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STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO

ALLA FIERA DELL’EST
Branduardi


Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E l’ Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E infine il Signore
sull’Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.


ORA VORREI TANTO...

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno "Che bel fior!".

E’ questo il fiore del partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E’ questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!






STO STUDIANDO...

curiosa per vivere...

UN MEDICO
Fabrizio De Andrè


Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l’uomo
e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d’accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d’amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l’etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.


OGGI IL MIO UMORE E'...

DECERVELLAMENTO
Vinicio Caposella



Per molto tempo fui ebanista
operaio in borgo d’Ognissanti
mia moglie lì faceva la modista
e in questo modo tiravamo avanti

Quando la domenica era bella
ci vestivamo a festa per andar
in via dell’Euchadé tanto per fare
contenti di veder decervellare

I nostri due marmocchi impiastricciati
brandendo lieti i miseri balocchi
salivan su con noi nella vettura
felici correvamo in via Euchadé

Strozzati tutti quanti allo steccato
menando colpi per meglio veder
cercando sotto i piedi un asse o un sasso
per non sporcar di sangue gli scarponi

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Eccoci bianchicci di cervella
i pargoli ne mangiano e noi pure
il palotino affetta con livore
e le ferite e i piombi ci godiamo

Poi vedo sulla macchina spaurito
un brutto ceffo che mi torna poco
ti riconosco in faccia bel tomino
ci hai derubati e non mi fai pietà

A un tratto per la manica mi tira
La sposa mia che avanza con premura
Ma sbattigli sul muso un bel piastrone
Che il palotino si è girato in là

Sentendo il suo superbo ragionare
Mi gonfio di coraggio e da insolente
Di merdra al ricco tiro una gran piastra
Che in faccia al palotino si spatacca

Di colpo oltre il recinto son menato
Dalla folla inferocita strapazzato
E son caduto dritto a testa in giù
Nel vortice da cui non torni più

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Ecco cosa capita a chi ignaro
Passeggia per veder decervellar
In via dell’euchadé da malaccorti
Si parte vivi e si ritorna morti.





















MA CHI HA DETTO CHE NON C’E’
G.Manfredi



Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
nella curva dei tuoi fianchi
nel calore del tuo seno
nel profondo del tuo ventre
nell’attendere il mattino

Sta nel sogno realizzato
sta nel mitra lucidato
nella gioia nella rabbia
nel distruggere la gabbia
nella morte della scuola
nel rifiuto del lavoro
nella fabbrica deserta
nella casa senza porta

Sta nell’immaginazione
nella musica sull’erba
sta nella provocazione
nel lavoro della talpa
nella storia del futuro
nel presente senza storia
nei momenti di ubriachezza
negli istanti di memoria

Sta nel nero della pelle
nella festa collettiva
sta nel prendersi la merce
sta nel prendersi la mano
nel tirare i sampietrini
nell’incendio di Milano
nelle spranghe sui fascisti
nelle pietre sui gipponi

Sta nel sogno dei teppisti
e nei giochi dei bambini
nel conoscersi del corpo
nell’orgasmo della mente
nella voglia più totale
nel discorso trasparente.

ma chi ha detto che non c’è
ma chi ha detto che non c’è

Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel mitra lucidato
nella fine dello Stato

c’è, c’è. sì che c’è.





















Madre Terra
Modena City Ramblers


Fermomès un mumèint e stam ad asculter
la Tèra c’la respira e che ormai l’an gà pio’ fièe
al vèint l’è drée a purter un cant ed dulòur
al sbraj disperèe ed ‘na tèra c’la sta mel
Al treno dal progrès al cor sèimper pio’ fort
a crèom e cunsumom sèinsa mai cunter i mort
ma i cunt a la fin i armagnèn da fer
èt po’ seimpèr scaper luntan, ma intant ì en da pagher
Madre Terra tieni duro
Madre Terra violentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo
A’s zoga coi quatrèin, a’s zoga tott i dé
a’s còumpra la prosperitè sèinsa vulters indrée
adèss a sam di sgnòur, inzgner e lauree
ma quèll c’l’era ‘na volta a s’al sam bèle scurdèe
Al sembra cunvenìjnt al zogh dal progrès
pinser c’la vaga bèin e an guarder pio’ in là dal nes
s’a stam ad asculter, s’a tgnom i oc bèin avert
a psom sèinter luntan la vòus ed la Tèra c’la sta mel
Madre Terra tieni duro
Madre Terra tormentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo




































I Giardini Di Kensington
Patty Pravo


Peter con le mani e vola via eri in auto uomo e adesso che non vuoi la tua casa lascia e poi scendi in un mondo di poesia sei tu peter tu che kensington vivi?peter..tu che kensington vivi?...TU...
trovi lili i fiori e le fate
in barca lungo la corrente vai con le canne un flauto fai suoni come il grande panfrit....
sei tu peter?tu che kensington giochi?tu peter,tu che kensington suoni? suona ancora cosi...
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu

e laggiù un giorno chiederai che vuoi rivedere la tua casa le lunghe feste cosi gli addii le gite in barca
tu perdi tempo peter,tu che kensington resti?ooo peter tu che kensington resti??..tu.

dalla finestra chiusa guardi tu e al tuo posto un bambino adesso c’è,
troppo tardi peter pan
tu capisci tu lo sai se la pianti peter tu che a kensington torni?
o si peter tu che a kensington torni??
tu.

magica gioia tu dai,
dolce mio rimpianto dove sei,
nei giardini a kensington un bambino eterno c’è,sei tu peter?tu che kensington vivi?ooo tu Peter...tu ke kensington suoni?suona ancora cosi....
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu























Michele O’ Pazzo E’ Pazzo Davvero
Rino Gaetano



Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o’ pazzo però è proprio vero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c’è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in un mondo più giusto e più vero
michele o’ pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele
















LA CATTIVA STRADA
Fabrizio De Andrè



Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "Perché "
lui gli rispose "Questo è niente
e adesso è ora che io vada"
e l’innocente lo seguì,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Sui viali dietro la stazione
rubò l’incasso a una regina
e quando lei gli disse "Come "
lui le risposte "Forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada "
e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l’aeroplano cadde
lui disse "È colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada "
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"
l’alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada "
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c’è amore un po’ per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada.














TITANIC
Francesco De Gregori



La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento.
E puzza di sudore dal boccaporto
e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare
su questo splendido mare.

Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena come sarebbe bello.
E con l’orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.

Ma chi l’ha detto che in terza classe,
che in terza classe si viaggia male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato
ma qui ci trattano da signori,
che quando piove si può star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori.

Su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l’elica e gira gira che piove e nevica,
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell’aria,
riceveva messaggi d’auguri
per questa crociera straordinaria.
E trasmetteva saluti e speranze
in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello,
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare,
pensò "Magari con un pò di coraggio, prima dell’arrivo mi farò baciare".
E com’è bella la vita stasera, tra l’amore che tira e un padre che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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LILAC WINE
Jeff Buckley

I lost myself on a cool damp night
I Gave myself in that misty light
Was hypnotized by a strange delight
Under a lilac tree
I made wine from the lilac tree
Put my heart in its recipe
It makes me see what I want to see
and be what I want to be
When I think more than I want to think
I do things I never should do
I drink much more than I ought to drink
Because it brings me back you...

Lilac wine is sweet and heady
like my love
Lilac wine
I feel unsteady like my love
Listen to me... I cannot see clearly
Isn’t that she coming to me nearly here?
Lilac wine is sweet and heady
where’s my love?
Lilac wine
I feel unsteady where’s my love?
Listen to me
why is everything so hazy?
Isn’t that she
or am I just going crazy dear?
Lilac Wine
I feel unready for my love
feel unready for my love.















PREGHIERA di GENNAIO
Fabrizio De Andrè

Lascia che sia fiorito
Signore
il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo
in mezzo ai Santi
Dio
fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.




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(da Fotografia / Corsi Online )


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IN QUESTO BLOG NON SI GUARDANO I SIMBOLI MA I PENSIERI!






"Aza ataonao fitia ranon-tambo:
be fihavy, ka mora ritra.
Fa ataovy tahaka ny rano am-pasika:
tsy nampizina hisy, ka nahazoana."

(ohabolana malagasy)


"Che il vostro amore
non sia come l’acqua di un torrente:
scende in grande abbondanza
ma ben presto sparisce.
Sia invece come l’acqua
nascosta nella sabbia:
non ti aspetti ci sia,
ma se ne può sempre attingere."

PROVERBIO MALGASCIO





Non voglio girare il mondo....
VOGLIO SOGNARE DI FARLO!!




IL MONDO non lo abbiamo ereditato ma ...
LO ABBIAMO PRESO IN PRESTITO AI NOSTRI FIGLI!






" Il camminare condiziona la vista e la vista condiziona il camminare a tal punto che sembra che solo i piedi possano vedere " Robert Smithson

"Caminante, no hay Camino, se hace al andar el Camino..." Antonio Machado
("viandante non c’è sentiero, il sentiero si apre camminando....")


http://www.youtube.com/watch?v=1uzn7S7Uuns


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giovedì 30 ottobre 2008 - ore 09:57


astuti come le Volpi!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Volpe io?... no no.. se proprio devo essere associata ad un mammifero come astuzia penso che la marmotta possa rappresentarmi abbastanza bene..

( .....ha le zampe con unghie molto forti, per scavare il terreno. Costruisce, infatti lunghe tane, con diverse stanze collegate da gallerie sotterranee.

Le tane estive sono poco profonde e con molte uscite, quelle invernali sono invece costruite più scrupolosamente: praticamente hanno una galleria d’accesso che può essere lunga anche diversi metri e conduce ad una grande camera che viene rifornita di fieno.

Qui vivrà nel periodo del letargo: in quel caso la ’porta’ verrà chiusa scrupolosamente, e la marmotta potrà così trascorrere tranquillamente il letargo insieme alla sua famigliola....
)


ecco... come la marmotta ho una visone d’insieme di quello che potrà essere il mio territorio... di come dovrò costruire al meglio le gallerie...

a volte però è meglio fermarsi e riprendere più in là... le volpi son sempre in agguato!

Lo so ho un carattere forte.. ma per costruire le gallerie è necessario averlo...
sono perspicace...



ma.... non riesco a fare le cose con fini diversi da quelli stabiliti...
non ho il cuore di un politico!

va bhè è inutile girarla.. mi stanno un pò manipolando.. perchè fa comodo... mi espongo, sono determinata e riesco a tenere coeso il gruppo se mi interessa...

se mi interessa però... dato che il gruppo però si stà dimostrando un pò corrotto..

MI FERMO... lascio il carro a chi lo vuol trainare.... ma che si metta in prima linea senza far il burattinaio...

Che palle... non mi piace quando le cose diventano torbide... !



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mercoledì 29 ottobre 2008 - ore 10:10


Lo spazzacamin!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"L’affondamento del Cinastic" non poteva predire una giornata comune....

Avete mai sentito qualche ragazzo che alla domanda "che lavoro fai?" vi risponde lo Spazzacamino... bhè a me non è mai capitato a parte un bel pò di anni fa che ne abbiamo dovuto chiamare uno (un 60 enne)...l’unico che avevo visto fino a quel momento era quello in Mery Poppins...

Perchè non ho fatto lo spazzacamino?

Ecco... prima son scesa e credo proprio che abbiamo la canna fumaria intasata... che puzza... e per un attimo son tornata indietro a cinque anni fa quando abbiamo rischiato di trovarci la casa in un portacenere...

"su e giu per le contrade
di qua e di la si sente
la voce allegramente
dello spazzacamin

si affaccia alla finestra
una allegra signorina
con voce assai carina
chiama lo spazzacamin

prima lo fa entrare
poi lo fa sedere
gi da mangiare e bere
allo spazzacamin

e dopo aver mangiato
mangiato e ben bevuto
le fa vedere il buco
il buco del camin

non dubiti signora
son vecchio del mestiere
so fare il mio dovere
su e giu per il camin

e dopo quattro mesi
la luna va crescendo
la gente va dicendo
è lo spazzacamin

e dopo nove mesi
è nato un bel bambino
che assomigliava tutto
allo spazzacamin!"




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mercoledì 29 ottobre 2008 - ore 09:10


oggi la giornata parte così....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


bene oggi ho un sacco di cose da fare a partire dalle 11 fino a tarda sera... ma per fortuna la mia giornata inizia con lui ....
Vinicio!

L’affondamento del Cinastic


La notte era un Iceberg
e a furia
di cozzarci contro
il Cinastic si affondò
nel porto delle nebbie d’Interland
il nostro transatlantico sostava
i libri, le scialuppe
i manoscritti, le caldaie
l’orchestra ci ha suonato Charles Trenet
e sulle note di La Mer
nell’acqua scura si affondò

Sono Cinastic,
vado a passeggio
e nel mio cappottone
rido sornione
io trovo dappertutto la poesia
anche nell’atrio a casa mia
tra odor di chiuso e di brioches

seduti nella sera a San Giuliano
con un bicchiere in mano di Galliano
di poesia discutevamo
ma da quando hanno serrato il mio locale
i piccoli scrittori non san più dove andare
la cassa color panna,
l’insegna la lavagna
l’orchestra ci ha suonato Charles Trenet
e sulle note di La Mer
nell’acqua scura si affondò

Il mio socio sta abbracciato
ad una ruota
sopra il selciato
che m’importa del Cinasic che
è affondato
valuterò qualche
proposta inserzionale
e chiuso il giornale
a Kalakuta me ne andrò..
lasciatemi qua, lasciatemi qua


a seguito è partita Janis... ma cosa voglio di più dalla giornata!?!!

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martedì 28 ottobre 2008 - ore 15:43


L’orologio ha perso i colpi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


continua a ticchettare... ma dev’essersi fermato per un pò questa notte..si è fatto il riposino dai!

Dopo tutto chi non si prende un attimo per cambiare... per attutire i colpi della lunga e costante maturazione... la tensione accumulata ha sempre una direzione, un verso.

Il cielo ha tenuto duro tutti questi giorni, ogni tanto qualche giornata di sole... qulache giornata grigia e cupa.... e oggi gli argini stanno mollando un pò... qualche gocciolina prima dell’alluvione...

Io invece sto ancora tenedo... tengo botta per un pò... qualche piccolo crollo del vaso d’argilla ...crollo per ricostruire meglio ...ma si sitema subito..
.... c’è stato un pò di tempo fa un pò di volte... ma serve altrimenti ci si frantuma...

intanto ho un pò di nausea... forse sintomo della mia insofferenza....

Va bhè meglio che mi aggrappi ad una frase risentita ieri in tv...

«Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.»
(Mahatma Gandhi)




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lunedì 27 ottobre 2008 - ore 10:09


tic tac ... tic tac....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ da ieri sera che mi accorgo di inebetirmi al suono della lancetta dei secondi dell’orologio di camera mia (un plasticoso oggetto tondo che ogni tanto perde un pezzo ma ancora la sua funzione primaria la riesce a svolgere... e a me basta)

guardo la cartina geografica e....tic tac
guardo i cactus e...tic tac
penso ma i miei pensieri sembrano dopo un pò perdere di senso e iniziare ad andare a ritmo con il .....tic tac

non oso immaginare me stessa in un negozio di orologi a muro in questo momento!



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sabato 25 ottobre 2008 - ore 12:33


non rispondere a quella chiamata!... è un VENDITORE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene questa mattina mi son svegliata distrutta ..
non avevo voglia di alzarmi... fuori poi sembrava così coccoloso il tempo...
va Bhè... mi alzo...

guardo fuori .... noooooooooo... due presagi:
" Rosso di mattina la pioggia si avvicina "
" Cielo a pecorelle pioggia a catinelle "

uff... va bhè...

Arrivo in casa di riposo.... faccio quello che devo fare... sembra tutto tranquillo.... sto finendo l’ultima paziente.....

Drinnn drinnnn..... (insomma il cell suona.. lo so che non fa più drin drin...)
Mi chiama la segretaria del concessionario dove ho prenotato la Panda (concessionario che ho scelto tra vari perchè risultava più vantaggioso).....

Bene... mi chiede se posso ridarle il numero della patente che non lo legge bene... glilo do.... poi la telefonata sembra concludersi quando lei mi fa "ha si... dimenticavo il signor BIP mi ha detto di ricordarle che si era dimenticato di inserire nel prezzo il costo del prestito protetto quindi la sua rata da 191,5 passerebbe a 202,5"

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


io : "(silenzio) quando posso trovare il signor BIP......"

I COCOMERI DI MAO... il prestito protetto era già compreso nelle rate... ho firmato un contratto... lo cambiano ... BENE RETROCEDO IL CONTRATTO.....!
Che stronzi in questo modo si mangiano alla vigliacca lo sconto FIAT di 800 euro...

Fanculo io le gambe ancora le ho... ed ho anche una coscenza!
VENDITORI CORROTTI!

STRONZI!



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giovedì 23 ottobre 2008 - ore 23:06


nati con il Lego!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


bene... ora voi dovete dirmi cosa spinge una persona alle 22.52 a scrivere nel suo blog...

ve lo dico io cosa mi spinge....

Non riesco a capire veramente come le persone facciano a mettersi in prima linea senza volersi assumere la responsabilità di ciò che stanno per fare!... (fosse solo quelle... gli manca pure l’entusiasmo di fare le cose...)...

BHò questa sera alla riunione se non mi imponevo cascava tutto in un languidio disfattismo di chi vuol mettersi in prima linea solo quando è ora di demoralizzare le persone...

Il potere della DEMORALIZZAZIONE è micidiale!

Ragazzi che teste!
.....e queste son quelle che cresceranno dei figli che andranno a formare parte della nuova generazione... mamma mamma...
......per fortuna ci son sempre state, processo naturale... probabilmente avranno il loro perchè nella loro sopravvivenza!

ma io ho capito il loro segreto.... collaborando, imponendosi nei momenti giusti e tirarandogli le frecciatine (tanto per farle star zitte al momento e fargli capire che con me il disfattismo non funziona...)

BISOGNA CREDERE IN CIO’ CHE SI FA SEMPRE IN OGNI OCCASIONE .. non farlo tanto per dire anch’io c’ero... i cocomeri di mao!

quindi mi è venuto in mente chi, quand’era piccolo, costruiva qualcosa con i lego (anche un cubo) ma costruiva e poi disfava per rifare ...
e chi i lego non li ha mai toccati.. non ne capiva la semplicità ....

Insomma cos’è che mi porta a scrivere a quest’ora...?
Bhè ...avevo voglia di scrivere!



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mercoledì 22 ottobre 2008 - ore 10:57


E’ ora di tornare a casa da Geppetto!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lucignolo era il ragazzo più svogliato e più birichino di tutta la scuola: ma Pinocchio gli voleva un gran bene. Difatti andò subito a cercarlo a casa, per invitarlo alla colazione, e non lo trovò: tornò una seconda volta, e Lucignolo non c’era: tornò una terza volta, e fece la strada invano.
Dove poterlo ripescare? Cerca di qua, cerca di là, finalmente lo vide nascosto sotto il portico di una casa di contadini.
"Che cosa fai costì?" gli domandò Pinocchio, avvicinandosi.
"Aspetto la mezzanotte, per partire..."
"Dove vai?"
"Lontano, lontano, lontano!"
"E io che son venuto a cercarti a casa tre volte!..."
"Che cosa volevi da me?"
"Non sai il grande avvenimento? Non sai la fortuna che mi è toccata?"
"Quale?"
"Domani finisco di essere un burattino e divento un ragazzo come te, e come tutti gli altri."
"Buon pro ti faccia."
"Domani, dunque, ti aspetto a colazione a casa mia."
"Ma se ti dico che parto questa sera."
"A che ora?"
"Fra poco."
"E dove vai?"
"Vado ad abitare in un paese... che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!..."


Ci siamo divertiti, abbiamo gicato a muovere le sorti del mondo, abbiamo curiosato anche dove non era necessario solo per la voglia di farlo... perchè dovevamo sentirci LIBERI...

Lo abbiamo fatto... ora però dobbiamo renderci conto che viviamo non per quel tipo di libertà ma perche possiamo considerarci liberi nel momento in cui conosciamo chi siamo, conosciamo da dove veniamo, conosciamo i nostri limiti e li comprendiamo senza volerli superare...

perchè noi siamo uomini.. siamo vivi... siamo limite....

E’ ora di tornare a casa da Geppetto.. che ci aspetta preoccupato ma fiducioso perchè ci conosce ci ha cresciuto amorevolmente (o a suo modo comunque)... siamo fortunatamente nei nostri difetti contraddistinti da un marchio ... siamo Italiani ....

Considerati abili artigiani, commercianti, oratori.... o macchiette ironiche ...rimaniamo comunque qualcuno, abbiamo dei limiti che ci definiscono e ci rendono unici.

Abbiamo bisogno di STATO... che sia di destra o di sinistra per il momento ha poca importanza...
perchè ABBIAMO BISOGNO di STATO!

abbiamo bisogno di sentirci di carne e ossa!



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martedì 21 ottobre 2008 - ore 14:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho mal di gola e mal di testa....

quando ero piccola mi piaceva un sacco presentarmi a mia mamma quando avevo mal di gola o fingevo di averlo ....con la bocca spalancata, cucchiaio per tener giù la lingua già ficcato in fondo alla cavità orale, sguardo da pesce lesso e gemito straziante....



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lunedì 20 ottobre 2008 - ore 11:45


Il portale TERAPEUTICO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per me il blog lo è stato veramente....

l’esprimere quotidianamente ciò che si pensa e si sente a qualcuno che può leggere i post, guardarli frettolosamente, ignorarli o commentarli... ti fa sentire ancora capace di poter comunicare con gli altri.

...non so quanto soggettiva sia la cosa dato che le persone e i portali in internet aumentano sempre più.

per me il blog rimane unico come azione terapeutica intesa come l’ho concepita io.
My Space o Facebook o altri (ho provato solo questi due) non avrebbero avuto lo stesso effeto in me.

Con il primo quasi, un anno fa, mi sono solo iscritta e dopo poche ore ho deciso di abbandonarlo... troppo vetrina poco di vero (sempre per come lo ho vissuto io)

... manca IL METTERSI IN GIOCO....quindi diventa come una uscita serale delle tante dove si chiacchera per mettersi in mostra più che dialogare per conoscere e mettersi in discussione.

Facebook è una nuova entrata... lo viovo più da incontro tranquillo dove si parla del più e del meno... cosa bella ho ritrovato un sacco di persone che non sentivo ormai da anni (molte non sono neanche più in Italia)... questo mi è parso interessante in Facebook... poca vetrina (rispetto a My Space) e quattro chiacchere tranquille.

Il Blog invece è unico... almeno per me ha un valore unico


Certo che.... ero partita con l’idea di una sola identità in internet invece si stà espandendo a macchia d’olio.... posta elettronica (e va bhè...sembra ormai un dinosauro solo il nome), Skype, Blog abbozzo in un portale che neanche ricordo (non ero pronta!) poi in Spritz, MySpace, FaceBook......

e non sono una patita anche se .....



"fortunatamente ho ancora il buon senso di mettermi in discussione"


...........qualcuno (Carmen Consoli) diceva........


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