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giovedì 18 marzo 2010 - ore 20:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


l’impoderabile.confonde.la.mente.finché.non.si.sente.

Alessandro D’avenia dice che l’assenza di tutto è bianco.
che il bianco non ha emozione e non emoziona.
Io mi chiedo di che colore è questa cosa qui. che mi circola nello stomaco e mi formicola tre le dita.
Leopardi, poi, sosteneva che la vigilia è sempre meglio del dì di festa, no?
intanto penso a film che dicono che la tristezza è la feclità che fa le capriole e cerco definizioni per questo mio stare a metà.
Che vorrei fosse domani, ora. Ma che non voglio colorare di bianco il mio dopodomani.
E mentre Aldo Busi viene radiato dalla rai e mia mamma canta canzoni di Anna Oxa, penso al tuo viso attraverso uno schermo.
Alla penna nera tra le labbra.
A segnare orari e trovare classi di appartenenza.
E forse non so che colore essere ora, ma so che di certo non mi sento bianca.






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sabato 13 marzo 2010 - ore 16:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


bianca.come.il.latte.rossa.come.il.sangue.

settimane che volano via.
che abbraccio più aria possibile.
dopo giorni di soffitti bassi, luci al neon, aghi sulla pelle, valori alterati e preoccupazione che passa.
che tutto torna nella norma, a quanto pare.
e che la mia vita riprende forma, anche lei.
entrando ed uscendo dai negozi.
comprando golf, scarpe, borse, e taaaaanti libri.
e torno a bere aperitivi e a mangiare.
nei pranzi con V e Ale che tanto mi fanno ridere.
nelle serate con Giusy. che tanto mi fanno respirare.
che s-piego tutti questi giorni e tutte le cose che non mi so Spiegare.
che "non so perché l’ho fatto, non so perché mi sono divertita a farlo e non so perché lo rifarò di nuovo." , direbbe Bart Simpson.
Intanto penso a continuare a vivere.
con una pizza, un film e la solita amica che mi salva la vita una volta al mese.
con un cinema e una cena, domani.
con una data cerchiata sul calendario.
con tanti concerti nel mio futuro prossimo.
che ho voglia di ballare.
dio, se ne ho.






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domenica 7 marzo 2010 - ore 21:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ed.io.che.non.riesco.nemmeno.a.parlare.con.me.

chris martin canta alla tv, a ricordarmi agosto e quel mio stare bene così.
che sono due le settimane che passano da una mia malattia all’altra.
che il mio naso è di nuovo tappato e rosso e tutto il resto è ovattato.
che il freddo di oggi ricordava dicembre o gennaio.
solo che tra meno di 20 giorni dovrebbe essere primavera.
e dio, se ho voglia di vedere sbocciare dei fiori, quest’anno.
che non ho mai passato un inverno così chiusa dentro me.
e che ieri sera ti dicevo che sarebbe ora di esternare.
ma tu rispondevi che anche io, non lo faccio mai.
allora restiamo pure incastrate tra le nostre lucidi autonalisi e continuiamo con i soliti, stupidi, meccanismi di difesa: la negazione e l’evitamento come ingredienti di una ricetta di effimera serenità.
che troviamo chi ci paga i calici di rosso.
e che mangiamo in ristoranti a lume di candela. e scherziamo sull’ipotetica presentazione di me come la tua ragazza.
per finire poi a guardare un bimbo che dorme, con le dita fasciate.
e una mamma apprensiva.
e foto di vita che va e cresce.
che torno a casa e la malinconia mi scivola sempre addosso.
che oggi non siamo stati al mare. e al posto della salsedine sono arrivate false fiere del disco e la faringite di dario.
cioccolate con panna dubbiosa e desideri di juboxe per regalo.
di quelli seri, con fausto leali.
che baron mi dice che sono stranamente silenziosa, mentre V impreca e pensa di prostituirsi.
dovremo sposare un miliardario pluricentenario e sperare che muoia presto.
mentre nelle orecchie mi rimbonano le nostre discussioni e le nostre riappacificazioni. i nostri modi di scardinarci la gabbia toracica, per dirla alla vasco brondi.
e neanche farlo apposta, chris martin proprio ora canta che -it’s a such a shame to us apart-.
ironico, no?







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lunedì 1 marzo 2010 - ore 18:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


questo.inverno.cosa.porterà.?.un’altra.primavera.fragile.

qualcuno dice che è costretto a "svernare" da solo, visto che qualcun altro partirà per altri due mesi.
qualcuno ha giornate di merda come me, ma almeno ha la batteria della wii e fratelli minori che occupano i pensieri.
qualcuno si sposa e non pensa agli addii al nubilato.
qualcun altro mi cancella da pagine di fiction che tanto ci hanno uniti.
queste cazzo di liste di blog che segui.
e tu che rientri, dopo una vita qui, solo a cancellar(mi).
ed io che inevitabilmente faccio esami di coscienza.
e penso a cosa ho fatto. per meritarmi una X e un silenzio che dura da ormai sette mesi. tu che mi hai escluso dalla tua vita, senza spiegazioni, dopo tre anni di tira e molla. quei molla a cui ti aspetti sempre dei tira, poi. quel molla che mai avrei pensato arrivasse.
dopo ripetute ricerche di equilibri stabili.
tutto si accumula.
e in questi giorni tutto mi opprime.
le preoccupazioni su ciò che mi circola dentro.
la mancanza di un lavoro vero e un’università che non mi soddisfa come vorrei.
tu.
che non si può giocare con il cuore della gente.
e non si può fare come se nulla fosse.
che se fossi malika ayane direi che non voglio sia tu il centro di me.
che di notte rimango sveglia e tu non mi rimbocchi più le palpebre.
che ci ho creduto in Noi. davvero.
che in te ho amato a modo mio qualcosa di diverso e lontano da me. qualcosa che sapeva farmi stare bene.
ma la realtà è altro. e io non sono una macchina che si accende e si spegne in base ai tuoi bisogni, ai tuoi orari, alle tue fottute paure.
che mi manchi, è vero.
ma quella che mi manca di più, più di qualsiasi altra cosa,
sono io.





help me see myself
cause i can no longer tell
looking out from the inside of
the bottom of a well
it’s hell
i yell
but no one hears

before i disappear
whisper in my ear
give me something to echo
in my unknown futures ear

my dear
the end
comes near
i’m here
but not much longer


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lunedì 22 febbraio 2010 - ore 20:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


per.tutte.le.volte.che.ti.dico.basta.e.basta.più.non.è.


qualcuno al telefono prima si lamentava di passare di qua e trovare sempre il 14 febbraio e le vibrazioni.la stasi dal giorno di san valentino.
sono passati 8 giorni e c’è da dire che.
ho un demone che gioca col mio corpo.
sono rimasta a letto sette giorni e senza forze.
non ho fatto l’esame, ma l’altro, almeno, l’ho passato.
ho esami, diversi, giovedì mattina.
stasera mi è saltato il concerto di paolo conte.
non ho vita sociale da un bel po’, escluso qualche venerdì sera piacevole, sarà un mese che non mi diverto davvero.
mi manca la mia vita.
so tutto del festival di sanremo.
sono innamorata del cartone American Dad.
sono una drogata di Simpson e dei Griffith.
sia lodato Homer Simpson, l’unico a sapermi far ridere ancora.
Marco Mengoni me lo farei, anche se è gay e anche se mi sta sul cazzo.
Morgan ti stimo e donaci il crack.
Non trovo più posizioni sul mio letto.
Andando avanti così voterò Zaia.
Malika Ayane è brava ma non rompete il cazzo, l’anno scorso aveva una canzone decisamente migliore e nessuno se la cagava.
Valerio Scanu sei tutti noi.
Emanuele Filiberto vai a cagare.
Cristiano Malgioglio ha regalato mille rose rosse a jennifer lopez.
Antonella Clerici mi stai sul cazzo cmq.
Maria regna.
e poi?
qualche grazie sparso.
a chi trova il tempo, anche per me.
a chi ha dormito con me lunedì sera mentre la mia anima se ne andava giù per il tubo.
a chi è venuto a trovarmi.
a chi verrà a trovarmi.
a chi crede al mio essere una roccia.
a chi mi trova sempre anche se non salta né dentro né fuori.
che è difficile essere libera di essere fragile.

detto questo.
Mauro Marin ti amo.





Per tutta la vita
Andare avanti
Cercare i tuoi occhi
Negli occhi degl’altri
Far finta di niente
Far finta che oggi
Sia un giorno normale
Un anno che passa
Un anno in salita
Che senso di vuoto
Che brutta ferita
Delusa da te, da me,
Da quello che non ti ho dato

Per tutta la vita
Cercare un appiglio
L’autunno che passa
Ma forse sto meglio
Trovarsi per caso
In un bar del centro e sentirsi speciale
Ma l’amore è distratto,
L’amore è confuso
Tu non arrabbiarti, ma io non ti perdono
Delusa da te, da me,
Da quello che non mi hai dato...mai

Esplode
Il cuore
Distante
Anni luce fuori da me
Sei colpa mia
La gelosia
Infrange tutto e resta niente...

Le solite scuse,
Le solite storie,
Bugie, speranze,
A volte l’amore
Mi guardo allo specchio
Mi trovo diversa
Mi trovo migliore
Un nuovo anno che passa
Un nuovo anno in salita
Che senso di vuoto
Che brutta ferita,
Ferita da te, da me,
Da quello che non c’è stato...mai

Esplode
Il cuore
Distante
Anni luce fuori da me
Sei colpa mia
La gelosia
Infrange tutto e resta niente.

qui.






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domenica 14 febbraio 2010 - ore 01:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


passerà.anche.oggi.passerà.

passo i sabato sera ordinando pizze leggerissime e incollandomi sulle palpebre disturbi specifici del linguaggio.
incastro tra la discalculia e la disortografia le nostre discussioni serie che arricchiscono solo le compagnie telefoniche.
nascondo tra pagina 100 e pagina 205 recriminazioni su quello che tu non hai mai fatto per me.
su quello che io ho dimostrato, invece.
nascondo la mia umiliazione e la mia totale perdita di dignità. nascondo patetici modi di essere.
che qualcuno vede come espressione di intensità e verità.
e mi divincolo tra la rabbia e la disillusione. di questi giorni appesi ad un filo. di questi giorni che non sanno di nulla.
se non di te.
che non so come, ma ci sei.
che non so come, ma continui inesorabile a circolarmi dentro.
che vorrei solo vederla davvero.
questa cosa qui, che tu chiami Amore.
mentre mi scorrono davanti gli arab strap e rino gaetano, passando per un amico di maria.
mentre c’è chi mi fa ridere, per la felicità di una vincita di cinque euro al gratta e vinci e per la speranza di saper migliorarsi a calcetto.
mentre c’è chi c’è sempre. a riempirmi il bicchiere di zibibbo e a criticarmi poi, perché lo bevo.
che poi.
mi piace la nuova canzone delle vibrazioni.






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domenica 7 febbraio 2010 - ore 19:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


dove.si.va.da.qui.?.

non la vorrei ricordare, la notte appena trascorsa.
non vorrei ricordare il gusto del tuo sale. o le parole strozzate.
non capivo nulla di quello che dicevi.
ma sentivo tutto quello che sentivi.
che non le capisco proprio le tue scelte.
ma non capirei neppure le mie, se continuassi a credere in qualcosa che non c’è.
è un vicolo cieco e non ci sono uscite d’emergenza.
che se è vero che un adulto di cultura media ha un vocabolario di 60mila parole e che dall’età di 18 mesi si impara il principio secondo cui tutte le cose hanno un nome, perché non riesco a dare un nome a tutto questo?
che non voglio tenermi sulla pelle questi momenti.
sanno solo di angoscia e vuoto misti a rabbia e tristezza.
e tu. tu non hai mai saputo di questo.
sapevi di dolcezza. tenerezza. entusiasmo. allegria. divertimento. libertà.
vorrei solo ricordarmi i baci, gli abbracci e i respiri su di me.
vorrei solo ricordarmi le risate sonore e i sorrisi sussurati.
vorrei solo ricordarmi i tuoi occhi, mentre battiato parlava di noi.







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mercoledì 3 febbraio 2010 - ore 11:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


la.tua.magia.che.muore.la.mia.magia.che.muore.

separarsi per capire le mancanze.
e blaterare di stati di morte, se non ci sono.
non poter pensare di vivere senza di me.
ma andare sempre e cmq da lei, quando scatta l’ora x.
io che confondo l’ambiguità con il non sapere scegliere.
io che ti ascolto sorridermi e che non riesco a non crederti.
io che ti ascolto piangere e che non riesco a crederti.
tu che dici tutto e il contrario di tutto.
la povertà delle tue parole.
che resti in silenzio quando unisco i punti in fili logici.
io che continuo a chiedermi chi sei stato, finora.
tu, che hai rotto tutto.
anche ciò che di bello c’è stato.
io, che mi odio.
per essere stata così ingenua.
per essere stata così me.
per esserci stata davvero.
ma ero da sola.





Io credo a una maledizione
Mutarmi in un tuo nemico
Sei un grande predatore dentro la mia testa
Che uccide solo per gioco
Ma in questo sei mia complice
La tua magia che muore
La mia magia che muore
In questo siamo complici
Ora che stringi solo un uomo immaginario
Non sono immaginario, non sono immaginario
Io credo sia superstizione
Ma il tuo destino mi usa
E rende ciò che amoquando lo raggiungo
Come qualsiasi altra cosa
Ma adesso siamo complici
La mia magia che muore
La tua magia che muore
In questo siamo complici
Ora che stringi solo un uomo immaginario
Non sono immaginario, non sono immaginario






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martedì 2 febbraio 2010 - ore 20:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


cosa.vuoi.che.sia.passa.tutto.quanto.






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lunedì 1 febbraio 2010 - ore 10:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


una.attesa.pari.a.una.agonia.
[ricorda di non sottovalutare le conseguenze dell’amore.]


residui di un’altra giornata con la febbre alta.
che il mio organismo ha finito gli anticorpi. e che forse è per questo che non so più difendermi. che non ho più autocontrollo.
giorni in cui sto solo male.semplicemente male. si pagano le conseguenze delle proprie azioni, sempre e cmq. e tante volte quel dirsi -non rimpiango nulla- ti fa pensare a quanto sia patetico, invece, non riuscire a dire -non avrei mai voluto farlo-.
che se dario dice che vedo avanti, io invece mi rendo sempre più conto di come so bendarmi gli occhi quando si tratta di me.
che non so cosa fare. aspettare? prendere posizioni anche per chi non le sa prendere? rimanere così.. in balia degli eventi e con gli occhi a fessura?
arrivare ad un passo dal poterti vivere completamente.
e poi tornare indietro.
mi spacca dentro.
e non mi importa se uso parole troppo grandi.
che è solo quello che sento.
mentre provo a fare come se fosse l’ultima volta, incastrandomi sotto il cuscino e cantando in quel modo che piace solo a te.
solo a noi.






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