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STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO

ALLA FIERA DELL’EST
Branduardi


Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E l’ Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E infine il Signore
sull’Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.


ORA VORREI TANTO...

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno "Che bel fior!".

E’ questo il fiore del partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E’ questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!






STO STUDIANDO...

curiosa per vivere...

UN MEDICO
Fabrizio De Andrè


Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l’uomo
e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d’accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d’amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l’etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.


OGGI IL MIO UMORE E'...

DECERVELLAMENTO
Vinicio Caposella



Per molto tempo fui ebanista
operaio in borgo d’Ognissanti
mia moglie lì faceva la modista
e in questo modo tiravamo avanti

Quando la domenica era bella
ci vestivamo a festa per andar
in via dell’Euchadé tanto per fare
contenti di veder decervellare

I nostri due marmocchi impiastricciati
brandendo lieti i miseri balocchi
salivan su con noi nella vettura
felici correvamo in via Euchadé

Strozzati tutti quanti allo steccato
menando colpi per meglio veder
cercando sotto i piedi un asse o un sasso
per non sporcar di sangue gli scarponi

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Eccoci bianchicci di cervella
i pargoli ne mangiano e noi pure
il palotino affetta con livore
e le ferite e i piombi ci godiamo

Poi vedo sulla macchina spaurito
un brutto ceffo che mi torna poco
ti riconosco in faccia bel tomino
ci hai derubati e non mi fai pietà

A un tratto per la manica mi tira
La sposa mia che avanza con premura
Ma sbattigli sul muso un bel piastrone
Che il palotino si è girato in là

Sentendo il suo superbo ragionare
Mi gonfio di coraggio e da insolente
Di merdra al ricco tiro una gran piastra
Che in faccia al palotino si spatacca

Di colpo oltre il recinto son menato
Dalla folla inferocita strapazzato
E son caduto dritto a testa in giù
Nel vortice da cui non torni più

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Ecco cosa capita a chi ignaro
Passeggia per veder decervellar
In via dell’euchadé da malaccorti
Si parte vivi e si ritorna morti.





















MA CHI HA DETTO CHE NON C’E’
G.Manfredi



Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
nella curva dei tuoi fianchi
nel calore del tuo seno
nel profondo del tuo ventre
nell’attendere il mattino

Sta nel sogno realizzato
sta nel mitra lucidato
nella gioia nella rabbia
nel distruggere la gabbia
nella morte della scuola
nel rifiuto del lavoro
nella fabbrica deserta
nella casa senza porta

Sta nell’immaginazione
nella musica sull’erba
sta nella provocazione
nel lavoro della talpa
nella storia del futuro
nel presente senza storia
nei momenti di ubriachezza
negli istanti di memoria

Sta nel nero della pelle
nella festa collettiva
sta nel prendersi la merce
sta nel prendersi la mano
nel tirare i sampietrini
nell’incendio di Milano
nelle spranghe sui fascisti
nelle pietre sui gipponi

Sta nel sogno dei teppisti
e nei giochi dei bambini
nel conoscersi del corpo
nell’orgasmo della mente
nella voglia più totale
nel discorso trasparente.

ma chi ha detto che non c’è
ma chi ha detto che non c’è

Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel mitra lucidato
nella fine dello Stato

c’è, c’è. sì che c’è.





















Madre Terra
Modena City Ramblers


Fermomès un mumèint e stam ad asculter
la Tèra c’la respira e che ormai l’an gà pio’ fièe
al vèint l’è drée a purter un cant ed dulòur
al sbraj disperèe ed ‘na tèra c’la sta mel
Al treno dal progrès al cor sèimper pio’ fort
a crèom e cunsumom sèinsa mai cunter i mort
ma i cunt a la fin i armagnèn da fer
èt po’ seimpèr scaper luntan, ma intant ì en da pagher
Madre Terra tieni duro
Madre Terra violentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo
A’s zoga coi quatrèin, a’s zoga tott i dé
a’s còumpra la prosperitè sèinsa vulters indrée
adèss a sam di sgnòur, inzgner e lauree
ma quèll c’l’era ‘na volta a s’al sam bèle scurdèe
Al sembra cunvenìjnt al zogh dal progrès
pinser c’la vaga bèin e an guarder pio’ in là dal nes
s’a stam ad asculter, s’a tgnom i oc bèin avert
a psom sèinter luntan la vòus ed la Tèra c’la sta mel
Madre Terra tieni duro
Madre Terra tormentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo




































I Giardini Di Kensington
Patty Pravo


Peter con le mani e vola via eri in auto uomo e adesso che non vuoi la tua casa lascia e poi scendi in un mondo di poesia sei tu peter tu che kensington vivi?peter..tu che kensington vivi?...TU...
trovi lili i fiori e le fate
in barca lungo la corrente vai con le canne un flauto fai suoni come il grande panfrit....
sei tu peter?tu che kensington giochi?tu peter,tu che kensington suoni? suona ancora cosi...
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu

e laggiù un giorno chiederai che vuoi rivedere la tua casa le lunghe feste cosi gli addii le gite in barca
tu perdi tempo peter,tu che kensington resti?ooo peter tu che kensington resti??..tu.

dalla finestra chiusa guardi tu e al tuo posto un bambino adesso c’è,
troppo tardi peter pan
tu capisci tu lo sai se la pianti peter tu che a kensington torni?
o si peter tu che a kensington torni??
tu.

magica gioia tu dai,
dolce mio rimpianto dove sei,
nei giardini a kensington un bambino eterno c’è,sei tu peter?tu che kensington vivi?ooo tu Peter...tu ke kensington suoni?suona ancora cosi....
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu























Michele O’ Pazzo E’ Pazzo Davvero
Rino Gaetano



Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o’ pazzo però è proprio vero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c’è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in un mondo più giusto e più vero
michele o’ pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele
















LA CATTIVA STRADA
Fabrizio De Andrè



Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "Perché "
lui gli rispose "Questo è niente
e adesso è ora che io vada"
e l’innocente lo seguì,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Sui viali dietro la stazione
rubò l’incasso a una regina
e quando lei gli disse "Come "
lui le risposte "Forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada "
e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l’aeroplano cadde
lui disse "È colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada "
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"
l’alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada "
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c’è amore un po’ per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada.














TITANIC
Francesco De Gregori



La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento.
E puzza di sudore dal boccaporto
e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare
su questo splendido mare.

Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena come sarebbe bello.
E con l’orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.

Ma chi l’ha detto che in terza classe,
che in terza classe si viaggia male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato
ma qui ci trattano da signori,
che quando piove si può star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori.

Su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l’elica e gira gira che piove e nevica,
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell’aria,
riceveva messaggi d’auguri
per questa crociera straordinaria.
E trasmetteva saluti e speranze
in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello,
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare,
pensò "Magari con un pò di coraggio, prima dell’arrivo mi farò baciare".
E com’è bella la vita stasera, tra l’amore che tira e un padre che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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LILAC WINE
Jeff Buckley

I lost myself on a cool damp night
I Gave myself in that misty light
Was hypnotized by a strange delight
Under a lilac tree
I made wine from the lilac tree
Put my heart in its recipe
It makes me see what I want to see
and be what I want to be
When I think more than I want to think
I do things I never should do
I drink much more than I ought to drink
Because it brings me back you...

Lilac wine is sweet and heady
like my love
Lilac wine
I feel unsteady like my love
Listen to me... I cannot see clearly
Isn’t that she coming to me nearly here?
Lilac wine is sweet and heady
where’s my love?
Lilac wine
I feel unsteady where’s my love?
Listen to me
why is everything so hazy?
Isn’t that she
or am I just going crazy dear?
Lilac Wine
I feel unready for my love
feel unready for my love.















PREGHIERA di GENNAIO
Fabrizio De Andrè

Lascia che sia fiorito
Signore
il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo
in mezzo ai Santi
Dio
fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.




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(da Fotografia / Corsi Online )


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IN QUESTO BLOG NON SI GUARDANO I SIMBOLI MA I PENSIERI!






"Aza ataonao fitia ranon-tambo:
be fihavy, ka mora ritra.
Fa ataovy tahaka ny rano am-pasika:
tsy nampizina hisy, ka nahazoana."

(ohabolana malagasy)


"Che il vostro amore
non sia come l’acqua di un torrente:
scende in grande abbondanza
ma ben presto sparisce.
Sia invece come l’acqua
nascosta nella sabbia:
non ti aspetti ci sia,
ma se ne può sempre attingere."

PROVERBIO MALGASCIO





Non voglio girare il mondo....
VOGLIO SOGNARE DI FARLO!!




IL MONDO non lo abbiamo ereditato ma ...
LO ABBIAMO PRESO IN PRESTITO AI NOSTRI FIGLI!






" Il camminare condiziona la vista e la vista condiziona il camminare a tal punto che sembra che solo i piedi possano vedere " Robert Smithson

"Caminante, no hay Camino, se hace al andar el Camino..." Antonio Machado
("viandante non c’è sentiero, il sentiero si apre camminando....")


http://www.youtube.com/watch?v=1uzn7S7Uuns


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domenica 27 settembre 2009 - ore 22:01


Se fossi schiuma diventerei buco...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mai giocato a "se fossi"?
A me a volte capita...

Oggi in traghetto pensavo... se fossi nata in un luogo di mare sarei pescatore...

già se fossi... perchè i miei sensi si son sviluppati con la terra.. con le montagne.
Riconosco le distanze se ho le montagne..
Riconosco gli odori delle stagioni...
Percepisco le sfumature dei colori...
i cambiamenti...
i pericoli di un luogo...

Riconosco la terra...

E con i gomiti appoggiati ai due tronchi di ferro del traghetto, dove si lega la corda d’attracco , e i pugni chiusi sotto il mento... osservavo il panorama di Venezia...
pian piano il mio sguardo è scivolato sull’ipnotico muoversi dell’acqua che feroce si scontrava contro il traghetto.. e la schiuma bianca che in un caotico infrangersi sembrava avere una sua logica...
poi lo sguardo si è fatto acuto.
...ripetuti cerchi tra il candore dell’acqua gonfia si venivano a formare dopo l’impatto.. e da lì la schiuma si dissolveva....

ed io come una bambina mi tenevo stretti i pugni sotto il mento, stretti... tentati....
...tentati di fare anch’io la schiuma.. poggiando il mio dito nell’acqua....
e la schiuma, il suono si ripeteva...

e intanto il tragitto volgeva alla fine...

arriviamo al Lido dove in questi giorni si è svolta l’annuale fiere del volo.
un fracasso di boati...(!!!!!)

ma lì ho trovato mio fratello...
da oltre tre anni sta cercando di realizzare un suo sogno adattandolo pian piano alle sue predisposizioni di carattere...con tenacia, perseveranza e costanza....buttando giù rospi giganteschi...
e ce la sta facendo... quest’anno è stato un gran successo e pian piano tutti i suoi sacrifici verranno premiati...
ne ha fatti tanti.. è stata dura... ma ce la sta facendo.
(occhio alla salute però...mmmmm.. va bhè...)

e sono contenta perchè è un sognatore come me.... non per niente siamo fratelli...
lui ha scelto ciò che era più vicino a lui...

io ho scelto.....

se fossi...
se....

sarò.

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venerdì 25 settembre 2009 - ore 20:50


chiedi al cielo e il cielo non esiterà!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi avevo bisogno di una pacca sulla spalla.
dovevo trovare qualcosa e con questa intenzione....
faccia un pò ombrosa, prendo Pluto e vado a correre-camminare.
Il cielo era limpido.. qualche nuvoletta ma niente di preoccupante.

Arrivo a metà giro circa....
Prime goccioline innoque.
passano pochi minuti e le piccole goccioline aumentano di numero e velocità...
passa un altro minuto... apriti cielo ...pioggia torrenziale... tiepido tendente freddo...
il mio sorriso si allargava e arrivata a casa dopo 15 min di scroscio... provate ad immaginiare... altro che pacca sulla spalla... un oceano si era riversato su di me e Pluto.

gocciolavo da qualsiasi parte possiate immaginare un corpo possa gocciolare.

asciugo Pluto... si strofina all’asciugamano come solo lui sa fare... e la pioggia finisce.
ora non piove più.

Grazie cielo!



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giovedì 24 settembre 2009 - ore 19:42


INFIMI SFRUTTATORI INDUSTRIALI.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene primo (e ultimo!!!!) giorno di vendemmia nell’ultimo posto.

La mattinata è iniziata con i marocchini e gli algerini che dicevano, a me e ai brasiliani, di andar con calma che così si lavorava di più....

Bhè sinceramente sono sempre stata abbastanza veloce.. è un ritmo che mi tiene sveglia e con i brasiliani c’è intesa in questo...
nel senso si da il massimo..poi verso fine giornata si ha un leggero calo... ma almeno ....
poi... farlo apposta.. nooooo.. non mi piace...

bene la mattinata è andata in velocità.. e già qualche piccolo particolare che non funzionava...

L’uva a 30cm da terra (bisogna vendemmiare in ginocchio!1° segnale di una mancata cura della vite.. i rami con le gemme in primaverra vanno alzati! )
Invece dei vasi da 10kg da spostare...le cassette da 25kg minimo... (na fortuna per me che non li dovevo svuotare ma solo trascinare .. poveri i ragazzi che lo han fatto tutto il giorno!)
Erba alta (oltre l’uva) sotto la vite (primo segno di uno che non conosce un cazz..della vite e dalla fabbrica è passato all’uva!...e che vuol risparmiare su quello che gli cura la vite!) scomodissima!
nessun tipo di pausa.
nessuna domanda come sta andando.
osservazione dall’alto senza dir niente.
pausa pranzo.. lasciati sull’asfalto a mangiarci il panino portato da casa (figuriamoci se ci faceva na pasta dato che chieder di andar i bagno sembrava ci costasse un’ora di paga!!)
pomeriggio...
ricominciamo.....
questa mi ha fatto sbottare e prender la decisone di non continuare gli altri tre giorni....a spaccarmi la schiena e ad esser trattata da feccia umana.... : Fernando (brasiliano) si è alzato un attimo per far scricchiolare le ossa... tempo 10 sec...arriva il Super Imprenditore Controllore del NordEST e gli dice in tono sostenuto e alquanto spregevole : "ricomincia subito a lavorae, che qua non crediamo di esser pagati a guardarci in giro! ci sono gia io!"
Bene la mia velocità e quella dei brasiliani da 100 e passata a 30!

Decisamente non ci siamo.
Ma neanche non aiuta a creare un clima lavorativo decente... un misto di razze... brasiliani, marocchini, algerini, croati (con un traffico extralavorativo decisamente intenso! )... va bon cassi soi e degli industriali che va a finire che prima o poi hanno bisogno anche dei loro lavoretti...
comunque... un sacco di razze messe sotto perssione crea un clima di rivalità allucinante... figuratevi.. io che rappresentavo la razza italiana e pergiunta femmina..sgulp....

va bhè...

ah no mi son dimenticata...
come dire a un cuoco di portarsi le pentole...
va bhè.. il giorno prima il super industriale mi ha detto che lui non aveva forbici per noi.. e già li... va bon me le sono portate...
ma inevitabilmente..capita... si perde la molla che c’è in mezzo.. la prima volta l’ho ritrovata... la seconda volta no... eccoti la.. vado a chieder se aveva una forbice di scorta...
MI HA DETTO DI VENDEMMIARE CON LA MIA SENZA MOLLA!!!!!!!!!!
ma siamo scemi?????
mi son fatta il pomeriggio a massacrarmi il dito che usavo come freno...

e sai cosa vi dico....GRAZIE ZAIA e TUTTI QUELLI CHE HANNO DATO UNA BELLA PEDATA IN CULO ALLA VERA AGRICOLTURA... e ALLA GESTIONE DA VERI CONTADINI ( che per quanto avari possan esser, sanno cos’è una vite e cosa significa vendemmiarla e curarla!).....

e poi aggiungo anche questa : beccatevi tutto l’odio dei non cittadini italiani che vengono sfruttati e continuano a sopportare questo (una briciola) .... e di PEGGIO!

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



mercoledì 23 settembre 2009 - ore 17:15


a me stessa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo periodo... giorno di Guccini....
la malinconia di situazioni possibili, di vita voluta... oggi cresce....

dolore voluto per sentire la presenza di un corpo intimorito.
carezze datemi per non sentire il dolore ricercato.

a me stessa questa canzone.


La canzone delle domande consuete - Francesco Guccini.

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l’ uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d’ azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...

Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...

Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch’io "come va?"
Non c’è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c’è ancora una città?

Se c’è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...

http://www.youtube.com/watch?v=Ofw534ShZCw&feature=related

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martedì 22 settembre 2009 - ore 15:57


AcquaBeneComune
(categoria: " Vita Quotidiana ")




SABATO 24 OTTOBRE
Piazzale Stazione FS - Belluno
ore 15.00
MANIFESTAZIONE ACQUA BENE COMUNE
STOP alla privatizzazione dell’acqua
STOP allo sfruttamento dei nostri fiumi
L’acqua è vita! Non merce!


Per aderire alla manifestazione: acqua.belluno@libero.it

Dal sito www.acquabenecomunebelluno.info è possibile scaricare il volantino della manifestazione e nei prossimi giorni sarà pubblicato il programma degli eventi culturali e musicali che accompagneranno il corteo.

Invitiamo inoltre, a far circolare questo appello e di contribuire alla pubblicizzazione della manifestazione anche attraverso i propri blog.

... durante una passeggiata, fummo attratti dal rumore delle acque. Ci avvicinammo e la Piave mormorò:

"Libertà? Quanto è difficile spiegarne il senso, il valore. Ma a volte, in un concetto tanto universale quanto complesso, si cela un significato assai semplice, legato all’ordine naturale delle cose, alla vita stessa. E’ così per noi... per le migliaia di gocce che ogni giorno danno origine alle preziose acque del bacino idrico della Piave e che dovrebbero scorrere liberamente nei letti dei fiumi, a formare rivoli, cascate, cadini, in quel favoloso ambiente che è stato anche riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.
E invece, il 90% di noi, viene intubata, incanalata, captata, privatizzata, sfruttata. Le altre nostre sorelle scendono faticosamente a valle, come in un lento trascinarsi, divincolandosi tra grate, turbine, pompe e lunghi tubi.
All’inizio ci sembrava un gioco, fatto di salti, capriole e scivoli.
In poco tempo però, tutto si trasformò. In ogni vallata arrivarono i primi geologi, poi le prime ruspe e infine, loschi personaggi, scuri in volto e con strani accenti cittadini, accompagnati da nuovi "visionari" politici locali. Erano i primi predoni dell’acqua, con valigie di promesse e tasche piene di soldi, perché le parole "progresso" e "lavoro" non bastarono a imbrogliare il carattere diffidente del montanaro.
Erano gli ultimi anni dei 50. Anni di boom. Il progresso si sa, ha sempre avuto bisogno di energia. E una dopo l’altra, venivan su dighe e centraline. Ma ben presto, i bilanci delle aziende private e pubbliche non bastarono più a quantificare i costi: ai salari e alle fatture si aggiunsero le devastazioni ambientali e le tragedie. Fiumi senza acqua, acqua senza pesci e pesci senza vita.
All’oggi, la situazione non sembra cambiare.
Una nuova classe di predoni si è fatta avanti, più cinica, incurante delle sofferenze subite dalle nostre vallate, pronta ad arraffare il poco rimasto. Alcuni arrivano da molto lontano e a loro, del futuro della nostra montagna, poco importa. Ma purtroppo, non sono soli. Qua è là, altrettanti amministratori spuntano come funghi, pronti a svendere quello stesso territorio, di cui a parole, si fanno difensori e paladini.
E oggi come un tempo, nuove menzogne arricchiscono le loro "ragioni": "Deflusso minimo vitale! Minimo vitale garantito! Basta calcolarlo!" gridano. Squadroni di tecnici e cervelloni a far di conto, ma i conti non tornano mai e ancor peggio, non si preoccupano di controllarli, tanto... l’acqua abbonda. Non dicono lo stesso dei loro profitti: sempre troppo pochi. E allora, perché non privatizzare anche l’acqua dei rubinetti?
Siamo il nuovo oro. L’oro blu. Una nuova frontiera si è aperta, un nuovo Far West è alle porte!
Per questo ci rivolgiamo a tutte quelle persone, quelle associazioni, quei comitati e i quei movimenti che pensano che questo territorio debba e possa avere uno sviluppo diverso e condiviso, dove l’acqua torni ad essere un Bene Comune e non una merce di pochi.
Il 24 ottobre scenderemo a valle, nella città di Belluno.
Scenderemo dal Boite, dall’Ardo, dal Cordevole, dai piccoli ruscelli delle Dolomiti e in compagnia delle nostre sorelle che scorrono per altri territori, riaffioreremo in superficie.
Ci ritroveremo insieme a voi, per dar vita ad una mobilitazione gioiosa, che abbia la forza di trascinar via l’arroganza di questi nuovi predoni; per ribadire che dal basso c’è una comunità territoriale che non ha più voglia di subire imposizioni, consapevole, come recitava una nota canzone, che la Libertà è partecipazione."

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lunedì 21 settembre 2009 - ore 16:26


Fede e Ateismo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Credo nella Vita

CREDO :" il complesso delle idee che una persona professa in relazione alla morale, alla politica, all’arte, ecc. "

Credo non in senso relativo ma assoluto.
Non relativo alle diverse sfaccettature della Vita o a singoli Elementi della Vita... ma in senso Assoluto di Vita.

Fede in un Elemento di Vita

FEDE :" credenza ferma fondata sull’altrui autorità o su una personale convinzione; specialmente l’assenso dell’intelletto a una verità rivelata da Dio "

Non si parla più, a mio avviso, di Credo bensì di idealizzazione dei prori pensieri relativi ad un Elemento.

Più si ha fede più ci si avvicina all’ateismo
.. se non è così si rischia di rimanere accecati.

Un avvicinamento di Fede porta a voler vedere il vittello d’oro, a dover trovar luogo sicuro e protetto per aver un contatto con l’Elemento... a voler cercare la concretezza della propria Fede verso l’Elemento.

così, prima di abbagliarsi di realtà di specchi, ci si avvicina all’ateismo...
dato che ogni Elemento di Vita è raggiungibile e concretizzabile, così , la sua idealizzazione lo rende irraggiungibile.

Dotati d’intelletto e di Credo non ci facciamo accecare e, per non infrangere l’Elemento, ne diventiamo Atei della sua Fede.

Il mio Credo.



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sabato 19 settembre 2009 - ore 18:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


e come dice Guccini...

" Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età,
dopo l’ estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità...
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità...
"

e io essendo nata in questo mese lo sento mio più di quasliasi altro mese l’anno... e voi, secondo me, sentirete vostro più di altri il mese che vi ha fatto nascere....

la vita è curiosa...
questa mattina rimanendo nei miei pensieri e facendo compagnia alle coccinelle rosse...

(mentre entravo, strappavo foglie, spezzavo giovani rami e coglievo l’uva...alleggerendo la ribelle vite/a)

.... ripensavo ai possibili luoghi...
un luogo vicino alle montagne.... una città non troppo grande.... ( mi sento un gatto in gabbia se devo pensarmi in una cittò città senza vie di fuga...)

ed eccolo li... Gianni mi pronuncia quel nome di Regione tanto sentito e desiderato... che, se devo esser sincera, un pò mi frullava in testa... ma devo forzare (???)..... o seguire...????

bhè insomma mi dice che ha un caro vecchio amico di gioventù..con il quale andrei d’amore e d’accoro e che mi potrebbe indirizzare e consigliare...
Gianni mi racconta che va spesso in Congo e Tanzania (oggi gianni si è corretto non era il Gana come avevo scritto!)... che ama la vita e l’onestà. Combatte nel suo piccolo le forme di sopruso e di mafiosità...
insomma un signore da conoscere!

ma guarda un pò!

Con la vendemmia del biologico abbiamo finito... domani Gianni mi chiama quando il bianco bolle... così vado li a conoscere con occhi più grandi ciò che la nonna e la Zita facevano...

martedi se il tempo tiene si ricomincia... col nero (quel poco che c’è ancora)... ma sta volta un pò più avvelenato....

La canzone dei dodici mesi
Francesco Guccini

http://www.youtube.com/watch?v=0O-uZQxNw7w

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venerdì 18 settembre 2009 - ore 22:18


stagno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi la giornata è andata avanti con la vendemmia...
oggi sono stata in silenzio per la maggior parte del tempo.
molto da pensare e riposizionare...

il tarlo che da un pò di anni a questa parte mi trapana la testa sempre sto periodo è riaffiorato.
Sono consapevole che gli altri anni non ero pronta (un pò di Padova, un pò di Parma.. ma niente di serio....).
Lo avrei fatto per motivi fuorvianti.

Ho assaporato ogni microangolo del luogo dove abito.
mi ha dato e io ho dato.
se rimango stagno.

Pensieri condivisi anche dalla Rita (la donna del monte a detto si!!!!! mia mamma... un audace, flessibile empatica dell a vita ma sopratutto delle persone....)

se riesco a trovare un nuovo habitat con risorse di cibo e luoghi sufficentemente riparati... lo faccio con il cuore in pace...
quindi oggi rassegna dei luoghi dove emigrare... (sarà poi vero???? o sempre castelli in aria.. va bhè ci provo...)

bene e torniamo alla vendemmia....o al post...
torno a casa alle 18.30 e cosa mi trovo in cortile?
un ammasso di 3m x 3m di legna da intassare....
con mio papà che sbofonchiava (la sua espressione principale quando fa un lavoro...extra lavoro.. per far capire agli altri che sta lavorando...e che necessita d’aiuto...)
evvai.. diamoci a 2.30 ore di accatastamento di legna per la stube...

già la prima stube (super affare a 1000 euro... la seconda va una meraviglia ma abbiamo dovuto fare il rodaggio con la prima...)...

presa da 5-6 anni perchè nella casa casuccia i termo non funzionavano na mazza...

prima settimana di stube....
incendio!
ottimo abbiamo una casa a tre piani..stretta...quelle di una volta.. il 2° e 3° piano sono in legno... immaginatevi lo spavento..
per fortuna mio papà quel giorno se l’era preso libero (una rarità) per sbrigare delle faccende...
tempo 15 min per andar a prender il pane e quando è tornato si è trovato la casa avvolta da una coltre di fumo nero e fitto!!!!
il fuoco ancora non aveva preso strada..per fortuna..

in compenso (dopo aver cambiato materassi, cuscini, lavato qualsiasi anfratto per più e più volte...sbiancato etc...piante pulite foglia per foglia....) dopo due anni all’interno dei vasi da conserva chiusi o dentro le scatole sigillate... c’era ancora l’odore della plastica bruciata quel giorno... aveva preso fuoco la lettiera del gatto!

mi ricordo che il primo periodo era inverno,gennaio, oltre a dormire con finestre spalncate, mi svegliavo per mancanza d’ossigeno...
terribile..
per quasi un anno avevo la pelle che espelleva dalle unghie tutte le tossine respirate...

mancava solo questa alla famiglia Brambilla!

quest’anno tra le altre cose, son passati 20 anni da un incidente che abbiamo fatto in macchina...la gente credeva fossimo tutti e 4 morti da quanto pressata era la macchina...

va bhè gli angeli a qualcosa servono!

eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee insomma....

oggi è andata così...
sicuramente questa sera dormirò come un mattone gettato in acqua...
alla faccia dell’insonnia da cambio stagione!

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giovedì 17 settembre 2009 - ore 18:59


Sono Felice .. alla faccia di chi non capisce ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Già sono Felice... e con la F grande..

Oggi pomeriggio ho iniziato la vendemmia da Gianni... tutta coltura biologica... l’uva è registrata gli manca un anno per purificare il terreno (sono necessari 4 anni)..
Un’Uva meravigliosa, delle piante vive..un gusto che non avete neanche idea.
Dopo due settimane di vendemmia più o meno pompata (l’ultimo posto è stato come saggiare la morte prima di rendersi conto d’esser vivi!) vi assicuro che i miei sensi hanno goduto.
Vista
Olfatto
Gusto
Tatto

non parliamo dei mie pensieri...

Lui fa prosecco.. ma tiene anche nero per sè...
Vedere ancora viti di nero mi sembrava di tornar indietro...

(negli anni 80 la Clinton e l’americana, due tipi di uva molto coltivati da me, son stati banditi perchè tossici -??????- sèèèèè..diciamo che il prosecco e la monocoltura del bianco aumentava sempre più....)

Bhè Gianni ha anche viti di moro...merlot, clinton e americana ... e il vino che tien per se è una samba per il corpo...
Ti mette il sorriso e alleggerisce la fatica ( perchè non è una passeggiata... a differenza di chi mi dice... "o che bello vai a vendemmiare...divertiti!!!")

Tra uva, mele e forse olive....(e in mezzo ci metto anche Poste Italiane)... diciamo che non me la cavo male

vediamo un pò...
intanto son Felice..... con il mio precariato lavorativo e quindi di vita....
ma che me importa se glia ltri non capiscono???
io son Felice.

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mercoledì 16 settembre 2009 - ore 20:34


riscoprire il vento
(categoria: " Vita Quotidiana ")


una mia cara amica si sta trovando nella mia stessa situazione di qualche anno fa...
sta iniziando a sentirsi e ad inscatolare un pò di cose del suo tormentato percorso...

prima la testa non l’aveva.. non l’aveva per ascolatre... era il mondo che usava lei e non viceversa.

Oggi mi ha detto che finalmente inizia a sentire la sua strada... l’ha trovata per iniziare a camminare da sola...

che splendida sensazione sentire che altre persone iniziano a sentire i propri passi.
a sentire che la meraviglia della vita sta nel fatto che sempre più assomiglia al vento che in ogni sua carezza ti fa crescere...
ti fa riparare se troppo forte,
ti rinfresca quando hai caldo,
ti coccola quando ne hai bisogno,
ti butta a terra se non stai attento...
ma il vento c’è.

c’è come la tua consapevolezza che ad ogni passo ti fa reagire e crescere.

non aver obbiettivi o traguardi se non una morte serena.



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