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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ...tutti quelli che scrivono kon TT le abbreviazioni nel testo tipo sms ke nn si capisce 1 accidente di kuello ke vogliono dire...
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) il sesso



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’Qualcuno chiese a Picasso: ’A che cosa servono i tuoi quadri?’
Ed egli rispose: ’Perché non vai da un uccellino che canta e gli chiedi ’A che scopo?’. Perché non fai questa domanda al sole o alla luna? Perché ti preoccupi di me? Se una rosa può fiorire senza ragione, perché io non posso dipingere? Mi piace dipingere, e questo è tutto...’.



*





martedì 21 novembre 2006 - ore 18:42


Giusto due parole
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Consiglio la visita di: Venezia ’900 - da Boccioni a Vedova , mostra a Ca’ dei Carraresi, TV;

bella la sala dedicata a Gino Rossi che a me piace molto, con questi contorni blu e l’uso di colori freddi che contrastano molte volte con il caldo quasi arancione del cartone usato come supporto. E il verde acido, il viola!
Poi De Pisis, tele quasi abbozzate ma raffinate nelle sue famose nature morte, come l’ormai celeberrimo vasetto di fiori. Molto di Boccioni, belli soprattutto i disegni a china, matita, gessetto bianco. Interessanti opere di altri artisti meno noti che riprendono i motivi decorativi tipici della fase della Secessione Viennese ( diciamo scopiazzati da Klimt alla grande! ) e tele che guardano con un occhio (ma anche tutti e due) verso il cubismo.
Un Pollock, qualcosa di Modigliani, bianco-nero di Vedova, sculture di Arturo Martini, artista trevigiano ormai un ’must’ se passate per Treviso.
Dopo anni di dominio impressionista (oh, non se ne poteva proprio più! ) questa mostra è qualcosa di diverso e dopo averla visitata, si esce tutti più contenti e consapevoli di quanta bellezza c’è nel mondo ... American Beauty rules, eh!

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domenica 19 novembre 2006 - ore 13:43


Allegro, allegretto.
(categoria: " Pensieri ")


Quartetto d’archi. Bella serata, già. Mi ha messo un po’ di malinconia di fondo; più che altro ha accentuato quella che c’è già, che c’è sempre stata. Il violoncello ha un bel suono, basso, grave, cupo ... tum tum tum. E fuori pioggia, ma il tempo era come se si fosse fermato nell’arco di quei sessanta minuti. Eravamo soltanto noi due, i tre violini e il violoncello. Il resto era coreografia, sceneggiatura di fondo.

Di botto si ritorna alla realtà, al festeggiamento di alcuni vent’anni. Avere Ventanni, un programma di Massimo Coppola. Amo anche lui, sì. Vodka verde, Malibù-cola, assenzio. Niente gin. Mi sto allontanando dal mio essere, dalle mie abitudini, dal mio alcool preferito. Fra cinque anni dove andò, chi sarò e chi saremo?

Constatazioni, dubbi, incertezze ... tutto si mescolava fra le nostre chiacchiere e fra ciò che buttavamo giù + le rose offerte alla ragazze da uno del tavolo in fondo, o forse era someonelse, non c’ho fatto molto caso. L’antologia di Spoon River, atto d’accusa contro l’America provinciale e puritana. I personaggi di una città fantasma, dietro una lapide erbosa.

Guardavo i cubetti di porfido bagnati, nel loro insieme possiedono un’intrinseca armonia. Il parco del comune aveva un che di inquietante ma di bellissimo allo stesso tempo, e la gente sconosciuta ci salutava. Un ombrello rosso. Le bambine bionde che con una certa arroganza ostentavano di saper andare in bicicletta senza mani. Passa anche un bel ragazzo dai capelli lunghi. Signori&signore in impermeabile. Gente distratta, qualunque. Sotto il portico, fra le colonne, al riparo dal mondo.

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mercoledì 15 novembre 2006 - ore 17:05


today.
(categoria: " Pensieri ")


Non so, è come se avessi perso l’ispirazione. Capita a volte, eh. Non saprei bene cosa scrivere, ora come ora ... soltanto che mi sto perdendo un casino nel suonare la chitarra e che la vita veneziana è più allegra dell’anno scorso.

Le mattine al bar sono la cosa più bella, come le sigarette che si fumano in cortile, tutti insieme. Poi c’è gente che ’saranno famosi’ , gente che conserva unghie in un bicchiere, gente che in aula non ci sta, e gente che ti propone di essere la sua amante futura. Storie.

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martedì 14 novembre 2006 - ore 18:17



(categoria: " Poesia ")




" Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbero che fossero.
Dopo il secondo si vedono le cose come non sono.
Infine, si vedono le cose come realmente sono e questa è la cosa peggiore del mondo. "



( Oscar Wilde, parlando dell’assenzio )

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giovedì 9 novembre 2006 - ore 23:06


Biennale di Venezia - 10° mostra di architettura
(categoria: " Fotografia e arte.. ")



# CITTA’ - ARCHITETTURA E SOCIETA’

Per una volta, lascio che siano le immagini a parlare da sole. Giusto qualche scatto. Enjoy


Padiglione Italia:























Padiglione Bulagaria










Padiglione Israele








Padiglione Stati Uniti








Qua e là:




















Padiglione Inghilterra











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mercoledì 8 novembre 2006 - ore 17:16



(categoria: " Poesia ")




" I MURI PARLANO
SOTTO LE PIETRE, LA SPIAGGIA
VIETATO VIETARE
PRENDERE I VOSTRI DESIDERI
PER REALTA’
LA SOCIETA’ E’ UNA PIANTA CARNIVORA
STUDENTI E OPERAI UNITI NELLA LOTTA
CORRI, COMPAGNO, IL VECCHIO MONDO TI INSEGUE
LIBERTA’ DI ESPRESSIONE
LA FANTASIA AL POTERE.


Poi il regista gridò Azione! "


(a proposito degli scontri parigini del maggio ’68 ).
Dal libro ’The dreamers’ di G. Adair.




’Parigi dalla finestra’ , Marc Chaghall , 1913




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lunedì 6 novembre 2006 - ore 21:59


Quotidianità odierna.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene. Oggi primo giorno di secondo anno di accademia. Alquanto movimentato.

Già in treno, in piedi, una tizia sviene proprio dietro a me. Ci sono rimasta proprio di merda notando l’indifferenza della gente che sembrava più interessata ad accapparrarsi il primo posto che risultava libero alla fermata di Mestre ... e intanto la poverina era lì, da sola, e questa scena mi ha fatto proprio ribrezzo che così decido di aiutarla, raccontando quattro cazzate e sparlando (ops ... dicendo la verità ) sulla merda delle ferrovie italiane, del tipo che nella mia stazione passa un vagone, dico un vagone di numero 1, manco un treno, un catorcio del dopoguerra, per dirla tutta, e devo stare per la maggior parte delle mie mattine sempre in piedi, obbligata a scambiare le classiche/banali due-tre parole di cortesia con conoscenti e gente che, ecco, non mi sta del tutto simpatica, aggiungendo che sono le sette di mattina e quello che vorrei fare, è ascoltare ’My generation’ , o ’Lucy in the Sky with Diamonds’ o qualsiasi altra cosa che mi venga in mente di ascoltare in quel momento.
Arrivo in accademia. Gente vecchia che non ci tenevo a rivedere, ecco, diciamo così va’ , e chi volevo rivedere davvero, dopo tanto tempo, manco si è fatto vivo (piccola amnesia su quando fosse il primo giorno, ma sono cose che capitano ) . Nuova gentaglia proveniente direttamente dal pub del sabato sera ed ex compagni di vecchia data. Gente che va, gente che ritorna. Panta rei.

Aula magna, assemblea generale. ’Ci sediamo là là, in alto, ok? ’ . Mi siedo in ultima fila, in alto, in centro. Ovviamente, cosa poteva capitarmi di bello?! Dondolandomi di qua e di là con la sedia, proprio per vizio, (sì, perchè ho dei problemi a stare un attimo ferma) a un certo punto (e qui dovrei spiegare tutto il processo tecnico di questa seggiola di plastica, tipo l’asta che esce dal foro, il tubo di ferro, l’attaccatura alle altre sedie ecc ) cado verso destra, e faccio un degheio, così tutti si girano verso di me e io faccio proprio questa figura da pirla che casca dalla sedia, stile elementari, tanto per farmi riconoscere già dal primo giorno (scavare una buca e sotterrarsi, ahem) .

Oggi poi compro il cellulare nuovo, anche perchè è da un po’ che sono irreperibile e fuori dal mondo (ma devo dire che la vita pre-tecnologia mi manca un po’ e non si stava neanche malaccio ). No, che poi non trovavo neanche l’agenda dove avevo scritto tutti i numeri, quellà di Mirò di Barcellona, comprata apposta, eh! , per cui non potevo chiamare nessuno, e insomma, un casino, e ho fatto anche preoccupare moltaggente, che mi dava per dispersa o emigrata in terra albionica. Magari, gazzo. E invece sono sempre qui, lì anzi, a Venezia, e quest’anno è lo stesso casino dell’anno scorso, e mi chiedo se veramente vale la pena di sbattersi tanto per cercare un minimo di tranquillità scolastica e insieme psicologica, magari, per avere un cazzo di piano di studi decente e cose di questo tipo insomma, iniziare a fare qualcosa, ecco.

Bah. Sinceramente sto perdendo la fiducità in molte cose e l’università è una di queste, sono un tantino confusa, ma magari passa tutto, basta solo aspettare un po’ di tempo, poco così, un battito di ciglia-come-si-suol-dire, ma le cose comunque vanno avanti e io non posso stare ferma ad aspettare tanto a lungo, per cui non so neanch’io bene cosa dovrei fare realmente, mi sento un po’ come Zeno Cosini, che appunto non fa nulla per cambiare il suo destino, aspetta che le cose avvengano così, senza muovere un dito e prima o poi, qualcosà dovrà accadere, o no? Sono malata di inettudine, anche se non è proprio una malattia, più che altro è un malessere interiore, un disagio profondo ... e l’ultima sigaretta, e il Dottor S. , e il funerale sbagliato e Guido che vuole suicidarsi con quella cosa che ora non mi viene in mente. Svevo, che umorismo. Quel libro mi ha fatto troppo sbregare.

* ’I can’t explain’

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domenica 5 novembre 2006 - ore 03:16


Disco-gomma-americana
(categoria: " Musica e Canzoni ")


’ Settembre spesso ad aspettarti e giorni scarni tutti uguali fumavo venti sigarette e groppi in gola e secca sete di te tue cartoline-condoglianze "hello bastardo ci vediamo" l’adolescenza che spedivi sulle mie tenebre incestuose-osé

ed il futuro stava fuori dalla new wave da liceale così speravo di ammalarmi o perlomeno che si infettassero i bar novembre mio facevi freddo la fronte frigo il polso a zero sporcare specchi era narcosi "potrei scambiare i miei ’le ore’ con te ?"

TREMAVO UN PO’ DI DOGLIE BLU E DI ESISTENZA INUTILE VIBRAVO DI VERTIGINE DI LECCA-LECCA E ZUCCHERI

vespe d’agosto in caldo sciame per provinciali bagni al fiume mi pettinavo un po’ all’indietro superficiali ricreative pietà sabato sera dentro un buco e disco-gomma-americana leccavo caramelle amare e primavere già sfiorite con te e già ti odiavo dal profondo avevo piombo da sparare se stereofonico posavo d’imbarazzante giovinezza lamé e fantascienza ed erezioni che mi sfioravano le dita tasche sfondate e pugni chiusi "avrei bisogno di scopare con te" ’


’Gomma’ ,
Baustelle ( da ’Sussidiario illustrato della giovinezza’ )





* Dio, Francesco scrive delle cose troppe belle, troppo assurde e da quando ho visto i Baustelle dal vivo, ( sì, perchè Francesco Bianconi è il cantante dei Baustelle n.d.r. ) , sono rimasta davvero folgorata, e lui è un uomo semplicemente da sposare, così dandy, così bohemien così schivo e riservato, oddio, non dormo più la notte e questa canzone mi sta perseguitando ... Non ho trovato altre foto decenti, comunque lui per me è bellissimo e non me ne frega proprio niente se mi dicono che fa cagare e storpiano le sue canzoni in mia presenza (ogni riferimento a persone è puramente casuale ) .

Vabbè basta, volevo dire solo questo, che è un fico in poche parole ... ah, e me lo sposerò, un giorno.

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venerdì 3 novembre 2006 - ore 14:17


If you’ve lost your faith in love and music the end won’t be long ...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


"Quando un uomo che ha passato svariate notti in compagnia di Pete Doherty ti dice che tra le mille nuove band in giro ce n’è una interessante, una che reggerà i titoli di NME e spaccherà la pista la prossima stagione, bisogna aprire le orecchie.
THE VIEW hanno vent’anni e vengono da Dundee, Scozia. Sono belli e grezzi come degli Strokes da giovani, hanno i riccioli sugli occhi, le Allstar ai piedi e tengono per mano le fidanzate bionde.
Su Wikipedia c’è già una pagina dedicata a loro lunga quasi quanto quella dei loro maestri, ovviamente i Libertines. È stato proprio grazie a un demo passato l’inverno scorso allo stesso Doherty che THE VIEW sono entrati in contatto con James Endeacott, ex manager della Rough Trade, ora alle prese con la 1965 Records.

Ma il fatto stesso di avere diffuso i demo che poi diventeranno l’album d’esordio (uscita prevista a inizio 2007) spiega come, alla fine, l’hype, internet e tutto il resto rimangano ancora soltanto "accessori" del caro vecchio Rock.
E di Rock, le canzoni dei View, letteralmente traboccano. C’è tutto, le feste, le ragazze, gli amici, la città, le chitarre, il posto da dove vengono, le lattine di birra, gli stronzi e lo stile. Meno poesia d’Albione e più poesia di strada e di pub. Insomma ogni cosa che, da sempre, rende il Rock primo sinonimo di Giovinezza Senza Tramonto, ben consapevole che non bisogna stare a pensarci su.

Il video del prossimo singolo Superstar Tradesman invece è stato girato nel giardino di un loro amico. Erano tutti lì. Ci sono anche le bolle di sapone. Abbiate vent’anni. "

Tratto da:
Polaroid - un blog alla radio


Bene. Avete visto il video qui sopra?! Questo si chiama plagio.
Dopo i Kooks, un’altra band che copia i Libertines, questa volta ancora più spudoratamente e pure supportati dallo stesso Doherty ( !! ) .
Cioè, spiego. I riff di chitarra sono quelli. Pure l’atteggiamento scazzato/me-ne-frego-di-tutto e quella vaga nostalgia che caratterizzava molte delle canzoni della ditta Doherty/Barat. Mancano i riferimenti alle droghe, certo, ma sono ancora giovanissimi ... Manca pure la poesia nei testi, quei riferimenti letterari decadenti-romantici che accompagnavano le letture del piccolo Pete (su tutti: O. Wilde, C. Baudelaire, W. Blake ).
Travolti da queste ’nuove’ bands di ’new rock’ così etichettato (che più o meno, fanno sempre la stessa musica, gira e rigira) ci si può scordare il fulcro da cui tutto ebbe inizio, in quel lontano 2002 quando uscì ’UP THE BRACKET’ , primo stupendo disco dei Libertines, che diede una ’svegliata’ a tutto il panorama rockeggiante di questo nuovo millennio. Peccato che molti abbiano nemmeno idea di chi siano ...

E ora come ora, mi chiedo se la musica abbia ancora qualcosa da dire e da dirci, soprattutto.





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giovedì 2 novembre 2006 - ore 14:40



(categoria: " Poesia ")



" SAGGIO SULL’ONESTA’ INTELLETTUALE:


1- ’Gli uomini hanno idee’ :

Il prof Mondrian Kilroy diceva che le idee sono come galassie di piccole intuizioni, e sosteneva che sono una cosa confusa, che si modifica in continuazione ed è sostanzialmente inutilizzabile a fini pratici. Sono belle, ecco tutto, sono belle. Ma sono un casino. Le idee, se sono allo stato puro, sono un meraviglioso casino. Sono APPARIZIONI PROVVISORIE DI INFINITO, diceva. Le idee ’chiare e distinte’ , aggiungeva, sono un’invenzione di Cartesio, sono una truffa, non esistono idee chiare, le idee sono oscure per definizione, se hai un’idea chiara, quella non è un’idea.
-E cos’è allora? "



da ’CITY’ , Alessandro Baricco

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