"Per me,
io sono colei che mi si crede"
(da Così è se vi pare - Pirandello)
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domenica 7 ottobre 2007 - ore 13:29
Versi
(categoria: " Poesia ")
Chissà chi mi farà pensare a questa!
"Che notte,
Dio non ne ha create di uguali.
Il suo inizio fu amaro, ma
come è dolce la sua fine.
Da "Il fiore delle mille e una notte" - Pasolini 1974
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sabato 6 ottobre 2007 - ore 14:33
L’estate di mio fratello
(categoria: " Cinema ")
Trama: Verona, 1970. Il piccolo Sergio non si trova bene, nel mondo, e preferisce restare da solo, a fantasticare. Quando i suoi genitori, durante un’estate trascorsa in campagna, gli dicono che avrà un fratellino, comincia a fantasticare anche la loro vita futura: è combattuto, ma finisce per immaginare di bruciare vivo il fratellino su una graticola. Qualche giorno dopo, la madre ha un aborto, e il piccolo Sergio si trova ad affrontare le sue grandi colpe.
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Io consiglio di andarlo a vedere...almeno per chi ama andare al cinema e vedere film di rassegna e autonomi. Il tema che affronta è importante.. ma il regista non calca la mano; sebbene infatti, per certi versi ,la storia che si racconta affronta problematiche serie e da non sottovalutare, la narrazione riesce bene a far immedesimare chi è in sala e a far piacevolemente sorridere.
Bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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giovedì 4 ottobre 2007 - ore 20:50
He needs me - Nina Simone
(categoria: " Musica e Canzoni ")

He needs me
He doesnt know it,
But he needs me
And so no matter where he goes,
Though he doesnt care
He knows that Im there
He needs me
I oughta leave him,
But he needs me
I know that I aint very bright
Just to tag along
Oh, but right or wrong
Im his... And Im here
And Im gonna be his friend,
Or his lover
Cause my one ambition is
To wake him and make him discover that
He needs me
Ive got to follow where he leads me
Or else hell never know
That I need him
Just as he needs me
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lunedì 1 ottobre 2007 - ore 20:22
Io e le pannocchie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi a scuola ho fatto un dettatino sul "granoturco" e la pannocchia. Quello che ho raccontato è un piccolo racconto tratto da un’esperienza personale di quando ero piccolina, avrò avuto 4 anni, forse 3.
Mi ricordo che una mattina di questo periodo, la scuola allora iniziava più tardi, io in piedi sul motorino tra le gambe di mia nonna e mio fratello seduto dietro, siamo andati un un campo di granoturco a raccogliere le pannocchie.
Questo episodio lo ricordo come una grande avventura: il campanello del motorino , un pulsante che continuavo a pigiare quando la strada era libera, il vento in viso, mio fretello che è sempre stato con me, e mia nonna... che ho conosciuto poco e col senno del poi... rimpiango e me ne dispiace...
Dicevo ..un ricordo che ho stretto nel cuore.. soprattutto al ritorno quando sul manubrio, per parte, c’erano le borse delle pannochhie raccolte. Vi immaginate? Senza casco, in tre e con le borse

... altro che caschi

. Il senso della strada, della velocità e libertà...
Mi si stampa sempre un sorriso quando ci penso, e quando vedo i campi pronti al raccolto... mi viene una grande nostalgia : ricordo che poi abbiamo sgranato le pannocchie in garage e abbiamo fatto essicare i chicchi per poi portarli ad un vecchio mulino per aver in cambio la farina per la polenta gialla.
Che ricordo!
Un pensiero ai miei nonni, che gia da quando ero piccina, non ci sono più.
Ciao Nonni
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domenica 16 settembre 2007 - ore 12:34
Come si danneggia la CULTURA - Umberto Galimberti (riflessione)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Scrive Marx: "Per il capitalismo, attento solo al denaro, un mercato di libri non differisce da un mercato di bestiame", se non per il fatto - aggiungo io - che il libro, rispetto al bestiame, è una merce molto più povera che pertanto va tutelata.Un modo per non tutelare la cultura è quello di liberalizzare il prezzo dei libri. Dove per "libri" non intendo quelli scolastici, gli unici intorno a cui periodicamente la nazione si sveglia e si accorge che esistono i libri, e neppure i libri d’arte o i ataloghi chele banche regalano a Natale ai "migliori clienti" affinchè li depositino intonsi sui tavoli bassi dei loro ricchi soggiorni che di solito non ospitano librerie.
Per libri intendo quei volumi di saggistica narrativa che non servono per superare gli esami e neppure per adornare i soggiorni, ma per arricchire le nostre idee e consentire ai nostri sentimenti di spaziare in scenari che non siano quelli dell’immediatezza quotidiana. Di questi libri se ne vendono e se ne comprano pochi se è vero che vengono considerati "grandi lettori" coloro che leggono due libri all’anno, di cui uno è l’ultimo bestseller (espressione che serve a segnalare quali sono i peggiori libri in circolazione) e l’altro è quello più publicizzato dai programmi televisivi.
Oggi i migliori libri li pubblicano le piccole case editrici che, non potendosi permettere pubblicità né sui giornali, né in televisione, non possono competere nella liberalizzazione dei prezzi con le grandi case editrici (quelle dei bestsellere e dei libri propagandati in tv). Liberalizzare i pressi significa allora affossare la miglior cultura. E questo sul versante degli editori.
Sul versante dei librai le cose vanno ancor peggio. Perchè le grandi catene di librerie hanno un numero significativo di vendite che consenteloro di praticare sconti e campagne di saldi, mentre la piccola libreria, dove trovi libri seri, il libraio competente che sa consigliarti ( e non il commesso che non sa neppure cosa vende e, se non legge il titolo del libro sullo schermo del computer, non te lo ordina , ma ti dice subito che è esaurito). Il piccolo libraio, che ti conosce e con cui puoi discutere perchè i libri, se non proprio tutti in gran parte li legge o perlomeno li sfoglia, con la liberalizzazione dei prezzi, è costretto a chiudere.
E così la cultura e quel discutere di cultura e quel fare cultura, possibile solo nelle piccole librerie,dove trovi anche libri importanti che "non vendono" e non solo quelli che fanno cinquantamile copie in una settimana e poi muoiono, dove il libro se non c’è te lo ordinano perchè non è esaurito, dove conoscono i tuoi gusti e ti sanno consigliare, con la liberalizzazione del prezzo del libro, questi piccoli santuari della cultura che, a differenza delle anonime, asettiche e grandi catene librarie, non assomigliano ai supermercati, spariranno, e con loro quanto la cultura ha di spregevole, secretato in quei libri che non sono un evento di massa ostentato in sei vetrine consecutive, per dire a tutti che quel libro si vende anche a minor costo, stante la liberalizzazione dei prezzi.
Una liberalizzazione che favorisce senza’altro il mercato(ma forse solo la sua concentrazione), ma dannegglia irrimediabilmente la cultura, quella vera che nasce dall’amicizia tra il lettore e il suo libraio.
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giovedì 13 settembre 2007 - ore 23:28
Il Vento fa il suo giro
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Volevo consigliare la visione di questo film che a me è piaciuto molto. Il regista è Giorgio Dritti, della scuola di Olmi, il titolo è
"Il Vento fa il suo giro".
Si tratta di un film particolare... se avete visto i film di Olmi, potete capire cosa intendo. Non voglio dare la mia opinione o raccontarvi la storia... E un film che per chi ritiene di aver gli occhi capaci di guardare oltre, deve essere visto...
Davvero molto bello, la sala piena!
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martedì 11 settembre 2007 - ore 11:49
Ho letto e ci rifletterò!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

" .. amore non è una cosa tranquilla, non è delicatezza, confidenza, conforto. Amore non è comprensione, condivisione, gentilezza, rispetto, passioneche tocca l’anima o che contamina i corpi. Amore non è silenzio, domanda, risposta,suggello di fede eterna, lacerazione di intenzioni un tempo congiunte, tradimento di promesse mancate, naufragio di sogni svegliati. Amore è violazione dell’integrità degli individui, è toccare con mano i limiti dell’uomo."
Da "Le cose dell’amore"U. Galimberti
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sabato 8 settembre 2007 - ore 00:29
Ho bisogno
(categoria: " Poesia ")
Ho bisogno

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini (Terra d’Amore)
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giovedì 6 settembre 2007 - ore 13:00
UmOrI
(categoria: " Musica e Canzoni ")
» Tragedy «
Written by Brandi Carlile

Sorry I’m only
Human you know me
Grown up oh no guess again
My days always
Dry up and blow away
Sometimes I could do that too
But make no mistake that
When you need a friend
You could count on anyone
But you know I’ll defend
The tragedy that we knew as
The end
Progress, changing
Growing then giving up
Somehow we’re never quite prepared
But I understand it
When you need a friend
You could count on anyone
But you know I’ll defend
The tragedy that we knew as
The end
So taking you with me would be like
Taking all your money to the grave
It does no good to anyone especially
The one you’re trying to save
But it’s so hard not to save
When you need a friend
You could count on anyone
But you know I’ll defend
The tragedy that we knew as
The end
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giovedì 30 agosto 2007 - ore 15:17
Salvador. 26 Anni contro
(categoria: " Cinema ")

Eun film che deve essere visto..
A me ha colpito molto...
Buona visione!
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