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D R A G O
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CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
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Non ve lo dico neanche se mi pagate. Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.
HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato. E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita. E grazi al cielo capita sempre qualcosa.
ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può. E allora mi faccio bastare il resto.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto. Quello che si adatta a tutte le situazioni.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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3)

MERAVIGLIE
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Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.
Benvenuti nel Blog di Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada, Cavaliere dell’Ordine della Porketta e Grande Ubriacone di Corte
Una Storia Come Tante:
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A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog... Tales Of The Fall In Love With The Elf!! Parte Prima:LINK Parte Seconda:LINK Parte Terza:LINK Parte Quarta:LINK Parte Quinta:LINK Parte Sesta:LINK Parte Settima:LINK Parte Ottava:LINK Parte Nona:LINK Parte Decima:LINK Parte Undicesima:LINK Parte Dodicesima:LINK Parte Tredicesima:LINK Parte Quattordicesima:LINK Parte Quindicesima:LINK

Uhm...Porn-Groove. Allora non si involve solo la tv. Fa piacere. Fa paura. LINK


Che mi si coccardi, io dico.
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martedì 13 luglio 2004
ore 17:57 (categoria:
"Amore & Eros")
Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE SECONDA: A Write on the Desk
Freddo, anche oggi. Del resto cosa pretendo a Gennaio? Fa freddo per forza. Entro in aula studio come al solito e come al solito la cerco. Non c'è... che è successo stamattina? Forse era di esame... ma sì... verrà più tardi. Mi siedo, studio, e bene anche. La mattinata avanza, ormai sono le 11 passate... ed eccola. Sale le scale con la sua naturalezza disarmante, si ferma in cima e cerca un posto. E lì realizzo: è tutto occupato. Tutto tranne un posto... che guarda caso è quello di fronte a me. Si verrà a sedere qui? Sì, lo fa. Dissimulo la tensione fingendomi concentrato e buttandomi di testa nel libro. E ora?? Posso attaccare bottone, posso conoscerla!! Ma come? Che le dico? Che faccio?? Solite domande idiote di circostanza, insomma. E lei è qui di fronte che ha già aperto i libri mentre sono perso nelle mie elucubrazioni. La giornata passa... vai a mangiare con un po' di amici, torni e anche lei torna dal pranzo... studi, nei limiti del possibile. Lei ogni tanto esce fuori a fumarsi una cicca. E in quel momento pensi a come conoscerla, a elaborare un piano. Fallisci miseramente. La giornata sta per finire, ormai soono le 7... ma lì succede che un amico dell'Elfa le si avvicina e si mettono a chiacchierare. Data la vicinanza ti non puoi non sentire che lei le sta dicendo che ha un esame la mattina dopo. Non dire cazzate: stavi origliando. Parlavano pianissimo... se non avessi origliato non avresti sentito nulla, vergogna. Ok.. origliavo... e allora? Lei domani ha un esame!! Devo farle il mio in bocca al lupo prima che vada via!! Sì... certo... ma pare che ho perso i miei testicoli da qualche parte... e mentre li cerco lei va a fumarsi un'altra cicca. E lì il lampo di genio. Sposto il suo astuccio e sul tavolo scrivo a matita: "Ma lo sai che sei proprio bellissima? In bocca al lupo per domani!!" E ci metti un po' per scriverlo... non è facile scrivere alla rovescia quando ti tremano le mani per l'emozione! Ma, pur con una pessima scrittura, compio la missione e ricopro la scritta con l'astuccio dell'Elfa: così appena andrà via leggerà la scritta!! Bene!! Lei torna... studiamo un altro po'... anzi, lei studia un altro po', io fo finta... poi lei inizia a metter via i libri... ci siamo!! Ma... ora come faccio? Lei sta per leggere la scritta... e io sono qui... come faccio? Capirà subito che sono io... e che mi dice? E io che dico? Che faccio? Perchè sono così idiota da non aver pensato che mi sarei trovato in questa circostanza?? Che fesso... ma non c'è tempo... devo inventarmi qualcosa... pansa Riccardo! Pensa! E fai presto!! Ma l'Elfa nella sua bellezza spietata allunga già una mano verso l'astuccio... sono cotto! Se solo avessi avuto più tempo per pensare... me la sarei cavata... ma ormai... attendo la sentenza, attendo l'ineluttabile punizione del destino per la mia stupidità... che figuraccia... sono finito... e mentre questi pensieri mi affollano il cervello... l'Elfa prende il suo astuccio, lo infila nello zaino, si alza e va via nel suo elegante splendore lasciando la mia scritta lì da sola, istupidita, non degnata neanche di uno sguardo, emarginata. La rileggo io, per consolarla. E intanto tiro il fiato... mi viene da ridere... non l'ha neanche vista... uah uah uah!! La cancello, metto tutto a posto e me ne vado a casa. Non racconto a nessuno dei miei amici quanto sono idiota. Ogni tanto mi viene da ridere sulla strada di casa... stanco, distrutto da tutte quelle emozioni inutili... mi prenderei per il culo da solo! Idiota... mi addormento, ancora divertito da quanto sono stupido... ma era solo l'inizio... ancora ignoravo quale fosse il fondo della mia deficenza... e forse tutt'ora lo ignoro... [to be continued...]
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lunedì 12 luglio 2004
ore 17:20 (categoria:
"Amore & Eros")
Tales of the Fall in Love with the Elf
PARTE PRIMA: The First Met
DRIIN DRIIN!! La sveglia... porca vacca... impietosa come sempre, puntuale da far schifo... e non posso non chiedermi chi cazzo l'ha puntata alle 7... voglio dormire... ah, già... l'ho messa io... cos'è oggi? Che anno è? Ma soprattutto chi sono io? Sto delirando? E' il sonno... no... ecco, i sensi tornano alla normalità... cavolo che freddo... è dura lasciare il letto con 'sto freddo! Ma siamo a Gennaio, con gli esami addosso. E l'aula studio mi aspetta. Mi alzo, mi vesto e inizio la mia camminata verso la Jappelli. Le mani mi si ghiacciano, perdo la sensibilità alle dita... ma mi consolo pensando al calduccio dell'aula studio... e infatti quando arrivo sono quasi contento. Sono più o meno le 9... non c'è ancora molta gente. Salgo al piano di sopra, che già penso a quante pagine dovrò studiare oggi e lì cambia la mia vita. Mi mancano tre scalini, solo tre, ma già l'ho vista. Un'Elfa che studia. Pensavo che nell'Università di Padova ci fossere solo umani. Mi sbagliavo. C'è un Elfa. Concentratissima, china sul suo libro, con un ciuffo di capelli lunghi dai riflessi rossi che le pende in avanti... se lo aggiusta dietro l'orecchio e riprende a sottolineare il libro tenendo tra le dita affusolate una matita colorata... e io che guardo, con ancora davanti gli ultimi tre scalini. Mi risveglio dall'incantesimo elfico che sicuramente mi aveva scagliato grazie alla risatina di un tipo che si è goduto tutta la scena di me che fissavo l'Elfa... vergogna. Di che colore sono? Meglio non chiederselo. Mi siedo e studio, fino a sera, buttando l'occhio verso l'Elfa ogni tanto. Poi finisce la giornata. Ne inizia un'altra. Lei è sempre lì che studia. E io sono sempre lì che studio e la guardo. E così, nello stesso identico modo passano altri tre o quattro giorni... finchè una mattina arrivo in aula studio e lei non c'è... [to be continued...]
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lunedì 12 luglio 2004
ore 16:15 (categoria:
"Amore & Eros")
Prefazione
Ecco... qualcuno me lo ha chiesto esplicitamente, qualcuno no, a molti non gliene fregherà niente... ma io imperterrito inizio l'opera: le mie avvanture per conoscere l'Elfa... le metterò su a puntate... non riuscirei a scriverle tutte insieme. Almeno non se volessi raccontarle con calme come intendo fare... per cui... ora inizio a preparare la prima parte e la inserisco...
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domenica 11 luglio 2004
ore 20:54 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Bologna e piove
Mi fermo al semaforo e aspetto qui poi tu passi, sola... illudimi: che durerà per sempre quest'attimo di te che sembra un sogno che porta via... ci sei tu davanti a me, ci sei tu e mille gocce che cadono... se fossi acqua incontrerei la linea del tuo viso... Bologna e piove Bologna e piove immaginare un dove senza esserti vicino Bologna e piove Bologna e piove Ti guardo mentre attraversi e intanto il mondo fuori, inspiegabilmente resta fermo, nel traffico, ci sei tu davanti a me, ci sei tu e mille gocce che cadono... se fossi acqua incontrerei la linea del tuo viso... Bologna e piove Bologna e piove immaginare un dove senza esserti vicino Bologna e piove Bologna e piove Si accende il verde ora, mi guardo attorno mi accorgo solo adesso di quanti occhi fissi hai addosso tu, hai addosso... e loro sono me... se fossi acqua incontrerei la linea del tuo viso... Bologna e piove Bologna e piove immaginare un dove senza esserti vicino Bologna e piove Bologna e piove...
Federico Poggipollini
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domenica 11 luglio 2004
ore 14:23 (categoria:
"Poesia")
Apina rulez!!
La 200esima!! l'unica e la sola..... APINA!!
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domenica 11 luglio 2004
ore 14:18 (categoria:
"Pensieri")
...
NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE... NON ESSERE UN OSPITE...
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domenica 11 luglio 2004
ore 11:31 (categoria:
"Pensieri")
Pioggia
Pioggia. Pioggia molto. Non è un errore grammaticale, né una sottospecie di licenza poetica. E’ voce del verbo pioggiare. E oggi pioggia proprio assai. Pioggia dall’alto, ma anche di lato, perché oltre che pioggiare venta anche (sì, venta, voce del verbo ventare, 3° persona singolare del presente indicativo, bravi, avete capito come funziona). E allora l’ombrello diventa uno strumento abbastanza inutile. Sì certo, ti fa bagnare di meno, ma comunque ti bagni e in più hai le mani occupate. E allora non lo apro proprio. Lascio che mi pioggi (congiuntivo presente, 3° pers. sing.) addosso e mi godo lo spettacolo: mi guardo l’acqua che cade, i disegni che compongono le gocce che cadono, ora parallele, ora no, ne osservo la trama a tratti più fitta e a tratti meno; rimango colpito dalla strana luminosità del cielo, grigio, ma sempre affascinante; guardo l’acqua che si raccoglie in cascatelle cadendo giù dalle grondaie dei balconi, andando a complicare i disegni delle gocce che cadono… e dentro mi scatta qualcosa: parte un goccio di malinconia, ma gira anche dell’energia, della voglia di fare, perché in tutta quest’acqua mi sento vivo. Molta della gente che mi ha visto sguazzare in acqua, in mare o in piscina, ha visto come mi muovo e nuoto contento, ha detto che forse l’acqua è il mio elemento naturale, che forse ero un pesce nella mia vita passata. Andiamo… che cagata… una balenottera, forse. O comunque un grosso cetaceo (che bel nome che è “cetaceo”… è bello dirlo: cetaceo! Suona bene). Quel che volevo dire è che a me l’acquazzone di oggi, che l’ho vissuto senza ombrello, mi ha proprio caricato. Non ci avevo mica mai pensato a ‘sto fatto dell’ombrello: evita che mi bagni troppo… ma mi nasconde le cose più belle della pioggia. Mi fa vedere solo la parte più buia, le strade bagnate e piene di pozzanghere che ti sporcano le scarpe (che in questi casi è statisticamente provato che le hai appena lavate), che ti bagnano i pantaloni che con l’effetto “stelo di fiore” assorbono l’acqua verso l’alto e si inzuppano fino al ginocchio; poi ci sono le macchine che sembra vadano in giro apposta per schizzare te sfrecciando impietosamente sulla stessa pozzanghera dove avevi già perso la pulizia delle tue scarpe. E in più l’ombrello devi tenerlo bene se no ti vola via, se no si rompe e che palle se incontri qualcuno e gli devi dare la mano… devi stare ad armeggiare con quell’odioso strumento… no, non ci avevo mai pensato… che odio l’ombrello! Ma oggi lo perdono, lo lascio al suo posto, inutilizzato e mi vivo questa mattinata che pioggia la pioggia e che venta il vento proprio mentre io vivo la vita.
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sabato 10 luglio 2004
ore 16:46 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Per accompagnarti...
Per accompagnarti, ti accompagnerei, giù fino in fondo a questo nostro strano giorno Anche se tu sei come sei e non mi ascolti e ti confondo... Per accompagnarti, sì... ti accompagnerei, per quella specie di segreto che hai negli occhi... Ma intanto tu sei come sei; chissà se vuoi che resti o torni... E intanto passano le notti e dimenticano certi sogni sui nostri pavimenti. Chissà se quando sei partita ti ricordavi già di me... chissà se tutto quel che è stato vero è in fondo ancora adesso vero...
Gianmaria Testa
E' un capolavoro... è proprio... un capolavoro.
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sabato 10 luglio 2004
ore 12:43 (categoria:
"Pensieri")
150!
E grazie a chiaretta per essere la 150a visitatrice!!
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sabato 10 luglio 2004
ore 12:20 (categoria:
"Sport")
Piccola autocelebrazione
Sei lì in campo... l'attaccante avversario salta un tuo difensore e arriva al limite dell'area... carica il tiro e lo lascia partire... è un tiro di interno piede, a girare verso l'incrocio alla tua destra... per un attimo negli occhi gli leggi l'esultanza per il goal ormai quasi certo, quasi. Perchè lì succede una cosa che ogni tanto ai portieri succede: si rallenta il tempo. Avete presente gli effetti speciali di Matrix? Ecco... una roba simile, solo che il pallone non lascia la scia come fanno i proiettili nel film! Insomma, si rallenta il tempo. Per tutti ma non per te. Fai un passettino di lato sulla destra, poi punti i piedi, fletti le ginocchia spostando quasi tutto il peso sulla gamba destra... e ti dai lo slancio... un bel salto; ti allunghi in aria avvicinandoti all'incrocio della porta... tutto scompare, vedi solo le tue mani, la palla e il punto dove si incontrano palo e traversa. Ormai sai che è fatta. Infatti arrivi a toccare la palla con la mano proprio sotto l'incrocio e a deviarla fuori. Cadi a terra rotolando con un'agilità che a guardarti non ci crederesti neanche tu. Ti alzi e ti guardi attorno. L'attaccante avversario aveva già alzato le mani per esultare e gli sono rimaste così mentre ti guarda impietrito. E lì scatta il boato dei tuoi compagni di squadra. E ti senti proprio figo. Si avvicina a te il tuo terzino sinistro e ti invita a battere il 5 sulla sua mano. E lì hai un'esplosione di felicità perchè stasera il tuo terzino sinistro è anche e soprattutto tuo papà, con cui hai giocato a calcio da quando eri piccolo piccolo... e ora erano 7 mesi che non riuscivi a fare una partita con lui data la lontananza e una serie di altri fattori. E ti mancava tanto, tantissimo...
Sentivo il bisogno di raccontarla questa cosa che mi è successa ieri sera... xchè mi ha troppo emozionato... ma anche xchè bisogna essere proprio forti per fare una parata come quella e a me un poco piace tirarmela a volte!!
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