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domenica 18 gennaio 2009 - ore 18:11


Le sette regola dell’arte di ascoltare
(categoria: " Vita Quotidiana ")



1) NON AVERE FRETTA DI ARRIVARE A DELLE CONCLUSIONI. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2) QUEL CHE VEDI DIPENDE DAL TUO PUNTO DI VISTA. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

3) Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a VEDERE LE COSE E GLI EVENTI DALLA SUA PROSPETTIVA.

4) LE EMOZIONI SONO DEGLI STRUMENTI CONOSCITIVI FONDAMENTALI se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5) UN BUON ASCOLTATORE E’ UN ESPLORATORE DI MONDI POSSIBILI. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla conscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perchè incongruenti con le porprie certezze.

6) UN BUON ASCOLTATORE ACCOGLIE VOLENTIERI I PARADOSSI DEL PENSIERO E DELLA COMUNICAZIONE. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gesione creativa dei conflitti.

7) PER DIVENIRE ESPERTO NELL’ARTE DI ASCOLTARE DEVI ADOTTARE UNA METODOLOGIA UMORISTICA. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sè.




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domenica 18 gennaio 2009 - ore 17:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cerchiamo di volare



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domenica 30 novembre 2008 - ore 11:39


Aleen Saga Part.1 - Una strana creatura
(categoria: " Poesia ")


L’albero su cui dolcemente mi appoggiavo è stato la mia casa da quando ne ho memoria. Guardando verso l’alto i suoi forti rami e le verdi foglie rigogliose sembravano abbracciare il cielo, mentre posando lo sguardo ai miei piedi le robuste radici penetravano nel soffice terreno come per prendere possesso di quelle terre così ospitali e fertili.

Era una casa che tutte le altre mi invidiavano, quando ero al suo interno non c’era ciclone o altra furia della natura che potesse nuocermi, ero sempre stata al sicuro.
Al sicuro ma sempre qui. Sapevo dell’esistenza di altre creature che non erano legate al loro luogo di origine, che potevano viaggiare e correre, volare e saltare ben oltre le radici del proprio albero.
Ma a noi driadi ciò non era concesso. Da tempi remoti noi siamo le custodi dei boschi e delle piante, esse ci riparano e ci nutrono, esse sono parte di noi.
Le foreste sono la nostra dimora e la nostra vita, poiché la nostra vita è la nostra dimora.

Alle origini del mondo la Grande Dea Madre ci aveva private della libertà, ma per assolvere al nostro compito di custodi ci aveva donato i mezzi per ottenere quel che volevamo senza fatica. Un corpo sinuoso, lineamenti eterei e slanciati, volto da fata e sguardo da meretrice erano solo ciò che gli ignari viandanti vedevano in noi.
Inizialmente.
Ciò che mai potevano immaginare è che con la nostra voce e con le nostre movenze potevamo far breccia nelle loro menti e nei loro cuori. Come una litania che ipnotizza l’incauto ascoltatore, con dolci parole eravamo solite attirare baldi giovani che avevano l’ardire di attraversare i nostri boschi e, dopo brevi quanto inutili tentativi di rifiuto, renderli docili schiavi della nostra volontà.
Mai alcuna preda era fuggita dal mio abbraccio e ormai, nel corso della mia lunga esistenza, avevo collezionato un notevole numero di sguardi sognanti in attesa di esaudire i miei più sfrenati desideri.
Fino a qualche ora fa.

Godevo dei soffici raggi del sole pomeridiano, quando un lieve rumore di foglie mosse dal vento attirò la mia attenzione. Guardingo e attento, come chi si aspetta l’apparire di un nemico da un momento all’altro, si faceva strada tra le sterpaglie una figura conosciuta.
Un cacciatore umano, probabilmente in cerca di cibo e riparo, si stava avvicinando.Aveva una strana luce negli occhi, come una cieca determinazione che raramente si notava in chi si avventurava in quei luoghi. Affascinate!!!
“Gli potrei offrire ciò che cerca, poi con calma lo lascerei proseguire la sua strada…..tra un anno o due”.
Armata del mio miglior sorriso gli rivolsi la parola invitandolo ad avvicinarsi. Uno sguardo di sorpresa, seguito da uno di diffidenza, si fece largo sul suo volto. Certo per un uomo vedere una donna seminuda, anche se con lineamenti un po’ strani, in mezzo ad un bosco da sola doveva somigliare più ad un sogno che a realtà. Ma evidentemente sembrava che egli volesse vedere fin dove il sogno era reale tanto che si avvicinò sfoderando una spada. Povero piccolo incauto.
Il suo cuore era fermo, la sua mente lucida, il fisico forte ma provato. Una ragazza cercava questo lo vedevo. Poche le speranze di trovarla ormai risiedevano in lui ma questo non lo faceva desistere e la speranza sola lo sosteneva.
“Abbassa quella ferraglia e vieni qui a riposare viandante, per oggi la tua ricerca è finita”.

“La ricerca non è finita strana creatura, ciò che cerco è lontano dal mio abbraccio e dal mio cuore, ma non desisto dall’impresa. Forse in questi boschi troverò colei che amo e che scappò con mio figlio in queste lande per trovar riparo dalla guerra che imperversa nel mio paese.”

Che romanticone, era proprio il mio tipo. Con voce bel modulata e movimenti lenti lo feci avvicinare a me. Dovevo essergli vicino per incantarlo e farlo mio.
“Posa quell’arma fiero eroe, sei stanco e affamato. Lascia che ti offra riparo per la notte. Domani continuerai la tua ricerca con rinnovata forza e vigore”
Cercai il suo sguardo e lo catturai nel mio. Pochi centimetri ci separavano, potevo sfiorarlo e sentirlo lentamente cedere alle mie lusinghe, come tutti gli altri prima di lui. I muscoli tesi lentamente si rilassavano, i lineamenti tesi del volto si facevano più dolci, le braccia morbidamente si stavano abbandonando lungo i fianchi del corpo.

Un altro dolce schiavo per me!! Esultando per l’ennesima conquista appoggiai le bavera al suo orecchio e gli sussurrai “Colei che cerchi è qui davanti a te, la tua ricerca è finita. Vieni e dimentica, una nuova vita ti aspetta.”

Con voce tremante egli rispose “Dolce amore mio, finalmente ti ho ritrovato. ” Poi, come ricordando una cosa lontana, continuò: “Nostro figlio dov’è?”.

Anche un marmocchio vuole questo!!

Con voce suadente gli dissi“Non ti curar di lui amor mio, pensa ora solo a noi due. Vieni con me…”

Troppo tardi compresi il mio errore. Un lampo comparve nei suoi occhi e con una smorfia di terrore si divincolò.

“Non ti curar di lui? Chi sei tu, malefica creatura? Lontana da me!”

L’arma non aveva ancora abbandonato la sua mano e con un guizzo mi colpì al ventre. Verde linfa vitale scorse sulla lama ancora stretta nel suo pugno.
Con disprezzo lo squadrai.Quale affronto! Rifiutare me! Potevo dargli tutto, potevo lenire le sue sofferenze, e lui cosa fa? Mi colpisce!
Urlai il mio disprezzo e il mio dolore. Alla vista dei miei lineamenti distorti dalla rabbia egli indietreggiò impaurito. La mia pelle divenne corteccia, la mia voce assunse un tono come di crepitìo di foglie secche, i capelli assunsero forma di salice mentre il volto si allungava rivelando pupille verde smeraldo. Non mi piaceva assumere la mia vera forma, ma quel bastardo l’aveva meritato!!
Scagliai contro di lui la furia di radici, rami e liane che sotto il mio comando tentarono di fermare la sua corsa, ma lui fu più veloce. Scappando attraverso alberi contorti corse più veloce del vento. Ormai era oltre la mia portata.

Mai avrei pensato che un debole uomo potesse resistermi. Mentre la mia rabbia non accennava a placarsi guardai con noncuranza la fessura all’altezza del ventre. Qualche ora di riposo e l’albero di cui ero custode avrebbe guarito la ferita, donandomi una piccola parte della sua secolare energia vitale per rigenerare la mia.

La ferita fisica sarebbe guarita, ma quella nell’orgoglio lo sarebbe mai stata? Mai come allora avrei voluto scappare da lì, inseguire sogni di libertà…o di vendetta.

Mi appoggiai al mio albero. Osservai i forti rami, le verdi foglie rigogliose e le robuste radici. Osservai con un sospiro la mia casa….la mia prigione.


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lunedì 3 novembre 2008 - ore 18:59


Ritorno Dall’EVENTO!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono fiere del fumetto belle e ci sono fiere del fumetto stupende....poi c’è Lucca Comics & Games

Non una semplice fiera, una manifestazione globale, che coinvolge un’intera città tra luci, suoni e colori.
In un turbinio di volti e costumi, il visitatore viene immerso in una moltitudine di modi nei vari aspetti in cui può prendere forma la Fantasia dell’uomo

Uno tra questi la sessione di Gioco di Ruolo dal Vivo in memoria di Gary Gigax il creatore di Dungeons and Dragons, in cui il sottoscritto si è calato nei panni (letteralmente!!)di un chierico di Tempus per affrontare infine, tra mille peripezie, un temibile drago e soffiargli abilmente un martello da guerra +3!!




Come non citare poi il fenomeno Cosplay dove miriadi di persone interpretano i più famosi miti dell’immaginario collettivo

Qui vediamo il Chojin con il trio Dorombo di Yattaman

Poi gli artisti internazionali: su tutti l’immenso Larry Elmore. Per chi non lo sapesse è uno dei più grandi illustratori fantasy di sempre (Dragonlance, D&D, ecc)



E poi la folla una marea di gente che confluiva per le strade a testimonianza dell’evento.
I quotidiani di domenica davano solo della giornata di sabato 58.000 presenze!!




Bellissimo, unico, indimenticabile

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domenica 26 ottobre 2008 - ore 11:50


ALTRI MONDI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E come ogni anno, puntualmente, ritorno nel mio mondo.

Il Chojin, Il Dark Chojin sono banditi

Il Mago Nero qui domina!!!


LUCCA COMICS & GAMES!!!!!






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domenica 19 ottobre 2008 - ore 11:39


Scrittura Creativa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il pensiero creativo consiste nel farsi domande e nell’affrontare problemi o quesiti a partire da solide conoscenze , ma adottando nuove prospettive, con l’obiettivo di trovare soluzioni innovative ed efficaci qualsiasi sia l’ambito di applicazione.
Questo stile di pensiero si esprime in un processo che ha andamenti non sempre lineari, e consiste nel raccogliere, selezionare e riconfigurare le informazioni necessarie tra tutte quelle disponibili, individuando connessioni utili a generare conclusioni nuove.



Definizione un pò troppo "tecnica" lo so ma comunque bisogna iniziare da qualche parte. Le idee ci sono, il personaggio anche. Le potenzialità si spera che bastino per buttare giù qualcosa di decente.

Manca solo la tecnica. Il corso che ho iniziato si spera che copra questa lacuna.

Il consulente si scontra con il Dungeon Master ; Il Chojin si scontra con il Mago Nero.

Razionalità V.S. Creatività


LEI attende di uscire, e come ben so, non ama aspettare.
LEI vuole vivere le proprie storie, non quelle di altri.

Le darò ciò che desidera, poichè ciò che vuole LEI è ciò che voglio io.






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lunedì 13 ottobre 2008 - ore 20:50


A chi crede nei sentimenti
(categoria: " Musica e Canzoni ")







Il Mago Nero forse tanto Nero non lo è

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sabato 11 ottobre 2008 - ore 13:55


Uniti nella magia?
(categoria: " Amore & Eros ")


Forse il Grande e Potente Mago Nero




ha infine trovato una Giovane Maga Nera pronta a contrastarlo con Forza e beltà?











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martedì 30 settembre 2008 - ore 22:40


Psiche rianimata dal bacio di amore
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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lunedì 22 settembre 2008 - ore 21:34


A chi vuole lottare il destino
(categoria: " Pensieri ")


Non ti piegherai alla furia del mare; io credo in te, in te ripongo fiducia!

E’ il punto debole che mostra anche la tua forza, il cuore; così nobile da saper perdonare, ma forte da ribellarsi al destino.

Essere Cavalieri significa aver sprezzo del pericolo e rivelarsi decisi in battaglia e non mostrare mai segni di debolezza; essere Cavalieri di Athena significa invece saper distinguere il bene dal male... è debolezza il nobile tuo cuore se vuoi essere Cavaliere; è forza, se vuoi essere Cavaliere di Athena!

E’ forza, il tuo nobile cuore, ricordalo! Le catene che ti legano a un destino crudele spezzale, ora, e usale a tuo piacimento! Sei Cavaliere di Athena!




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