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mercoledì 2 maggio 2007 - ore 11:39
Rieccomi ... dopo un ponte su due ruote!
(categoria: " Viaggi ")
Son tornato ... non ve ne potrebbe fregare di meno ... ma chissene!
Questo ponte mi son fatto:
Venerdì, trasferimento ... solo Pian delle Fugazze in relax (con lo zaino ero un pezzo di legno).
Sabato, riposo e shopping.
Domenica:
Rolle salito e sceso dal lato di Trento, purtroppo da dirsi che è uno schifo: asfalto molto rovinato con una canaletta della larghezza di circa 10 cm scavata lungo tutto il tragitto, pericolosissima.
Valles, stato ottimo, molto divertente, come sempre.
San Pellegrino, ottimo come il Valles e altrettanto divertente.
Lunedì:
Folgaria, strada perfetta, pulita ed essendo lunedì, sgombra di perditempo con i lampeggianti sulla testa.
Vezzena, sotto la pioggia, asfalto sembrava buono, sicuramente dopo la pioggia anche pulito.
Costo, perfetto e pulitissimo, tanto traffico sia macchine/camion ... sia jappo impiccati ad ogni tornante.
Pian delle Fugazze, a salire dal lato Schio bello e pulito ... a scendere lato Rovereto abbiam preso pioggia, ma è sempre una meraviglia!
E ora qualche immagine ... che ci sta sempre bene!
Passo Rolle ...
DesmoSole che fa la sborona sotto il cartello di Passo Vezzena ...
Un po’ di carne al fuoco!
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Bene bene ... visto che domani mattina mi metto in sella e me ne vado per qualche giorno a far passi ... ho deciso, prendendo spunto dal finale della puntata di C.S.I. che ho appena visto, di lasciarvi con un bel post musicale!
Premessa:
Era il 1986, (anno spettacolare per me, ma questa è un’altra storia), quando i Cameo fecero uscire l’album "Word Up!". L’omonina canzone divenne subito un tormentone, ancora adesso apprezzatissima e ascoltatissima.
Veniamo a noi ...
Ovviamente una serie di artisti ne ha fatto una serie di cover! Proprio in C.S.I. ho sentito l’ennesima cover, sinceramente non l’avevo mai sentita e tutt’ora non so chi sia colei che l’ha fatta, o meglio so il nome, so che è una cantante country, ma non ho trovato altre informazioni.
Quindi lanciato alla ricerca di questa cover incriminata, ho ovviamente trovato tutte le altre cover e ho deciso di fare un post linkandovele tutte, a voi la scelta della versione che preferite!!!
Andiamo con ordine:
La versione originale ... per quei pochi che non l’hanno mai sentita ...
La prima versione è quella del gruppo rock inglese Gun datata 1995:
Nel 1999 l’ex Spice Girl Melanie B usò questa cover per lanciarsi ... personalmente il video mi fa proprio RIBREZZO, ma la cover è simpatica, anche se piatta e un po’ scontata:
Nel 2003 tocca alla versione che ho sentito in C.S.I. di tale Willis, mi piace moltissimo il basso acustico, il ritmo rilassato che ha impresso alla canzone ...
Nel 1994 "Word Up!" cade nelle mani di una delle mie band preferite, i KoRn:
Ultima e, a mio parere, più squallida di tutte le cover che io abbia mai sentito ... quella del gruppo Country tedesco BossHoss:
Sinceramente quest’ultima versione la metto solo per onor di cronaca ... .
Bene a voi la scelta della versione che vi piace di più ... avete qualche giorno per ascoltarvele e dare un vostro giudizio!
Un po di musica ...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Da qualche anno seguo unartista giapponese un po sopra le righe ... Yoko Kanno.
Lho scoperta chiedendomi di chi fossero le musiche della serie di cartoni animati "Cowboy Bobop" e da allora ascolto la sua musica.
Artista poliedrica, esplora sempre nuovi generi e nuove sonorità, ma devo ammettere che i suoi pezzi più squisitamente jazz o quelli per pianoforte sono decisamente i miei preferiti.
Per un assaggio della sua musica, eccovi limmancabile video da YouTube, una performance live della Kanno con il suo gruppo musicale, i Seatbealts:
Mercoledì sera scorso, mi arriva un SMS da uno dei soci del Club ... "Panin coa peta domenega?" ... preludio di un bel giretto ... in codice infatti significa più o meno "Andiamo a farci un giro in montagna fino a dopo il lago di Barcis", visto che mangiamo sempre in un locale dopo il lago di Barcis la cui specialità, oltre alle grigliate miste, è appunto il panino con la peta.
Pronti attenti, VIA!
Ritrovo ore 8:45 a.m. ... rotonda autogrill a Marghera con il Boss ... arrivo pensando di trovare solo lui ... si certo! Si scopre che il messaggio "Panin coa peta" era stato mandato a mezzo club: risultato finale 27 moto. Pareva quasi di essere ad una gita di apertura!
Secondo punto di ritrovo da Guarnier, per unirci agli altri che vengono da Padova e da Treviso, poi su verso Lago di Santa Croce.
Sosta caffè al lago, con bestemmie varie: la polizia aveva il dente avvelenato ieri: controlli a campione ... motociclisti che non si fermano allalt ... inseguimenti ... un casino unico ... il Fadalto è sempre più territorio di caccia, ma loro però.
Da lì, via su per la diga del Vajont, lago Barcis, panin coa peta ... o meglio grigliata mista ... caffe a casa di unamica che abita la dietro ... e poi il gruppone si è scisso: chi non poteva proseguire, vuoi per motivi di tempo, vuoi per motivi di stanchezza, è sceso verso casa, mentre un gruppetto di una decina di irriducibili, (ovviamente me compreso, se no chi lo faceva il "fermone" del gruppo?), parte per farsi Sella Chianzutan, passo Mauria, passando per Ampezzo e di nuovo Fadalto.
Dopo di che gli ultimi 4 irriducibili a tutti i costi, Giulio, (il colpevole del messaggio iniziale), Cesco, (con il suo multistrada), il Boss, (con tanto di tuta intera appena ritirata dopo che hanno aggiunto pezzi per contenere la cresciuta panza), e io, siamo andati giù dal Fadalto verso Vittorio Veneto, scollinato a Conegliano, mangiata una pastasciutta con ragù danatra a Conegliano appunto e poi via verso casa.
Mezzanotte a quindici minuti ... comiati ... baci ... abbracci ... 500Km sulle spalle tra tornanti, curvoni, grigliate e chi più ne ha più ne metta ... la conclusione di una giornata spettacolare.
Devo dire che ora come ora ... ho la scheina che urla "VENDETTA! Tremenda VENDETTAAAAA!" ... il collo che mi sta restituendo tutta la fatica che gli ho fatto fare io ieri ... le gambe son dure come il marmo di carrara ... ma sono veramente soddisfatto e felice per la prima vera domenica in moto del club!
Era il 1982 quando uscì un film destinato a cambiare la storia della fantascenza sullo schermo: Blade Runner.
Io ho amato oltre ogni modo quel film, fin dalla sua prima versione, quella più commerciale, per poi arrivare ad osannarlo nella sua seconda versione, la cosiddetta "Directors Cut", montato così come voleva allorigine il regista Ridley Scott.
Blade Runner è un libero adattamento di un racconto breve di Philip K. Dick dal titolo "Do androids dreams about electric sheep?", (trad. "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?"). E la storia di un agente di polizia della Los Angeles del 2019, incaricato di trovare ed eliminare gli androidi fuggiti dalle colonie extramondo e approdati sulla terra. Nel racconto originale Philip K. Dick immagina un mondo oramai al limite del sovrapopolamento, un futuro che da una sola scelta: vivere nelle colonie extra mondo, da qui la necessità degli androidi: perfettamente uguali agli esseri umani, ma privi di anima, di coscenza, di emozioni, semplici schiavi cibernetici, la cui intelligenza porta però a farsi delle domande e a desiderare unanima. Nel libro di Dick lambiente nel quale il protagonista, Deckard, si muove è molto più complesso del film: lumanità infatti è a sua insaputa contesa tra il dominio degli androidi e quello degli uomini, in un mondo in cui lunica distinzione tra le macchine e gli uomini è lanima, è proprio su quella che le due opposte fazioni si danno battaglia, gli androidi attraverso un martellante e continuo spettacolo televisivo comico che tende ad anestetizzare lumanità togliendo significato a parole come Amore o Amicizia, dallaltra una setta religiosa che attraverso la sofferenza del corpo vuole risvegliare lunione tra gli uomini, lempatia e il sentimento di pietà e conforto tra persone sconosciute. In questo contesto, Deckard è solo una pedina inconsapevole, un poliziotto stanco, un uomo fallito e allo stesso tempo qualcuno che entrambe le fazioni vogliono portare dalla propria parte.
Anche nel film Deckard, (magistralmente interpretato da Harrison Ford), è un poliziotto finito, quelleroe dannato, che vive solo per abitudine e come nel libro, subisce il mondo che lo circonda, viene trascinato dagli eventi, in una spirale discendente che lo porta ad un passo dalla morte, ed è proprio questo che lo fa rinascere come uomo.
Nel film di Scott uno degli elementi che lha reso un capolavoro è la scenografia. La sua visione del mondo futuristico di Deckard è quella di una terra buia, di un cielo cupo carico di pioggia, inquinata oltre ogni limite, divisa tra la massa del popolo che tira avanti giorno dopo giorno e una piccola elite di persone molto ricche, quasi annoiate da una vita così lussuosa da risultare quasi noiosa. Le strada fumose, tempestate da persone di ogni razza, sembra quasi di sentire gli odori che vengono dalle baracche che vendono cibi di dubbia provenienza.
Personalmente adoro anche la colonna sonora del film, scritta da Vangelis, uno dei mostri sacri della musica elettronica e New Age. Le note lente, acide, altamente distorte con sottofondi monotonici che fanno da base lungo la quale le melodie scivolano, sono il perfetto completamento della visione oscura e cupa del mondo di Blade Runner.
Se ancora non lavete visto, ve lo consiglio vivamente.
Il motivetto che ti gira per la testa ... 2 La Vendemmia.
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Stamattina altro risveglio con una canzone che rimbomba nello spazio vuoto della mia scatola cranica.
A differenza della canzone di Madonna di ieri, almeno questa è legata ad un po’ di bei ricordi ... primo fra tutti l’Heineken Jammin’ Festival dell’anno scorso.
Io compio gli anni il 16 di giugno ... (tutti gli anni lo stesso giorno eh! Pensa te che roba), fatalità l’Heineken si svolgeva proprio in quei giorni, ancora nella storica sede del circuito di Imola e fatalità proprio quel giorno c’erano i Depeche Mode.
Fin da ragazzino ascolto i Depeche, anche se gli ultimi lavori non mi erano più di tanto piaciuti e mi rifugiavo nei successi classici ... proprio l’anno scorso, per puro caso, sentii una delle loro nuove canzoni, remixate da Jacques Lu Cont: A Pain That I’m Used To e questa canzone risvegliò un po’ la sopita passione per questo gruppo.
Deciso a festeggiare il mio compleanno, chiamai la mia migliore amica, Jessica, in quattro e quattr’otto ci organizzammo e poi via, lei il Checco, (che a dispetto del nomignolo è un’affascinante bionda), e io ... destinazione Imola ... con la complicità del Checco che lavora proprio per una ditta di promoting di concerti, avevamo pure i biglietti gratis.
La prima canzone ... l’intro che ci ha fatti saltare tutti ... le prime note di un concerto che significava molto per me, (per motivi che non sto a spiegarvi) ... erano quelle di "A Pain That I’m Used To"!!!
Sarò scemo ... ma la lacrimuccia mentre cantavo a squarciagola, m’è scesa ...
Per chi non conoscesse la canzone ecco a voi le due versioni:
Quel motivetto che ti gira per la testa ...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Sicuramente capiterà anche a voi che un ritornello, oppure unintera canzone, compare come dal nulla nella vostra mente e non riuscite più a togliervela dalla testa.
La settimana scorsa in un negozio di amici, alla radio girava una canzone di Madonna ... Human Nature ... a prescindere che mi pareva laltro giorno che uscì quella canzone e invece ha 12 anni, ma va beh ... quellinfido "express yourself, dont repress your self", sussurrato, quasi baciato, mi è entrato in testa e ogni tanto continuava a saltar fuori.
Stamattina mi son svegliato con quel ritornello in testa ... che ansia ... ho dovuto attingere alla mia fonte preferita ... YouTube ovviamente ... e riascoltarmela, salvo poi scoprire che da qualche parte avevo anche una versione remixata dai Massive Attack ... e adesso me la sto ascoltando ... TIE!
Natale con i tuoi ... Pasqua con chi vuoi ... e così per pasqua mi son messo in sella e son partito!
Complice la bella Desmosole che, tutta eccitata dalla sua prima moto, mi ha proposto un week end di pasqua da lei a Trento per muovere i primi passi tra le sue montagne!
Sabato giornata di trasferimento da Mestre a Trento, in tranquillità ... domenica e lunedì giretti di ambientazione e riscaldamento, (visto che, per quanto sia veramente brava, le volte in cui aveva guidato la moto si contavano sulle dita di una mano), martedì complice il fatto che le vacanze pasquali erano finite, ci siamo lanciati.
Primo tratto da Trento a Merano, passando per Passo Palade.
Breve sosta a Merano per salutare l’amico Corrado del DOC-Venezia, sezione Meranina ovviamente, e la sua consorte Paola. Pranzo alla Forst ... lo stabilimento dell’omonima birra che ovviamente offre un servizio di birreria e cucina tipica della zona e poi partenza direzione casuale della serie "Dove andiamo?" ... "Di là ... non so dove finiamo ma chissene!".
Lo Stelvio era chiuso, purtroppo è ancora troppo presto, sia come stagione, sia per la Desmosole: è un pelo impegnativo ... .
La direzione però ci ha portati verso Passo Resia confine con l’Austria.
Devo dire che dal punto di vista "motociclistico", passo Resia non è che sia esaltante ... a parte un paio di semi tornanti mooooolto larghi e tranquilli, per il resto è piuttosto noiosa la strada, ma il paesaggio è spettacolare.
Arrivati al paese di Resia, sulle rive dell’omonimo lago, ci siamo fermati in un bar, dove, forse per la lingua italiana, ci hanno ben bene spennato, (una coca piccola e una limonata piccola 5€ danke!), ispirato dai luoghi ho fatto qualche foto ...
Benzina dopo il confine con l’Austra ... ad un euro al litro ... che goduria fare il pieno con 10€ ... ... foto di rito al passo ...
Poi tornando indietro ci siamo fermati dove all’andata avevamo visto uno spiazzo sulle rive del lago ...
Lo spiazzo era un punto turistico-informativo, con un enorme plastico della vallata com’era prima che venisse creato il lago di Resia, il lago infatti non era all’origine grande come quello attuale, ma molto più piccolo e per poterlo ingrandire per la produzione di corrente elettrica, erano stati rasi al suolo decine di paesi e di fattorie. Ultimo ricordo di tutto quello che è stato cancellato dall’uomo, un campanile romanico, originariamente torre di avvistamento romana, lasciato lì, come un monolite, che sembra sorgere dal nulla, bellissimo e triste ricordo.
Da qui siam tornati indietro lungo la stessa strada, passando per Merano e poi via superstrada indietro fino a Trento. Conteggio finale del kilometraggio per la giornata 370Km ... un buon allenamento per riprendere la forma per me, un ottimo inizio per la Desmosole ... .
Motoraduno Bibione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stamattina ho aggiornato i prossimi appuntamenti con il Club, aggiungendo il Raduno di Bibione.
Ovviamente mentre scrivevo la notizia, mi son venuti in mente i ricordi dello scorso anno ... che raduno!!!
La foto che ho nel profilo qui di Sptitz.it è stata fatta proprio a Bibione lanno scorso: la colazione del sabato mattina!
Andai su il venerdì sera con una mia amica ... linizio fu esaltante da subito ... avendo appuntamento al raduno con il Boss e Guzzone, andammo direttamente lì. Il gatto e la volpe, (Boss e Guzzone appunto), erano ancora in giro a comprare ossocollo e damigiane di vino per il giorno dopo, era già ora di cena, quindi spuntino al raduno, paninozzo stile "Gino Panino", con salsiccia formaggio e cipolla in abbondanza, questepisodio lo ricordo perhè mangiando il paninozzo e tracannando la birra, conobbi un tipo simpaticissimo, padre di famiglia, Ducatista, biker, era lì con la sua Harley e il semplice fatto di essere entrambi motociclisti ci rendeva già "amici" in qualche modo. Laria che si respirava era veramente particolare, avvolgente, mi colpì molto, mi sentivo parte di qualcosa, non avevo mai provato qualcosa di simile e ancora oggi lo ricordo con affetto.
La serata poi andò di bene in meglio ... con Gianni, il nostro socio porenonese, il gatto e la volpe, la mia amica e laggiunta delle mie due amiche Lisa e Rita, che non sapendo come passare il venerdì sera, vennero giù da Conegliano per trovarmi e passare la serata con noi, risultato tornarono a casa allalba ... che detto così non è poi gran cosa, ma se pensate che sono entrambe madri di famiglia ... .
Sabato mattina ero al raduno, colazione dei campioni come da foto qui nel profilo ... ed era solo linizio ... durante la giornata fu un crescendo di risate, birre, vino e motociclisti impazziti tra burn out e motori tirati fino al limitatore per farli sfiammare, (cosa questa che aborro: è come piantare un coltello nella schiena alla propria moto ). Ovviamente bandito lutilizzo della moto ... cè chi ancor oggi chiede perdono per quello che aveva fatto, non ricordandosi COSA aveva fatto!
Il raduno di Bibione è splendido, ma alcolicamente DEVASTANTE ... ci fu un episodio che mi colpì particolarmente:
Notte fonda ... il raduno era oramai finito ... preso dalla foga di dimostrare quanto figo era ... un motociclista parte in mono, ma non la tiene, cade e si fa male, parecchio, quello che mi diede da pensare fu che poi mi dissero che il tipo era sceso da non ricordo dove in montagna per festeggiare al raduno la sua ultima notte da scapolo: la mattina dopo si doveva sposare. Ora mi chiedo: perchè rischiare losso del collo in questo modo? Anche io avevo bevuto a profusione, anchio ero preso dallambiente, ma non sono andato a fare cavolate e sopratutto pensando al matrimonio ... .
E ora ... qualche foto ricordo della scorsa edizione!!!!