C’è un posto nel quale non è giorno e non è notte, dove il mio cuore riposa e si sfoga, dove l’anima mia danza e dove rido e piango senza che qualcuno gridi allo scandalo. E’ qui che corro con i lupi, ululando alla Luna e alla Vita. E’ qui che aspetto corvi, aquile e stelle ed è qui che tocca al cuore capire, oltre lo scritto, lasciando indietro quel che altrove ha imparato...
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lunedì 4 febbraio 2008 - ore 17:52
HAI SUPERATO IL LABIRINTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
PORTAMI LA BARRA ORRIZZONTALE ESSA è LA PROVA CHE SEI ARRIVATO FINQUI, VERRà INSERITA NEL TUO POSTO IN ATROPO CON L’APPELLATTIVO DI MAESTRO DELL’OMBRA.
"L’Eternità non ha fine,dunque noin ha inizio. L’Eternità è un cerchio. Se viviamo dobbiamo continuare a farlo per sempre, e se viviamo per sempre, siamo nell’eternità, come il cerchio".
definizione di Anieni1ministro di Sethi1
I Maya erano scrutatori del cielo, costantemente alla ricerca del centro cosmico (il centro della galassia) e dei tempi di “opportunità cosmiche” per il nostro pianeta. Forse gli antichi preti /astronomi scrutavano i cieli anche per noi, per fare in modo che ricevessimo per tempo il messaggio di un mondo in fase di transizione proprio nella nostra Era. La loro comprensione del cosmo era assai più vasta della nostra; avevano nozioni che noi iniziamo appena ad acquisire con l’aiuto della fisica moderna. Sebbene le nostre conoscenze storiche siano limitate a poche migliaia di anni, i tempi geologici del pianeta Terra sono davvero immensi – i nostri concetti di spazio e tempo sono ancora un po’ limitati. Forse l’Era dell’Acquario ci aiuterà ad ampliare le nostre vedute, e a risvegliare la nostra memoria di un lontano passato, sepolto non solo nell’inconscio collettivo, ma anche negli abissi marini che celano resti di civiltà antichissime, che molto raccontano sulla storia e le vere origini dell’uomo.
Forse è vero che non vi è nulla di nuovo sotto la volta celeste, e forse è anche vero che la missione dei Maya era quella di calibrare tempi/orari galattici per il pianeta Terra, ma le teorie sulle origini delle loro conoscenze si sprecano. La parola Maya potrebbe derivare da Mayab, termine usato per descrivere lo Yucatan. Famosi testi Maya, tra cui il “Popul Vuh”, narrano che questa civiltà “arrivò dall’altra parte del mare”. L’archeologo e scrittore James Churchward sostiene che i Maya altri non erano che abitanti del continente Mu (Lemuria), giunti lontano per colonizzare altre terre. Si ritiene che Mu fosse un enorme continente con oltre 60 milioni di abitanti che sprofondò nell’Oceano Pacifico circa 12000 anni fa in seguito a cataclismi, terremoti, esplosioni ed altri fenomeni che inghiottirono il continente ed i suoi abitanti. L’interessante ricerca di Churchward include lo studio e la traduzione di migliaia di scritti su pietra ritrovati in Messico.
I caratteri geroglifici di Mu, dell’antico Egitto e dei Maya sono quasi identici – è difficile negare qualche tipo di connessione. Churchward ed altri esperti, tra cui il famoso autore Jose Arguelles, sono giunti alla conclusione che l’antico Egitto, l’India e la Babilonia fossero “i resti del continente Mu”. Pare che i coloni Maya portarono i loro riti cerimoniali verso il Nilo e sulle rive dell’Oceano Indiano oltre 11500 anni fa. Iscrizioni antiche trovate nello Yucatan recitano che i Maya furono tra i primi abitanti di Atlantide. Lo stesso continente di Atlantide viene ritenuto la più grande colonia del continente Mu, e quella che tristemente ne subì la stessa sorte. Anche le ricerche di Zecharia Sitchin confermano la connessione tra l’Egitto e la civiltà dei Maya; l’archeologia difatti sembrerebbe indicare che il dio egizio Thoth fosse lo stesso Quetzalcoatl, divinità adorata dai Maya.
Nonostante le prove archeologiche siano molto convincenti, possiamo solo speculare –abbiamo poche certezze. Tra queste, però, esiste l’evidenza che un popolo antico e teoricamente sprovvisto di tecnologia sia stato in grado di calcolare la rivoluzione della Terra intorno al Sole (e delle eclissi lunari e solari) con incredibile precisione. Anche le rivoluzioni degli altri pianeti furono calcolate con strabiliante precisione dai Maya, con un occhio di riguardo per Venere, per cui sia i Maya che gli Egizi mostravano particolare interesse. I loro scritti si riferivano a Venere come all’ottavo pianeta ed alla Terra come al settimo, contando verso il Sole a partire dai pianeti lontani. Come potevano queste civiltà già conoscere Urano, Nettuno e Plutone? L’evidenza archeologica su scritti sumeri raccolta da Sitchin parla di conoscenze tramandate da alieni provenienti da Nibiru, il dodicesimo pianeta. Sitchin sostiene quindi che i Maya ricevettero le loro conoscenze dai Sumeri, istruiti a loro volta da esseri tecnologicamente avanzati provenienti da un altro pianeta.
Per quanto strano, diversi studiosi sospettano che i Maya ereditarono la loro complessa scienza esoterica ed exoterica da qualcun altro. Da chi, dunque, e a quale scopo? Secondo alcune teorie (E. Clare Prophet) i Maya provenivano dal pianeta Venere, così simile alla Terra, da cui portarono arte, scienza e filosofia. Secondo altre teorie (B. Hand Clow), i Maya provenivano invece dalle Pleiadi, nella costellazione del Toro. Forse non conosceremo mai la verità, ma è interessante leggere anche le conclusioni di Arguelles, uno dei più famosi scrittori, ricercatori e studiosi della civiltà dei Maya. Egli ritiene che abbiamo frainteso i Maya e non siamo stati in grado di capire e svelare i loro misteri in quanto la loro scienza era molto più avanzata della nostra. Nel resto dell’articolo seguono altre considerazioni di Arguelles.
Congetture a parte, i Maya, come gli Assiri ed altri popoli antichi, ritenevano che il tempo fosse uno strumento per misurare l’anima dell’universo e per capire i cicli di creazione, distruzione e nuova creazione da parte del cosmo. E’ senza dubbio interessante notare che l’ultimo ciclo descritto dai Maya (dalla durata di circa 5125 anni) ha come inizio il 13 agosto 3113 avanti Cristo, e la sua ultima fase (Katun 19, 13 Ahau) va dal 1992 al 21 dicembre del 2012, data che segna la fine del Calendario Maya.
Gnosis, in greco, significa Conoscenza, ma nel linguaggio mistico-esoterico non indica una conoscenza qualunque, è la conoscenza dei segreti divini, ormai dimenticata e preclusa alla maggioranza della gente. Ogni popolo del mondo ha codificato miti, teorie e religioni sul concetto di un’antica Conoscenza divina (i poteri della creazione, della parola, della natura, degli spiriti soprannaturali) che un tempo erano a disposizione dell’uomo ed in seguito furono perduti. Basti pensare all’Eden della Bibbia con i suoi alberi proibiti: l’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male. Adamo non rispettò l’unico ordine divino e s’impossessò del frutto della conoscenza: per questo venne cacciato dal Paradiso Terrestre e costretto ad una vita di stenti. Per qualche misteriosa ragione, però, gli antichi segreti della scienza divina sono andati smarriti e le genti sono state costrette a lottare col sangue e il sudore per la sopravvivenza. Ma non tutti si sono arresi e rassegnati. Ovunque nel mondo ci sono stati individui che hanno cercato di recuperare gli antichi segreti attraverso lo studio della natura o di antichi testi, attraverso la preghiera o il contatto di spiriti divini. Molti sono stati gli errori, ma pian piano l’antica conoscenza è ricomparsa nella nostra civiltà, strappandoci dalla vita primitiva e animalesca: così nacquero la magia, il misticismo, la religione. GNOSIS ha come tema la Conoscenza Arcana e suoi cercatori: protagonisti di questo gioco sono sacerdoti, maghi, filosofi, avventurieri d’ogni sorta, iniziati ai misteri divini. Ricerca dopo ricerca, secolo dopo secolo, era dopo era, gli antichi segreti tornano alla luce ricomponendosi come i tasselli di un mosaico perduto. Chi completa l’apprendimento recupera infine un potere remoto e sconfinato: egli diventa Signore del Mondo.
Ascoltate ora le parole delle streghe, i segreti che nella notte abbiamo nascosto, quando il era il sentiero del destino, che ora ci porta nella luce al nostro posto.
Misteriosa acqua e misterioso fuoco, la terra e laria in direzioni infinite, che conosciamo nella loro segreta natura, da essi bramiamo e prendiamo coraggio e quiete.
Il passare dellinverno e della primavera, la nascita e la rinascita di tutta la natura, noi lo condividiamo con la vita universale, gioiamo nel magico anello senza paura.
Quattro volte allanno il Grande Sabba ritorna, e le streghe sono viste allora alla Vigilia di Maggio e allantico Halloween, danzando a Lammas e alla Candelora
Quando giorno e notte sono uguali, quando il sole è più alto e più basso allorizzonte, i quattro Sabba Minori sono celebrati e di nuovo le streghe si ritrovano contente.
Tredici lune dargento in un anno per tredici volte alla Congrega si fa ritorno, tredici volte allEsbat siate felici, per ciascun anno fiorente e un giorno.
Il potere era passato attraverso le ere, ogni volta attraverso la donna e luomo tramandato, ogni secolo allaltro secolo, prima che il tempo fosse cominciato.
Quando il magico circolo è disegnato, dalla spada o dallathamè di potere, la sua area tra due mondi giace nella terra delle ombre per quelle ore.
Questo mondo non ha leggi che tu conosca, e il mondo dellOltre nulla dirà, i più antichi tra gli dei sono là invocati, la Grande Opera magica si compirà.
Due sono le magiche colonne, che alle porte del tempio sono erette, e due i poteri della natura, le forme e le forze divine e perfette.
Il buio e la luce in successione, gli opposti ciascuno allaltro senza tormento, svelati come un Dio e una Dea, di questo i nostri avi facevano insegnamento.
Di notte è il selvaggio corridore del vento, il Dio con le Corna, delle ombre signore, di giorno Egli è il Re dei boschi, delle verdi radure labitatore.
Lei è giovane o vecchia come le piace, naviga nella sua barca le nuvole squarciate, la splendente argentea signora della notte, la vecchia rugosa che intesse nelloscurità parole incantate.
Il Signore e la Signora della magia, nel profondo della mente sembrano dimorare, immortali e sempre rinnovati, con il potere di liberare o legare.
Allora brindate con il buon vino degli antichi Dei, e danzate e fate lamore con la loro benedizione, finché la bella terra di Elphane possa accoglierci, in pace alla fine delle nostre ore.
E fai ciò che vuoi sia la sfida, così nellamore che non danneggia nessuno sia compiuto ogni atto, perché questo è lunico comandamento, per la magia degli Antichi, così sia fatto!
Di otto parole la Regola delle streghe per noi: se non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi