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ciuchina, 30 anni spritzina di marostica CHE FACCIO? insegnante Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO ![]() HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... ![]() OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) svegliarsi accanto alla persona che si ama 2) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto.. 3) Svegliarti nel cuore della notte e realizzare che hai ancora qualche ora per dormire |
MI AUTOCERTIFICO! ![]() CONTATTO MSN: duchampagne@hotmail.it I VISITATORI DEL MIO BLOG: ![]() CI VUOLE UN GRANDE CAOS INTERIORE PER DIVENTARE UNA STELLA DANZANTE. LA VITA PUNISCE CHI NON SA OSARE... MI PIACE: mettermi in gioco, essere sportiva,le borse, le scarpe,il vino,i crostacei,vestirmi bene,il martini,la persone brillanti e veloci di testa,bruciare i tragurdi fissati,adoro la pizza ,cucinare,estraniarmi con la musica,la neve,la sabbia tra le dita,il profumo sul petto di un uomo,i bambini quando ti abbracciano, gli uomini che sanno tenermi testa (molto pochi). NON MI PIACE: il traffico,gli autobus,i maleducati, i trasandati, i vini mossi,gli arroganti,le persone sedentarie,,la politica(ormai una burla),la tv,le serate nei pub,il calcio,essere svegliata,portare giu l’ immondizia.
lunedì 19 novembre 2007 - ore 22:48 LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 16 novembre 2007 - ore 16:55 ROSSO. LA FORMA INSTABILE. “L’autentica realtà visiva di qualcosa che il nostro occhio incontra può raggiungerci appieno solo nel breve istante in cui la visione irrompe su di noi, come una sorpresa, vale a dire prima che il nostro intelletto, la nostra conoscenza della forma oggettiva delle cose abbia il tempo di entrare in gioco e distruggere la prima impressione” Intervista, “The Daily Mail”, 17 Ottobre 1907. La Collezione Peggy Guggenheim dedica a Medardo Rosso (1858 – 1928) una mostra che resterà aperta fino al 6 gennaio. L’esposizione, curata da Paola Mora e Fabio Vitucci, attraverso sculture, cere, gessi, bronzi, fotografie, collage e ritagli, traccia la riscoperta della complessa estetica contemporanea di questo artista. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Museo e l’Archivio Medardo Rosso di Barzio (Como), che conservano l’intera eredità di opere e l’archivio dello scultore. Rosso nasce a Torino nel 1858, frequenta la Scuola di Nudo e di Plastica all’Accademia di Brera, da cui viene espulso per indisciplina. Frequenta l’ambiente repubblicano socialista e anarchico della Scapigliatura Democratica, positivista in filosofia e realista nell’arte. Intuisce la possibilità di una scultura che, escludendo la rappresentazione ideale del disegno, si basi sull’immediata sensazione fisica e sulla percezione luminosa. Entra nel circuito delle mostre come “uno dei più arrischiati scultori impressionisti”. Nel 1889 si trasferisce a Parigi ed entra in rapporto con il grande collezionista Henri Rouat e con Degas, che lo aiuta nelle prime vendite. Alla periferia di Montmatre acquista un’officina, dove inizia la produzione in cera. Segue contemporaneamente ricerche su piani differenti: sulla prospettiva, l’espressionismo e l’astrazione. Lascia il rapporto diretto con il vero e lavora sulla forma per trasferimento di uno stesso modello da un materiale all’altro, dalla cera al bronzo al gesso e viceversa. Inoltre, fotografa le sue sculture e avvia un lavoro sperimentale attraverso la fotografia, che espone e pubblica su riviste e cataloghi. Nel 1910 il Manifesto dei pittori futuristi lo presenta nella triade dei maestri con Previati e Segantini. Due anni dopo, nel Manifesto tecnico della scultura futurista, Boccioni lo indica come “il solo grande scultore moderno”. Dopo la guerra trasferisce casa e studio a Milano, dove morirà nel 1928. Nello stesso anno il figlio Francesco istituirà il Museo Medardo Rosso. La figura di questo artista è nota, ampiamente studiata e consolidata nel panorama europeo della scultura di fine ottocento, come precursore della modernità. Tuttavia, per quanto riguarda la parte più significativa della sua produzione, Rosso è ancora sconosciuto. Lo studio capillare dei documenti, carte e lettere dell’archivio è completato da ricerche in Italia e all’estero, apre ora orizzonti inattesi e contraddittori rispetto all’immagine tramandata dello scultore scapigliato-impressionista. Medardo Rosso è stato un ingegno nascosto: ha abilmente occultato tutto il suo lavoro sulla fotografia, ha esposto a più di quindici anni di distanza le opere a lui più care, come Madame X o Yvette Guilbet, e alla fine della sua vita ha distrutto, come Marcel Duchamp, tutte le lettere ricevute dai suoi corrispondenti. La scelta di esporre una selezione di ventidue sculture documentate, testimonia il complesso lavoro di datazione e di ricostruzione della produzione di questo artista al quale il tempo sembrava importare poco: a volte è Rosso stesso a confondere le date delle sue creazioni, come se per lui l’opera fosse un elemento fluido che duri per l’eternità, sia in scultura che in fotografia. Infine, in mostra trova ampio spazio il lavoro fotografico: oltre cento fotografie provenienti dall’Archivio Rosso, a complemento del recentissimo studio di Paola Mola che mette in risalto la questione sulla relazione tra scultura e fotografia, che riveste un ruolo centrale nella contemporaneità. ROSSO. LA FORMA INSTABILE. 22 Settembre 2007 – 6 Gennaio 2008 ORARIO: 10.00 - 18.00, chiuso il martedì Peggy Guggenheim Collection Palazzo Venier dei Leoni Dorsoduro 701 - Venezia 041-2405411 www.guggenheim-venice.it COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 15 novembre 2007 - ore 20:15 vi odio tutti quantiiiiiii dolci di merdaaaaaa!!! ma non avrete la meglio su di me...vi sconfiggerò! maleficiiii LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 14 novembre 2007 - ore 21:01 TIZIANO. L’ULTIMO ATTO Fino al 6 gennaio, a Palazzo Crepadona a Belluno e nella sede della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, sarà esposta la mostra “Tiziano. L’ultimo atto”, curata da Lionello Puppi e allestita dall’architetto ticinese Mario Botta. Belluno rende omaggio a questo straordinario pittore, che nasce a Pieve di Cadore nel nono decennio del 1400 e, una volta giunto a Venezia si affermerà ben presto sulla scena artistica veneziana, divenendo il pittore ufficiale della Serenissima. Lo stesso Giorgio Vasari, dopo averlo visitato nella casa veneziana al Biri Grande, ne consacra la fama di “pittore divino”, costruita negli anni precedenti dall’Aretino e dal Dolce, dedicandogli un’encomiastica biografia nell’edizione giuntina delle Vite, nel 1568. L’ultimo atto del racconto emozionante di un uomo che, con la sua arte, ha illuminato un’epoca. Come dice il titolo stesso della mostra, troviamo esposta l’ultima tormentata e favolosa stagione di Tiziano. Gli ultimi vent’anni di vita del pittore costituiscono una fase cruciale del suo percorso esistenziale ed artistico. Periodo scandito anche da grossi dolori provocati dalle morti di persone a lui molto care, come quella di Pietro Aretino, il fraterno amico e promotore della sua arte, e di Carlo V, che insieme a Filippo II fu tra i suoi maggiori committenti. Così, nell’ottobre del 1565, Tiziano decide di salire nella sua Pieve assistito dall’equipe, ormai ben collaudata, composta da suo figlio Orazio, dal nipote Marco, da Valerio Zuccato e da un enigmatico discepolo tedesco di nome Emanuele Amberger. In mostra sono numerose le opere che rappresentano questo periodo, abilmente scandite per far comprendere al meglio la direzione artistica che viene tracciata da questo straordinario genio, il quale creò una pittura disgregata fatta di solo colore, quell’apparente non finito che è il segno del turbamento e del dubbio esistenziale di un’epoca. Nel decennio che lo separa dall’ora della morte, Tiziano continua a operare a dispetto della vista che gli si appanna e delle mani che tremano. La pittura del maestro, ora concentrata soprattutto sui soggetti sacri e mitologici, riflette gli eventi e il senso di inquietudine di questi anni, acuito dalle incertezze della situazione europea e dall’avvio della Controriforma. Tiziano muore durante la peste il 27 agosto del 1576, e il giorno dopo è sepolto in Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia. Oltre un centinaio di opere, tra dipinti disegni e incisioni, provenienti dai maggiori musei internazionale, riunite in questa mostra organizzata da Villaggio Globale International, per celebrare l’ultimo atto di questo grande artista.. Opere inedite oppure esposte per la prima volta in questa occasione, arricchiscono la mostra insieme ad una serie di documenti relativi all’attività e ai movimenti di Tiziano ritenuti fino ad oggi perduti, assicurando al pubblico e agli studiosi ulteriori “tasselli” nella definizione dell’ultimo Tiziano. Infatti, insieme alle diverse opere riunite a Belluno, è possibile mettere a confronto la “Madonna Molly”, dal nome del Vescovo di Brooklyn che l’aveva posseduta fino al 1940, che oggi si trova in una nuova collezione privata statunitense. Una prima visione per il pubblico è l’eccezionale “Ultima cena” che, per quest’occasione, lascia per la prima volta la Spagna. Si tratta di una delle poche versioni di questo soggetto realizzate dall’artista e a noi giunte. Inoltre, di grande interesse è la versione di “Venere e Adone” proveniente dall’Inghilterra, in deposito presso l’Ashmolean Museum di Oxford; opera poco nota al pubblico e agli studiosi in quanto mai esposta da oltre centocinquant’anni, eppure una versione di altissima qualità, riportata all’attenzione della critica nel 1996. Esposto in mostra nella sezione allestita a Pieve di Cadore, è possibile ammirare il “Ritratto di donna”, che fa parte di una collezione privata, opera non solo di grande fascino per la sua qualità e bellezza, ma anche per l’intrigante ipotesi proposta dallo storico dell’arte Lionello Puppi, nonché curatore della mostra stessa, in merito all’identità della giovane raffigurata. L’evento, supportato da un comitato internazionale, permetterà, inoltre, di far luce su aspetti dell’artista ancora poco indagati, in specie il suo rapporto con la prolifica bottega, con interessanti sorprese nella rivalutazione del ruolo svolto dal maestro della realizzazione di alcune opere. TIZIANO. L’ULTIMO ATTO 15 SETTEMBRE 2007 – 6 GENNAIO 2008 TUTTI I GIORNI DALLE 9.00 ALLE 19.00 – VEN. E SAB. DALLE 9.00 ALLE 20.00 BELLUNO: Palazzo Crepadona. Per prenotazioni: 049-2010023 PIEVE DI CADORE: Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore. Per prenotazioni: 3402761011 Per informazioni: tizianoultimoatto@provincia.belluno.it COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 12 novembre 2007 - ore 21:21 ...TI AMO ANCHIO... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 12 novembre 2007 - ore 12:46 ADORO QUESTA PAZZA DROGATA E ADORO ANCHE LE SUE CANZONI COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 11 novembre 2007 - ore 11:26 IERI SONO STATA AD ARTEFIERA A PD, GIRANDO PER I VARI STAND HO CONOSCIUTO LA DIRETTRICE DI UN’ASSOCIAZIONE, NONCHE’ DIRETTRICE ANCHE DI UN SETTIMANALE D’ARTE. PERSONA DAVVERO SPLENDIDA, GENTILE E SPT DI GRAN CUORE...DAVVERO DIFFICILE DA TROVARE OGGI GIORNO...BEH LA SIGNORA MI HA INVITATA A CENA CON UN PO’ DI ARTISTI ECC... E SONO DAVVERO CONTENTA DI AVER ACCETTATO PERCHE’ HO PASSATO UNA PIACEVOLISSIMA PRIMA SERATA! ...ricordatevi sempre.. CARPE DIEM! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 6 novembre 2007 - ore 18:26 Nel mio piccolo, ci tengo molto a salutare Enzo Biagi e ringraziarlo per due cose: 1- per il grande esempio di dedizione verso il suo lavoro giornalistico 2- per l’educazione che ha impartito alle due figlie, che ho avuto modo di conoscere in questi giorni. Mi sono piaciute tantissimo, invece di allontanarsi dalla folla e dagli intervistatori, loro sono sempre lì, a parlare del padre e ringraziare tutti coloro che sono passati e che passeranno a dare l’ultimo saluto al loro padre... le ho trovate così semplici, dolci, ma allo stesso tempo forti e intelligenti...insomma :complimenti per come ha tirato su queste due figlie! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 4 novembre 2007 - ore 19:42 Non ho mai detto nulla sui collant che promettono una taglia in meno. Non ho mai fiatato su quelli che tirano su il culo, nè su quelli che anche se hai una pialla ti fanno il culo di una quindicenne brasiliana, e nemmeno su quelli che rilasciano alghe marine e olio di mandorle. Non ho detto A neppure sulle linee di autoreggerenti BIANCHE A COSTINE DI LANA PESANTE CON MOTIVI FLOREALI IN RILIEVO che se non hai le gambe di un airone cenerino pare che dalla minigonna ti spuntino due colonne in cartongesso. Non mi sono lamentata neanche dei collant nei colori fumè, tabacco e antracite che fanno tanto servitù di "The others". Ho digerito tutto. Però ora è troppo. Il collant Sanpellegrino epil control che ritarda la crescita dei peli è roba da far cadere il governo. Che poi io mi domando: a parte lidea schifosa in sè di indossare un paio di calze con lintento di rimandare il più possibile la metamorfosi in licantropo, che succede quando te le levi? Cioè, tu sei lì nel letto, lui accarezza i collant liscissimi, poi te li sfila e se poco poco perde dieci minuti in preliminari finisce che saccoppia con Lucio Dalla? Qualcuno mi illumini. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 4 novembre 2007 - ore 14:09 CHE SBORNIA COLOSSALE OIERI SERA IN DISCO...PERO MI SONO DAVVERO DIVERTITA COME UNA PAZZA... VIVA I CUBISTI DEL M.....! LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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