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Benvenuto nel blog dei BEAT SHOP!





domenica 8 gennaio 2006 - ore 09:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Update Paul McCartney (vedi post del 04 Gennaio)

Questa è una meravigliosa foto di Paul al concerto del Forum di Assago che proviene da quel "famoso" rullino che il mio amico Edo è riuscito a salvare dalla distruzione... sullo sfondo si vede la moglie Linda.





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sabato 7 gennaio 2006 - ore 19:52


Beatles Equipment
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alcune foto della strumentazione usata dai Beatles dai tempi del mitico "Cavern", al 1966, l’anno in cui smisero i concerti live. Naturalmente questi strumenti non sono gli originali dei Beatles ma più o meno una fedele composizione.

Equipaggiamento del Cavern 1960 - 1963 circa..
Da sx: I due "Hofner Violin Bass" (Pau), la "Gretsch Duo Jet" (George), la 1° Rickenbacker 325 (John). Usavano amplificatori "Selmer", "Gibson", "Vox AC30" e sulla destra sopra la sedia c’è il "Fender De Luxe" che usava John, la batteria di Pete Best poteva essere una "Premier" come l’aveva Ringo all’inizio ma poi passò alla "Ludwig" quasi subito.



Equipaggiamento del 1964
Paul usava sempre lo stesso modello di basso, George acquistò una splendida "Gretsch Country Gentleman" e John sfoggiava una nuova "Rickenbacker 325" 6 e 12 corde e usava spesso dal vivo la "Gibson J160" acustica. Ringo, batteria "Ludwig".


Equipaggiamento del 1965
Paul sempre fedelissimo all’"Hofner" anche se in studio usava molto il "Rickenbacker 4001 stereo", Harrison alternava la nuova "Gretsch Tennessian" alla "Rickenbacker 360" 12 corde anche se iniziò ad usarla già nel 64. Ringo e John usavano lo stesso equipaggiamento dell’anno prima. Gli amplificatori cominciarono già dall’anno prima essere più potenti.Infatti passarono dal "Vox AC30" al "AC100" con testata e cassa.



Equipaggiamento del 1966
Ad eccetto di Paul, nuove chitarre per John e George. John usava solo ed esclusivamente la "Epiphone Casino"semiacustica. Anche George usava la "Epiphone" con la differenza che la sua aveva la leva del vibrato. Nel 66 George ricevette anche una nuova "Rickenbacker" 12 corde piuttosto diversa dalla precedente, che usava dal vivo solo per un pezzo, "If I Needed Someone". Gli amplificatori rimasero sempre i "Vox AC100" ma in studio poco dopo entrarono i "Vox Supreme" con la cassa più larga della testata.




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venerdì 6 gennaio 2006 - ore 18:19


3000 visite! Grazie a tutti!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questo BLOG è stato visitato 3008 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, Noel, ospite, lucadido, stoneroses, alex1980PD, KillerCoke, ospite , ospite

Peccato per l’ospite...


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venerdì 6 gennaio 2006 - ore 13:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Picture Disc"

Una delle mie grandi passioni riguardanti il vinile, sono sempre stati i "picture disc" ovvero, i dischi con la foto impressa nel disco. Ho sentito dire che sono antichi quanto il disco stesso.
Hanno un fascino irresistibile e vederli girare sul piatto, fa un effetto alquanto strano ed insolito
Naturalmente prediligo quelli dei Beatles e dopo tanti anni di collezionismo me ne sono trovati un gran bel numero dei quali metto qualche foto. Sono perfettamente funzionanti ed oltre ad avere impresso delle belle immagini, alcuni hanno il vinile con fantasia di colori... Venivano pubblicati per qualche anniversario o ricorrenza ma la maggor parte sono "bootleg".
Enjoi…
















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mercoledì 4 gennaio 2006 - ore 17:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il simpatico giochino delle abitudini più o meno paranoiche dei giovani d’oggi
Ovvero, la versione riveduta e corretta per Spritz di un giochino burlone e frizzante che sta andando per la maggiore nei blog di mezzo universo.
Prendete cinque vostre singolari abitudini, spiaccicatele sul vostro blog e invitate altri cinque adorabili amici a fare lo stesso, segnalando il loro nome al termine del post ed avvisandoli tramite commento nel loro blog. Questi saranno a loro volta tenuti a girare il giocone ad altri cinque amici.

Questo è un blog che parla solo ed esclusivamente di musica e quindi svelerò le mie 5 abitudini legate ai concerti.

Prima di un concerto:

1 Cerco di dormire almeno 2 ore. Il riposo vocale e fisico aumenta le prestazioni vocali del 40 %, al risveglio, doccia, caffè, e uso un abbigliamento intimo particolare, che ritengo mi porti fortuna.

2 Mangio pochissimo e non bevo nessun tipo di alcolici per almeno 48 ore prima e fino alla fine del concerto

3 Scaldo benissimo la voce e il diaframma con vocalizzi e respirazioni particolari anche se questa è una abitudine quotidiana. .

4Prendo un “moment” subito dopo il sound check perché mi imperversa una forte emicrania legata alla “tensione da palcoscenico”.

5 Durante il concerto bevo solo ed esclusivamente acqua.




Il gioco lo passo a Sweetwine Squeensy Brividoom mrsick e Killercoke.

Quel simpaticone di Noel è il mittente…



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mercoledì 4 gennaio 2006 - ore 12:46


PAUL IS LIVE!
(categoria: " Musica e Canzoni ")




Vi segnalo un bel DVD di Paul McCartney di un concerto della tournèe del 1993 “Paul Is Live”.
Sono quei DVD a basso prezzo (8 €) ma pur sempre validi, che si trovano sui cestoni dell’Ipercity.
La band con cui suona è un po’ “meno rock” dell’attuale, quando alle chitarre c’erano ancora il grande Robbie Macintosh e Hamish Stuart. Alle tastiere, (ancora oggi), c’è Wix Wickens e alla batteria il neretto Blair Cunningham. Alle tastiere e ai cori c’è anche la moglie Linda, scomparsa prematuramente qualche anno fa.
La scaletta è per ¾ beatlesiana con alcuni pezzi dell’album dell’epoca “Off The Ground” e per il resto, Wings.
La tournèe, quell’anno, fece tappa anche in Italia e precisamente a Milano al Palazzetto di Assago.
C’ero anch’io tra i 15000 spettatori a cantare con Paul le canzoni dei Beatles e fu me emozionante vedere Paul per la prima volta, con il suo inseparabile, mitico “Hofner Violin Bass”. Il mio più bel ricordo fu quando fece “My Love”. La cantò con una grazia ed una dolcezza che mi commossi fino al pianto.
Ricordo anche, per il fatto che Paul è vegetariano, che diede ordine tassativo di vietare la vendita di viveri di provenienza animale (insaccati etc..), e soprattutto l’uso delle macchinette fotografiche, registratori, telecamere etc. Il mio amico Edoardo, fotografo ufficiale di “The Beat Shop Story”, imboscò la sua Nikon smontata in diversi pezzi, tra i panini al salame… Ma dopo alcune foto, venne “sgamato” da uno del servizio d’ordine, appellato da Edo come un “fascista”, che gli sequestrò il rullino e lo ruppe davanti ai nostri occhi. Per fortuna c’era buio ed Edoardo una volta raccolto il rullino, riuscì a salvare una parte delle foto.


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martedì 3 gennaio 2006 - ore 19:05


THE BEATLES ABBEY ROAD
(categoria: " Vita Quotidiana ")




E’ uno di quei capolavori che non mi stancherò mai di ascoltare. Non credo ci sia qualcuno al mondo che abbia ascoltato tanto questo album quanto l’ho ascoltato io. Specialmente il medley del lato B e adesso che con il mio gruppo ho la possibilità di suonare tutta la parte finale, per me è il massimo. Un regalo piovuto dal cielo.



Golden Slumbers

Once there was a way to get back homeward
Once there was a way to get back home
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullaby

Golden slumbers fill your eyes
Smiles awake you when you rise
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullaby

Once there was a way to get back homeward
Once there was a way to get back home
Sleep pretty darling do not cry
And I will sing a lullaby


Carry That Weight
Boy, you’re going to carry that weight
Carry that weight a long time
Boy, you’re going to carry that weight
Carry that weight a long time

I never give you my pillow
I only send you my invitations
And in the middle of the celebrations
I break down

Boy, you’re going to carry that weight
Carry that weight a long time
Boy, you’re going to carry that weight
Carry that weight a long time

The End
Oh yeah, all right
Are you going to be in my dreams
Tonight?

And in the end
The love you take
Is equal to the love you make


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martedì 3 gennaio 2006 - ore 13:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")


JETHRO TULL "AQUALUNG"


Questa è una grande band, originalissima nel suo genere, capitanata e comandata dal "pifferaio magico", Ian Anderson, cantante, compositore, flautista ma anche genialoide, schizzato, despota del gruppo, anche lui con qualche rotella fuori posto come Townshend degli Who. Probabilmente per essere dei geni bisognerà rispondere a questi requisiti...
"Aqualung"del 1971, è il più grande album dei Jethro Tull anche se personalmente ho un occhio di riguardo anche per il successivo "Thick AS A Brick". Tuttavia, il brano che da il titolo all’album, appunto "Aqualung" è un capolavoro di rara bellezza. Il famosissimo riff iniziale scandito da tre secondi di silenzio l’uno dall’altro tiene il fiato sospeso l’ascoltatore. Potrebbe sembrare un pezzo hard rock invece è un continuo raddoppio e dimezzamento del tempo dove sopraggiunge la chitarra acustica per poi ritornare al distorto riff iniziale. Il tema affrontato è l’emarginazione è cioè il barbone Aqualung, seduto in un parco mentre guarda le ragazzine con occhio maligno. Curiosa la tematica del pezzo n° 2 "Cross-eyed Mary"che narra di una prostituta-Robin Hood, ovvero, intrattiene uomini danarosi, per poi donare i soldi ai poveri.
Nell’album, regnano atmosfere medievali di folk rock blues (progressive) britannico basato sui riff, con gli assolo di flauto suonato sempre magistralmente da Ian Anderson spesso all’unisono vocalizzando direttamente le note simultaneamente dentro lo strumento . Divenne celebre la sua posa da folletto nella quale egli suona il flauto con la pianta del piede appoggiata al ginocchio che diventerà il suo inconfondibile simbolo.
Memorabile la suite di 7 minuti e 11 secondi di "My God" e la celeberrima "Locomotive Breath" di cui aspetto la versione dei miei amici DéjàVu.
Un grande disco che assieme a "Thick AS A Brick" l’altro capolavoro dei Jethro Tull, facevano parte della collezione di LP presenti nella discografia di mio fratello maggiore che purtroppo sono spariti nel nulla.

"THICK AS A BRICK"


Per fortuna qualche tempo dopo sono riuscito a ricomprarli. Di quel tempo sono riuscito a salvare solo il 45 giri di "Thick AS A Brick". Quest’ultimo, parlando in termini di album e costituito da 2 uniche suite, una per facciata con lo stesso titolo, ovvero, "Thick AS A Brick (Part 1)” della durata di 22 minuti e 38 sec. e "Thick AS A Brick (Part 2) della durata di 21 minuti e 05 sec. Difficile descrivere un album del genere perché qui c’è dentro un po’ di tutto e stavolta “progressive” lo scrivo senza le parentesi. Entrano prepotentemente assolo di organo “Hammond” nelle sonorità del gruppo. Si alternano magistralmente parti acustiche a parti elettriche il tutto arrangiato magistralmente in un continuo alternarsi di melodie accattivanti, efficacissime e coinvolgenti specialmente sulla parte 1. Anche la copertina dell’album è insolita e originale.
Già che ci sono, vi segnalo anche l’album folk-blues, “Stand Up”,
(Lele/TeleJD Musical Supply”)il secondo del gruppo ma il primo con Martin Barre alla chitarra. Il disco contiene la famosissima “Bourèe”, un pezzo di Bach riarrangiato eccellentemente da Anderson e che contiene un curioso assolo di basso suonato quasi ad accordi.

"STAND UP"


Consiglio vivamente questi tre album e aspetto da Lele gli altri che mi mancano...



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martedì 3 gennaio 2006 - ore 08:30


BUONGIORNO A TUTTI!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questi due cd uniti a quello di ieri di Phil Collins, facevano parte del famoso trittico “Caorlense” ascoltati la settimana scorsa, quando ero in vacanza nella graziosa cittadina marittima. Stamattina li ho schiaffati nuovamente all’interno del computer fortunatamente dotato di masterizzatore, e quindi ho la possibilità di alternare l’ascolto di entrambi i cd senza dover ogni volta togliere e mettere prima l’uno e dopo l’altro… pertanto oggi doppio ascolto.
Voglio precisare una cosa: bisogna dire che ultimamente gli ascolti da me effettuati ultimamente sono di una “variegabilità” unica… come si dice? “saltare da palo in frasca”…


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lunedì 2 gennaio 2006 - ore 12:53



(categoria: " Musica e Canzoni ")


PHIL COLLINS "FACE VALUE


Con questo album, il primo del suo cantautorato, il "poliedrico" Phil Collins, intraprende una fortunata carriera solistica, parallela a quella dei Genesis senza generare conflitti d’interesse. Colse un clamoroso successo con il singolo “In The Air Tonight”, il pezzo che apre l’album, introducendo la famosa “drum machine” ovvero, la famosa batteria elettronica della “Roland” che diventò il suo marchio di fabbrica che caratterizzò molti dei suoi lavori e dei Genesis. Le inconfondibili percussioni dell’intro di “In The Air Tonight”, sono prodotte proprio da questo marchingegno elettronico, ma precisamente a 3 minuti e 40 dall’inizio, una potentissima rullata di tom ristabilisce Phil dietro la sua fidata batteria acustica passando di sorpresa da un’atmosfera calda e morbida ad un "sincopato" pesantissimo da mozzare il fiato… Notevole…
Qualche tempo dopo, ne uscì una versione con una batteria dance sovraincisa sull’originale che rovinò completamente il pezzo.
Segue un’altra delle mie perle preferite,“This Must Be Love”, anche qui atmosfera dolce e morbida, tipica delle sue canzoni d’amore più dolci.
Cambio totale di registro per la traccia n° 3 “Behind The Lines” scritta assieme agli altri due compagni rimasti dei Genesis, Banks e Rutherford. Un Funky Rock jazzato con tecnicismi di Phil alla batteria e sezioni fiati in grande evidenza.
Solo pianoforte, banjo, slideguitar e voce per la traccia n° 4 “The Roof Is Leaking”.
Atmosfera etnica e tribale per la traccia strumentale n° 5.
Strumentale anche la traccia n° 6 “Hand In Hand” dove all’intro di “drum machine”, segue lo sfogo di Phil alla batteria con tecnicismi di alta scuola. Il pezzo veniva usato ai concerti dal vivo per i suoi assoli.
Segue la celeberrima “I Missed Again” che con sezione fiati in quantità è spesso presente nei “best”.
Pianoforte, orchestra e voce per la tristissima “You Know What I Mean”.
Leggermente “genesisiana” la traccia 9 “Thunder And Lightning”, ma attenzione, non i Genesis di Peter Gabriel ma quelli sotto la giurisdizione di Phil Collins.
La traccia 10 è una leggera canzoncina della durata di 2 minuti e mezzo, con il ritmo di “Hello Goodbye” dei Beatles cantata con dei bei coretti in sottofondo prodotti da Phil.
If Leaving Me Is Easy, traccia 11, un pezzo lentissimo che prepara il terreno per quello che si andrà a sentire subito dopo.
La traccia n° 12 è quella che chiude l’album,e… udite!!! udite!!! Phil Collins si cimenta in una cover dei Beatles, e che cover!!! “Tomorrow Never Knows”,lo straordinario pezzo che chiude l’album “Revolver” dei miei beniamini. Sono sempre stato assai severo nel criticare gli artisti famosi che eseguono cover dei Beatles, se poi la cover si intitola “Tomorrow Never Knows” la mia severità si centuplica. Non in questo caso. Ritengo che Phil la esegua con grande dignità e rispetto catturando sapientemente l’atmosfera ipnotica del pezzo originale, con un occhio di riguardo per la parte della batteria psichedelica che fu opera di Ringo. Bel disco, grande esordio di Phil.

Curiosamente, in un intervista, dichiarò che il suo successo lo deve a Peter Gabriel, che se non avesse lasciato i Genesis, difficilmente si sarebbe messo a cantare. Tuttavia, Gabriel o non Gabriel, Phil Collins resta uno dei più grandi cantanti compositori della musica pop, e da qui ogni suo album e sistematicamente un trionfo personale. Tuttavia uno dei suoi album , “Hello I Must Be Going”, è presente nella mia discografia ma non nelle mie grazie perché non lo ritengo all’altezza di tutti gli altri. (Degustibus..)
Concludendo, quando anni fa facevo pianobar, nel repertorio, le canzoni di Phil Collins erano presenti in gran quantità per il fatto che venivano continuamente richieste e apprezzate soprattutto dal pubblico femminile… Una sua grande canzone resterà sempre e comunque “Against All Odds”.



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