manuale pratico di caffeomanzia arte contemporanea simone de magistris gli art dossier di: bocklin preraffaelliti duchamp arte e alchimia arte precolombiana surrealismo dada astrattismo arte elettronica e altri che non ricordo fiabe e novelle una roba sul viaggio astrale... libri di musica l’oroscopo del giorno, mio e degli altri maurizio milani, l’uomo che pesava i cani
HO VISTO
cose che voi infedeli non potete neanche immaginare ho visto cose che voi umani avreste subito cambiato canale
questo è PALLUTTI’:
un pupazzetto di cioccolato a forma di metallaro sempre molto cutie...
i film: -respiro -la mela -la strada (fellini) -buffalo 64 -festen -dal tramonto all’alba -the butterfly effect -big fish -gli amanti del circolo polare -lucia y el sexo -tierra -amores perros -y tu mamà tambièn -sin noticias de dios -la mala educaciòn -i diari della motocicletta -bowling for columbine -farenheit 9-11 -the others -appuntamento a belleville -tutti i film di bunuel -starcazz -boaria connection 2, delirio in autralia -viva vanzina -la sposa turca -l’odio -amici miei 1 e 2, è sempre bello
ho visto il tg3
STO ASCOLTANDO
. death e derivati . nostalgica italiana . truzza . ... si, un po’ ancora mi imbarazza parlare di queste cose
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
anche nella versione estiva:
e se venisse l’estate mi vestirei da tennista
ORA VORREI TANTO...
allenarmi nel fare seghe con i piedi
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
quello che io voglio che sia
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
"FACCIO SEGHE CON I PIEDI. SONO STATA IO A PORTARE A PADOVA LE SEGHE CON I PIEDI."
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domenica 6 luglio 2008 - ore 12:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
venerdì volevo vedere gli Offlaga Disco Pax, ma purtroppo ci sono riuscita solo in parte, sono arrivata in ritardo, ritardissimo, sia per il concerto che x il compleanno di Ernesto. Ho sentito solo 3 canzoni e mi sono piaciute tutte, poi dal punto in cui eravamo non si sentiva più niente... tutti dicevano: che schifo questa musica, e io cercavo invano di convincere tutti quanti ad ascoltare i testi, ma da lì non si sentivano quindi tanto vale. x il resto, sto passando un periodo di grande crisi mistica e interiore, e spero che passi presto, e che almeno mi sia utile, come promette Paolo Fox.
CIOCCOLATO I.A.C.P.
La mia adolescenza moderatamente inquieta e trascorsa in un blocco di caseggiati dell’Istituto Autonomo Case Popolari. un luogo protettivo dove i miei amichetti conobbero le droghe pesanti senza passare dal via. quel gruppo era la prova, solo allora vivente, che quelle leggere non sempre hanno la colpa di tutto. era un quartiere caratterizzato da una solidarietà sempre meno intensa anno dopo anno e i cambiamenti della popolazione furono rapidi ma il nostro campetto era sempre lo stesso al campetto i tossici giocavano a pallone con noi ragazzini senza alcun timore di venire cacciati l’ordine del segretario della sezione del partito comunista era: potete stare qui ma non spacciate ai nostri figli e non vi fate davanti a loro non andò proprio così ma almeno ci aveva provato quel campetto attirava gente strana, era una terra di tutti e quindi di nessuno, ma molto attrezzata: panchine, verde, il centro sociale degli anziani sempre aperto lo spettacolo della tombola pomeridiana con gli strafattoni che duellavano con i fagioli insieme alle pensionate era stupefacente molto più della facile battuta molto più divertente del bingo di adesso la loro presenza e le loro debolezze attiravano alcune ragazze dall’estrema periferia del nostro impero una era addirittura di Roncocesio che per noi pionieri era come dire Vladivostok eppure Barbara ogni santa giornata, non si sa come, compariva al campetto capelli biondi stratinti rossetto da battona autoprodotta naso tempestato di punti neri e quindici anni molto randagi dopo aver ripetuto spesso la terza media senza alcun giovamento aveva piantato la scuola e ogni volta che poteva scappava dalla sua frazione agricola per raggiungere un centro del mondo abbastanza ipotetico Barbara era un tormento ormonale irresistibile le leggende su di lei si sprecavano un pomeriggio passò sotto la mia finestra spalancata camminava torva vicino al davanzale nera con il suo trucco esagerato e i suoi pori dilatati al mio timido saluto si illuminò e disse: dammi qualcosa da mangiare varcò la soglia di casa mia circospetta ma quando le presentai del pane e un pezzo di cioccolata ci si avventò grata e felice in quel caseggiato proletario nutrire un’affamata pareva dare ancora qualche soddisfazione lei, lei con una ricrescita di due centimetri e la permanente disfatta - dettagli a cui non diedi molta importanza - si accomodò sul letto senza nemmeno guardarmi e non credo ricordasse il mio nome ma pareva molto più serena ora che stava mangiando mi misi al suo fianco e mi sentii inadeguato alla sua esuberanza mentre io ancora mi attardavo in giornali porno tentai una conversazione che non venne nemmeno vagamente considerata, non mi ascoltava, ma poi disse: sei stato carino i miei amici grandi sono solo degli stronzi non sono come te sei un ragazzo pulito e per bene adesso, adesso ti faccio un pompino no no no non dice sul serio aiuto, terrore, molto più che per i tossici mi rendo conto molto in fretta che ci sono cose per cui non serve la licenza media dopo qualche minuto, veramente pochi, si alza si pulisce le labbra finisce l’ultimo pezzo di pane e se ne torna al campetto un pompino in cambio di un Toblerone i condomini I.A.C.P. negli anni ’80 di una città filosovietica riservavano economie alternative molto convincenti e quel terrore quella sorpresa di una scoperta così mistica e quel campetto che poi vide morire un’intera generazione di oppiacei e malattie conseguenti mi regalarono un momento che per tutti gli anni a venire, se così si può dire, accese le mie fantasie Barbara non tornò mai più preferì mantenere le sue abituali frequentazioni morì di overdose dopo qualche anno passato sui viali d’Emilia viali dove fu subito sostituita da qualche nigeriana dai capelli stirati e senza titolo di studio Barbara, Barbara dovrebbe aver lasciato una figlia una figlia che oggi avrà poco più dei suoi anni di allora vorrei poterla conoscere quella figlia e rivedere in lei i punti neri sul naso che aveva sua madre.
TATRANKY
Praga. Praga è una città dove non sopravvive niente di quaranta anni di guerra fredda: nessuna falce e martello, statua, monumento ricorda ciò che era fino a quindici anni fa. Una rimozione sfrontata. Ripulita dal grigiore brezneviano Praga splende nei suoi palazzi barocchi e liberty pieni di turisti più o meno sessuali e appare piccola, misteriosa e decadente nonostante gli sforzi di mostrare un’economia in espansione. Cerco le tracce dell’immobilismo del regime ma vedo solo le ferite della modernità occidentale e nessuna testimonianza degli errori, degli orrori e delle ingenuità marxiste si esprime ai miei occhi. Dormo in un caseggiato anonimo: aspetto pulito ma vecchio, enormi somiglianze con i quartieri IACP italiani degli anni sessanta. E miseria in giro meno che in certe nostre città. Esordisco nella vita notturna al Lucerna, un club sotterraneo modello febbre del sabato sera. C’è una serata anni ottanta e l’entrata costa circa 2 euro. Come al solito, sono il più vecchio nel locale. Nello schermo ad un lato della pista passano i video delle canzoni che il dj mette su, ma gli anni ottanta di Praga sono meno rigorosi dei nostri e la scaletta è vergognosa. I Modern Talking, Samantha Fox, Nick Kershaw e via così fino ad un inatteso regalo: parte felicità di Albano e Romina. La cantano tutti e mi sento malissimo e mi rendo conto solo adesso che l’eredità del comunismo non va cercata nell’architettura e nei simboli, ma nell’anima di un popolo. Ed eccola qua l’anima negli anni ottanta cecoslovacchi: felicità e il suo video colorato che parla del sole e dell’amore italiano mentre in Boemia tutto è fermo, mentre in Boemia tutto è immobile. Ma anche ora c’è una tristezza assurda, nessuno si diverte, sarà che è lunedì sera, sarà che è gente fredda, sarà che non c’è il mare a Praga e allora mi domando per quanto tempo ancora i bimbi boemi vorranno guardare i cartoni animati della Talpa invece che quelli americani o giapponesi? Per fortuna che all’uscita una ragazza nota felice la mia maglietta dei Depeche Mode, basta poco per sentirmi meglio. Dubcek direbbe che poteva andare diversamente e almeno lui ha fatto in tempo a vedere la differenza a volta astratta tra un regime imposto con i carri armati ed uno imposto più sottilmente col dollaro, il marco l’euro. I tedeschi si sono comprati perfino la Skoda. La fabbrica! Come souvenir ho portato trenta confezioni di wafer Tatranky, pacchetti tipo Loacker ma molto più buoni. Solo dopo qualche giorno ho notato un marchio un po’ nascosto: Danone. Danone... Ci hanno davvero preso tutto! Ci hanno preso tutto.
ieri ero andata a sherwood xchè volevo comprare 1 paio di orecchini che avevo visto... sono arrivata e all’entrata c’era una signora che si faceva dare UN EURO, ma lo voleva in mano, non lo potevi buttare dentro alla cassa, non c’era possibilità di dare 20 centesimi. una volta dentro, le bancarelle erano TUTTE CHIUSE, sigillate, alle 10 e mezza di sera, xchè avevano visto 2 lampi. tra l’altro ha iniziato a piovere solo 1 ora dopo. dover pagare 1 euro x camminare in un cortile vuoto e bermi una birra portata da casa. fanno piuttosto schifo, no?
Sabato 28 giugno SLAYER 21.15 - 23.15 CARCASS 19.30 - 20.45 MESHUGGAH 18.00 - 19.00 TESTAMENT 16.30 - 17.30 AT THE GATES 15.00 - 16.00 THE DILLINGER ESCAPE PLAN 13.45 - 14.30 BETWEEN THE BURIED AND ME 12.45- 13.15 STORMLORD 12.00 - 12.20 Vincitore contest 11.30- 11.45
eddai, chi ci va?
tanto x sapere, ed eventualmente organizzare... qualcuno ha posto in macchina?
io si, x esempio... ho posto in macchina, la mia consuma poco, e poi io ormai praticamente non bevo!! sono l’autista sobria. senza contare che quando non guido mi rompo troppo i coglioni...specialmente nei viaggi lunghi.
che ce di male se cè un posto dove bene o male sai che troverai più o meno tutta la gente? un posto di ritrovo, da cui poi si parte x andare in altri posti... dove si trovano tutti, tranne quelli che dicono: io là non ci vado perchè BLA BLA BLA , e dove anche questi alternativi possono andare quando invece vogliono vedere la massa? la città è di tutti, e se la gente del centro si deve sorbire "il popolo degli spritz" x tutto lanno, quelli del portello se li potranno sorbire x 1 paio di mesi, dando così sollievo a quelli del centro! è giusto, ognuno deve dare qualcosa in una comunità. volete vivere nella metropoli brulicante di vita? io vivo in campagna, qui le case costano molto meno e nessuno rompe i coglioni, xchè non ci venite anche voi se siete così infastiditi da tutta questa vita?
chi vive al portello? sono tutti edifici universitari, e poi ci saranno quattro vecchi... e poi anche mauro. possibile che questi quattro vecchi, guidati da mauro, abbiano decretato la chiusura dellunico luogo di ritrovo estivo dei giovani padovani? anzi, di padova e provincia.
prima dellapertura del naviglio, mi è capitato di dover stare a padova in agosto. ebbene, è terribile. mi son ritrovata a stringere amicizie con persone che mai avrei frequentato in altri momenti, e anche a camminare nella piazza vuota in compagnia di gente improbabile pensando :perchè? è stato un mese interminabile di agonia che non auguro a nessuno.
invece col naviglio si sopravviveva... cera una speranza anche x chi poteva permettersi solo una settimana di ferie, o per chi magari era costretto a lavorare in quel periodo... almeno una valvola di sfogo, un posto in cui trovavi altre forme di vita, oltre ai padovani cera gente che veniva da fuori, xchè era 1 posto carino, non la solita sudicia e caldissima piazza delle erbe.
invece niente. linvecchiamento della popolazione porta a creare città sempre più a misura di vecchio, è come dire agli studenti padovani: state qui, studiate, e poi tornate da dove siete venuti. è come dire ai giovani padovani: appena potete trasferitevi altrove. qui vogliamo solo vecchi, che non danno fastidio a nessuno. i vecchi sono in aumento, ma restano comunque una minoranza, xchè sono le loro ragioni che devono prevalere su tutte le altre? i vecchi ,anche se non sono abituati ad avere un po di casino nella prossimità (neanche tanto prossima) di casa loro, si abituano. un altro paio danni e si sarebbero abituati, nessuno si sarebbe più lamentato x questo casino molto ridotto e in una zona lontana dallabitato, limitato ad orari ragionevolissimi.
non ha senso, per me bisogna fare qualcosa per continuare a sopravvivere anche in questa città.
VABBE’ ora scriverò due parole sulla serata di domenica, ho visto a Tribano la RINO GAETANO BAND.
avevo già visto un tributo a Rino Gaetano nelle Marche, i Ciao Rino, ma facevano semplici cover solo x saltare 1 po’ (AHAHAH se mi sentono le mie amiche...), questi erano nettamente superiori.
intanto le canzoni erano rivisitate a modo loro, molto più ricche delle originali... l’esordio sul palco è stato nettamente rocckeggiante , e solo dopo si è capito che era una canzone di rino gaetano. la tastiera ci stava bene, c’erano qua e là momenti di improvvisazione virtuosistica, per intenderci, e le 2 voci erano belle , diverse tra loro, oltre al cantante vero e proprio c’era il figlio di Gianni Morandi, che insomma non è l’ultimo arrivato... un totale di 7 persone sul palco. quindi come tributo a rino gaetano, che di suo aveva uno stile un po’ naif, erano di tutto rispetto.
e poi c’era anche la cugina di rino, una vecchia panterona bionda tipo patti pravo, ma io mi ero allontanata proprio quando è uscita sul palco. non so cosa facesse, forse pompini senza dentiera, e nel volantino c’è il suo numero di cell.
quindi mi ricorda un po’ la francesca, ma più gnocca.
era da tanto che non scrivevo cose un po’ grezze, era ora, eh!!
vabbè comunque c’eravamo io, Il_ciak e i suoi amici, ma poi ci siamo uniti ad un’altra strana combriccola, ecco una foto di gruppo:
eccone altri due, ora va di moda rifarsi solo il labbro inferiore (e se avete notato io sono fortunata xchè ho già grosso solo il labbro inferiore!! che culo)
ah, e infine... questa sono io che mi sforzo di vincere uno dei miei più grandi complessi... quello di fare le corna, quelle del demonio... non riesco a farle nemmeno quando sono da sola, ma qui ho fatto violenza a me stessa:
alle corna bisogna abbinare anche una faccia cattiva, il problema è che io non sono cattiva... SONO SEVERA MA GIUSTA... buona con i buoni, spietata con chi lo merita, e un po’ sadica con i coglioni... colpa loro... ma non cattiva! o forse è solo che ho 1 antipatia x le ostentazioni esteriori di simboli a caso... ma non l’ho deciso io, è una cosa atavica, più forte di me