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Benvenuto nel blog dei BEAT SHOP!





domenica 5 luglio 2009 - ore 23:05


Benino Roger, ma...
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Roger McGuinn, leader dei Byrds, classe 1942, sessantasette anni portati benissimo è uscito dall’oscurità del palco in abbigliamento “Nashville” e capellaccio nero , arpeggiando il riff iniziale di “My Back Pages” di Bob Dylan con la Rickenbacker 12 corde ma … non è la sua mitica chitarra (ci credo, l’ha venduta su Ebay) nemmeno il modello “signature” che la casa madre ha fatto per lui bensì un esemplare economico a di colore rosso a due pick up “hi gain”… e va bene, il tocco è inconfondibile ma al momento del tipico assolo della canzone lui che fa? Non lo fa proprio … ma si … non importa, ho davanti un mito, l’inventore del “Jingle Jangle sound”, il padre del Folk - Rock … ho davanti a me Roger McGuinn, con tutto quello che l’ho venerato e idolatrato ... Subito dopo annuncia una delle più belle canzoni mai scritte da lui all’epoca dei Byrds , Mr. Spaceman e… niente assolo anche questa volta. Acc!
Sul palco allestito apposta per lui, seduto su uno sgabello , munito di “finger picks” , plettri ad unghia infilati nelle dita, alterna l’acustica una Martin 7 corde amplificata da un microfono, il banjo e la Rickenbacker 12 proponendo ovviamente in prevalenza i pezzi dei Byrds. La sua voce è davvero splendida, intatta, pulita,controllata ma se devo essere sincero, la sua tecnica chitarristica lascia alquanto a desiderare. Una volta tolti i “riff storici” che ha creato con i Byrds, Roger non ha per nulla impressionato, anzi, addirittura stecca l’arpeggio finale di “All I Really Want To Do”, una delle più belle canzoni di Dylan che Roger prima accenna con l’acustica nella versione di Bob Dylan e subito dopo esegue con la Rickenbacker nella versione dei Byrds. Il momento “topico” arriva ovviamente sul finale con l’esecuzione di “Turn!Turn!Turn!” (con assolo stavolta ) e l’eterna “Mr. Tambourine man” accolta con un boato dai circa 100 – 150 unità di pubblico presenti nel piazzale di fronte al magnifico castello di Udine, un po’ pochini per uno del suo calibro a dire la verità, considerando che la sera prima c’erano 1000 persone con i Jethro Tull. L’ultima canzone, dopo un paio di bis, è ancora un pezzo di Bob Dylan, “Chimes Of Freedom” che Roger esegue con l’ acustica.
Infine Roger fa annunciare dai “fascisti” della security posizionati in tenuta da combattimento di fronte alla porta del museo di Udine trasformato in camerini per gli artisti, che non avrebbe firmato autografi a nessuno lasciando delusi , oltre a me stesso, la ventina di fan che si erano fermati per attenderlo. Il suo autografo sopra il batti penna della mia Rickenbacker 12 corde è rimandato alla prossima volta…ammesso se ci sarà una “prossima volta”.




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sabato 4 luglio 2009 - ore 12:10


Roger McGuinn a Udine!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ormai è sicuro al 100%!Oggi pomeriggio parto per Udine per assistere ad un evento che aspettavo da una vita...Roger McGuinn in concerto! Finalmente ho l’occasione di sentire uno dei miei chitarristi preferiti o meglio, il suono della sua magica Rickenbacker 12 corde che ha caratterizzato il suono dei Byrds. Per questo devo ringraziare pubblicamente l’amico Noel che ha saputo con largo anticipo dell’arrivo di McGuinn in Italia e me l’ha tempestivamente comunicato. Ho già preparato macchina fotografica, copertine cd con relativo pennarello indelebile e sopratutto il battipenna che ho rimosso dalla mia Rickenbacker 12 per farlo autografare, sperando almeno di poterlo avvicinare.
Vai dunque con Mr Tambourine man!!!.


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mercoledì 20 maggio 2009 - ore 07:49


...non solo musica allo Stardust...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





…infatti, questo fine settimana, oltre agli “HARD LINE” (hard rock 70) che saliranno sul palco venerdì 22, in via del tutto eccezionale, lo Stardust propone per sabato 23 maggio una serata dedicata totalmente al cabaret nostrano, nientemeno che… il “BEPI & MARIA SHOW” LINK . Il collaudatissimo quartetto di comici, capitanato da Valerio Mazzucato (Bepi), mio grande amico e fan dei Beat Shop, ci farà sbellicare dalle risate con i loro ormai famosi personaggi strampalati, come “Bepi e Maria”, marito e moglie in litigio eterno, le due stralunate vecchiette “Irma e Bela”, il parroco Don Dino dell’improbabile parrocchia di “Stramuson di sotto”… e tanti altri, il tutto rigorosamente in dialetto veneto.Dal loro SITO WEBnella sezione "video" è possibile scaricare numerosi filmati delle trasmissioni televisive realizzate a Tele NordEst.
Da non perdere, anzi, essendo prevista affluenza di pubblico, sarebbe meglio prenotare.

Lorena 331.8638953

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venerdì 15 maggio 2009 - ore 07:50


8TTANTA...
(categoria: " Musica e Canzoni ")




Negli anni 80, per quelli della mia generazione con il “Revival”, ci si riferiva alla musica anni 60… ora tutto si è traslato di 20 anni, ovvero, quelli che oggi più o meno hanno l’età che avevo io in quel decennio, considerano ”Revival”, la musica anni 80 e forse … “preistoria” la musica anni 60… Tutto questo limpido gioco di parole per arrivare a dire che venerdì 15 maggio allo Stardust, l’ormai mitico locale che si trova a Mandriola di Albignasego del quale sono il direttore artistico, saliranno sul palco gli “ZONA 80”, una giovanissima band che propone esclusivamente musica anni 80" pertanto la cosa sarà molto interessante.
La musica di quel decennio, ha un sound inconfondibile, i suoni diventano elettronici e sintetici, il basso al 90% dei casi diviene “sequencer-izzato” dalla tastiera: il rullante diventa più marcato e pesante con dosi massicce di riverbero,la chitarra elettrica non ha più un ruolo primario come nei decenni precedenti e con i nuovi effetti suona più come una tastiera anche se “l’onore chitarristico” è tenuto su da AC DC, Bruce Springteen, Gun N’ Roses, Dire Straits, Police…
I Genesis si adeguano a quel sound con “Invisible Touch” con il leader Phil Collins che trasforma in oro tutto ciò che tocca con “Face Value” (1981), “But Seriously” (1989) e il più venduto, “No Jacket Required” (1985) l’album di “One More Night” , circa 14.000.000 di copie vendute. L’ex collega di Collins nei Genesis, Peter Gabriel è al massimo della sua vena artistica con “SO” un album splendido (Red Rain, Sledghammer, ) che vende 6.000.000 di album, 8.000.000 in meno del batterista che ha preso il suo posto…
Nel 82 Michael Jackson sbaraglia tutti i record di vendita di un LP con “Thriller” 30.000.000 di copie vendute, 10.000.000 in più del “White Album” dei Beatles …ma erano altri tempi.
Ad ogni modo gli anni 80 sono e saranno ricordati soprattutto per quelle canzoni Pop-commerciali che sfornavano quelle dozzine di gruppi e solisti, la maggior parte spariti nell’arco di un singolo alcuni invece rimasti nella storia.
Provo a citarne qualcuno oltre a quelli sopra: Duran Duran, Spandau Ballet, Foreigner. Wham (George Michael), Double, Cutting Crew, PHD, Reo Speedwagon, Tears For Fears, Culture Club e qualche altra decina…
I miei preferiti degli anni 80?
Police, Simple Minds, Talk Talk, Queen, Madness, Alan Parson, Dire Straits…
Tutti a sentire gli Zona 80!
Bye!


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venerdì 10 aprile 2009 - ore 12:50


Buona Pasqua!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Un sincero Augurio di Buona Pasqua a tutti i lettori, amici e fan dei Beat Shop.
A presto.
Tiziano.


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venerdì 10 aprile 2009 - ore 01:59


Tremate!!!...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


.... Dopo l’infortunio alla mano sinistra, pensavo di non riuscire più a suonare la chitarra e invece, con le terapie di riabilitazione, l’arto sta rispondendo alla grande e quindi ho pensato che il modo migliore per festeggiare il mio ritorno fosse quello di regalarmi questi due gioielli… una Fender Stratocaster Vintage 62 “Candy Apple” e una Fender Jaguar Sunburst. Adesso non mi ferma più nessuno…
Ecco le bimbe in tutto il loro splendore…








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giovedì 9 aprile 2009 - ore 08:44


Imola, Shadows, Boldi e Beat Shop...
(categoria: " Musica e Canzoni ")




...dopo alcuni anni di assenza sono ritornato al meeting annuale di Imola 2009 organizzato dalla "Italia Shadows Community" ovvero, il sito-forum di discussione dei Fans degli Shadows e di Cliff Richard .
Ospiti della manifestazione il chitarrista svedese Ronnie Gustafsson, il miglior "coverista" Shadows di tutta Europa e il comico Massimo Boldi il quale ha aperto la festa con una performance alla batteria cimentandosi in alcuni brani degli Shadows. La sua presenza è giustificata dal fatto che egli ha voluto rendere omaggio al compianto amico Renato Vignocchi il chitarrista mancino dei “New Dada" il primo ad istituire in Italia un club dedicato agli Shadows il mitico gruppo inglese che ha avuto il merito di "importare" le chitarre "Fender Stratocaster" in Europa. La Stratocaster della foto con gli autografi degli Shadows appartiene all’amico Renato Vianello.

Per tutto il pomeriggio si sono avvicendati sul palco gruppi e solisti da tutta Italia, tutto basato sul tema "Shadows", il tutto coordinato impeccabilmente dal mio amico Marco Ceselli che tra una band e l’altra ha doverosamente ricordato l’amico Franco Capovilla chiamandomi sul palco per proporre insieme un brano dei Delfini.
Ecco alcune foto dell’evento.






Beat Shop allo Stardust.


Venerdì scorso invece, la nostra performance allo Stardust è stata ottima e abbondante. Non credo siano molti i gruppi in giro che suonano per quasi quattro ore sempre con grande qualità e senza nessun cedimento vocale. Evidentemente il palco è il nostro “habitat naturale” e come se non bastasse, una volta smontati gli strumenti, abbiamo continuato in unplugged per un’altra ora tutti intorno ad un tavolo con dolce e verduzzo per la delizia di pochi intimi rimasti ad ascoltarci. Grazie a tutti gli amici presenti, alcuni non vedevo da tanto tempo come ad esempio Stefano alias “Jazzbass45” che alla fine del concerto mi ha minacciato di morte se non cantavo Yesterday eseguita subito da Beppe che mi ha salvato la vita in extremis...



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giovedì 2 aprile 2009 - ore 07:47


Beat Shop & Puppys at Stardust!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Venerdì e Sabato lo Stardust regala due super serate rispettivamente Beat Shop e Puppys (link) . Apriamo noi le danze venerdì 3 aprile ormai con la consolidata formazione con Beppe alla chitarra e Max al basso proponendo un repertorio basato principalmente sulle canzoni dei Beatles prevalentemente acustiche ma come al solito non mancheranno le sorprese…i nostri fan lo sanno…

I Puppys del mio amico batterista Pino, invece chiuderanno la settimana sabato 4 aprile con il loro Rock anni 60/70. Questo gruppo è uno dei pochi che ha il sound caratterizzato dall’ organo Hammond originale a valvole.
Vi aspettiamo.





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mercoledì 25 marzo 2009 - ore 18:14


Addio Pippo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Non pensavo neanche lontanamente quanto doloroso fosse dover far sopprimere il proprio cagnolino ma non c’erano alternative. Il mio adorato Pippo, purtroppo, ha dovuto subire questa sorte per un’ insufficienza renale, diagnosticata dal veterinario mercoledì 11 marzo scorso. Nonostante l’avessimo sottoposto immediatamente a terapia intensiva, Pippo non ce l’ha fatta e anche se insolito per un cane così giovane, lunedì 16 il verdetto è stato inesorabile. È stato un cagnolino straordinario in tutti i sensi perché oltre a darci tanto affetto, è stato un eccezionale compagno di giochi per i miei bimbi con i quali è cresciuto assieme e per me sarà impossibile dimenticarlo. L’ avevamo preso cinque anni fa che era un cucciolo maltese di tre mesi appena svezzato e da allora ha sempre vissuto giorno per giorno in appartamento a stretto contatto con noi. Aveva un modo tutto suo di dimostrarti l’affetto, ed era quello di mordicchiarti le mani con un guaito che sembrava un pianto. Non siamo mai riusciti ad abituarlo a rimanere qualche volta da solo e benché ci rimanesse per poche ore al mattino abbiamo pensato di prendergli una compagnia, una cagnolina della stessa razza che ho chiamato “Nina”, che sembra cerchi in ogni modo di consolarci con il suo affetto. Chi ha avuto esperienze analoghe sa cosa intendo. Avere un cane significa avere una presenza viva in casa che si muove, respira, ti guarda, si fa capire e detesto nel sentire che esistono ancora delle spregevoli persone che li abbandona per strada. Mi conforta che il “Pippone” come usavo spesso chiamarlo per la sua grande bontà, abbia vissuto questi cinque anni come un principe ma che ha pagato con un’enorme sfortuna. Grazie Pippo, dell’affetto che ci hai dato.




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venerdì 13 marzo 2009 - ore 12:28


Le origini del nome delle Rock Band straniere....
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Preso dal sito www.nomix.it

ABBA : Abba significa "padre" in Ebraico ma la famosa band svedese non aveva in mente questo significato quanto ha scelto il proprio nome. Molto più semplicemente il nome è composto dalle iniziali dei nomi dei componenti del gruppo ovvero: Agnetha, Björn, Benny e Anni-Frid (Frida).

AC/DC : il nome era stato scelto dalla sorella dei fratelli Young (Angus e Malcolm, i chitarristi - nonchè fondatori - del gruppo) che lesse la scritta su un elettrodomestico e la trovò adatta ad esprimere l’elettricità e dinamismo del gruppo. La sigla tecnicamente significa "corrente alternata / corrente diretta". Qualcuno la interpretò come un modo slang di indicare un "bisessuale" (la band ha negato questa interpretazione!) oppure come l’acronimo di "Against Christ/Devil’s Children" ("contro Cristo / il bambino di Satana").

BACKSTREET BOYS : il Backstreet Market era il nome di un centro commerciale in Florida dove i ragazzi erano soliti passare il tempo.

BEATLES : i 4 di Liverpool presero spunto dal nome del gruppo di Buddy Holly (i Crickets ovvero i grilli, in inglese) e scelsero il nome di Beatles con un gioco di parole fra il termine beetles (coleotteri) e beat (relativamente allo stile musicale). L’associazione in italiano fra il nome dei Beatles e quello degli scarafaggi è in realtà un errore grossolano: il nome comune inglese dello scarafaggio è infatti cockroach. L’errore è probabilmente nato da una traduzione infelice del termine beetle e da una scarsa conoscenza degli insetti.

THE CRANBERRIES : originariamente chiamati "Cranberries Saw Us" (letteralmente "i mirtilli ci vedono" con un gioco di parole su "Cranberries sauce" cioè la "salsa di mirtilli" di tradizione natalizia irlandese ) è stato in seguito semplificato in Cranberries.

THE CURE : nascono nel 1976 come Easy cure, "cura facile" dal nome di un brano composto da Tolhurst (batterista e tastierista del gruppo).
Nella canzone Pornography del 1982 si legge: "I must fight this sickness, find a cure" (devo combattere questo malessere, trovare una cura).
Robert Smith ha affermato: "Avevo sempre pensato che ’Easy Cure’ suonasse un po’ hippy, troppo americano, troppo West Coast. Ogni gruppo che ci piaceva aveva il ’the’ davanti, ma ’The Easy Cure’ sembrava stupido, così l’abbiamo cambiato semplicemente in The Cure".

DEPECHE MODE : alla ricerca di un nuovo nome, i componenti della band notano in un bar tra le riviste un rotocalco di moda francese ("mode depeche" letteralmente "gazzettino di moda" ma spesso tradotto erroneamente con "moda facile, veloce" a causa della confusione della parola francese depeche col verbo se dépêcher "spicciarsi" o "sbrigarsi"). La copertina era girata al contrario e il suono Depeche Mode piace alla band.

THE DOORS : Jim Morrison prese spunto da una poesia di William Blake che diceva "if the doors of perception are cleansed, everything would appear to man as it truly is, infinite" (se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all’uomo come realmente è: infinita). Venne anche influenzato da un libro di Aldous Huxley sulle sue esperienze con la droga chiamato appunto "The Doors of Perception" (le porte della percezione).

DURAN DURAN : il nome del gruppo trae ispirazione dal nome di un personaggio cinematografico, il cattivo Durand Durand (impersonato da Milo O’Shea) del film cult di fantascienza Barbarella con Jane Fonda.

GREEN DAY : il termine in slang americano significa "giornata passata a farsi le canne". Un’altra versione afferma che quando lasciarono la scuola per fare i musicisti il loro preside gli disse "It’ll be a green day in hell before you make anything of yourselves" ("Il giorno in cui l’inferno sarà verde voi combinerete qualcosa nella vita").

GUNS ’N’ ROSES : originariamente Axl Rose (cantante) faceva parte degli Hollywood Roses mentre Slash (chitarrista) suonava per gli L.A. Guns; i 2 frequentavano gli stessi club, divennero amici e fondarono i Guns ’n’ Roses fondendo i nomi dei loro precedenti gruppi.

METALLICA : Lars Ulrich (batterista della band) stava aiutando un amico nella scelta del nome per una rivista metal. Le ipotesi erano Metal Mania e Metallica; il nome scelto per la rivista fu Metal Mania così lui usò Metallica per la sua band.

PINK FLOYD : deriva dai nomi di 2 bluesman della Georgia ovvero Pink Anderson e Floyd Council; la band originariamente infatti si considerava una blues band.

R.E.M. : è l’acronimo di "rapid eye movement" ovvero "movimento rapido degli occhi" per indicare quella fase del sonno in cui si sogna. Ma il frontman del gruppo Michael Stipe afferma che il nome non è stato scelto per quel motivo.

ROLLING STONES : era il titolo di una canzone blues cantata da Muddy Waters (di cui Keith Richards era un grande fan) "Rolling Stone" ; nel testo si legge "I’m a man...I’m a rolling stone".

U2 : ci sono diverse interpretazioni per l’origine del nome; la più comune è che significhi "you too" ovvero "anche tu" per sottolineare il ruolo del pubblico nell’esperienza musicale del gruppo. Un’altra ipotesi: sarebbe il nome di un modulo per l’iscrizione alle liste di collocamento in Irlanda.
Sembra però che il nome sia stato suggerito dal cantante dei The Radiators Steve Averill, ispirato al celebre aereo spia americano degli anni ’60. La band si chiamava precedentemente Feedback e pare che, indecisi se mantenere il vecchio nome o abbracciare il nuovo, il gruppo abbia rimesso la scelta al pubblico di un proprio concerto per alzata di mano.

VAN HALEN : il cantante del gruppo David Lee Roth suggerì ai fratelli Alex e Eddie Van Halen di usare il loro cognome come nome del gruppo anzichè il precedente "Mammoth".

…BEAT SHOP :…una delle cose..., o meglio…”la cosa” più sensata che abbia fatto il nostro ex chitarrista in vent’anni all’interno del gruppo, è stata quella di scegliere il nome. Si cercava un termine che avesse una certa risonanza con i Beatles e dopo alcuni strafalcioni del tipo “Rebels”, “Retles”, “Reatles” etc, egli uscì col nome “Beat Shop”. Il resto è storia…



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