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giovedì 19 gennaio 2006 - ore 19:53 The Fantastic Dee-Jays Seconda puntata della mia nuova rubrichetta della serie “Rarità e Stranezze” inaugurata qualche giorno fa con “Gli Shampoo”. La copertina di questo vinile che ho trovato al mercatino di Piazzola una decina di anni fa, richiamò non poco la mia attenzione, e cioè tre individui con i capelli tagliati a “caschetto” dei quali uno sfoggia una bellissima “Rickenbacker “ mod. 620 / 12 corde, il tipo di chitarre da me amate e venerate. (vedi foto in alto). Da questi elementi ho pensato che “The Fantastic Dee-Jays”, una band di Pittsburgh formatasi nel 1964 e sciolta nel 1966 , fosse un gruppo del periodo “Beat” anni 60 e infatti lo è. Non fatevi ingannare dal nome perché non ha nulla a che fare con i DJ, quelli che mettono su i dischi come il “nostro” Momo… Quelli sono i Disc Jokey anche se il significato credo sia lo stesso. Tuttavia il gruppo è uno di quelli che si possono definire come una “garage band”, ovvero, quei gruppi minori che suonavano un po’ di tutto, con un suono sporco , in maniera grezza e imprecisa, quasi da rasentare l’improvvisazione. La formazione prevede una line up alquanto insolita: un trio formato da due chitarre elettriche (una sei corde e una dodici), batteria, due voci e pertanto privi di basso elettrico. Assai strano. Purtroppo le notizie reperibili di questa band sono veramente poche, ma la più importante potrebbe essere che nel 1965 hanno aperto un concerto dei Rolling Stones. Hanno all’attivo 5 singoli ed un album, pubblicati con una etichetta locale ed ora ricercatissimi dai collezionisti. Prendiamo in considerazione la track list dell’album. Numerose e di vario genere le cover di altri, ma dalle firme sui pezzi originali presumo che i loro cognomi siano : ”Newton”, “Nicholson” e “Hocko”. (cognomi importanti direi …) La qualità sonora delle tracce del disco è alquanto pessima da somigliare ad un “bootleg” e le canzoni sono suonate in maniera un po’ “fracassona” e imprecisa. Tuttavia i loro pezzi di pura matrice beat, sono piuttosto interessanti e gli arpeggi della Rickenbacker 12 corde mi ricordano vagamente i Byrds pre-Mr Tambourine Man, quelli dell’album “Preflyte” per intenderci. Poi per la mancanza del bassista, ci pensa il funambolico batterista con un ampio uso di cassa e tom a riempire quella sensazione di vuoto lasciata dal basso. Ma vediamo le cover di altri artisti affrontate dal gruppo: ce n’è una dei Rolling Stones, “What a Shame”, eseguita ottimamente, una degli Shadows, la celebre “Apache” suonata in maniera a dir poco peccaminosa , quasi innascoltabile e una, udite! udite! dei miei beniamini Beatles, “What you’re doing”, un pezzo contenuto nell’ album Beatles For Sale, che ha il riff di chitarra suonato da Harrison con la Rickenbacker 12 corde. L’interpretazione dei Dee-Jays, è molto simile all’originale ma se le chitarre fossero almeno accordate decentemente, la loro versione non sarebbe malvagia anche se il cantante ha qualche problema sugli acuti del ritornello che a McCartney venivano naturali. Sul retro della copertina ci sono alcune suggestive foto in bianco e nero che li ritraggono in concerto e anche qui, la curiosità può starci dal fatto che uno dei chitarristi possiede una chitarra di una marca sicuramente economica e suona con l’amplificatore davanti a lui anziché dietro. Che dire ancora di questi interessantissimi Fantastic Dee-Jays? Chissà se sono andati a fare davvero i DJ… ![]() LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 17 gennaio 2006 - ore 21:23 Demo Déjà Vu Grazie sempre all’amico Fabio/KillerCoke, potete scaricare i demo dei Déjà Vu. I Link per il download è subito sopra il "contavisite". Un assaggio di ciò che si andrà a sentire venerdì 27 allo Stray Cats. Per i dettagli leggere post del 14 gennaio. LINK POST 14 GENNAIO COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 16 gennaio 2006 - ore 19:34 Gli Shampoo Vi consiglio di rileggere il post precedente per capire meglio di cosa si tratta... Fatto?... Bene! Allora vi dico che quando uscì questo album, il sottoscritto di shampoo ne usava, anche parecchio!... Ma questi erano "Gli Shampoo", un bizzarro gruppo napoletano di stampo demenziale nati e spariti nello spazio di un 45 giri e un album, scimmiottavano i Beatles in tutto e per tutto e cantando in lingua partenopea facevano leva sulle affinità di risonanza che ha la lingua napoletana e la lingua inglese. Chi ha la mia età se li ricorderà sicuramente. Ma andiamo con ordine: nel 1978 una radio libera di Napoli annunciava in maniera rocambolesca di avere ospiti in studio nientemeno che i Beatles, ingaggiati dall’allora presidente del Napoli Calcio, Corrado Ferlaino, fatti riunire apposta per festeggiare la partita Napoli – Liverpool. Qualcuno ebbe pure il coraggio di crederci. In realtà ad esibirsi c’erano appunto questi “Shampoo” che eseguivano le covers dei Beatles in lingua napoletana e quindi canzoni come “Help” diventavano “Peppe”, (Giuseppe) oppure “Day Tripper” diventava “’E Zizze” (le tette), “She Loves You” era tradotta in “Si ‘e llave tu” (se tu ti lavi) e così via… Non a caso, in quel periodo la beatlemania , con mia grande gioia, ebbe una specie di colpo di coda e le radio private, (ce n’erano poche all’epoca) trasmettevano continuamente special sui Beatles. Innumerevoli erano anche le apparizioni televisive di questi “Shampoo”. Onestamente, da beatlesiano incallito quale ero, (e sono) non ebbero su di me un effetto positivo ma per curiosità acquistai tuttavia il 45 e l’album dal titolo “In Naples 1980/81) che uscì nell’estate del 1980 e che adesso mi ritrovo qui a descrivere. Cominciamo dalla copertina, che ritrae loro quattro affacciati da una balaustra con le classiche divise alla Beatles come nella doppia raccolta rossa conosciuta come “The Beatles 62/66. All’interno della copertina del disco ci sono i testi in napoletano con relativa traduzione in italiano e devo dire che è un’ autentico spasso leggere gli argomenti trattati. Sulle note è indicato che gli arrangiamenti strumentali sono nientemeno che di Vince Tempera il famoso e bravissimo direttore d’orchestra. Ma non è finita qui. La produzione ha curato i minimi particolari e ha pensato di mettere sull’etichetta del vinile uno dei simboli di Napoli, e cioè un bel pomodoro proprio nello stile della famosa mela che c’è sulle etichette dei dischi dei Beatles (Apple) . Alcuni pezzi sono cantati e suonati molto bene a prescindere dalla lingua, specialmente “Because” che in questo caso è “Se foss o’re” (se io fossi il re) cantata con i cori in maniera perfetta, altri invece sono un po’ meno godibili all’orecchio più che altro per la leggerezza dei timbri vocali. Questa è la esilarante track list: Facciata A N’omme e niente/ Nowhere man Che guaio si’tu / Please Please me Quaccosa e’cchiù/From me to you Si’ellave tu/ She loves you So’fesso/No reply Tengo è’guaie/ Tell me why Facciata B Chist’è’o scià/ Twist and shout Peppe/ Help Se fosse 0’ re / Because Si scinne abbasciè night/ A hard day’s night ‘E zizze/ Day tripper Avrei avuto la possibilità di sentire “Gli Shampoo” ospiti all’edizione 2003 del Beatles Day di Brescia ma siccome si sarebbero esibiti per ultimi, avremmo fatto troppo tardi e quindi decidemmo di ritornare a casa. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK lunedì 16 gennaio 2006 - ore 13:18 Rarità Negli ultimi giorni, per un motivo e per l’altro, ho avuto pochissimo tempo per mettere dei post sulla mia materia preferita e cioè gli ascolti degli album con relativa relazione o recensione. Infatti, recentemente, non ho avuto modo di ascoltare album particolari ma ieri sfogliando i miei LP mi è venuto in mente una rubrichetta da mettere più o meno spesso, riguardante gli album che possono risvegliare una certa curiosità, ovvero, album che fanno parte della mia collezione che ho acquistato molto tempo fa perché la copertina bizzarra o l’edizione o l’artista sconosciuto, destavano in me un interesse per stranezza o rarità. Avendone diversi ho pensato, perché non mettere qualche notizia su questi album? Credo sarà divertente. Già stasera dovrei riuscire a mettere qualcosa. Occhio allora! Bye!!! LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK sabato 14 gennaio 2006 - ore 15:13 Déjà Vu in concerto!!! I "Déjà Vu"! da sx in alto: Stefano e Giancarlo; seduti: Doc Gino e Lele (teleJD); seduto a terra: Alessandro. Il mio amico Lele/teleJD ha aperto il suo blog, almeno la pagina principale. Adesso non so se avrà tempo di aggiornare ma dubito con il tempo che gli rimane, tuttavia, Lele alias "teleJD", è un bravissimo chitarrista-barman che suona con i Déjà Vu. Di questo gruppo fa parte anche il mio amico, chitarra solista dei Beat Shop, "Doc Gino" meglio conosciuto con il nick di "Ginostills" ma lui non ha ancora il blog. Già in passato ho parlato dei Déjà Vu (occhio agli accenti... ci tengono...) come uno dei migliori gruppi di Padova e molto presto avremo la possibilità di sentirli. Infatti, venerdì 27 gennaio saliranno sul palco dello Stray Cats, un ottimo locale per la musica dal vivo che si trova in via “Della Croce Rossa”. Il venerdì dopo, ovvero il 3 Febbraio, ritorneranno nuovamente i “Beat Shop”. Ma parliamo dei Déjà Vu. Il quintetto si è formato nel 2002 per merito di Doc Gino che ha saputo intelligentemente radunare altre 4 “Rock Star” padovane che all’epoca erano disoccupate, ottenendo così una combinazione esplosiva di “Rock Blues” d’altri tempi. Infatti, tutti i validi componenti del gruppo provengono da precedenti formazioni di tutto rispetto. Lele, era il chitarrista de “I Jolly”, un gruppo “beat rock” che militava nella nostra città a cavallo degli anni 60 – 70. Il bassista, Stefano, nel periodo fine 80 inizio 90 apparteneva ad un validissimo gruppo cover Hendrix, i “Dolly Dagger”. Giancarlo, il vocalist, non ama parlare del suo passato e quindi non dirò il nome del gruppo con cui lui si destreggiava dietro al microfono ma vi assicuro che è di importanza nazionale. Egli possiede una voce dirompente, trascinante, di straordinaria potenza, che con vocalizzi di rara fattezza riesce a sbalordire l’ascoltatore. Questo lo garantisco io e il “guitar man” dei “Pornopilots”, Lucadido, che ha avuto modo di sentirli. Infine, Alessandro “time machine”, pur non avendo un passato blasonato, è uno dei migliori batteristi della piazza assecondando perfettamente quelle che sono le esigenze del gruppo. Il gruppo esegue cover rock blues di vari artisti degli anni 60 – 70 con un occhio di riguardo per i Creedence Clearwater Revival passando per i Cream, Hendrix, Rolling Stones, Yardbirds, etc. Da non perdere! LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK mercoledì 11 gennaio 2006 - ore 19:32 Un doveroso ringraziamento a "Davidoff", il padre di "Spritz", per aver avuto il coraggio di ingaggiarci... Partecipate numerosissimi!!! LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK lunedì 9 gennaio 2006 - ore 22:16 I GRANDI DEL "LIVE 8" ALCUNE FOTO DEI PIU GRANDI SCATTATE DALLA PLATEA VIRTUALE DEL "LIVE 8" BOB GELDOF IL PROMOTER PAUL E BONO "VOX" COLDPLAY ELTON JOHN DIDO & YOUSSOU NDOUR R.E.M. BRIAN "GENIUS" WILSON "GOOD VIBRATIONS" STING (CON IL SUO VECCHIO BASSO) NEIL YOUNG STEVIE WONDER THE WHO ROGER DALTREY THE WHO PETE TOWNSHEND PINK FLOYD DAVID GILMOUR PINK FLOYD ROGER WATERS JAMES BROWN GEORGE MICHAEL E PAUL MCCARTNEY LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK lunedì 9 gennaio 2006 - ore 12:24 AUGURI DOMENICO! ![]() Oggi è il 78° compleanno del grande cantautore Domenico Modugno. Lo voglio ricordare perchè egli è considerato un pò come il padre dei cantautori, è stato uno dei più grandi cantanti e interpreti d’Europa ed è colui che ha meglio rappresentato nel mondo la musica italiana. Merito della sua "Nel Blù Dipinto Di Blu" meglio conosciuta come “Volare”. Fu tradotta in tutte le lingue e si piazzò in testa alle classifiche del globo e non esiste angolo del mondo dove quella canzone non sia conosciuta. Tra le tante altre che ha scritto, le mie preferite sono: "Notte Di Luna Calante", "Dio Come Ti Amo", una stupenda canzone cantata a Sanremo in coppia con Gigliola Cinquetti, la celeberrima "Vecchio Frac" e "Meraviglioso" della quale Fiorello ne ha fatto una recente interpretazione. Ce ne sarebbero tantissime altre ancora. Un bel ricordo della mia infanzia che riguarda Modugno è di quando, tutti i pomeriggi davano alla tv un telefilm che per nulla al mondo mi sarei perso, dal titolo "Scaramouche", dove lui interpretava la parte di un abile spadaccino. Più o meno verso la metà degli anni ottanta, si era dato alla politica diventando deputato del Partito Radicale intraprendendo battaglie civili a favore dei più deboli denunciando i maltrattamenti subiti dai pazienti negli ospedali psichiatrici. Colpito più volte dall’ictus riuscì tuttavia a incidere nel 1993 la sua ultime canzone, "Delfini" cantata assieme al figlio Massimo. L’anno dopo Modugno morì lasciandoci un patrimonio musicale indescrivibile. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 8 gennaio 2006 - ore 17:42 Nulla! Come non detto...non ho trovato un bel niente di niente! neanche un disco. il mercatino di Montegrotto è notevolmente ridimensionato dallultima volta che cero andato ma quello di Cadoneghe è una totale tristezza! solo un banco e pure pieno di ciarpame. Ho chiesto informazioni e mi hanno detto che la colpa è del costo elevato dei permessi per lesposizione. Mi chiedo se il comune di Cadoneghe, ha o non ha linteresse di movimentare quella bella piazza come gli anni scorsi, quando cerano circa 70, 80 espositori. I dischi si trovavano eccome! Mi consolo con la visone dei dvd del "Live 8" e uno dei Jethro Tull che mi hanno prestato ieri. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 8 gennaio 2006 - ore 11:39 Vinile !... Oggi pomeriggio, essendo la seconda domenica del mese, capatina al mercatino dell’usato di Montegrotto e Cadoneghe alla ricerca di qualche altro pezzo pregiato per la mia collezione. Vi dirò stasera se ho trovato qualcosa . COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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