminava in profondità il legame tra la legge islamica e la sofferenza di milioni di donne nell’Islam. La reazione della comunità musulmana è stata addirittura psicopatica, e ha confermato quanto fosse necessario il lavoro di Hirsi Ali ma anche quanto fossero giustificati i suoi timori. Theo Van Gogh, che si rifiutava di avere guardie del corpo, è stato assassinato e quasi decapitato in una strada di Amsterdam, e una lettera di minaccia per Hirsi Ali gli è stata affissa sul petto con un coltello da macellaio. Hirsi Ali è stata immediatamente costretta a nascondersi e a cambiare di continuo il suo rifugio, anche più di una volta al giorno, per mesi. Le preoccupazioni per la sua incolumità l’hanno spinta infine a lasciare i Paesi Bassi. È tornata negli Stati Uniti, e il governo olandese paga per la sua sicurezza, o almeno l’ha fatto fino alla scorsa settimana, quando ha annunciato che non l’avrebbe più protetta fuori dei Paesi Bassi, rendendo così nota al mondo intero la sua vulnerabilità.
È importante notare che Hirsi Ali è forse la prima rifugiata proveniente dall’Europa occidentale dai tempi dell’Olocausto. È dunque una testimone unica e indispensabile della forza e, al tempo stesso, della debolezza dell’Occidente: dello splendore della società aperta e della illimitata energia dei suoi antagonisti. Conosce i problemi che dobbiamo affrontare per contenere la misoginia e il fanatismo religioso del mondo musulmano, e ogni giorno deve fare i conti con le conseguenze delle nostre sconfitte. Nessuno meglio di lei può ricordarci che la tolleranza dell’intolleranza è viltà. Appropriatasi dell’Illuminismo in pochi anni, Hirsi Ali ha esplorato ogni centimetro del cammino che porta fuori da quella desolazione morale e intellettuale che è l’Islam tradizionale. Ha descritto il suo percorso in due libri brillanti, il più recente dei quali, Infedele , è stato per mesi un bestseller internazionale. È difficile dare la misura del suo coraggio. Come ha scritto Christopher Caldwell sul New York Times , «Voltaire non rischiava, a ogni frase, di farsi un miliardo di nemici in grado di riconoscerne il volto e di passare informazioni, via Internet, a gente ansiosa di assassinarlo».
La prossima settimana il Parlamento olandese discuterà il caso Hirsi Ali. Vista la situazione, la decisione del governo di proteggerla solo all’interno dei confini dei Paesi Bassi è veramente perversa. Gli olandesi hanno lamentato il costo eccessivo della sua protezione negli Stati Uniti, ma è molto più caro assicurargliene una adeguata nei Paesi Bassi, dove corre rischi assai maggiori.
C’è poi la questione delle promesse mancate: Hirsi Ali è stata convinta a candidarsi al Parlamento, diventando la portavoce dei diritti delle donne musulmane più visibile ed esposta del mondo, con l’intesa che sarebbe stata protetta finché ne avesse avuto bisogno. Gerrit Zalm, in qualità di vice primo ministro e ministro delle finanze, le aveva promesso protezione senza condizioni. Ma il premier olandese Jan Peter Balkenende ha vergognosamente raccomandato che Hirsi Ali, semplicemente, lasci i Paesi Bassi, rifiutando di garantirle anche una sola settimana di protezione fuori del Paese, il minimo per raccogliere i fondi necessari a pagarsi delle guardie del corpo. Si tratta di un vile tentativo di placare i fanatici musulmani locali? O di un avvertimento agli altri dissidenti olandesi perché non creino problemi parlando troppo apertamente dell’Islam? O è pura sconsideratezza?
Il governo olandese dovrebbe accorgersi che ne sta nascendo uno scandalo e riscoprire il dovere di fornire a Hirsi Ali la protezione promessa.
Non c’è persona al mondo che meriti più di lei di godere delle libertà di parola e di coscienza che in Occidente diamo per scontate, né c’è alcuno che stia lottando con più coraggio per difenderle.


———————

gli autori:
Sam Harris ha scritto La fine della fede. Religione, terrore e il futuro della ragione (Nuovi Mondi Media), e Letter to a Christian Nation. Salman Rushdie è scrittore e saggista. Tra le sue opere ricordiamo I figli della mezzanotte (Mondadori), che ha vinto il Booker Prize, e I versi satanici (Mondadori).
(C) Global Viewpoint, distribuito da
Tribune Media Services
Traduzione di Maria Sepa

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giovedì 20 settembre 2007 - ore 13:00


tesi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sono laureato! Finalemente ho concluso la triennale e mi preparo alla specialistica. La tesi era sulla parola nel film "La Lettre" di Manoel De Oliveira e sull’intreccio tra cinema e letteratura sui modi di trasposizione da un linguaggio all’altro. L’incontro seppur a distanza con un grande vecchio del cinema mondiale come Manoel de Oliveira ( quasi 99 anni! e gira ancora dei film) mi ha dato molto. La sua saggezza e la sua voglia di vivere e di fare ciò che gli piace fino all’ultimo sono sorprendenti e di esempio. Spingono a voler trovare ancora con maggior vigore la propria strada, a capire quello che piace e a farlo. Oltre che a sognare e portare alla luce i propri sogni con forza e convinzione, a lottare e crederci con tutto sè stessi.



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giovedì 28 giugno 2007 - ore 11:50


Discorso Veltroni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dal sito dei Ds ho estratto il discorso che Walter Veltroni ha tenuto ieri al lingotto di Torino. Riporto qui di seguito il collegamento al link dove si trova il discorso.

discorso veltroni 2007

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mercoledì 27 giugno 2007 - ore 13:31



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dal discorso di Veltroni tenuto al Lingotto di Torino del 2000 in occasione del Congresso Ds di cui era segretario e che ho inserito come collegamento nel messaggio precedente estraggo un passo che ha attirato la mia attenzione in cui Veltroni spiega la scelta di tenere il congresso a Torino. Torino dove stasera alle 17:00 terrà anche il discorso con cui si candiderà come Segretario del Pd. Torino che costituisce, dunque un legame un filo sottile tra i due discorsi.
Ecco perchè nel 2000 sceglieva Torino:

"Torino è uno snodo simbolico nel quale si intrecciano tante delle contraddizioni con le quali la nostra ricerca di identità si confronta e si scontra in questo passaggio di secolo.
Torino è una delle capitali del Nord, quel Nord Italia nel quale il cambiamento sociale e culturale è stato più rapido e accentuato ed ha portato con sé anche la crisi del nostro tradizionale insediamento politico ed elettorale.

Potremmo dire che Torino è il simbolo della modernità come problema per la sinistra e come sfida a ripensarsi, a ricollocarsi in una società profondamente e rapidamente mutata.

Torino è la fabbrica fordista che diventa centro congressi, la società industriale che diviene società dei servizi, la grande impresa che affronta nuove sfide, la piccola che cresce.

Torino è il confine che diventa connessione, nel nuovo quadro di integrazione europea, con la moneta unica e la libera circolazione, dopo Maastricht e dopo Schengen: un cambiamento epocale, del quale non esalteremo mai abbastanza il valore e del quale iniziamo a intravedere i caratteri problematici, di sfida, di riposizionamento strategico dei sistemi economici e sociali, regionali e nazionali.

Torino è uno dei luoghi privilegiati della nostra memoria collettiva, la memoria di questo Novecento della quale la sinistra è stata gran parte.

E’ la città di Gramsci e di Gobetti, di Einaudi e di Frassati, di Bobbio e di Foa, la città del cardinale Pellegrino e della sua lettera "Camminare insieme",la città di straordinarie esperienze concrete di solidarietà come quelle del Gruppo Abele di don Luigi Ciotti o, per altro verso, del Sermig di Ernesto Olivero. La città nella quale le culture che costituiscono ed alimentano la nostra identità, le culture che sono ormai dentro e parte di ognuno di noi, affondano profonde e robuste radici.

Torino, dunque, come simbolo della modernità."





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mercoledì 27 giugno 2007 - ore 12:49


Walter Veltroni "I CARE"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Walter Veltroni, oggi con un discorso che terrà al Lingotto di Torino,
lancerà con ogni probabilità la sua candidatura a segretario del Pd.
Non credo che un uomo da solo possa risolvere i troppi problemi dell’Italia. Sarebbe bello però se il probabile futuro segretario di un partito nuovo come dovrebbe essere il Pd, lanciasse un nuovo modo di fare politica, cambiasse il modo di rapportarsi col popolo, i problemi dell’Italia difficilmente potrà risolverli, ma nutro la speranza che porti con sè una ventata d’aria nuova in politica. Che la sua sia veramente una politica del fare. Sarebbe già molto.
Siccome sono curioso sono andato a vedermi, e sono riuscito a trovare il discorso che Veltroni tenne smpre al Lingotto di Torino come Segretario Ds al Congresso del 13-16 gennaio 2000 quello con lo slogan "I CARE" di cui si parla molto nei giornali.
Credo sia utile vedere quello che disse in quel’occasione e confrontarlo con quanto dirà oggi. Vedere come si é evoluto il Veltroni-pensiero. Credo sia un modo per informarsi in modo critico sulle cose e per poterle capire meglio.
Se volete ecco il collegamento al discorso Veltroniano dal sito dei Ds: discorso di Veltroni



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giovedì 24 maggio 2007 - ore 15:47


la fine del cinema muto
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Ho scoperto di recente un cantante secondo me molto interessante, Claudio Lolli che non conoscevo, i testi delle sue canzoni mi sembrano molto belli. Ne riporto uno che in qualche modo si lega con il cinema e in particolare con il periodo del cinema muto. Ecco il testo di questa canzone:


"la fine del cinema muto" (canzone scritta da Claudio LOLLi )

Alla fine del cinema muto
si riempirono le osterie
di vecchi attori poco fonogenici
e dalle tante malinconie,
che guardavano il cielo lunatici
come dovesse cadere giù,
ripensando a quel silenzio magico,
quel silenzio che non c’era più,
e ai rumori del mondo, antipatici,
dispettosi alzavano il bicchiere,
e i più romantici
svillaneggiavano mostrando il sedere...

Alla fine del cinema muto
sulle panchine dei grandi viali,
quei vecchi attori bestemmiavano al troppo sole
che ha il potere di bruciare le ali,
e si perdevano in discorsi accademici
sulla storia e il suo occhio di lince,
per capire se è vero che chi perde ha torto
e che ha sempre ragione chi vince,
poi a sera rivestiti da maschere,
si accontentavano di illuminare
il buio delle sale
che non riuscivano a dimenticare...

Anche noi alziamo spesso il gomito
rifugiati dentro ad un’osteria
per una strana voglia di nasconderci
e rimeditare la filosofia,
e dentro al cielo vediamo risplendere
un idolo d’oro al posto del sole
un nuovo dio che non riusciamo a comprendere
nè a descrivere con le parole,
un dio moderno che tutti adorano
e che regala vuoti di memoria,
un dio impaziente e annoiato,
che sembra stanco della nostra storia...

Anche noi abitiamo in un cinema
e siamo in bilico ad ogni minuto
tra la gloria, il successo, un amore frenetico
e il ricordo del cinema muto,
e dalle panchine vediamo passare
delle folle accaldate di gioia
per il futuro mondo fantascientifico
e il suo meccanismo che distrugge la noia,
e il corteo è annunciato da angeli
che buttan fiato dentro a una tromba
- questo futuro - si dice
- ci farà l’effetto di una bomba...-

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martedì 15 maggio 2007 - ore 13:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


In questi giorni mi sono chiesto che fine avesse fatto Mauro Repetto ex 883, ve lo ricordate?
Navigando su internet ho trovato una sua intervista rilasciata al tgcom in cui lo racconta lui stesso, smentendo le tante voci che lo vorrebbero orso baloo a Eurodisney.
Di seguito pubblico una breve biografia e l’intervista tratta dal sito del tgcom.

Mauro Repetto nasce il 26/12/1968 a Genova.
Intorno al 3° anno di superiori, si trasferisce al liceo scientifico a Pavia, dove conosce Max Pezzali. Durante un viaggio all’estero, acquistano una tastiera musicale e compongono un pezzo in inglese, "Live in the music". Max e Mauro spediscono il demo a Radio Deejay e vengono invitati alla trasmissione "1,2,3 Jovanotti".
I due si presentano come "I Pop", ma l’apparizione al programma di Jovanotti è un mezzo flop.
Così decidono di ricominciare da capo, e dirottare su di un brano italiano.. Con poche centinaia di migliaia di lire affittano uno studio di registrazione e incidono su cassetta un demo di Non Me La Menare. La fanno ascoltare a Claudio Cecchetto che resta colpito dal brano e li chiama per registrare la versione definitiva della canzone.
Con questo brano, Max e Mauro, da questo momento in poi "Gli 883", si presentano a Castrocaro riscuotendo un bel successo, pur non vincendo la manifestazione canora. E quindi parte la registrazione del primo album: Hanno ucciso l’uomo ragno. Questo primo cd contiene 8 canzoni più una versione gospel di Non Me La Menare.
La copertina è a fumetti (e lo sarà fino all’album Grazie Mille del solo Max), realizzata all’ultimo momento da un disegnatore. Il primo estratto dell’album è "Hanno ucciso l’uomo ragno", che é un successo. A questo singolo ne seguono altri due, "S’Inkazza" e "Con un deca".
L’ album vende quasi 600.000 copie, e gli 883 vincono il telegatto per la Canzone dell’Anno,con "Hanno ucciso l’uomo ragno".
Dopo un anno, nel 1993, esce il secondo album: Nord Sud Ovest Est, ed è la definitiva consacrazione per il duo di Pavia: "Sei un Mito" è in testa alle classifiche e l’album vende 1.300.000 copie.
Nel 1994 gli 883 pubblicano Remix ’94 (cd ad oggi rarissimo da reperire), contenente i brani del primo e del secondo album Remixati, con l’inedito Chiuditi nel cesso.Nell’Aprile dello stesso anno, decide di inseguire un suo vecchio sogno: si trasferisce negli Stati Uniti per produrre un film ma, raggirato da un presunto avvocato, perde 20.000 dollari e si ritrova nuovamente in Italia.

L’ultima sua apparizione con Max Pezzali risale ad una puntata del Roxy Bar di Red Ronnie, datata 14 gennaio 1994.

Con l’aiuto di Claudio Cecchetto incide, senza successo, l’album ZuccheroFilatoNero, in cui compare anche la voce di Francesca Touré, futura vocalist dei Delta V e il chitarrista Michele Chieppi, autore della musica di quattro dei dodici brani del disco.

Alla fine lascia gli Stati Uniti alla volta della Francia, dove ritenta la strada del cinema col cortometraggio "Point Mort".
Intervista di Mauro Repetto al tgcom
dat dell’intervista:6/2/2007

Tgcom l’ha intercettato a Parigi, dove vive da tanti anni. Ha una moglie, Josephine, un bambino e un altro in arrivo e lavora per la Disney. "Organizzo spettacoli", dice lui. "Si traveste da orso Baloo" giurano altri.

Proprio così: qualcuno dice di avere riconosciuto Repetto nei panni del protagonista del Libro della Giungla, ma la Disney ha precisato che Repetto è il responsabile degli eventi speciali del parco Disneyland. Certo è che in questi ultimi anni il desaparecido (di cui molti fan invocano il ritorno, ndr) si è messo a lavorare a Parigi, dove vive da tempo. La musica? Una storia da dimenticare.

"Sono dodici anni che non ho alcuna attualità musicale in Italia - spiega l’ex cantante a Tgcom. "Non mi interessa che si parli di me, nè che qualcuno mi riporti in una dimensione pubblica".
Insistiamo. Cosa fa a Parigi? E’ vero che si traveste da cartone animato per le strade di Eurodisney? "Faccio l’organizzatore di spettacoli e il direttore di una ditta di design e decorazione dove lavoro con mia moglie Josephine. Ormai sono nel dietro le quinte".
Tutto qui. E la vita privata? "Sono sposato felicemente, ho un bel bambino e un altro in arrivo. Sono una persona normale".







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lunedì 7 maggio 2007 - ore 11:56


I Vernice
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Vi ricordate I Vernice? Con il leader Stefano D’orazio ottennero un notevole successo negli anni novanta con brani come "su e giù" e "quando tramonta il sole", poi a causa della rottura tra il leader e il gruppo, le strade si divisero e il successo iniziale non si ripetè più fino a far quasi perdere le loro tracce. Qui di seguito riporto una biografia del leader Stefano d’Orazio col percorso comune di gruppo e leader tratta dal link di RadioItalia poi riporto le due storie divise, quella di D’Orazio tratta da Radioitalia e quella del gruppo dal loro link.Questo per farvi sapere cosa hanno fatto fino ad oggi tutti e due i frammenti di questa Meteora musicale.
Biografia comune dal sito di radioitalia ( tratto da biografia stefano d’orazio) : Stefano D’orazio nasce il 25 Novembre 1967 ad Ariccia, un paese a 20 Km dal centro di Roma.
A 14 anni comincia a suonare e scrivere canzoni proprie e mette su un gruppo che si chiamerà i “ Boomerang”, con il quale inizia a fare concerti nelle piazze e nei locali dell’interland dei castelli romani, alternando i suoi pezzi con cover dei Rolling Stones, Doors, U2, e Vasco Rossi, mettendo su uno spettacolo di almeno un ora e mezza.
Nel 1987 entra a far parte di un gruppo i “San Valentino” come autore, compositore, chitarrista e cantante e insieme agli altri componenti del gruppo iniziano un buon percorso musicale. Ma il nome del gruppo secondo Stefano deve essere cambiato, ed è d’accordo anche Roby Bonardi un produttore di Parma che in quel momento collaborava con il gruppo. Ed è proprio Bonardi che tirò fuori il nome “Vernice”. Un nome molto curioso ma che funzionava e poi secondo lui noi eravamo ognuno diverso dagli altri e quindi ognuno rappresentava un colore diverso, ma tutti messi assieme formavamo la Vernice.
I primi 4 anni dei Vernice sono molto ardui e difficili. Infatti, nonostante tante canzoni proposte non riescono ad ottenere la fiducia delle case discografiche. Comunque grazie alla loro determinazione di lì a poco ci sarà la svolta.
Nel 1992 Stefano e i Vernice dopo aver fatto le selezioni entrano a far parte alla fase finale di Castrocaro. Anche in quel caso vennero fuori delle difficoltà, in quanto la canzone presentava una parolaccia e furono squalificati. Ma è proprio questo episodio che colpisce Claudio Cecchetto e gli permette di accorgersi del talento di Stefano, a tal punto da offrigli subito un contratto discografico, ritenendo che i gruppi in Italia difficilmente hanno una vita duratura. Ma lo spirito di gruppo e la lealtà di Stefano lo spingono ad impuntarsi con Claudio Cecchetto per far entrare nel contratto anche i suoi amici, ottenendo alla fine il suo consenso con non poche difficoltà.
Nell’inverno del 1992-93 entra nelle radio il singolo “Scema” facendo da apri pista al singolo per l’estate “Su e Giù” vero e proprio tormentone di quell’estate trainando con se anche 80.000 copie dell’album “Vernice”, insieme alle hit “La ragazza dei sogni” e “Bughy” partecipando a tutte le più importanti trasmissioni televisive (ad es. Festivalbar, Disco per l’estate, Cantagiro, Super classifica show, Maurizio Costanzo ecc…) e facendo oltre 100 concerti in quattro mesi e girando in lungo e in largo tutta l’Italia e non solo.
Nel 1994 si ripete il successo dell’anno precedente con l’album “Quando tramonta il sole”, l’omonima canzone, oltre che a parteciparvi, viene anche promossa come sigla prima e dopo la pubblicità del Festivalbar.
Quando tutto sembra andare per il meglio cominciano ad incrinarsi i rapporti tra Stefano e una parte del gruppo.
Comunque Stefano insieme a Massimo Nardini e a Mauro Conti si rimette sotto perché c’è il contratto con la Sony Music e con Claudio Cecchetto da rispettare.
Stefano D’orazio dal sito di RadioItalia :Nel 1995 esce l’album intitolato “Stefano D’Orazio” e nell’estate dello stesso anno partecipa ancora una volta al Festivalbar con il brano “Solo Un Brivido” altro importante successo scritto da D’Orazio.
Siamo ormai giunti all’epilogo della storia con i Vernice, Stefano insieme a Mauro Conti e Massimo Nardini si butta a capofitto nella realizzazione del primo album da solista, che uscirà nel 1997 con il titolo “Non ci prenderanno”, sicuramente il più maturo della sua carriera fin lì realizzata ma l’album non raggiunge il successo sperato.
Nel 2000 esce un singolo per la Pull di Milano “Arriva l’estate” solo in versione radio.
Nel 2004 esce radiofonicamente il brano “Balla” che è stata in playlist a Radio Uno, e nel 2005 il brano “Certe Persone” suonato da più radio in tutta Italia.
Attualmente Stefano D’Orazio sta scrivendo nuove canzoni e preparando un nuovo album.

I Vernice dal sito Web dei Vernice: Nel 1998 il gruppo pubblica il singolo dal titolo FAMMI LO SCONTO che ricalca il sound simpatico ed accattivante nonché ironico del gruppo degli esordi artistici e confermare agli addetti ai lavori che la band è finalmente di nuovo sul mercato.
Nel 1999 il gruppo pubblica l’Album della svolta artistica dal titolo VERNICE2 e intraprende un lungo Tour Live che si conclude al Salone della Musica di Torino.
Nel 2001 il nuovo singolo promozionale dal titolo SUD stupisce gli addetti ai lavori e i critici musicali per il testo e l’arrangiamento particolare del brano.
L’estate del 2003 li vede protagonisti in qualità di Ospiti RADIOHIT al Girofestival 2003 con il singolo radiofonico PIOVE vincendo il premio RADIOHIT.
Nel 2005 la band rientra in studio di registrazione e la prima chicca discografica è il remake del brano IL MONDO di Jimmy Fontana che vede la collaborazione con il gruppo di GAZEBO come arrangiatore.
Il nuovo Album dal titolo “TROPPO DURI PER MORIRE” è da Giugno in tutti i negozi di dischi ed in promozione radiofonica.
Il primo singolo estratto accompagnato dal videoclip che vede alla regia BERNARDO NUTI si intitola “LUCA MALEDETTO”.

stefano d’orazio

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venerdì 4 maggio 2007 - ore 14:35


Jalisse
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mi sono chiesto in questi giorni, dove erano finiti i due vincitori di sanremo 1997, i Jalisse. Ho scoperto dal loro sito ufficiale che é uscito da poco un loro nuovo album, "Siedi e Ascolta". Dal sito ufficiale dei Jalisse traggo la loro biografia dove é scritto cos’hanno fatto fino ad ora : [Alessandra Drusian (Oderzo prov. Treviso) e Fabio Ricci (Roma) si conoscono nel 1990 in una casa discografica. Alessandra proveniva da numerosi concorsi nel Veneto e Friuli , Fabio aveva pubblicato un maxi-singolo nel 1985 con il gruppo Vox Populi e si presentava alle discografiche come cantautore. Nel ’90 Alessandra partecipa alla trasmissione televisiva “Gran premio” condotta da Baudo, nel ’91 e ’93 farà parte del coro di “Luna di Miele” e nel ’92 solista di “Bellezze al bagno”. Nel 1992 si ritrovano e a decidono di lavorare insieme sperimentando suoni, canzoni, sia in studio che i concerto. Nel 1994 decidono di formare il duo JALISSE prendendo spunto da un personaggio del serial tv “I Robinson”. Partecipano a Sanremo nella sezione giovani nel 1995, entrando nelle selezioni con il brano "VIVO". Di diritto arriva il Festival di Sanremo nel 1996, dove i Jalisse si presentano con il brano "LIBERAMI" e la vittoria non tarda ad arrivare l’anno successivo con il brano "FIUMI DI PAROLE". L’album di esordio si chiama “IL CERCHIO MAGICO DEL MONDO” dedicato alle etnie dei popoli, alle favole celtiche, ai nativi americani e ai valori della vita nel rispetto del mondo.
Intanto ad attendere i Jalisse c’é anche l’Eurofestival di Dublino dove conquistano un meritatissimo quarto posto. Una tournèe in Canada, a Boston, in Cile a Vina del Mar, a Mosca, il rapporto con 25 paesi collegati all’Eurofestival e i vari fans dell’OGAE europeo, li ha portati ad essere conosciuti e stimati all’estero. Talmente conosciuti che un giornalista di Billboard Fred Bronson, ritiene il loro album uno tra le più interessanti produzioni italiane nel 1997, tanto che sarà programmato nelle linee aeree della United Airlines compreso il nuovo singolo “6 DESIDERIO”.
Dal loro matrimonio nel 1999 alla nascita della bimba Angelica, non si fanno vedere se non in piccole apparizioni ("La vita in diretta" RAI 1, "Domenica In" RAI 1). Nel 2001/02 Alessandra debutta anche come attrice nella commedia musicale "Emozioni" con la regia di Sergio Japino.
Hanno scritto un brano “LUCE E PANE” dedicato a San Pio nel periodo della Sua Beatificazione, come dedica ai gruppi di preghiera e solo per i gruppi di preghiera, non distribuito commercialmente. Dopo 7 anni di silenzio discografico esce finalmente in Italia il singolo “6 DESIDERIO” nel 2004. Nella primavera del 2005 in Germania esce l’album “SIEDI E ASCOLTA” contenente brani del precedente album con nuove sonorità, nuove produzioni e due inediti che chieduno un ciclo aperto nel 1997. C’è una versione di "FIUMI DI PAROLE" in spagnolo per il mercato Sud-Americano, ed una partecipazione della cantante spagnola MONE su "GRAZIELLA".] vedi il link del sito ufficiale www.jalisse.it




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venerdì 27 aprile 2007 - ore 14:09


alessandro canino
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi voglio parlarvi di una "meteora musicale"; vi ricordate Alessandro Canino?Il cantante di "Brutta"? Alessandro Canino, ebbe un certo successo negli anni 90, soprattutto nel 1992 grazie alla sua partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone "Brutta" e alla vittoria del telegatto come miglior artista emergente nello stesso anno. Sono quindi seguite altre due partecipazioni alla manifestazione canora sanremese l’anno successivo con" Tu tu tu tu" e nel 1994 con "Crescerai".L’ultimo album si intitola "Tutte quelle cose" ed é del 1997.Navigando su internet mi sono chiesto che fine avesse fatto. Ho scoperto che sta lavorando a un nuovo progetto discografico, Sul suo sito ci sono tante altre cose interessanti come il mitico video di "brutta" e il suo blog! Il sito é:www.alessandrocanino.it

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