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![]() danko, 31 anni spritzino di stalingrado CHE FACCIO? Studio Storia per diventare disoccupato Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() STO ASCOLTANDO ![]() ![]() ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... NON STO STUDIANDO.......MI GRATTO LE PALLE AL SOLE. OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero. MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: mentira vitto harlok killercoke mirò MuahMuah Hallowell Crystal83 lacreme79 dody Beatrix_K Chiara@ BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
HABEMUS PAPAM!!! ![]() CAMERATA KESSELRING IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ A DECIDERLO TOCCA A NOI NON COI SASSI AFFUMICATI DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO NON COLLA TERRA DEI CIMITERI DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI RIPOSANO IN SERENITÀ NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI CHE TI VIDE FUGGIRE MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI PIÚ DURO D’OGNI MACIGNO SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO GIURATO FRA UOMINI LIBERI CHE VOLONTARI S’ADUNARONO PER DIGNITÀ NON PER ODIO DECISI A RISCATTARE LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO CHE SI CHIAMA ORA E SEMPRE RESISTENZA!! ![]() ![]() ![]() ![]() -Il rugby è come l’amore. Devi dare prima di prendere. Quando hai la palla è come fare l’amore. Devi pensare al piacere dell’altro prima che al tuo. -Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie. Il Rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. lunedì 12 febbraio 2007 - ore 21:35 Il Pastore Tedesco 2........... ![]() Il Papa: "Nessuna legge può sovvertire la famiglia" Ora dovrei fare un bel discorso sul concetto di Religione, di Fede, di laicità, di rapporti Stato-Chiesa, ma credo di poter tranquillamente sintetizzare il tutto in poche parole, anzi in una classica espressione idiomatica: "......MA VA TORTEO IN TEL CULO!!!!" LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK domenica 11 febbraio 2007 - ore 20:45 Lost......la 3 serie. ![]() Ebbene si, dopo la pausa natalizia di 3 mesi negli States questa settimana è ricominciata la 3 serie con la 7 puntata. Sta serie Tv è una droga, + la vedi e + ne vuoi vedere. Consiglio a tutti di vederla. P.S:preannuncio che la 3 serie comincia veramente con dei colpi di scena spettacolari. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 10 febbraio 2007 - ore 19:31 Onorevole sconfitta con gli Inglesi nel 6 nazioni ![]() E bravi ragazzi!! Partita veramente bella della nostra nazionale, giocata alla pari con i campioni del mondo in carica e per di + in casa loro. Non abbiamo mai subito il gioco inglese, anzi nel 2 tempo abbiamo imposto noi il nostro, marcando una meta spettacolare con Scannavacca. Se il risultato finale è di 20-7 per gli inglesi lo si deve soltanto all’arbitro (la sua è stata una conduzione di gara a dir poco vergognosa e favorevole ai padroni di casa) e ad wilkinson che non ha sbagliato un calcio piazzato. Ora si va in Scozia.......e li si deve vincere. Forza ragazzi!!! LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK venerdì 9 febbraio 2007 - ore 00:58 -11 all’ ultimo esame...... ![]() LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 4 febbraio 2007 - ore 01:22 Il Porko e il Fikiere: amore a prima vista? Cominciamo dalle presentazioni: Lui è il Porko ![]() Mentre lui è il Fikiere ![]() Tutto cominciò una sera della settimana scorsa quando andammo alla cena di laurea della brava Lella. Cominciammo a bere e a mangiare come dei profughi di guerra sotto lo sguardo sbigottito e attonito dei parenti della Lella , fino a quando in sala non fu portato il PORKO!!! Il buon Fikiere rimase subito folgorato da tanto splendore e con uno slancio da centometrista nato si tuffò sullessere. Ecco a voi il risultato: ![]() ...signori questo è amore ![]() ...si, si, non cè dubbio è sbocciato un nuovo amore ![]() ...e guardate che avances ![]() ...io veramente non so che dire di fronte a cotanto amore. LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK mercoledì 31 gennaio 2007 - ore 22:24 L’Italia....... ![]() "Corriere della Sera, 14 novembre 1974 Cos’è questo golpe? Io so di Pier Paolo Pasolini Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum". Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il ’68 non è poi così difficile. Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all’editoriale del "Corriere della Sera", del 1° novembre 1974. Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi. Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale. Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi. Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi. Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi. Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi. Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. All’intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici. Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al "tradimento dei chierici" è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere. Ma non esiste solo il potere: esiste anche un’opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano. È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all’opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell’Italia e delle sue povere istituzioni democratiche. Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario - in un compatto "insieme" di dirigenti, base e votanti - e il resto dell’Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un "Paese separato", un’isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel "compromesso", realistico, che forse salverebbe l’Italia dal completo sfacelo: "compromesso" che sarebbe però in realtà una "alleanza" tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell’altro. Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo. La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l’altro intatto e non compromesso, non può essere una ragione di pace e di costruttività. Inoltre, concepita così come io l’ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l’opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere. Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch’essi come uomini di potere. Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch’essi hanno deferito all’intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l’intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore. Ora, perché neanche gli uomini politici dell’opposizione, se hanno - come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un intellettuale - verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch’essi mettono al corrente di prove e indizi l’intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com’è del resto normale, data l’oggettiva situazione di fatto. L’intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento. Lo so bene che non è il caso - in questo particolare momento della storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l’intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che - quando può e come può - l’impotente intellettuale è tenuto a servire. Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l’intera classe politica italiana. E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi "formali" della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista. Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi. Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo "diplomaticamente" di concedere a un’altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato. " Più passa il tempo, più studio la storia di questo paese........e più mi convinco che è proprio un paese di merda. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 24 gennaio 2007 - ore 00:22 Voglie....... ![]() ..........partirei anche subito. LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 22:57 U.S.A si, o U.S.A no? ![]() Ciao a tutti. Tento di riassumere in poche righe le problematiche legate alla nuova base americana che vogliono costruire presso l’aeroporto Dal Molin di Vicenza: 1) sarà un base di 700.000 metri cubi pari a 1400 appartamenti da 100 metri quadri l’uno; 2) i militari americani a Vicenza sono, oggi, 1860; con la nuova base si arriverebbe a 4900 militari; contando anche i civili si raggiungerebbero addirittura le 15.000 unità (in una città di 110.000 abitanti) e perciò quella di Vicenza diverrebbe la più grande base americana in Europa. Gli obiettivi della brigata che dovremmo "ospitare" sono il controllo dell’area mediorientale e africana (i nuovi nemici degli USA): Vicenza sarebbe insomma la portaerei dell’America nella lotta al terrorismo islamico. 3) vari i problemi di ordine ecologico e urbanistico: - la base sorgerà sopra una falda acquifera che dà da bere a parte delle province di Vicenza, Padova e Rovigo, con seri rischi di inquinamento (la stessa cosa è successa ad Aviano); - la base potrà accedere ad acqua, gas ed energia completamente al netto di tasse e quindi a prezzi di favore: questo non può che incentivare lo spreco delle risorse da parte dei militari americani, abituati a consumi ben più elevati rispetto ai nostri; - la viabilità a nord della città e la fognatura diverrebbero del tutto insufficienti e perciò sarebbero necessari imponenti lavori pubblici per l’adeguamento. 4) problemi di ordine economico: - è stata stimata una perdità per la collettività pari a 360 mln di euro in tredici anni, dovuta anche alla legge sulla "Condivisione del peso" che impone all’Italia di provvedere per il 37% delle spese per la costruzione della base americana; - la base sarà totalmente autonoma, in quanto prevede gli appartamenti per l’alloggio delle famiglie e un centro commerciale per gli acquisti (non c’è indotto per l’Italia). Chi ci guadagna insomma? Oltre agli USA, i costruttori che si aggiudicano l’appalto (ma non è detto che siano vicentini, visto che il concorso è europeo) e 200 lavoratori che potranno essere assunti. 5) gli USA, sebbene parlino solo di base militare, sono con ogni probabilità interessati alla pista dell’aeroporto civile: infatti hanno dichiarato che, anche in caso di alternative, solo il Dal Molin può andare bene. D’altronde ci avevano già provato con l’aeroporto di Rimini, e l’operazione non era riuscita per la mobilitazione dei cittadini. Detto questo devo dire che il signor Prodi mi ha deluso molto, ma proprio tanto; magari fossero tutti come Soru. LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 20:40 La mia Rovina...... ![]() Ebbene si a distanza di quasi 2100 anni fa, quest’ uomo mi stà rovinando la mia misera esistenza. Roba da non credere. Ma dico io non poteva semplicemente fare la sua bella carriera politica e militare, SENZA dover scrivere un benemerito cazzo? E invece no deve fare il "figo", deve scrivere il per rompere i coglioni a me. Cioè non ho parole, all’ultimo esame universitario dover imparare il latino per sto cornuto..............non ho parole. Non ho parole.......... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 15 gennaio 2007 - ore 00:28 Si Vola... ![]() E anche questa domenica lInter inanella la 12° vittoria consecutiva. Grande Inter P.S:qualcuno mi sa dire a quanto sta il Milan?..........ahh si è vero sta a soli -28 punti. Fa freddo ehh? Copritevi allora cari cugini. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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