Quando ti accorgerai che il vento ha posato sulla tua testa una piccola foglia... ferma il tuo passo. Sei stato prescelto, prima che cada desidera la conoscenza del ’segreto’ che solo l’armonia della mente, il calore del cuore e la fermezza dello sguardo potranno svelare ciò che ai più è celato. J. R. R. TOLKIEN
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"Per essere insostituibili bisogna essere diversi." (Coco Chanel)
FOLLI sono i veri detentori dell’essenza della vita, perchè senza schemi e pregiudizi si rivolgono ad essa con quella spontaneità ATIPICA per chi antepone la RAGIONE alla PASSIONE! Eccomi sono qui...mi cercavi?
Sono il vortice della tua follia... sono quel brivido che senti sotto la pelle... sono quel pensiero che respingi, sono quella sensazione che ti spaventa e che ti appaga... non ho logica... non ho spiegazione... sono ISTINTO allo stato puro sono io SONO LA FOLLIA... sono DIVERSA dal resto del mondo... se mi vuoi ancora PROVA A PRENDERMI...
...PREGIUDIZIO... Ogni cosa che limita la conoscenza diventa un muro in una direzione mentale...
è un acquisito storico che non permette di maturare una propria personalità autonoma...
la vita é troppo breve per murarla in un idea...
L’esposizione pubblica degli "affari" propri permette un altrui giudizio morale globale stereotipato e generalizzato dal quale diventa poi difficile restarne indifferenti. L’imprinting primario conoscitivo fa si che le caratteristiche più evidenti si denotino anche col passare del tempo purtroppo mantenendo in ombra altri criteri positivi di valutazione.
NON PERDERTI IN MONDI CHE NON TI APPARTENGONO
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lunedì 14 luglio 2008 - ore 17:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’abbandono (G. Allevi)
Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. Il pianoforte reclama l’abbandono: esso non vuole essere suonato, ma è lui che vuole suonare tramite il pianista. L’esecutore abbandonato al suo strumento diviene egli stesso strumento, in un gesto impersonale e per questo totale, e la Musica, misteriosamente, inizierà a sgorgare, fresca e leggera. Io, pianista, devo avere la sensazione che le mani vadano da sé, che siano solo le dita, morbide, a stabilire quando e come abbassare i tasti. Devo essere spettatore impossessato della Musica, mentre nella mia mente un silenzio energetico, gravido e vigile segue, vuoto, ogni minimo movimento. Allora come un carillon, ogni elemento entrerà in rapporto armonico con l’altro: il respiro con il battito cardiaco, la pressione con la temperatura delle dita; e la memoria musicale troverà, nel silenzio della mente, un lucido lago ghiacciato su cui scorrere senza alcun ostacolo, senza altre intenzioni che interferiscano con quella proveniente dalla tastiera. È vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo che va ben oltre il pianoforte: il prodigio di lasciar vivere e crescere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
Eh si, che cosa vuoi, tu nei pensieri miei lo so ma come fai ancora un po’ vorrei che fossi sempre qui qui con me non posso farti a meno mai e sta salendo su il sentimento qui e poi pericolo, aspettami sei tu che come sabbia sei qui con me io sono il mare su di te.
Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati vicino a me onde piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde, di quell’onda che arriva e non torna mai onde, sulle sponde. Eh si, adesso si, diventa piu’ facile lo so, che tu lo sai, come fa sei tu che non ti fermi mai, qui con me, io sono il mare su di te.
Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me onde, piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde, di quell’onda che arriva e non torna mai onde, sulle sponde sei tu che come sabbia sei qui con me io sono il mare su di te, dentro te. Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me onde, piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde. Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me onde, piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde, di quell’onda che arriva e non torna mai onde, sulle sponde come fai, come fai
Io vorrei, superato ogni tremore giungere alla bellezza che mi incalza, dalla rovina del silenzio, fonda, togliere la misura della voce e cantare allunisono coi suoni; stamparmi nelle palme ogni vigore in crescita perenne e modulare un attento confine con le cose ovio possa con esse colloquiare difesa sempre da incipienti caos.
Vorrei abitare nel segreto cuore centro dogni più puro movimento, animare di me gli spenti aspetti dei fantasmi reali e riplasmare le parabole ardenti ove ogni grazia è tocca dal suo limite. Variata stupendamente da codesti incontri numererò la plurima mia essenza entro un solo, perenne, insistere di toni adolescenti.
Nellaperta misura delle ali del più libero uccello, nel vigore degli alberi, nella chiarezza-musica dei venti, nel frastuono puerile dei colori, nellaroma del frutto, sarò creatura in un unico e diverso principio, senza origine né segno dancestrale condanna.
E so, per questa verità, che il tempo non crollerà spargendo le rovine dei violati contatti alla mitezza del mio nuovo apparire, né la sacra identità del canto verrà meno ai suoi idoli vivi.
I’m sorry for the times that I made you scream For the times that I killed your dreams For the times that I made your whole world rumble For the times that I made you cry For the times that I told you lies For the times that I watched and let you stumble It’s too bad, but that’s me What goes around comes around, and you’ll see That I can carry the burden of pain ’cause it ain’t the first time that a man goes insane And when I spread my wings to embrace him for life I’m sucking out his love, ’cause I, never be...
non esistono
leggi in amore
basta essere quello che sei
lascia aperta la porta del cuore
Senza l’amore un uomo che cos’è su questo sarai d’accordo con me, senza l’amore un uomo che cos’è e questa è l’unica legge che c’è.
Sono riva di un fiume in piena Senza fine mi copri e scopri Come fossi unaltalena Dondolando sui miei fianchi Bianchi e stanchi, come te - che insegui me. Scivolando tra i miei passi Sono sassi dentro te – dentro me Se non sei tu a muoverli Come fossi niente Come fossi acqua dentro acqua
Senza peso, senza fiato, senza affanno Mi travolge e mi sconvolgi Poi mi asciughi e scappi via Tu ritorni poi mi bagni E ti riasciughi e torni mia Senza peso e senza fiato Non son riva senza te
Tell me now Tell me how am I supposed to live without you Want you please tell me now Tell me how am I supposed to live without you
Se brillando in silenzio resti accesa dentro me Se bruciando e non morendo tu rimandi e accendi me Stop burnign me! Dentro e fuori e fuori bruci E ti consumi e scappi via Stop bournign me!
Mi annerisci e ti rilassi e mi consumi e torni via (Get out Am I? Get out Am I? Stop bournig me!) Get out Am I? Get out Am I? No! Want you please tell me now Tell me how am I supposed to live without you No, please, dont tell me now (touch me) Tell me how am I supposed to live without you No Please Dont
"Quando l’amore chiama seguitelo benché le sue vie siano ardue e ripide E quando dalle ali ne sarete avvolti, abbandonatevi a lui, anche se, chiusa tra le penne, la lama vi potrà ferire. E quando vi parla, credete in lui, anche se la sua voce può disperdervi i sogni come il vento del nord devasta il giardino Amatevi, ma non tramutate l’amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa. Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane. Cantate e danzate insieme, siate felici, ma permettete a ciascuno di voi di essere solo Ergetevi insieme, ma non troppo vicini:poiché il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro"
Gibran
Do you know what its like to care too much
bout someone that youre never gonna get to touch
(It starts with) One thing / I don’t know why It doesn’t even matter how hard you try Keep that in mind / I designed this rhyme To explain in due time All I know time is a valuable thing Watch it fly by as the pendulum swings Watch it count down to the end of the day The clock ticks life away It’s so unreal Didn’t look out below Watch the time go right out the window Trying to hold on / but didn’t even know Wasted it all just to Watch you go I kept everything inside and even though I tried / it all fell apart What it meant to me / will eventually / be a memory / of a time when I tried so hard And got so far But in the end It doesn’t even matter I had to fall To lose it all But in the end It doesn’t even matter One thing / I don’t know why It doesn’t even matter how hard you try Keep that in mind / I designed this rhyme To remind myself how I tried so hard In spite of the way you were mocking me Acting like I was part of your property Remembering all the times you fought with me I’m surprised it got so (far) Things aren’t the way they were before You wouldn’t even recognize me anymore Not that you knew me back then But it all comes back to me In the end You kept everything inside and even though I tried / it all fell apart What it meant to me / will eventually / be a memory / of a time when I tried so hard And got so far But in the end It doesn’t even matter I had to fall To lose it all But in the end It doesn’t even matter I’ve put my trust in you Pushed as far as I can go For all this There’s only one thing you should know I’ve put my trust in you Pushed as far as I can go For all this There’s only one thing you should know I tried so hard And got so far But in the end It doesn’t even matter I had to fall To lose it all But in the end It doesn’t even matter
K2 con i suoi 8611 m è la seconda montagna del mondo dopo l’Everest, fa parte della catena montuosa del Karakorum al confine tra Pakistan, Cina ed India.
K2 lei invece non è seconda a nessuno!!!
TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO VELINA BIONDA!
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