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![]() Beat Shop, anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: eimar emmegi.75 Feda86 lorj KillerCoke maestron quadriTINO teo77 Zoso83 BOOKMARKS BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Terminal Music Hall (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Cabaret - El Maestron (da Arte e Cultura / Poesia ) Coro Voice in Progress (da Musica / Cantanti e Musicisti ) I ROCCAFORTE (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Un grande Liutaio (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) I Delfini (da Musica / Cantanti e Musicisti ) RED CADILLAC BAND (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Shadows Forum Italiano (da Musica / Cantanti e Musicisti ) BEPI & MARIA SHOW Cabaret (da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova ) GORDONBAND NOMADI (da Musica / Cantanti e Musicisti ) STARDUST (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Beatles (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Beatles fanclub (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Rickenbacker (da Musica / Strumenti Musicali ) UTENTI ONLINE: |
mercoledì 5 luglio 2006 - ore 12:04 Ita - Kru 2-0 siamo in finale!!! ![]() E così abbiamo mandato a casa anche i "tetteschi di gegmania" anzi... no... sono già a casa. Ciò che conta, è la meritata conquista della finale in casa di una nazione che non ci ha mai nascosto antipatie e non solo calcistiche. Per tutto il mondiale non hanno fatto altro che attaccarci rispolverando antichi luoghi comuni del tipo, “italiani parassiti,mafia,spaghetti, pizza, mandolino…” e noi come al solito abbiamo risposto in campo con i fatti. Nessun rancore da parte mia, per carità, ma adesso i krukki dovranno aggiungere un’altra cosa a quei luoghi comuni... o meglio due... di natura sferica che sono posti al di sotto dell’organo genitale maschile che noi usiamo tirare fuori proprio in queste situazioni. Ora la coppa la possiamo davvero vincere. Ieri ho visto una grande squadra diretta da un grande allenatore che non ha sbagliato una mossa. Ha avuto il coraggio di inserire ben tre punte fresche che hanno sconquassato una sfinita difesa tedesca. Grande mossa davvero e quindi oltre ai ragazzi onore a Lippi che come Pozzo, Bearzot, Valcareggi e Sacchi ha portato l’Italia in una finale mondiale di calcio. Però adesso deve imitare i primi due... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 4 luglio 2006 - ore 10:20 Jim Morrison 1943 - 1971 ![]() Il 3 luglio di 35 anni fa, in circostanze misteriose, moriva a Parigi Jim Morrison, vocalist - leader dei Doors, alias, “The Lizar King” (il re lucertola) o “Mr. Mojo”, o il “Poeta Maledetto”… ma perché misteriose? Per il fatto che nessuno vide il cadavere di Jim, ad eccetto della moglie Pamela ed il medico legale che firmò il certificato di morte. Esisteva solo un foglio di carta che attestava il decesso avvenuto per arresto cardiaco e questa bara sigillata che fu poi sepolta al cimitero degli artisti di Parigi. Il produttore musicale dei Doors , Paul Rotchild nonché amico intimo di Jim e Pamela, sostenne che quest’ultima, piangeva lacrime “vere” quando parlava Jim e quindi si è sempre ritenuto convinto dell’ipotesi della morte. Si pensò che Jim avesse voluto inscenare la sua morte per sottrarsi dall’imputazione di atti osceni di cui fu accusato qualche tempo prima, per aver esibito il pene durante uno degli ultimi concerti live dei Doors a Miami. A infittire ancor di più il mistero ci pensò anni dopo tal Jacques Rochard, un grafico che sostenne di aver visto Jim Morrison vivo e vegeto per le strade di Parigi tanto da scriverne addirittura un libro forse una bufala, tuttavia suggestivo dal titolo “Vivo!” cosa assai improbabile nonostante l’eccentricità del personaggio. Egli tutti i santi giorni si scolava minimo due bottiglie di “Southern Confort” che lo portò inesorabilmente all’alcolismo senza contare i cocktail di droghe che assumeva costantemente. Il decadimento fisico di Jim è possibile osservarlo dalle foto degli ultimi tempi dove appariva gonfio, distrutto, ingrassato e invecchiato notevolmente a dispetto dei suoi 27 anni. Anche la sua voce risulta cambiata rispetto ai primi album. Su “L.A. Woman”, l’ultimo album dei Doors, la voce è impastata, arrochita dagli eccessi, ma assai blueseggiante come anche le canzoni ed è forse per questo l’album… “rende”. Jim Morrison dal vivo era un vero frontman, Egli sul palco ad un certo punto assumeva un atteggiamento mistico come se dovesse compiere un rito che sfociava in una danza pellerossa, come una tortura e conseguente condanna a morte di un bianco dove la vittima designata era lui stesso. Il suo corpo con gesti sinuosi e armonici si liberava in aria come un indiano pellerossa che danza gridando attorno al suo totem. Egli sosteneva sempre che la sua anima era posseduta da un indiano che aveva visto morire in un incidente quando era ancora adolescente. Ma parliamo della musica dei Doors. La discografia è molto scarna: soltanto sei album ufficiali in studio, una raccolta e un doppio dal vivo. Stendiamo un velo pietoso invece sui due album dei Doors post Morrison, ovvero, “Other Voices” e “Full Circe”. Buona invece “An American Prayer” una raccolta di poesie “parlate” di Jim musicate a sua volta dai tre Doors “superstiti”, sette anni dopo la sua morte. I sei album ufficiali sono tutti da ascoltare anche se personalmente prediligo in modo particolare i primi due capolavori, ovvero, “The Doors” (l’album di “Light My Fire” e “The End”)e “Strange Days” che contiene una canzone stupenda, “Your Lost Little Girl”. Raffinato il terzo “Waiting For The Sun” che ha una perla psichedelica, “Not To Toch The Earth” e “Spanish Caravan” con il suo stupendo intro di chitarra “flamenco”. Il 4° invece, “The Soft Parade”, è infarcito di “fiati” che rendono l’album un po’ troppo “orchestrale” che a mio avviso non si addice per nulla al loro stile. Ottimo “Morrison Hotel”, l’album con la celebre “Roadhouse Blues”. L’ultimo, “L.A. Woman” come accennato sopra., è un grande album che orienta il gruppo verso il blues. Da avere tutti e sei. Lets swim to the moon Uh-huh Lets climb thru the tide Penetrate the evenin that the city sleeps to hide Lets swim out tonight, love Its our turn to try Parked beside the ocean On our moonlight drive Lets swim to the moon Uh-huh Lets climb thru the tide Surrender to the waiting worlds that lap against our side Nothin left open And no time to decide Weve stepped into a river On our moonlight drive Lets swim to the moon Lets climb thru the tide You reach a hand to hold me But I cant be your guide Easy to love you as I watch you glide Falling through wet forests On our moonlight drive Moonlight drive Cmon, baby, gonna take a little ride Goin down by the ocean side Gonna get real close Get real tight Baby gonna drown tonight Goin down, down, down LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK sabato 1 luglio 2006 - ore 14:47 ITA - UKR 3 - 0 Una sassata di Zambrotta a cinque minuti dallinizio, taglia letteralmente le gambe all Ukraina di Sheva, anche lui bloccato nella morsa dei nostri insuperabili difensori. Poi finalmente Luca Toni mette al sicuro il risultato con una doppietta proprio mentre lUkraina buttava dei petardi nella nostra area. E incredibile la forma smagliante del pacchetto difensivo azzurro. Cannavaro e Barzagli, fanno a gara per tenere a bada Shevchenko che non ha toccato praticamente palla.Ora Totti, che ieri ha giocato decisamente meglio delle volte precedenti, deve nella maniera più assoluta, regalarci la finale, con la partita di martedì contro i krukki... Sebbene all’epoca avevo 8 anni seguivo tantissimo il calcio e quindi ricordo benissimo la semifinale in Messico di 36 anni fa contro la Germania del "Kaiser" Beckenbauer . Fu una partita memorabile per l altalena del risultato. Al 90° minuto dopo un assedio dei tedeschi, pareggiò il gol di Boninsegna, un certo Schnellinger, lo stopper che allepoca giocava con il Milan e si andò così ai supplementari. Poi Gerd Muller, uno dei più grandi centravanti tedeschi, famoso per le sue gambe corte e il culo che quasi toccava terra, portò in vantaggio la Germania. Burnich pareggiò per l’Italia e subito dopo il grande Riva portò il risultato sul 3 a 2. Ancora “culobasso” Muller per la Germania, segnò un gol che andò a finire tra il palo e il ginocchio di Rivera che si fece perdonare segnando il gol del 4 a 3 dando la finale all’Italia con il Brasile di Pelè che perdemmo per 4 a 1. Per non parlare della finale con la Germania dei mondiali vinti in Spagna nel 82, ma quella è un’altra storia che racconterò se vinceremo questi di mondiali… LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK sabato 1 luglio 2006 - ore 11:11 Beat Shop & Shel Shapiro... Come promesso... Brescia, 3 Giugno 2001: “Beatles Day”, Auditorium “San Barnaba” … Arriviamo verso le 16:00 e l’emozione è palpabile perché sappiamo che al “Beatles Day”, ci sarebbe stato come ospite principale, il grande Shel Shapiro dei mitici “Rokes”. Il nostro idolo! Infatti, arriva Shel alle 17:00 firma instancabilmente autografi a tutti. Anche il battipenna della mia “Rickenbacker 12 corde” viene sottoposto al pennarello della mano del grande Shel. Alle 18:00 circa saliamo sul palco e per l’occasione proponiamo: “I Call Your Name”, “What You Doing” e “When I Get Home”, ovvero, tre pezzi dei Beatles poco conosciuti che entusiasmano il pubblico che dimostrava invece di conoscerle assai bene. Durante la performance, scorgiamo Shel tra gli spettatori e fregandocene altamente dell’organizzazione che aveva imposto tre canzoni per ogni gruppo, omaggiamo Shel attaccando con "Che Colpa Abbiamo Noi"" visto che da anni le canzoni dei Rokes sono nel nostro repertorio. Doc. Gino, è la voce solista del pezzo e a metà canzone il pubblico acclama Shel a gran voce. Egli sale sul palco e posizionandosi sul microfono dell’emozionatissimo Gino, canta con noi supportato da un boato generale. ![]() Shel con i Beat Shop !!! Nulla di straordinario se si pensa che quasi una quarantina di anni fa , il sottoscritto faceva girare costantemente sul mitico fonovaligia “Lesa” a valvole, i 45 giri dei Rokes.. ora trovarsi davanti l’imponente Shel, che ha avuto il coraggio di esibirsi a sorpresa con noi, è stata un’emozione forte davvero. Questa storia (vera) mi è stata ispirata dalla notizia che ho sentito ieri al Tg1 che con tanto di intervista a Shel Shapiro, che celebrava il 40° compleanno della canzone “ Che Colpa Abbiamo Noi”. La canzone, è stata assieme a “Come Potete Giudicar” dei Nomadi, il simbolo del beat italiano, due canzoni “manifesto” degli anni 60, una specie di grido sofferto , un invito al dialogo che questi gruppi beat indirizzavano al perbenismo italiano, che condannava inesorabilmente il “capellone”. Foto dei ringraziamenti a Shel per il regalo che ci ha fatto di cantare con noi. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 30 giugno 2006 - ore 13:04 Oggi compie 40 anni !!! Hanno dato ieri la notizia per il TG1. "Che Colpa Abbiamo Noi" e "Come Potete Giudicar" dei Nomadi sono state le due canzoni manifesto del Beat italiano. Molto presto racconterò qualcosa al riguardo. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 29 giugno 2006 - ore 22:07 Portello River Festival... Ieri, sull’argine del Piovego c’era una vera orda di gente. Davanti a noi si è formata una folla incredibile che neanche riuscivo a vedere da dove cominciava. Certo, non erano mica tutti lì per noi ma mi ha fatto piacere vedere tantissimi giovani che cantavano a squarciagola le canzoni dei Beatles. I gestori dei due gazebo-bar che ci hanno messo sotto la loro giurisdizione, vogliono che ritorniamo a suonare lì per almeno altre cinque volte fino a settembre. Io sarei anche contento purchè si organizzino per il trasporto degli strumenti in loco. Fare trecento metri con tutta la strumentazione a braccia non è proprio il massimo, specialmente con il caldo di ieri. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 28 giugno 2006 - ore 11:43 Beat Shop Acoustic Live! Cornice suggestiva, questa sera con inizio alle ore 22:00, suoneremo sull’argine del Piovego, dalle parti del Portello. Non conosco bene i dettagli di questa manifestazione, ma so che alcuni bar del centro allestiscono dei gazebo-bar sull’argine del Piovego proponendo delle manifestazioni musicali fra le quali, noi “Beat Shop e i colleghi “Positiva”. Come spesso ultimamente accade, saremo in quartetto acustico e quindi proporremo il repertorio di vario genere, con la consueta sezione “vocale- acustica” dedicata a “Crosby, Still & Nash”. Se avete intenzione di passare da quelle parti, munirsi di “Autan”… LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK venerdì 23 giugno 2006 - ore 16:57 The Troggs Il punk lo hanno inventato loro, almeno dieci anni prima dei Sex Pistols e Ramones. Un po’ pretenziosa come affermazione ma se analizziamo attentamente alcune canzoni di questo “gruppaccio” possiamo rintracciare veramente le radici del punk, inteso come genere musicale che ebbe la sua punta massima verso la metà dgli anni 70 . Era un genere di una certa semplicità, dove tutti gli strumenti suonavano all’unisono. É quanto hanno fatto gli inglesi “ Troggs” con il loro primo hit “Wild Things”, una memorabile canzone che filò dritta al primo posto in USA della quale Jimy Hendrix ne fece una memorabile versione. Il pezzo di per sé è semplicissimo: tre accordi con il giro pressoché identico a quello di “Twist And Shout”, batteria tribale, voci asprissime, brek ritmici con “rap”. Ma quello che è veramente interessante e anomalo di questo pezzo è certamente l’assolo centrale eseguito addirittura con l’ocarina, uno strumento atipico per il rock. Tuttavia i Troggs, benché inventori del “proto-punk”, vanno annoverati tra i gruppi beat della “british invasion”. Il leader, dal nome importante, (si chiamava Reg Presley) era il compositore di tutti i successi ed aveva una voce aspra e graffiante , e il suo modo di cantare era isterico e incazzato. Dei Troggs ho alcune raccolte, in vinile in cd, più un album pubblicato nel 1990, un remake fatto da loro stessi con i pezzi più significativi. Un altro pezzo famoso dopo “Wild Things” che ebbe una storia curiosa anche in Italia è certamente “With A Girl Like You” ripresa a cover da “I Nomadi” con il titolo di “Un Riparo Per Noi”. La versione in italiano dei Nomadi fu immediatamente censurata e ritirata dal mercato perché il testo toccava un tema delicato inerente a piogge radioattive e bombe nucleari. Tuttavia del 45 giri ne furono vendute alcune centinaia di copie, ora ricercatissime dai collezionisti e per tamponare l’inconveniente pubblicarono subito dopo “Noi Non Ci Saremo” utilizzando la stessa copertina del 45 giri censurato. Ora ci sono in circolazione due edizioni dello stesso disco di cui uno con il titolo diverso che vale vera una fortuna. Io, manco a dirlo, ho quello che vale meno, valorizzato però dagli autografi di Augusto Daolio e Beppe Carletti dove quest’ultimo quando lo esaminò prima di autografarlo mi disse: “peccato che non hai l’altro”… Altri pezzi proto-punk potrebbero essere l’incazzatissima “I Can’t Control Myself”, oppure “I Can Only Give You Everything” una canzone che è una vera via di mezzo tra “Gloria” dei “Them” e “Satisfaction” dei Rolling. “From Home”invece lo definirei “rock da caverna”… “Night Of The Long Grass” è un pezzo beat che non ha più di tre accordi che ha il ritornello che mi ricorda qualcosa ma non ricordo cosa. “Cousin Jane” è una nenia psichedelica che ripete all’infinito il titolo della canzone. Ma la vera perla imprescindibile dei Troggs è sicuramente “Love Is All Around”, una stupenda ballata che conta diversi rifacimenti tra i quali quello dei R.E.M. nei primi 90. Una delle tante versioni di "Love Is All Around" è stata utilizzata di recente per uno jngle pubblicitario. Credo sia più che sufficiente avere almeno un best dei Troggs. Il disco "incriminato"... ![]() .. e quello legale... auotografato da Augusto e Beppe. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 22 giugno 2006 - ore 19:30 CZE REP - ITA 0-2 Con un gol dell’ottimo Materazzi, subentrato all’infortunato Nesta, e uno dello strepitante Pippo Inzaghi, l’Italia chiude la pratica Rep. Ceca e vola agli ottavi di finale con buone probabilità di incontrare i “canguri” australiani o addirittura la “Croazia”, meta ambita di vacanze estive… Almeno fino al primo gol, abbiamo sofferto la vitalità di Pavel Nedved, un gigante a tutti gli effetti, non ha sbagliato un pallone e ha “rischiato” di segnarci almeno tre gol, trovando però sulla sua strada un grande portiere, Gianluigi Seredov che gli ha chiuso la serranda in tutte le occasioni. Poi il gol dell’interista e l’espulsione di un giocatore ceco, ha ridotto di molto il raggio d’azione degli avversari, tuttavia rendendosi pericolosi in qualche frangente. In ogni caso: Totti, comincia a dare qualche segnale di vita, ma se crede di segnare a “cucchiaietto”… io so che c’è la mano a “cucchiaietto”. Cannavaro Nesta Materazzi, da là non passa nessuno. Giardino, malino ma prezioso per procurare falli.. di gioco intendo. Era guardato a vista da due bestioni e quindi più di tanto non poteva fare. Camoranesi, speravo di più in fase di spinta, bene comunque dai. I due terzini laterali, Zambrotta e Grosso, sempre bene. Pirlo sottotono ma non era la sua partita. Ringhio, perde ai punti il confronto diretto con Nedved, ma vince alla grande contro tutti per impegno e agonismo. Ho dimenticato qualcuno? Sto andando a memoria.. e poi io commento album musicali, mica partite… LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 22 giugno 2006 - ore 14:47 Turismo industriale... Mattinata trascorsa da un cliente di Baggiovara, in provincia di Modena. Oltre alle ordinarie rogne, ho portato a casa del vino “Lambrusco” acquistato a Sorbara, la cittadina famosa proprio per questo vino frizzante che a me piace in particolar modo. Queste operazioni di “Turismo Industriale”, termine suggeritomi dall’amico Noel, si articolano più o meno in questo modo: visita al cliente, possibilmente lontano dalla tua zona di residenza, con conseguente acquisto dei prodotti tipici della zona… E adesso attendiamo la partita... Non posso pensare di ritornare a casa per la terza volta consecutiva al primo turno. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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