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MERAVIGLIE

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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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lunedì 28 agosto 2006
ore 11:28
(categoria: "Vita Quotidiana")



Certamente mi accorgo che è svanito un incantesimo
e abbiamo deposto le ali
tra gli abiti e i trucchi di scena
Certamente saprai cadere in piedi e con abilità
con fascino e stile superbo
avrai calcolato anche questo
La dolce evasione e il rientro
la porta di casa la luce ed il gas
le solite foto sul frigo e il pensiero
di essere altrove

Mi sto allontanando da te
e scherzi a parte è l’ultima romantica rinuncia
Mi sto allontanando da te
dai piccoli e incantevoli frammenti di dolcezza
Mi accorgo che mi sto allontanando da te

Certamente mi accorgo che è svanito un incantesimo
E abbiamo affrontato con nochalance
il breve (e) inevitabile epilogo

La dolce evasione e il rientro
la porta di casa la luce ed il gas
le solite foto sul frigo e il pensiero
di essere altrove

Mi sto allontanando da te
e scherzi a parte è l’ultima romantica rinuncia
Mi sto allontanando da te
dai piccoli e incantevoli frammenti di dolcezza
Mi accorgo che mi sto allontanando da te
e scherzi a parte è l’ultima romantica rassegnazione
... Mi sto allontanando da te ...



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venerdì 25 agosto 2006
ore 19:47
(categoria: "Vita Quotidiana")



Ti sembrerò nostalgica meteoropatica quanto basta
Ti sembrerò una donna da niente facili lacrime
poca pazienza
Comprendere che sono un pezzo di marmo
la noia devasta la volontà di cambiare
Dovrei rivalutare tutto dal principio
trovare la forza e l’audacia per farlo
so già che per un momento sarà pieno inverno
per un momento sarà pieno inverno

Ti sembrerò incoerente
poco affidabile inconsistente
ti sembrerò un’emerita idiota
facili entusiasmi improvvisi avvilimenti
Domandami ancora una volta se piango
se ogni equilibrio si è rotto nuovamente

Dovrei rivalutare tutto dal principio
trovare la forza e l’audacia per farlo
so già che per un momento sarà pieno inverno
per un momento sarà pieno inverno
Dovrei rivalutare tutto dal principio
trovare la forza e l’audacia per farlo
so già che per un momento sarà pieno inverno
per un momento sarà pieno inverno

Sento che non ho un sostegno sicuro
forse prima o poi perderò l’amore
per le piccole cose
l’odore di un novembre che muore

Ti sembrerò nostalgica …




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sabato 12 agosto 2006
ore 18:47
(categoria: "Vita Quotidiana")



Dimmi come mandi l’sms e ti dirò chi sei
di Valentina Tubino

REGNO UNITO – I ricercatori dell’Università di Leicester stanno conducendo uno studio molto particolare sugli Sms, che si suppone agevolerà le indagini di Scotland Yard. Analizzando i messaggi di diversi volontari un team di esperti cercherà di individuare una procedura che permetta di risalire a un eventuale mittente sconosciuto. La speranza è di creare una serie di modelli di stile e linguaggio che agevolino l’identificazione di una persona, così come viene già fatto attraverso lo studio della grafia.

PROVA RISOLUTIVA - L’analisi di un messaggino è risultata cruciale in passato nel processo di Stuart Campbell, condannato per l’omicidio di una ragazza nel 2002. La storia in breve: nel giugno del 2001 una ragazza di 16 anni scomparve improvvisamente e la polizia indagò Mr. Campbell, lo zio, per il rapimento e l’uccisione. La difesa utilizzò come alibi due Sms inviati dal cellulare della ragazza dopo la sua sparizione, sostenendo fossero stati mandati da Danielle. In seguito all’analisi di un esperto del linguaggio, risultò che l’ortografia di alcune parole contenute in questi messaggi era differente rispetto a quella usata dalla giovane nei testi precedenti. Ciò servì a dimostrare che era stato lo stesso Campbell a spedire gli Sms attraverso il cellulare di sua nipote.

UN METODO NUOVO - Lo scopo dello studio britannico è fornire strumenti universali e legali ai quali gli investigatori possano attenersi per l’analisi del testo di un messaggio. Esistono e vengono ampiamente applicati metodi analoghi che riguardano lettere scritte a mano o e-mail, ma i brevi testi via cellulare vanno considerati a parte in quanto rappresentano un modo di comunicare molto informale, che non rispetta le convenzioni linguistiche. Un Sms è molto più caratterizzato di una lettera, contiene molte più differenze individuali, e questo facilita l’identificazione dello scrivente. Basti pensare ai modi di abbreviare le parole o le frasi: non esiste un metodo standard, ognuno di noi applica metodi ed espedienti che ha ideato da sé. Anche se pare che, così come accade per la pronuncia (simile all’interno di una regione e differente tra una regione e l’altra), anche nei gruppi di amici che comunicano via cellulare, esiste la tendenza a utilizzare le stesse regole di scrittura. Ora ai ricercatori, per cominciare lo studio, manca solamente un centinaio di volontari che si prestino a essere esaminati come campione della popolazione nazionale.


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mercoledì 9 agosto 2006
ore 12:24
(categoria: "Vita Quotidiana")



Pubblicità tv, Gentiloni attacca
"Stop ai messaggi ad alto volume"

Alzi la mano chi non si è infastidito quando si è accorto che la pubblicità tra un programma e l’altro ha un volume più alto dei programmi? Ora ad alzare la voce, però, è il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che ha presentato i risultati di un’indagine dell’Iscom, l’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione, sull’aumento del volume sonoro negli spot rispetto al livello della programmazione ordinaria. E il messaggio che lancia non ammette vie di mezzo: "Bisogna fermare la pubblicità televisiva che alza la voce".

L’indagine, a campione, ha riguardato la programmazione di Raiuno, Canale 5 e La7 nel mese di giugno 2006, nella fascia mattutina 8:30-10:30 e nel prime time (20:30-22:30), ed è stata effettuata attraverso misurazioni oggettive, affidate cioè a metodologie e strumentazioni scientifiche, e soggettive, cioè legate a valutatori individuali.

Il risultato va oltre le percezioni dei telespettatori: l’83% degli spot in onda su tutte e tre le emittenti ha un volume più alto rispetto al programma in cui è inserito. In media, l’audio è più alto del 51% rispetto alla programmazione ordinaria. La differenza viene percepita dal telespettatore nel 57% dei casi, in particolare nel 65% per Raiuno e Canale 5 e nel 43% per la La7.

"La pubblicità che alza la voce - ha sottolineato Gentiloni - è una forma di mancanza di rispetto nei confronti dei telespettatori e non credo che, di per sè, aiuti a tenerne desta l’attenzione: si tratta di un comportamento illecito, prepotente e credo anche inefficace rispetto all’obiettivo che si propone".

La diffusione di spot e televendite con un volume più alto rispetto alla normale programmazione è infatti vietata dal Testo Unico della Radiotelevisione che, all’articolo 4, lettera C, comma 1, stabilisce che "le trasmissioni pubblicitarie e le televendite siano riconoscibili e distinte dal resto dei programmi con mezzi di evidente percezione, con esclusione di quelli che si avvalgano di una potenza sonora superiore a quella ordinaria, fermi gli ulteriori limiti e divieti previsti dalle leggi vigenti".

L’illiceità di questo tipo di spot, ha ricordato il ministro, è stata ribadita dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni che il 12 luglio 2006 ha approvato una delibera di modifica del Regolamento in materia di pubblicità televisiva e televendite, stabilendo che è "comunque vietato diffondere messaggi pubblicitari e televendite con una potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi definita in base ai parametri tecnici ed alle metodologie di rilevamento determinati dall’Autorità con apposito provvedimento".

"Sarà la stessa Authority - ha annunciato Gentiloni - a varare entro settembre i meccanismi di sanzione e di validazione per tali illeciti. Naturalmente mi auguro che la nostra iniziativa induca le emittenti a modificare spontaneamente tali comportamenti, annunciando fin dai prossimi giorni di aver abbassato il volume negli spot".

L’indagine dell’Iscom ha preso in considerazione 67 campioni (36 trasmessi la mattina, 31 la sera), 22 dei quali andati in onda su Raiuno, 21 su Canale 5 e 24 su La7. La ricerca si è concentrata su segmenti da 40 secondi, gli ultimi 20 in coda al programma e i primi 20 del messaggio pubblicitario. In 56 casi (18 su Raiuno, 17 su Canale 5 e 21 su La7) le misurazioni oggettive hanno rilevato un aumento del volume, confermato in 32 occasioni dalle valutazioni soggettive (12 su Raiuno, 11 su Canale 5 e 9 su La7). I valutatori individuali hanno dunque confermato il livello audio più elevato negli spot, misurato oggettivamente, nel 67% dei campioni per Raiuno, nel 65% per Canale 5 e nel 43% per La7.

"C’è una perfetta par condicio - ha scherzato il ministro - fra Raiuno e Canale 5". Sempre in base alle valutazioni soggettive, l’aumento del volume è stato percepito di più negli spot in onda la mattina che in quelli serali (58% mattina e 42% sera su Raiuno, 55% mattina e 45% sera su Canale 5, 78% mattina e 22% sera su La7). "I meccanismi sanzionatori per tali comportamenti spettano all’Autorità: devono essere adeguati", ha concluso il ministro. "Mi auguro che nasca una competizione virtuosa tra le emittenti".


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martedì 8 agosto 2006
ore 10:43
(categoria: "Vita Quotidiana")



Germania, ora i neonazisti si camuffano
"Kefiah e magliette di Che Guevara"

BERLINO - I neonazisti cambiano strategia. Con t-shirt del "Che" e la kefiah, dicono addio a testa rasata, bomber e anfibi. Lo scopo è quello di non essere riconosciuti dalla polizia e di confondersi con i giovani del mondo hip-hop e con i loro coetanei senza partito. Insomma gli estremisti di destra adottano una tenuta meno austera e più moderna rispetto al tradizionale stile ma non rinnegano l’ideologia di sempre. Compresa la fede razzista ed xenofoba.

A far conoscere le nuove tendenze dei gruppi neonazi è il settimanale Der Spiegel che illustra come oggi indossino una "divisa non sospetta" fatta da giacca a vento, pantaloni larghi e scarpe da ginnastica.

Anche per quanto riguarda le marche, i loro gusti sono cambiati. Le tradizionali "Lonsdale" e "Freddy Perry" sono state sostituite dalla norvegese "Helly Hansen" e della tedesca "Thor Steiner", sulle cui magliette si possono leggere scritte come "Ostafrika Expedition - Heia safari", che molti interpretano comunque come un’allusione alle ex colonie tedesche in Africa.

Solo qualche mese fa il colosso tedesco "Quelle", specializzato nelle vendite per corrispondenza, aveva annunciato di voler eliminare dal proprio catalogo il marchio sportivo britannico "Lonsdale" a causa del successo che riscuote tra i gruppi neonazisti. La predilezione del logo da parte dell’estrema destra era stata spiegata con il fatto che la parola "Lonsdale" contiene nella parte centrale la sigla quasi completa (manca la ’p’ finale) della ’Nsdap’, il Partito nazionalsocialista tedesco di Adolf Hitler.

Ora la casa d’abbigliamento tedesca può stare tranquilla. Nell’armadio dei neonazi sono appesi gli abiti-simbolo della sinistra rivoluzionaria. Ma si sa l’abito non fa sempre il monaco. A confermare il vecchio adagio è Klaus Farin, dell’Archivio delle culture giovanili di Berlino che sostiene come le loro ideologie estremiste siano sempre le stesse. "L’ambiente di destra - sostiene Farin- rimane ancora uno dei più tradizionalisti".


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venerdì 4 agosto 2006
ore 21:43
(categoria: "Vita Quotidiana")




Cinque anni per la cittadinanza italiana
Sì del governo al ddl di Amato

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il Disegno di legge presentato da Giuliano Amato, ministro dell’Interno, che porta dagli attuali dieci a cinque anni i tempi per poter richiedere la cittadinanza italiana.

Negli anni passati, in media, sono state presentate circa 10mila domande ma con il Ddl approvato oggi "prevediamo diventino 18 mila" ha detto Amato spiegando alcuni punti contenuti nella riforma: "Chi ottiene la cittadinanza grazie allo ius soli, il fatto cioè di essere nato in Italia, potrà rinunciarvi, se vuole, una volta compiuti i 18 anni perchè la cittadinanza è un diritto, non è un obbligo".

Amato ha poi spiegato che potrà ottenere la cittadinanza "chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui uno almeno sia residente legalmente in Italia senza interruzioni da cinque anni al momento della nascita e in possesso del requisito residuale previsto per il soggiorno: in tutti i casi, meno per i bambini, ci deve essere la verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio dello stato e questo requisito lo abbiamo esteso anche a chi sposa un italiano". La cittadinanza verrà conferita con una cerimonia che preveda anche "un giuramento".

E, in merito al provvedimento Gianfranco Fini, presidente di An, si è detto pronto a confrontarsi "serenamente col governo appena il provvedimento sarà noto" ma ha aggiunto, tra le altre cose, che "la cittadinanza può anche essere ottenuta riducendo gli anni necessari, ma non illudiamoci che essere cittadini italiani comporti automaticamente la certezza dell’integrazione".


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giovedì 3 agosto 2006
ore 10:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



Prete pedofilo estradato in Arizona
Ma svanisce nel nulla a Roma

La Corte di Cassazione aveva dato il via libera al procedimento di estradizione, dopo un anno di arresti domiciliari, forse per questo ha fatto perdere le sue tracce. Joseph Henn, 57 anni, alto prelato statunitense accusato di pedofilia, è sparito nel nulla a Roma. E’ accusato di abusi nei confronti di due ex seminaristi, che sarebbero stati commessi tra il marzo 1979 e il giugno 1981 ma scoperti solo nel gennaio 2003. A muovere le accuse una corte di giustizia dell’Arizona.

La Corte di Cassazione aveva dato il via libera all’estradizione con una sentenza depositata il 27 luglio scorso, ma quando le forze dell’ordine si sono recate nella Casa del Divino Salvatore per notificargli il provvedimento, Henn non c’era.

"Se viene estradato in America rischia la vita perché i preti accusati di pedofilia non sono simpatici ai detenuti dell’Arizona, e ci sono già stati tre omicidi in casi del genere negli ultimi anni", aveva detto l’avvocato difensore di Henn, Michele Gentiloni Silverij, durante un’udienza l’anno scorso. E di fronte a un ipotesi di questo tipo, viene da pensare che Henn si sia dato alla fuga.

Ma le autorità giudiziarie dell’Arizona, dopo aver appreso la notizia, sono state irremovibili: "Questo ultimo comportamento - ha commentato Andrew Thomas, legale della Contea di Maricopa - denota una mancanza di rispetto per la legge. Può scappare ma non può nascondersi. Sarà catturato e giustizia sarà fatta". Adesso il religioso è ricercato in tutta Italia dalla polizia e dall’Interpol.

Henn, colpito dallo scandalo di pedofilia in cui la Chiesa cattolica americana precipitò nel 2002, fu arrestato il 16 luglio dello scorso anno dalla squadra mobile della capitale che gli notificò un provvedimento della corte d’appello di Roma cui era arrivato l’ordine di cattura del dipartimento di Giustizia americano.


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mercoledì 2 agosto 2006
ore 12:00
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 2 agosto 2006
ore 11:54
(categoria: "Vita Quotidiana")



Rivoluzione e dinastia
di Pierluigi Battista

La rivoluzione che aveva acceso nell’immaginazione del mondo il fuoco della rivolta e dell’assalto al cielo si irrigidisce nelle lugubri liturgie di una dinastia gerontocratica. Con la consegna (provvisoria?) dei poteri al fratello Raul, Fidel Castro, l’uomo della guerriglia trionfante, dell’utopia tropicale, del teatro rivoluzionario, nell’ora del suo crepuscolo umano e politico trasforma se stesso nel protagonista di quelle satrapie che trasmettono i segni del comando e del dominio attraverso le vie della gerarchia familiare. Il potere come affare personale, di famiglia, di sangue. Quale rovesciamento simbolico più radicale, nella Cuba che doveva riscaldare il sogno della fine di ogni gerarchia e decretare la fine stessa della famiglia tra i figli della rivoluzione devoti soltanto al loro líder máximo?
L’annuncio di Fidel Castro, sebbene macchiato dal sospetto del colpo di scena e della finzione, genera l’attenzione, e persino l’apprensione, che si deve a uno degli uomini più rappresentativi della storia del Novecento. Perciò, mentre il mondo si interroga su cosa resterà di quell’isola della rivoluzione sulle cui sorti si è addirittura sfiorata la tragedia di una nuova guerra mondiale, sarà il caso di sospendere (solo momentaneamente) il giudizio sull’oppressione che il castrismo ha inflitto al suo stesso popolo, sulle rotte disperate in mare dei cubani in fuga dall’inferno della repressione all’Avana, sulle carceri stracolme di dissidenti, sull’economia alla rovina in omaggio ai dogmi della pianificazione rivoluzionaria, sugli omosessuali rinchiusi nei campi di concentramento (costruiti con la collaborazione di Ernesto Che Guevara, racconta la storia e non il mito), sui giornali vietati, i libri proibiti, gli scrittori in esilio, sull’onnipotenza spionistica della polizia politica al servizio di un potere sempre più prigioniero della paranoia e della sindrome del sospetto generalizzato.
Ciò che conta in questo momento, insomma, non è tanto misurare la qualità dispotica della dittatura castrista, ma capire le ragioni per cui il passaggio delle consegne del potere non rispetta nemmeno le tappe conosciute nelle altre dittature. Capire perché la difesa di un sistema e di un partito abbia finito per identificarsi a Cuba nella difesa di un gruppo familiare, nel fratello che prende il posto in altre situazioni assegnate a un delfino, nella confusione di legame ideologico e legame di sangue che non conosce esempi neanche nelle dittature più feroci.
L’identificazione di una rivoluzione con il suo leader raggiunge, nell’annuncio della successione al fratello Raul, il suo acme. Sulle reali condizioni di salute di Fidel permane la nebbia della disinformazione e del mistero. Ma prima nella volontà di Fidel Castro di far coincidere le celebrazioni del suo ottantesimo compleanno con quelle del cinquantenario dell’epopea del «Granma», e adesso nella diffusione delle ultime disposizioni epistolari sul futuro del castrismo in assenza del suo principale artefice, questa identificazione diventa totale e senza residui. Che quella di Castro fosse una dittatura era una cosa nota. Ma che Cuba assomigliasse in modo così macroscopico alla Corea del Nord di Kim Il Sung o a uno di quegli staterelli africani in cui il potere si trasmette o attraverso i vincoli di sangue oppure con un cruento golpe militare, questo non era ancora così evidente. Con grande sconcerto di chi, credendo di assistere a una grande rivoluzione, ha finito per assistere alla degenerazione personalistica di una delle ultime intoccabili dinastie dell’Occidente.


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martedì 1 agosto 2006
ore 17:38
(categoria: "Vita Quotidiana")



L’Ermitage "perde" oltre 200 opere
per un valore di milioni di dollari

Cinque milioni in opere d’arte spariti nel nulla. La curatrice della sezione incriminata morta improvvisamente d’infarto, a 46 anni, mentre stilava l’inventario che ha portato alla scoperta delle sparizioni. Succede all’Ermitage, magnifico e ricchissimo museo d’arte di San Pietroburgo - solo la collezione di quadri italiani occupa 30 stanze - vittima di quello che la direzione ha definito un "affare dai risvolti strani".

Per il direttore Mikhail Piotrovski "non ci sono dubbi, sono coinvolti dipendenti del museo, ed è una cosa che intacca il prestigio dell’istituzione. Interrogheremo i nostri collaboratori, e aumenteremo le misure di sicurezza", per le quali, va detto, il museo spende a oggi la cifra di circa 20 milioni di dollari annui.

I furti - termine usato dalla polizia locale, più audace dei portavoce dell’istituzione - riguardano soprattutto gioielli e oggetti smaltati di produzione russa, in tutto 221. La scoperta è di qualche giorno fa: nonostante la sua vasta e prestigiosa raccolta, l’Ermitage ha resistito per qualche decennio alla messa a punto di un inventario. Cosa che ha permesso ai ladri di agire indisturbati. Ancora non si è capito però se i furti siano avvenuti in piena epoca sovietica o successivamente al 1991, probabilmente su commissione.

"Può essere successo nel corso degli ultimi trent’anni. Soltanto 19 dei 221 pezzi scomparsi fanno capo ad un curatore ancora in vita", ha detto oggi un portavoce della polizia di San Pietroburgo che ieri ha aperto un’inchiesta penale dopo una denuncia della direzione dell’Ermitage. Rosokhrankultura, l’agenzia federale preposta al controllo dei musei russi, ha da parte sua annunciato un’inchiesta sui sistemi di sicurezza all’Ermitage: domani manderà gli ispettori per una prima verifica.

"Purtroppo - ha dichiarato Boris Boriaskov, direttore dell’agenzia - non è la prima volta che pezzi e documenti di grande importanza storica e culturale vanno persi in musei e archivi".


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