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sabato 1 agosto 2009 - ore 19:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


albinamente.fatAle.

come chiamerei la doccia nel mio linguaggio subvocale.
le stanze in cui piove sempre e i modi come altri per guadagnarci una scopata.
le questioni geografiche celate dietro a questioni sociali,o viceversa.
i miei modi di fare che raggiungono la lentezza.
che sembro stupida mentre parlo e confondo le ghe con le ge e gli uo con gli ua.
sette giorni di toni e di accenti e una persona che si compone come un puzzle.
gioco con la pelle sui tuoi spigoli e ne ricavo complimenti e ricerche tra scomparti di supermercati afosi.
le strade fatte due volte e i gesti che non costano nulla,ma a cui io do peso.
tratteggio i tuoi pregi e i tuoi difetti.tra le carni che non distingui e gli amari che non digerisci.tra una birra e un’immagine di suor paola.tra miscele di dolcezza e perversione.la tua rabbia che si trascina protezioni.la sicurezza che infondi.
nelle telefonate con i timer.che si allungano di dieci minuti.
il tuo mettermi pace interiore incastrando i piccola e le lentiggini.
mi prendi per il culo e ci riesci davvero bene,a farmi ridere.

il tutto,a prescindere.






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venerdì 31 luglio 2009 - ore 14:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


come decidere di radersi i capelli
di eliminare il caffè, le sigarette
di farla finita con qualcuno o qualcosa,
una formalità una formalità
o una questione di qualità
io sto bene io sto bene io sto male io sto male
io non so io non so
come stare
dove stare


ecco,più o meno va così.
mi prendo brevi pause per bere spritz e mangiare zucchine,melanzane e peperoni con tanta mozzarella.
per bere calici di rosso e passiti e criticare mogli troppo opprimenti e mariti troppo camaleontici.
per ricordarmi una volta in più che il cremino al caffè con cioccolato è la cosa migliore del mondo.
resto interdetta per parole che trasudano da pagine di fiction e mi chiedo dove inizia la mia sensibilità.
che non so andare oltre e non mi scivola niente addosso.
come se tutto quello che mi circonda fosse a base di colla e,se mi passa vicino,mi resta attaccato.
riesco ancora a stupirmi delle persone e forse non sono così disillusa come credevo?
ma sorrido di traverso a chi mi dice di stare tranquilla.
ti racconto dei miei giorni in questa casa e dei miei pensieri unidirezionali.
di come ho sempre continuato ad iniziare tremila cose allo stesso tempo per avere sempre scuse e rimandare,rimandare,rimandare.
il mio problema con le fini è risaputo.
ed il cielo ieri sera insieme a bob dylan mi suggeriva di continuare a guidare.
vedi?
giusto perché se mi rilasso,collasso.









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mercoledì 29 luglio 2009 - ore 17:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


exposure.to.print.

mi sembra di girare a vuoto all’interno di concetti tutti uguali.
come quando da piccola giocavo a trovare le differenze e me ne mancava sempre una.
come quando non ricordi mai il nome del settimo nano o del settimo vizio capitale.
hai le cose davanti gli occhi e ti manca sempre un pezzo.
mi lamento un sacco,anche se tento di farlo in silenzio.
e mi sale l’ansia per tutte quelle cose che non riesco a controllare,ma anche per quelle che controllo.
sarai poco poco ansiolitica,mi chiede qualcuno.
mentre di notte ci si diverte a scompensarci in meccaniche fluide.
di giorno mi chiedo che fine hai fatto tu.
incastrato tra tutte le cose che lascio lì a riempirsi di polvere,ma che non ho mai il coraggio di buttare via.






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venerdì 24 luglio 2009 - ore 13:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


sei.tante.cose.ma.mai.l’ultima.persona.che.voglio.vedere.

giorni caldi e senza respiro.
resto seduta a leggere parole in inglese.
ormai penso pure, in inglese, e sono l’unica che va in giro parlando di swine flu,non di influenza A o suina o che due palle ne abbiamo sempre una.
mia mamma svaligia farmacie e torna a casa con rifornimenti di amuchina. giusto perché mancano SOLO due settimame allo zsiget,meglio premonirisi. eh sì.
io forse non ci credo,all’idea di una settimana in un parco giochi.
fossi jacko,la chiamerei neverland quell’isola.
mentre organizzo altri concerti e mi ritrovo tra le mani biglietti per festival a milano.
mentre faccio colazioni con ex colleghe che mi portano inviti di matrimoni,mi raccontano storie assurde e sperano di riavermi a scuola.
mentre gli aperitivi si allungano fino a tardi e proviamo quello frozen, che sa di granatina allo spritz.
mentre a cena ci sediamo accanto a chi si compra ville a cortina e indossa magliette verdi sgualcite.
e noi ridiamo di lui,forse maleducatamente,ma tant’è che a tanta ignoranza non vi sono altre risposte.
mentre ho crisi d’ansia ogni cinque minuti e i miei pensieri corrono più veloci delle mie situazioni.
che penso a cosa ne sarà di me e allo stesso tempo mi dico di fare le cose una alla volta.
non lo so fare.
centrifugo tutto.
prima o poi la lavatrice esploderà.






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martedì 21 luglio 2009 - ore 20:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")


vorrei.che.questa.pagina.tornasse.bianca.per.scriverci.tiamo[punto].

ascolto canzoni commerciali e mi chiedo perché.
la risposta è semplice,se la tv in sottofondo rimane sintonizzata su mtv hits.
mi chiedi se sono ancora in ostaggio della tesi,io rispondo che sono in ostaggio di me stessa.
di notte mi sveglio e il mio stomaco parla da solo.
io non lo ascolto,allora lui si incazza ed urla più forte.
così tutto intorno mi obbliga ad ascoltarlo.
finisco per perdere la lotta e rimango in stato comatoso il giorno dopo.
un’ameba,ti dico.e tu rispondi che non ci voleva molto a capirlo,visto la quantità pari a zero nella casella sms-ricevuti.
segnali di vita cibernetici.che non mando.
digito parole a caso,tanto per non pensare alle solite: comprensione orale,comprensione scritta,memoria di lavoro,abilità fonologiche,decodifica. e mi rendo conto che persino ora,che scrivo a caso,penso se manca qualcosa o se l’ordine sia quello giusto.
a volte torno ad avere il bisogno di qualcuno che mi dica che tutto andrà bene.
e in queste volte odio ritrovarmi così fragile e così -non completa-.
sarà colpa della fine di lost.
o dei pensieri associativi.
o dei velvet sul main stage e i ministri nel second.
intanto sto attenta a non fare prigionieri.
come mi ha consigliato qualcuno nel suo presente padovano.

baby,it’s a violent world.






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sabato 18 luglio 2009 - ore 17:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


si.può.saltare!

ero in quarta superiore la prima volta che samuel e compagnia entravano nei miei occhi.uscivano con le pile e puntavano lucine addosso alla gente.noi eravamo a vicenza in prima fila ad urlare contro a dei tipi accanto vestiti da meganoidi.
e ci piaceva boosta all’epoca.
a distanza di 9 anni e molti concerti sulle spalle dopo,il nostro preferito è vicio e il nostro urlo di battaglia è mara maionchi.
che risentire tutto microchip emozionale mi ricorda di noi e delle estati sotto il portico di casa mia.delle sedie bianche e delle mani nelle mani.degli abbracci lunghi e di liberi tutti in cui il pezzo di silvestri era solo nostro.
jump’o non lo dice più e neppure babilonia..ma i sentilo e i forza e su ste mani hanno lasciato spazio alle le,tirando via gli ste.
c’è che ci sono gruppi che possono deluderti un sacco di volte,ma non smetti di volergli bene.io,che sono sentimentale e fedele quanto basta,avevo fiducia e li ho ritrovati.
che samuel senza cappello prometteva male,ma la voce gli è tornata.
che forse salta un po’meno,ma salta ancora.
che gli anni passano per tutti ma che è confortante come le canzoni,invece,non passano mai.
un po’come noi,inesorabili ed instancabili.a ballare e bere birra.
a cantare o semplicemente urlare fuori tutte le nostre frantumazioni di attimi.
tutto si fermerà.





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mercoledì 15 luglio 2009 - ore 18:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")




oggi il [mio] diagramma del cuore è schermo piatto in nebulose stagnanti.

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lunedì 13 luglio 2009 - ore 13:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[26]

che inizia tutto con tramezzini tonno e cipolline e insalate di riso preparati con tanta dedizione.
dirti che semplicemente mi manchi e i tuoi mi dispiace veramente.
gli scatoloni che non so aprire da sola.le forbici che neppure so dove sono,mentre mia sorella spara le sue innumerevoli stronzate.
i regali già sgamati e un giradischi rotto,ma semplicemente perfetto,per me.
i ritrovi sotto il sole ed il caldo,mentre qualcuno si lamenta per il freddo,ti guardo e capisci quello che ho in testa.
le copette di gigi e il calcetto per i bambini.i gratta e vinci e ivan che paga da bere per tutti,mentre io chiedo se posso bere l’ultima copetta,ma dario non vuole.
i silenzi dei ragazzi che vengono da ramoncampagna e le ascelle pezzate mostrate in lontananza.
una rosa che si abbina con il colore della mia maglietta e i viaggi a parigi che non si dovrebbero fare,ma tanto si fanno lo stesso.
l’aria sul viso e i tettucci aperti delle macchine.
i mezzi da nardini e biglietti di compleanno scritti in rima.
che mi esercito per il papiro e mi metto a bere da sola se sbaglio.
luglio fa rima con scoglio e aglio,dice V.[aglio?!]
il biglietto per i chemical in borsa e un’estate fatta di concerti.
che siamo tutti esaltati dallo zsiget e non facciamo che parlare di quello.
i buttafuori [che poi,era un buttafuori?] che ci invitano ad andare 50.metri.più.su. e noi,che ridiamo ogni volta che lo vediamo arrivare.
qualcuno che non riesce a contenersi,e dario che attraversa la strada come fanno i bambini.mentre noi lo guardiamo e ridiamo a dirotto prendendolo in giro.
le bruschette al bar dea morta e le porzioni di patatine doppie.
le birre che dovrebbero essere da mezzo ma non lo sono.
quelli che rimangono alla fine,inesorabili,ai piedi del sotto a bere cynar o moijti troppo ghiacchiati.
che mi fa male il cardias mentre lara parla come gli animali di paperissima.
e mi sento mancare il fiato.
e continuo a ridere.
grazie.








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domenica 12 luglio 2009 - ore 14:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")




ventisei anni e non sentirli affatto.
mi sono fermata a diciasette,l’ho sempre detto.
ventisei anni e la tristezza di certi auguri.

concentriamoci sui nostri tour alcolici.
e sulle persone che contano veramente.






we.can.build.a.new.tomorrow.today.

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mercoledì 8 luglio 2009 - ore 00:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


cura.ciò.che.hai.altrimenti.giochi.a.perdere.

me lo tatuavo, due anni fa.
due anni fa venivo da una serata in cui qualcuno era diventato seth cohen e scopriva di stare molto meglio così.
due anni fa accentuavo l’altrimenti,cercando le m.
quest’anno vengo da un pomeriggio universitario afoso.
che qui si parte con i temporali,si torna con il caldo,e si finisce tra i lampi e i tuoni a decorare un cielo che diventa sempre più nero.
elena dice che lavoro in modo proficuo.
e che forse sto facendo un progetto esagerato.
le sorrido un po’di traverso,mica-ho-scelto-io.
la realtà è che un po’me lo sento cucito addosso.anche se mi lamento in continuazione e anche se resto ingabbiata nelle mie ansie planetarie notturne e diurne.
che torno da padova e passo a prendere V.con l’intento di mangiare pastine,la trascino a bere spritz.che il caldo ci assale e pensiamo solo a budapest e alle cose da mettere in valigia.
a quei sette giorni che saranno fuori dalla realtà.
che ale salta fuori dal nulla ed io penso a quante cose possono succedere in un mese.un locale che ho adorato con tutto il cuore chiuso per fallimento.lui che ora lavora lì e qualcun altro che mi chiama per dirmi che ha firmato.due bar in due paesi e con due persone che conosco bene,non sono niente male per il mio fegato.
i funerali di jacko in tv e V che si commuove anche per lui.
non è lui,ma è la morte,ti dico.
io rimango impassibile e un po’mi sento stronza.
ma non resto indifferente di fronte ad una bambina che piange.
così finisco a dirti che voglio fare la maestra,cazzo.
amo quel lavoro più di qualunque cosa abbia mai amato fino ad ora.
e questa frase mi sembra così patetica.e così vera.
dici che se voglio,posso.
però credo che in questo paese gelminizzato non sia più così.
chissà che ne sarà di noi,direbbe muccino.

[volevo scrivere di te stasera.ma prendo un giro talmente largo che poi finisco in altre strade.
volevo scrivere di quanto certe volte ti ritrovo.incastrato tra le lettere o in qualche nota stonata.
volevo scrivere di come, certe volte,tutto ancora parli di te.
sono solo momenti.mi ripeto.]






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