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PARANOIE
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MERAVIGLIE
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ô Mort, vieux capitaine, iI est temps! levons l'ancre! Ce pays nous ennuie, ô Mort! Appareillons!
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mercoledì 28 gennaio 2004
ore 11:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ombre
In genere riesco a mantenermi piuttosto refrattario a quello che succede nel bunker. Quello di schifoso intendo, di vergognoso e immorale. Parlo di privilegio dell'inettitudine, di maschera alla verità, di vigliaccheria e di culto del sotterfugio. Ma più mi rafforzo nel corpo più lo spirito paradossalmente si indebolisce, se ne fa in qualche modo schiavo, si ammanta della stessa intransigenza, della stessa propensione al disgusto. Già, perché c'è un conflitto, in ogni cuore umano, tra il razionale e l'irrazionale, e tra il bene e il male.... E intanto qualcosa dentro di me sta salendo lentamente le scale, e se ne può vedere forse l'ombra farsi vicina...però non sempre il bene trionfa, a volte le cattive tentazioni hanno la meglio su quello che Lincoln chiamava "i migliori angeli della nostra indole", i buoni istinti morali...
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martedì 27 gennaio 2004
ore 18:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Quindi?
L'indifferenza non l'ho mai considerata come un atteggiamento, o come un sentimento. Più come un accidente momentaneo. Ovvero: in un dato momento ti trovi in un dato luogo. Succede qualcosa in prossimità. Qualcosa di rilevante, di rumoroso forse, di attraente. Non te ne accorgi. Non ci fai proprio caso. Nemmeno ti senti coinvolto dall'interesse che manifesta chi ti sta intorno. Lo stesso si potrebbe dire con l'opposto dell'indifferenza, la sensibilità. Ti trovi sempre in un dato momento in un dato luogo, non necessariamente lo stesso di prima. Percepisci qualcosa, qualcosa che è successo. Lo cogli, nei suoi dettagli oppure ti rendi solo conto che è successo. Nessun altro sembra averci prestato attenzione. Potremmo dare ad ogni definizione una doppia caratterizzazione, una legata all'immanente, l'altra al transiente. Basta così, per oggi, l'esagerazione ha avuto il suo tributo. E anche il disgusto, mio malgrado...
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martedì 27 gennaio 2004
ore 14:37 (categoria:
"Viaggi")
Prima parte
Dopo un po' di assestamento e di riassetto, raccolgo e dispongo finalmente le impressioni dei giorni di Minsk. I pochi giorni trascorsi dovrebbero aver portato lucidità e una visione maggiormente prospettica, pur non escludendo implicazioni sentimentali... Prima, però, devo lasciare indietro un poco di tempo perso e alcune cose ormai inservibili... Già durante l'atterraggio provavo simpatia per questo piccolo paese. Dall'alto si vedeva che la neve era ovunque, con qualche interruzione al biancore per boschi e centri abitati. Dopo la solita trafila burocratica per visti e timbri vari guadagnamo l'uscita dell'aeroporto, spartano e funzionale edificio che odora di "altra parte della cortina di ferro", lo immaginavo esattamente così. Quanto visto da "sopra" viene confermato anche in prospettiva orizzontale: neve ovunque, ma la temperatura non sembra particolarmente rigida. Pochi chilometri dopo l'aeroporto compare il primo monumento: una triade di obelischi dedicati ai caduti nella seconda guerra mondiale. La Bielorussia pagò un tributo pari al 25% dei suoi abitanti e ci vollero 40 anni prima che la popolazione tornasse ai livelli anteguerra, complici le epurazioni staliniste. Boschi, neve, strade diritte e qualche casupola. Non molto d'altro per parecchi chilometri. Poi finalmente, il primo, piccolo cimitero. Un rettangolo recintato da una bassa palizzata e all'interno, spuntare dalla neve croci di legno colorate, per lo più verdi e rosse, storte, con qualche mazzo di fiori appassito e in parte sommerso dalla neve. Stiamo raggiungendo la periferia di Minsk e si intravedono i primi falansteri degli smisurati quartieri operai. Entriamo in un dedalo di strade circondati da questi mostri di cemento, scuri e incombenti, ma non minacciosi. Sembrano piuttosto dei giganti delusi che dopo aver aspettato il momento di gloria si rassegnino a un declino, iniziato in realtà con la posa della prima pietra. Capitiamo al limitare di un piccolo parco. Le sagome di alcune panchine sotto la neve, alberi brulli e corvi a decine. Corvi sugli alberi, corvi in mezzo alla neve, corvi che si poggiano sugli stretti terrazzini dei palazzi e poi riprendono a volteggiare, e poi dalla terra al cielo e dal cielo alla terra. DOpo una breve sosta ci dirigiamo verso il centro della città. Da qui, impressioni indistinte da ricucire. Ancora un po' di tempo.
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lunedì 26 gennaio 2004
ore 14:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Una fotografia
Una desolata campagna è avvolta dalla nebbia. Nascosta nella nebbia c'è una casa. Dentro la casa una stanza, con la porta chiusa a chiave dall'interno. Nella stanza non c'è nessuno. Addossata al muro una scrivania in ciliegio. La scrivania è affondata nel disordine. Dal disordine sporge un libro. In una pagina del libro, chiusa da altre pagine, una fotografia. La fotografia è questa:
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giovedì 22 gennaio 2004
ore 16:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tumulazione
Questa mattina mi hanno seppellito. Non c'è niente di peggio che stare sottoterra quando non se ne ha nessuna voglia.... Un passo indietro, ora. Voglio rivedere la scena al rallentatore e curarmi dei dettagli. Lo riconosco, a mio rischio. La consapevolezza un'arma a doppio taglio, può tanto illuminare quanto corrompere...
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domenica 18 gennaio 2004
ore 18:50 (categoria:
"Cinema")
C'era una volta nel west
Oggi ho rivisto per la seconda volta in 3 giorni "C'era una volta il west" di Sergio Leone. Quel film ha sempre il potere di commuovermi e lasciarmi un indefinito velo di tristezza...
"quando toccherà a te, Armonica, prega che sia uno che sappia dove sparare"
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sabato 17 gennaio 2004
ore 23:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Serpente
Decremento regolare delle possibilità di redenzione. Ordinario ingranaggio che conta all'indietro con la sua discreta freddezza. "prefer a feast of friends to the giant family", il che non è di alcun conforto, a un male che ancora non ferisce. Non ferisce nulla in questi giorni di feroce, ferina, presunta invulnerabilità. Cercavo di mescolarmi al cemento buio, all'asfalto sporco, indecente, indegno. Come gli sguardi duri, sporchi anch'essi, vuoti, insonorizzati al rispetto e alla pietà, al sussiego e al bagnarsi di lacrime. Invece tutto quanto, rotto il nastro e strappata la carta, stride fuori posto. Il responso dell'oracolo, sollevato il tombino e calati i pioli della scala di ferro, è stato: silenzio. Sospensione del giudizio. Le labbra bruciano ancora... e poi non ci sono insetti con cui scambiare pensieri e sguardi, non c'è nulla nemmeno nella via privata dell'illuminazione improvvisa. Niente nebbia. Nessuna relazione con quello che è e quello che è stato. Solo i ricordi infinitamente lontani e nitidi riportati come un'impronta da amici visti con gli occhi di un bambino e ora ingrigiti, ma con occhi eterni. Vorrei essere a Parigi. Vorrei sanguinare fino a spegnermi. Vorrei vedere un incendio alto fino al cielo. Vorrei te, adesso, in alternativa al resto, o forse è il resto in alternativa a te. Comunque sia, sopravvivo dignitosamente a tutto, resisto a tutto quanto anch'io, sono dal piedestallo affranto dalla pochezza della nostra esistenza. A volte penso non ne valga la pena. L'oblio è un privilegio? Sono un potenziale nichilista, forse soltanto perché non ho il coraggio di aprire gli occhi... Striscio via adesso, nella vita precedente ero un rettile...e non rinnego mai il passato...
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venerdì 16 gennaio 2004
ore 13:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Minsk
Lunedì partirò in missione per Minsk, repubblica di Bielorussia. Partenza, ore 4:30. Detesto dormire fino a tardi...rientro mercoledì a tarda notte. Detesto anche rincasare presto...devono avermi letto nel pensiero...mavvaff...spero di trovare il tempo per visitare il cimitero, e qualche vestigia del regime... Per il resto, qualche sorsata di vodka, come i bei tempi andati, a Kerepesi...
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giovedì 15 gennaio 2004
ore 13:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Momento puntini
Saltato sulla sedia dopo cartaccia accartocciata contro mio collega. "Hotel California" in sottofondo. Una miriade di puntini balena davanti e tutto intorno per qualche secondo. Piccoli preziosi amici, danzanti figli di un momento qualunque. Ora mi sento una persona migliore.

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giovedì 15 gennaio 2004
ore 10:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ritorni
La mia lucertola di pezza è ritornata. Quella bianca e grigia intendo. Si era nascosta dietro la scrivania. In effetti non sopportava + lo scricchiolio della piastra rotta dello stereo. Le ho fabbricato un minuscolo paio di cuffie antiacustiche, tanto per cominciare. Lei non lo sa, ma è in realtà finito tutto così. Mi disinteresso dall'esistenza, per qualche tempo. Come non esistessi in realtà. Comunque con un occhio di riguardo per i miei animali di pezza. Sono ammalato, sono in una fase di "raw power". Non sono + abituato a bere, l'idea di farlo mi disgusta. Il farlo pure . Non ne ho + bisogno, il male si è insinuato a fondo nei miei muscoli e ora loro dettano legge, non vogliono estranei. Li maledicono e li bestemmiano. Operano una scelta che io non sono in grado di fare. Ottima cosa avere qualcuno di cui ci si fida che decide per te. Mi ero tante volte riproposto di eliminare l'alcool dalla mia vita, ma alla fine, "looking back", è stato il mio alter ego agonista a imporlo. Di mio posso solo gioirne, o rammaricarmene, ma in ogni caso senza alcuna possibilità di appello. Prima o poi riuscirò a mutare la mia forma in un animale di pezza.
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