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sabato 1 dicembre 2007 - ore 19:04


FINALMENTE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


RAGAZZI ADESSO SONO VERAMENTE CAZZI VOSTRI!



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martedì 27 novembre 2007 - ore 17:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


SMASHING PUMPKINS
IL 3 FEBBRAIO RITORNANO



GRAZIE A DIO

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giovedì 22 novembre 2007 - ore 20:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


CHE FIGATA LE IMMAGINI SUBLIMINALI... OSSERVATE ATTENTAMENTE QUESTI PARTICOLARI...







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mercoledì 14 novembre 2007 - ore 18:55


THE SHOW MUST GO ON
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Così un altra vittima è stata fatta, questo calcio di violenza, questo calcio che genera odio. Solo 2 parole per ricordare uno dei tanti tifosi, un ragazzo per bene che come me e altra gente va allo stadio per amore ai colori di una maglia, non per cercare violenza.... Un ragazzo che con amici era partito da Roma per Milano dove avrebbe seguito solo una partita di calcio.
Non inventiamoci cazzi e stracazzi e diamo la colpa agli ultras perchè quell’incrocio di 4 macchine tra juventini e laziali non aveva provocato certo disordini. Allora tutti si prendano le proprie responsabilità, quel poliziotto ha sparato ad altezza uomo, è giusto morire a 26 anni per una normale trasferta? Ragazzi pensiamoci.... Gli ultras non c’entrano nulla con tutto quello che è successo all’autogrill di Arezzo... I giornalisti sono i veri colpevoli di questa disinformazione o informazione generalizzata... Gli ultras sono responsabili dei vandalismi successi a milano roma e taranto ma a seguito di quello che era stato detto dai media.
Non è giusto continuare così perchè il calcio è solo uno sport e come tale deve essere vissuto!
Ma bisogna andare avanti per interessi legati al calcio come quelli del denaro...



CIAO GABBO!!!

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domenica 11 novembre 2007 - ore 10:04


10 NOVEMBRE 2007
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GRAZIE DELLA SERATA... 200 Km FATTI PER ANDARE A VEDERE QUALCOSA DI ASSURDO CHE NEMMENO SE VENIVANO A CASA MIA LI AVREI VISTI... PAZZESCO E GROTTESCO DIREI!
UN GRAZIE PARTICOLARE A QUELLE 3 ANIME CHE CON ME SI SONO PRODIGATE IN UN’AVVENTURA PER VEDERE UN ’UOMO VERAMENTE INSIGNIFICANTE!

MAMMA MIA C’HO I BRIVIDI SE CI PENSO!!!

GRAZIE MARIA MA POTEVI TENERLO LA! SAREBBE STATO UNO SPETTACOLO MIGLIORE!

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martedì 6 novembre 2007 - ore 00:54


SOS DARFUR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Di cosa si tratta? Di un conflitto, di vecchia data, tra le popolazioni della regione (fur, masaliti e zaghawas, dajo, tunjur e tama) e il potere centrale di Khartoum.

Stanco delle troppe ingiustizie, del lungo e più totale abbandono, e dei ripetuti assalti delle forze governative, in particolare degli Janjaweed ("uomini a cavallo" – miliziani al soldo del governo centrale), il 25 febbraio 2003, il Fronte di liberazione del Darfur (Fld), presieduto dall’avvocato Abdel Wahid Mohamed Nur e formato da comitati di autodifesa dei villaggi fur nel Jebel Marra, è di nuovo insorto, unendosi ad altri gruppi etnici della regione (masalit, zaghawa e berti). Il Fronte ha preso, poi, il nome di Esercito di liberazione del Sudan (Als). E s’è alleato al Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (Mje) che opera più a nord.

Da allora la situazione in Darfur è andata continuamente deteriorandosi. Gli Janjaweed non hanno mai smesso di assaltare villaggi, uccidere, violentare, bruciare capanne. Le vittime, questa volta, non sono "animiste" o cristiane: sono tutte musulmane. «Si tratta della più grave crisi umanitaria al mondo», ha detto il coordinatore dell’Onu per il Sudan, Mukesh Kapita.

Le cifre? 30.000 morti (almeno 10.000 negli ultimi 16 mesi), oltre 800.000 gli sfollati («le loro condizioni di salute stanno peggiorando drammaticamente per mancanza di assistenza»: così Medici senza frontiere, una delle poche organizzazioni umanitarie che hanno potuto continuare a operare nella regione), 110.000 rifugiati nel vicino Ciad (le truppe regolari sudanesi e le milizie Janjaweed hanno più volte attraversato il confine con il Ciad per attaccare i campi dei rifugiati, causando tensioni tra Khartoun e N’Djamena).

Il giudizio di Human Rights Watch: «Il governo sudanese è responsabile di pulizia etnica e di crimini contro l’umanità. Nel Darfur vige il terrore». Il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, dopo aver riconosciuto la pulizia etnica, ha commentato: «Il rischio di genocidio è reale»; e ha accennato a un possibile intervento armato internazionale.

Anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite parla di «crimini di guerra e crimini contro l’umanità». Ai primi di maggio, l’Alto commissariato Onu per i diritti umani, al termine di una missione d’inchiesta nel Darfur, ha confermato la gravità dello scenario.

Allami Ahmat, diplomatico ciadiano che sta tentando la mediazione, ha accusato Khartoum di aver disatteso l’accordo firmato l’8 febbraio scorso a N’Djamema, che prevedeva il disarmo degli Janjaweed. L’8 aprile, il presidente sudanese Omar al-Bashir ha sottoscritto un nuovo cessate il fuoco di 45 giorni. In assenza di un vero accordo politico tra governo e ribelli e un reale disarmo delle milizie arabe, questa nuova tregua (la terza in sei mesi) rischia di aggiungersi alla lunga serie di accordi non rispettati.

Khartoum ripete: «È un affare interno, tutt’al più regionale». Ma il suo tentativo di porre fine al conflitto con la forza tra gennaio e febbraio di quest’anno, per poi presentare il fatto compiuto alla comunità internazionale, gli si è rivoltato contro. Ufficiali originari del Darfur si sono rifiutati di bombardare villaggi della loro gente. C’è il concreto rischio di un ammutinamento di settori dell’esercito.

Il conflitto divide anche il fronte islamico nel nord del paese. Non si tratta più di eliminare “nemici della fede”. Il Darfur conferma il fallimento dei vari governi nell’affrontare i temi della divisione del potere e dell’equa distribuzione delle ricchezze. È un problema politico che richiede una soluzione politica. Non solo: il Darfur rientra in una “equazione nazionale” e non fa affrontato separato dal resto. E, comunque vada, questo conflitto segnala la fine del progetto di Khartoum di islamizzare il paese.

Intanto i paesi confinanti con il Sudan e quelli del Nord Africa tengono un profilo basso. Gheddafi lo ha definito «conflitto tribale» e s’è affrettato a stigmatizzare ogni «interferenza non africana». La Lega araba e l’Organizzazione della conferenza islamica non hanno ancora preso alcuna posizione. Mentre la neonata Unione africana, per bocca del suo presidente Alpha Omar Konaré, sembrerebbe disposta a porre il Darfur tra le sue priorità (Nigrizia, 5/04 8).

L’Ue, presente nelle trattative di pace a Naivasha (Kenya), deve fare pressione su Khartoum e sui leader del sud perché riconoscano l’estrema importanza di una soluzione pacifica in Darfur come parte integrante di tutto il processo di pace sudanese. È necessario bloccare l’invio delle milizie Janjaweed, e chiedere ad ambedue i fronti il rispetto del cessate il fuoco per permettere alle agenzie Onu di intervenire.

Ma soprattutto è urgente muoversi per facilitare il dialogo tra le parti.
Di sicuro non sta a guardare la Campagna italiana per la pace e i diritti umani in Sudan, di cui Nigrizia è parte. Dopo aver, per anni, monitorato la situazione e informato l’opinione pubblica, continuerà i suoi sforzi perché la pace in Sudan, e ora in particolare nel Darfur, trovi posto nell’agenda politica italiana ed europea.





Perchè tutti non dimentichino!

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lunedì 5 novembre 2007 - ore 17:48



(categoria: " Vita Quotidiana ")


PADOVA 3
HELLASVERONA 0


Ciao Bei!!!

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lunedì 29 ottobre 2007 - ore 17:17


CIAO BEI!!!
(categoria: " Sport ")


PADOVA 4
VENEZIA 1

DOVETE SOLO STARE ZITTI!

...e giovedì con L@ Br@nk@ tutti a Sassuolo!


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lunedì 15 ottobre 2007 - ore 18:51


Il tiempo no para
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Y tu cabeza está llena de ratas.
Te compraste las acciones de esta farsa
y el tiempo no para.
Yo veo el futuro repetir el pasado,
veo un museo de grandes novedades
y el tiempo no para, no para.

Disparo contra el sol
con la fuerza del ocaso
Mi ametralladora
está llena de magia.
Pero soy solo un hombre más.
Cansado de correr
en la dirección contraria,
sin podio de llegada
y mi amor me corta la cara,
porque soy sólo un hombre más.
Pero si pensás que estoy derrotado,
quiero que sepas que me la sigo jugando
porque el tiempo, el tiempo no para.

Unos días sí, otros no,
estoy sobreviviendo sin un rasguñón,
por la caridad de quien me detesta.

Y tu cabeza está llena de ratas.
Te compraste las acciones de esta farsa
y el tiempo no para.
Yo veo el futuro repetir el pasado,
veo un museo de grandes novedades
y el tiempo no para, no para.

Yo no tengo fechas para recordar
mis dias se gastan de par en par
buscando un sentido a todo esto.

Las noches de frío es mejor ni nacer,
las de calor se escoje matar o morir
y así nos hacemos Argentinos!!
Nos tildan de ladrones, maricas, faloperos,
y ellos destruyeron un país entero,
pues así se roba mas dinero.


Bersuit Vergarabat

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mercoledì 10 ottobre 2007 - ore 18:24


GIRAMUNDO
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Giramundo gira gira entre verdad y mentira
Senza meta o direzione, la tua destinazione
Varia in base a un temporale, al dondolio del mare
A dove batte il sole, a dove suona il canto dell’amore
Suono che si mescola, al ritmo dei tamburi,
bomba che trapassa i muri e scoppia in mille direzioni
nei porti e alle stazioni, tra popoli e religioni
tra dolore y carnaval tocando el suono global

Y por la calle chaval
Gira el mundo
Y por la calle chaval
Girerà, que viva el suono global

Giramundo gira gira entre verdad y mentira
Nel fecondo basso fondo dove è in girotondo
L’energia del mondo Vagabondo gira! Tra verità e mentira
Bucando le barriere, scavalcando le frontiere

Y por la calle chaval
Gira el mundo
Y por la calle chaval girerà

Oye va subiendo en este mundo la cancrena
Tengo el alma muy borracha que me habla y no se entera,
como fuera un golpe que te pasa dentro la barriga,
ahora mismo siento el ruido de la musica mestiza

miro ahora un campesino cruzando la mi carretera
me rifiere de la vida y de la historia como fuera,
sin envidia y sin engano y sin muchas ilusiones,
pero me doy cuenta que eso es mi calavera

Y por la calle chaval
Gira el mundo
Y por la calle chaval
Girerà, que viva el suono global

Da quando la Sicilia è in Cataluna e Londra è in Mali
Da quando Kingston è in Africa e Lecce è la Giamaica
Da quando Sarayevo è in Palestina e il Cairo in Messico
Da quando Haiti è a Barcellona e Cuba nel Mar Baltico


Roy Paci & Aretuska feat. Pau

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