![]() |
|
|
![]() cielonero, 30 anni spritzino di vicenza CHE FACCIO? artista operaio Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) nessuna probabilmente MERAVIGLIE 1) tutte probabilmente |
lunedì 15 gennaio 2007 - ore 10:34 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. ma cosa c**** avete da guardare, tutti, con disinteresse? cosa c****? chi siete, affamati infami? chi? e sbrocca in pianti lunghi un centimetro e senza lacrime che sia una. senza mutandine, vestito di rosso, rossetto rosso, senti che bella, e smalto rosso. ma chi vi credete, sporche vacche e tori da supermercato? se le ho toccate? se sono uomo? se sono donna? se andrò via? e cosa c**** v’importa, se non siete fiume, o mare, o oceano di gocce e di mele con l’odessa affondata? l’odessa è una nave di gomma, lo sapevate? lo sapevate, brutti ceffi ignoranti e senza speme? lo sapevate o no? avanti! cristo giù dalla croce scende giù dalla croce, bene come il pane e benedice e dice tra sè e sè e il mondo di sopra. benedetto bene detto colui che viene, nel nome delle signore, e benedetto bene detto è il frutto del peccato senza colpa e senza macchina, proprio come zorro. gli ci vuole un cavallo adesso, a noleggio, per spostarsi dal posto della croce, al posto dei frutti che tanto benedice, idealista da strapazzo stra pazzo. è un racconto a tratti esilarante, questo f***** appena fuori dall’utero che si sposta con gli ormoni. a tratti esi, a tratti larante, a tratti neanche lui sa cosa e come. idealista idea lista da vivo e da morto. ofelia intanto è viva e vegeta, végeta e vegéta, come accenti. un po’ romantica per via laterale, un po’ cartone animato per diversamente abili, per essere politically correct. l’espressione politicamente corretto, indica quel linguaggio che, diplomaticamente, è privo di termini che possano essere considerati discriminatori. leggere su wikipedia cagate del genere è anch’esso esilarante, ma tutto attaccato al dolore. anna nel suo lettino riscaldato a corrente, pensa a che scarpe comprarsi con i suoi 2000 euro al mese. marta che ogni tanto legge, la saluto con un sorriso. le citazioni situazioniste, invece, fanno ridere di gusto i clienti del pub inglese. un po perchè non ci capiscono un c****, un po perchè nicola le legge bene, su indicazione del regista, un po perchè un po di sana un po cultura, tra una birra e laltra doppio malto, fanno bene al cuore, anche se non si capisce perchè. soprattuto perchè non si capisce perchè ci pagano 150 euro a sera, e stiamo bene così a fine mese. ma veniamo a tiresia. impantanato nei suoi jeans taglia 52 vecchi come lorco, è un po uomo e un po donna. ha il sesto senso delle donne, e il settimo degli dei, ma è mortale e prova pena per tutti e tutte, ambasciatore compreso. ha amato tanto in vita sua, e in morte sorride e sta male, proprio come zorro. almeno lui, zorro dico, il cavallo ce lha. lha rubato. è contro la proprietà privata. ma non è comunista. è solo bravo. - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 10:22 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. ma cosa c**** avete da guardare, tutti, con disinteresse? cosa c****? chi siete, affamati infami? chi? e sbrocca in pianti lunghi un centimetro e senza lacrime che sia una. senza mutandine, vestito di rosso, rossetto rosso, senti che bella, e smalto rosso. ma chi vi credete, sporche vacche e tori da supermercato? se le ho toccate? se sono uomo? se sono donna? se andrò via? e cosa c**** v’importa, se non siete fiume, o mare, o oceano di gocce e di mele con l’odessa affondata? l’odessa è una nave di gomma, lo sapevate? lo sapevate, brutti ceffi ignoranti e senza speme? lo sapevate o no? avanti! cristo giù dalla croce scende giù dalla croce, bene come il pane e benedice e dice tra sè e sè e il mondo di sopra. benedetto bene detto colui che viene, nel nome delle signore, e benedetto bene detto è il frutto del peccato senza colpa e senza macchina, proprio come zorro. gli ci vuole un cavallo adesso, a noleggio, per spostarsi dal posto della croce, al posto dei frutti che tanto benedice, idealista da strapazzo stra pazzo. è un racconto a tratti esilarante, questo f***** appena fuori dall’utero che si sposta con gli ormoni. a tratti esi, a tratti larante, a tratti neanche lui sa cosa e come. idealista idea lista da vivo e da morto. ofelia intanto è viva e vegeta, végeta e vegéta, come accenti. un po’ romantica per via laterale, un po’ cartone animato per diversamente abili, per essere politically correct. l’espressione politicamente corretto, indica quel linguaggio che, diplomaticamente, è privo di termini che possano essere considerati discriminatori. leggere su wikipedia cagate del genere è anch’esso esilarante, ma tutto attaccato al dolore. - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 10:16 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. ma cosa c**** avete da guardare, tutti, con disinteresse? cosa c****? chi siete, affamati infami? chi? e sbrocca in pianti lunghi un centimetro e senza lacrime che sia una. senza mutandine, vestito di rosso, rossetto rosso, senti che bella, e smalto rosso. ma chi vi credete, sporche vacche e tori da supermercato? se le ho toccate? se sono uomo? se sono donna? se andrò via? e cosa c**** v’importa, se non siete fiume, o mare, o oceano di gocce e di mele con l’odessa affondata? l’odessa è una nave di gomma, lo sapevate? lo sapevate, brutti ceffi ignoranti e senza speme? lo sapevate o no? avanti! cristo giù dalla croce scende giù dalla croce, bene come il pane e benedice e dice tra sè e sè e il mondo di sopra. benedetto bene detto colui che viene, nel nome delle signore, e benedetto bene detto è il frutto del peccato senza colpa e senza macchina, proprio come zorro. gli ci vuole un cavallo adesso, a noleggio, per spostarsi dal posto della croce, al posto dei frutti che tanto benedice, idealista da strapazzo stra pazzo. - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 10:10 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. ma cosa c**** avete da guardare, tutti, con disinteresse? cosa c****? chi siete, affamati infami? chi? e sbrocca in pianti lunghi un centimetro e senza lacrime che sia una. senza mutandine, vestito di rosso, rossetto rosso, senti che bella, e smalto rosso. ma chi vi credete, sporche vacche e tori da supermercato? se le ho toccate? se sono uomo? se sono donna? se andrò via? e cosa c**** v’importa, se non siete fiume, o mare, o oceano di gocce e di mele con l’odessa affondata? l’odessa è una nave di gomma, lo sapevate? lo sapevate, brutti ceffi ignoranti e senza speme? lo sapevate o no? avanti! - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 10:05 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. ma cosa c**** avete da guardare, tutti, con disinteresse? cosa c****? chi siete, affamati infami? chi? e sbrocca in pianti lunghi un centimetro e senza lacrime che sia una. senza mutandine, vestito di rosso, rossetto rosso, senti che bella, e smalto rosso. - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 09:55 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 09:43 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. - PERMALINK venerdì 12 gennaio 2007 - ore 12:22 che post di carl venerdì 12/1 12:20 che che il pallone bianco e nero e bianco che dolci che dolci e che dolci e che troie che troie che troie che splendide splendide stelle che splendide splendide stelle della sera sul divano bianco a non posso scriverlo tanto amore che splendide splendide stelle della mattina sul lavello bianco a appunto lavare posso scriverlo tanto amore bianco ancora prima lavato dell’acqua della prima cena io in piedi con il mio maglione verde acrilico il mio maglione preferito le parigine nero le parigine bianco e nero le gonne nero le gonne grigio senza mutandine anch’io senza timore che non sia dell’amore lavare tre forchette tre coltelli tre cucchiai tre immacolati santi strumenti di un dio che se c’è guarda giù in fondo giù all’anima di noi tre con affetto con amore con un misto miele dei due sopra dei due sotto della mani in trecce sul sedile dietro delle gambe in trecce sul divano davanti in the mood for love le camminate di domani mattina presto a san pietro in gù a padova le parole sussurrate appena come in un angolo piccolo d’albero di cielo che le protegge appena come splendide splendide stelle il riscaldamento quando si attacca ad ogni ora è come quel fiume in piena giù per il corridoio e la cucina giù per le scale quando si scende su per le scale quando si sale dietro di voi vi guardo innamorato e siete fighe strafighe davanti a voi vi tolgo le calze e siete fighe strafighe e siete i misteri che avevo scritto d’estate e me ne accorgo soltanto adesso che neanche questo posso scriverlo tanto non mi credereste lettori lettrici che quello che ho visto è il respiro di un frattale di luci di un frattale di luci è il respiro antico e nuovo nuovissimo testamento di gioie e sorrisi imbarazzati e mani di bambine che si appoggiano con affetto e un poca distanza ma è normale no questo confine piccolo spazio di normalità senza confini che non siano di ieri l’altro appena ci siamo conosciuti vi siete conosciute e pensate quanti dolci c’erano sulla tavola a fiori nessuno direte voi arachidi poco di più una pasta fatta con amore con poco vapore e tanta verdura carote e zucchine ma potrei sbagliare una tavola semplice perchè ci stia tutta questa complessità tutta la nostra complessità la tua complessità e la tua e la mia tutta questa complessità di baci dati con poca luce dentro una macchina in un parcheggio che ormai è nostro davanti una tv che accendiamo soltanto per i sogni la realtà dei giorni ci interessa poco o niente stiamo così semplicemente grazie stese su un divano avevo paura sai di poter scrivere questa mattina solo cose banali che anche solo dire questo o quello non fosse che banale perchè è così fiume tutto a no invece sono qui senza di voi a scrivere di voi come potrei non farlo invece come potrei lasciarvi da sole adesso che avete bisogno di me in uno studio di san pietro in gù in una segreteria di padova non ho paura sai di scrivere queste cose in questo modo ho scritto appena cose di un altro mondo a nostro modo con le parole dell’una e dell’altra sempre nella carne aperta viva di un uomo che si sente piccolo di fronte a voi stelle belle come il sole figo strafigo della sabbia di maggio quando c’è poca gente eccomi al romanticismo per vie laterali eccomi al mare in mezzo a voi senza costume a tenersi per mano sulla sabbia di giugno quando c’è poca gente e poco si paga il parcheggio c’è da camminare questo sì l’avevamo detto ma avevate detto che era così bello punto di domanda sì mi sa di sì mi sa che avevate detto anche questo sulla sabbia di dicembre quando ci siamo conosciuti per caso ci siamo visti come e ci volevano in ordine tempo spazio e baci ce ne vogliono ancora l’amore viene perchè uno ufficialmente non lo chiama ma lo chiama lo stesso si sa per uno due tre come noi stare senza è come dire poca pace vogliamo tutto il meglio che uno due tre possono e lo avremo sai altro che se lo avremo come dire quando lo avremo il giorno la notte che lo avremo sarà fatto di pane buono appena fatto senza conservanti che non siano d’aria fresca un poco di mare che fa rima con tutte le cose che le bocche dicono quando sentono dentro tan ti ti tan ti ti tan ti ti tan ti ti tan ti ti tan ti ti tan ti ti tan ti ti tiii rirariii tiii rirariii taaa taaa tararaaa è questo questo mare la sapete la rima che fa rima con tutto buona per ogni stagione salda di gennaio salda di febbraio salda di marzo e così via non è 119 euro nè 109 nè 99 nè 150 euro in conto disponibile nè 150 euro in conto contabile niente la rima non si adatta si adatta a tutto invece l’amore che c’è e l’affetto e le mani diamo tempo alla grazia di scendere alle lingue di fuoco che forte questo dio che ha le lingue sante e chi le usa per fare bene il pane tutti i giorni sai scrivo questa cosa lunga per trattenere le lacrime e tenerle per voi per bere un poco al fiume con le lingue di fuoco spirito santo che sei nei cieli nei soli nelle stelle nelle comete dacci oggi il nostro smalto quotidiano per farci belli alla sera per farci belli alla mattina la tavola è lunga venite vicino - PERMALINK venerdì 12 gennaio 2007 - ore 11:18 che post di carl venerdì 12/1 11:16 che che il pallone bianco e nero e bianco che dolci che dolci e che dolci e che troie che troie che troie che splendide splendide stelle che splendide splendide stelle della sera sul divano bianco a non posso scriverlo tanto amore che splendide splendide stelle della mattina sul lavello bianco a appunto lavare posso scriverlo tanto amore bianco ancora prima lavato dell’acqua della prima cena io in piedi con il mio maglione verde acrilico il mio maglione preferito le parigine nero le parigine bianco e nero le gonne nero le gonne grigio senza mutandine anch’io senza timore che non sia dell’amore lavare tre forchette tre coltelli tre cucchiai tre immacolati santi strumenti di un dio che se c’è guarda giù in fondo giù all’anima di noi tre con affetto con amore con un misto miele dei due sopra dei due sotto della mani in trecce sul sedile dietro delle gambe in trecce sul divano davanti in the mood for love le camminate di domani mattina presto a san pietro in gù a padova le parole sussurrate appena come in un angolo piccolo d’albero di cielo che le protegge appena come splendide splendide stelle il riscaldamento quando si attacca ad ogni ora è come quel fiume in piena giù per il corridoio e la cucina giù per le scale quando si scende su per le scale quando si sale dietro di voi vi guardo innamorato e siete fighe strafighe davanti a voi vi tolgo le calze e siete fighe strafighe e siete i misteri che avevo scritto d’estate e me ne accorgo soltanto adesso che neanche questo posso scriverlo tanto non mi credereste lettori lettrici che quello che ho visto è il respiro di un frattale di luci di un frattale di luci è il respiro antico e nuovo nuovissimo testamento di gioie e sorrisi imbarazzati e mani di bambine che si appoggiano con affetto e un poca distanza ma è normale no questo confine piccolo spazio di normalità senza confini che non siano di ieri l’altro appena ci siamo conosciuti vi siete conosciute e pensate quanti dolci c’erano sulla tavola a fiori nessuno direte voi arachidi poco di più una pasta fatta con amore con poco vapore e tanta verdura carote e zucchine ma potrei sbagliare una tavola semplice perchè ci stia tutta questa complessità tutta la nostra complessità la tua complessità e la tua e la mia tutta questa complessità di baci dati con poca luce dentro una macchina in un parcheggio che ormai è nostro davanti una tv che accendiamo soltanto per i sogni la realtà dei giorni ci interessa poco o niente stiamo così semplicemente grazie stese su un divano avevo paura sai di poter scrivere questa mattina solo cose banali che anche solo dire questo o quello non fosse che banale perchè è così fiume tutto a no invece sono qui senza di voi a scrivere di voi come potrei non farlo invece come potrei lasciarvi da sole adesso che avete bisogno di me in uno studio di san pietro in gù in una segreteria di padova non ho paura sai di scrivere queste cose in questo modo ho scritto appena cose di un altro mondo a nostro modo con le parole dell’una e dell’altra sempre nella carne aperta viva di un uomo che si sente piccolo di fronte a voi - PERMALINK venerdì 12 gennaio 2007 - ore 10:09 che post di carl venerdì 12/1 10:07 che che il pallone bianco e nero e bianco che dolci che dolci e che dolci e che troie che troie che troie che splendide splendide stelle che splendide splendide stelle della sera sul divano bianco a non posso scriverlo tanto amore che splendide splendide stelle della mattina sul lavello bianco a appunto lavare posso scriverlo tanto amore bianco ancora prima lavato dell’acqua della prima cena io in piedi con il mio maglione verde acrilico il mio maglione preferito le parigine nero le parigine bianco e nero le gonne nero le gonne grigio senza mutandine anch’io senza timore che non sia dell’amore lavare tre forchette tre coltelli tre cucchiai tre immacolati santi strumenti di un dio che se c’è guarda giù in fondo giù all’anima di noi tre con affetto con amore con un misto miele dei due sopra dei due sotto della mani in trecce sul sedile dietro delle gambe in trecce sul divano davanti in the mood for love le camminate di domani mattina presto a san pietro in gù a padova le parole sussurrate appena come in un angolo piccolo d’albero di cielo che le protegge appena come splendide splendide stelle - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
BLOG che SEGUO: BOOKMARKS officine audiovisive youtube (da Arte e Cultura / Poesia ) officine audiovisive myspace (da Arte e Cultura / Poesia ) UTENTI ONLINE: |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||