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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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lunedì 21 gennaio 2008
ore 18:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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sabato 19 gennaio 2008
ore 10:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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giovedì 17 gennaio 2008
ore 10:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Corni, mozzarelle e voti così Clemente creò il partito formato-famiglia di FILIPPO CECCARELLI
CHISSA gli storici del domani dinanzi alla figura di Clemente Mastella e alla sua fantastica creatura, quella specie di mostro mitologico a nome Udeur, prototipo di compiuta regressione del potere, un "partito" che nasce personale per poi trasformarsi in coniugio, famiglia e tribù, con tutte le meraviglie e le sciagure del caso. Chissà gli storici, perché già due volte, nelle università di Torino e Siena, gli antropologi della politica si sono trovati a vagliare tesi su Mastella, lui soddisfatto spettatore in ateneo, presentate da studenti che sistematicamente risultavano accesi seguaci dellUdeur.
E tuttavia la mastellologia, che pure è una scienza contagiosa, non ha avuto il tempo di esercitarsi su un presagio dellimminente sciagura. Un piccolo episodio occorso questa estate al ministro e alla signora Sandra e ad altri loro gioiosi ed abbronzati amici, ospiti nel porto di Lipari su una storica barca, il "Marlin" di Kennedy, ora di Diego Della Valle; e insomma, senza farla troppo lunga: una notte un tipo di là, per sue complicate ragioni, aveva tagliato gli ormeggi, e mentre tutti dormivano il "Marlin" aveva quasi preso il largo. Ebbene: quella barca alla deriva, con lequipaggio in sonno, era un segno che nessun clementologo avrebbe dovuto trascurare.
Mastella oltretutto è molto superstizioso e una volta si è presentato a un vertice con un vistoso corno. Ad altri vertici del centrosinistra, cè anche da dire, recava mozzarelle per tutti. E generoso e gli è sempre piaciuto di fare il padrone di casa, essendosi nella sua concezione loikia, la casa, pienamente sostituita alla polis. Padrone a casa sua è diventato abbastanza giovane, ma a fatica, dopo tanti sforzi gregari nella Dc, complessi di Edipo sub specie demitiana e frustrazioni di mancato rinnovamento, il "Midas interruptus", come si disse a suo tempo. Comunque - per gli storici del futuro - lUdeur nasce da un costola dellUdr, precisamente quella che Cossiga definì "lala concretista" che fin da allora, cioè, badava al sodo, ai posti, al potere.
Sul finire del secolo Mastella ha aggiunto un paio di vocali alla sigla e poi ha anche fatto comporre un inno, anzi due. Nel primo il coretto faceva riferimento alla "mia stella", con il che lascoltatore distratto capiva "Mastella". Il secondo è una marcetta molto ye-ye. LUdeur possiede una sede in un bel palazzo allArgentina nel quale la famiglia del fondatore ha comprato qualche appartemento. E anche del quotidiano Il Campanile, come si è saputo, si occupa uno dei figli. Il capo dei probi viri è il consuocero, quello che oggi è nei guai. La vita interna dellUdeur è segnata da un continuo va e vieni di personaggi - lo psicologo Meluzzi, il missino Misserville, landreottianissimo Cirino Pomicino, il giornalista Nuccio Fava - che ne hanno fatto una sorta di legione straniera. Tra gli alleati, sempre temporanei, si va da Martinazzoli a Sgarbi. Tra i possibili testimonial, Afef, Mara Venier ed Emanuele di Savoia.
A un certo punto il tesoriere del partito, onorevole Tancredi Cimmino, grande esperto di canzoni napoletane, è sparito perché si era scocciato di firmare tutto sempre e solo lui. Ora sta con Di Pietro. A livello beneventano figure leggendarie dellUdeur sono le due gemelle Angrisani, naturalmente soprannominate "le Kessler di Mastella". Se lUdeur non fosse già ben insediata nel Sannio, dove lidentità etnica è assai forte, si potrebbe azzardare che si tratta di una tipica formazione politica del Centro o del Sud America. Alla grandiosa festa di matrimonio di uno dei figli, presente mezzo governo Prodi, i 600 ospiti furono omaggiati di un ventaglio, ed uno degli ospiti, Carlo Rossella, ebbe a commentare: "Geniale, proprio come in Messico".
Qualche anno fa, alla tradizionale sagra di Telese, con un pennarello in mano sul palco, il caudillo Mastella ha personalmente cambiato il simbolo del partito. Due tratti e via. I suoi adepti gli vogliono molto bene. Nel 2002, dopo che in un momento di debolezza sembrava essere confluito nella Margherita, lUdeur si ritrovò senza finanziamento pubblico e per ottenere quello che gli spettava il suo padre-padrone annunciò anche lo sciopero della fame: "Mi mancherà la mozzarella e il pane cafone". La signora Sandra, che ante-marcia litigò con la signora De Mita, era bravissima in cucina, poi a organizzare spettacoli in piazza e quindi è arrivata alla presidenza del Consiglio della Campania.
Con le buone e con le cattive, daltra parte, Mastella ha chiesto un ministero importante, e Prodi glielha dato. Col senno di poi, converrà riconoscere che la Giustizia non era fra i più indicati. La notte del giuramento a Ceppaloni, natio borgo selvaggio di cui è stato sindaco a più riprese e per il quale ha previsto la costruzione di un anfiteatro, hanno fatto i fuochi dartificio. Qualche tempo dopo ha celebrato i suoi 30 anni in politica con una torta grande come un tavolo da ping pong. Per quanto riguarda automobili e scorte rientra tutto nel novero dellimmaginabile. Al Gran Premio di Monza, come si è visto, con laereo militare. Sullattività svolta da Mastella in qualità di Guardasigilli la questione è più complessa, e anche più seria.
Eppure, in questo tempo di apparenze e stranezze, varrà giusto la pena di notare che più di tanti luomo ha fronteggiato i diabolici inganni delle ricchezze e del potere con calore e simpatia, non di rado affidandosi a una personale spontaneità e sincerità che in questo giorno triste, per lui, appaiono teneramente autolesioniste. Come quando, a Porto Cervo, è riuscito a far partecipare a unesposizione canina il bassotto dei suoi ospiti di barca, animale che dopo la "raccomandazione" è stato premiato come il cane "più impertinente".
Al comando e alla bella figura Mastella ha aggiunto il demone, sempre più indispensabile, dello spettacolo. Così ha cantato davanti ai carcerati, ha ballato in tv, si è perfino tirato una torta in faccia davanti a Pippo Franco. E praticamente tutto ha raccontato di sé, per la grazia dei conduttori di talk-show, limpudicizia funzionale alla visibilità e lentusiasmo del suo pubblico: le diete, i capelli tinti, la dissenteria quando Azouz, libero per indulto, fu accusato della strage di Erba. E arrivato vergine al matrimonio, ha mandato fiori a Laura Antonelli, ha stretto la mano a Lele Mora sotto inchiesta al "Bolognese", ha incontrato il Papa prima di tutti, ha invitato a pranzo cento abitanti del Veneto che di cognome fanno Mastella. Era un modo anche quello per dimostrare che cera. "Un grande uomo di teatro" lha definito acrobaticamente Prodi. E il dramma non è quando cala il sipario, ma quando lo spettacolo viene interrotto.
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mercoledì 16 gennaio 2008
ore 19:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 16 gennaio 2008
ore 17:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 15 gennaio 2008
ore 16:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Assenze per malattia, pubblico batte privato quattro a uno di MARIO REGGIO ROMA - Più di 125 milioni di giornate di lavoro perse per malattia. Quasi equamente distribuite tra dipendenti pubblici e lavoratori assunti da aziende private. Con una grande differenza: quelli pubblici sono 3 milioni e seicentomila, contro quasi 15 milioni di dipendenti privati. Poco più di 4 giorni di malattia per i privati nel 2006, 18 in media lanno per quelli pubblici nel 2005. E la stragrande maggioranza dei certificati medici non superano la settimana.
Negli ultimi mesi la polemica sulle "malattie di comodo" è stata alimentata da numerosi fatti di cronaca. Tra questi linsegnante che spediva i certificati da unamena località del centro America. La docente è stata licenziata. Lultimo caso risale a pochi giorni fa: la donna giudice che era in malattia per seri problemi alla schiena e scoperta mentre partecipava ad una regata velica.
Il dibattito su come fare per ridurre i certificati "compiacenti" si riaccende. "Credo sia giunto il momento di iniziare una sperimentazione, anche solo a livello aziendale, - suggerisce il giuslavorista Pietro Ichino - ripristinando almeno in parte la franchigia sui primi tre giorni di malattia, distribuendo i soldi risparmiati a tutti i lavoratori. Nel mio libro "A cosa serve il sindacato", dimostro dati alla mano che ci guadagnerebbero tutti, salvo gli assenteisti. In Inghilterra da quando è stato introdotto questo procedimento lassenteismo si è dimezzato". Polemica la reazione di Michele Gentile, coordinatore della Funzione Pubblica Cgil: "Nel contratto nazionale dei dipendenti statali cè una voce che si chiama "indennità di amministrazione", legata alle presenze.
Ogni giorno di assenza equivale ad una decurtazione dellindennità. Quindi il meccanismo già esiste. Poche settimane fa il ministro della Funzione Pubblica ha firmato una direttiva che sollecita ad intensificare le visite fiscali - prosegue Gentile - il sindacato non vuol proteggere chi commette abusi e la falsa malattia è un abuso che attiene la dimensione penale. Anche il "tormentone" del dipendente pubblico assenteista deve finire. I dati della Ragioneria generale dello Stato parlano chiaro: dal 2003 al 2006 le assenze sono in calo costante. Nellultima rilevazione la Ragioneria ha sezionato i dati e la media dei giorni di malattia è scesa a 10 e mezzo lanno per dipendente".
Nellattesa lInps continua a pagare le aziende dopo il terzo giorno dassenza per malattia. Ma questo vale per il settore privato. Nel pubblico impiego, invece, è lamministrazione a sostenere i costi. Anche il sistema di consegna dei certificati medici è antidiluviano. Il dipendente deve consegnare al più vicino ufficio dellInps o spedire per raccomandata con ricevuta di ritorno il certificato medico entro due giorni dal rilascio da parte del medico. "Abbiamo cercato di razionalizzare il sistema - afferma un dirigente dellInps - chiedendo ai medici di spedire i certificati via internet, ma non cè stato nulla da fare. Ci hanno chiesto di sostenere i costi del servizio, poi hanno invocato il diritto alla privacy per i pazienti".
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martedì 15 gennaio 2008
ore 09:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Grandi allestimenti e una fiction per il 150° anniversario di Puccini di ROSARIA AMATO
ROMA - La Tosca con la regia di Franco Zeffirelli dal 14 al Teatro dellOpera di Roma, Madama Butterfly con regia, scene e costumi di Pier Luigi Samaritani dal 15 al Maggio Musicale Fiorentino, la Manon Lescaut diretta da Daniel Oren che ha debuttato il 10 al Carlo Felice di Genova, ancora Madama Butterfly dal 13 al Teatro Massimo Bellini di Catania: per gli appassionati di lirica lanno comincia nel segno di Giacomo Puccini, e non potrebbe essere altrimenti dal momento che questanno ricorre il 150° anniversario della nascita del grande compositore, nato a Lucca il 22 dicembre 1858. Per il coordinamento e la promozione delle celebrazioni, che in parte sono già cominciate nel 2007, è stato istituito già nel 2004 un Comitato che ha sede alla Biblioteca Statale di Lucca, presieduto da Bruno Ermolli.
In tutta Italia sono in programma allestimenti di opere e concerti di musiche pucciniane, convegni, pubblicazioni, persino linaugurazione di una pista ciclabile progettata dalla provincia di Lucca che, passando per Marina di Vecchiano, e quindi coinvolgendo anche la provincia di Pisa, giungerà fino al lago di Massaciuccoli, nei pressi della villa di Puccini, e del nuovo teatro allaperto di Torre del Lago, la città prediletta del Maestro.
La modernità di Puccini. "Il 150° anniversario della nascita di Puccini - spiega Gabriella Biagi Ravenna, presidente del Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca - è stata loccasione intanto per coordinare tutte le iniziative delle tante istituzioni che portano il nome di Puccini nel territorio della provincia di Lucca, che ambisce a diventare un punto di riferimento internazionale per il turismo culturale e di qualità. Ma è anche loccasione per riscoprire Puccini, da sempre lautore più rappresentato in tutto il mondo. La sua popolarità anzi ha fatto sì che il rapporto con la critica fosse contrastato, lo si accusava di cercare il successo a tutti i costi, ma non è così. Se avesse cercato solo la popolarità avrebbe scritto 10 Bohème. E invece il suo motto era "Rinnovarsi o morire", ogni sua opera è un capitolo nuovo".
Le iniziative delle fondazioni liriche. Tutti i teatri dopera italiani hanno programmato questanno allestimenti di grande interesse di opere pucciniane. La Tosca che debutta il 14 a Roma ha la prestigiosa firma di Zeffirelli, ed è anche loccasione per ricordare il debutto dellopera, che avvenne proprio al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio del 1900, con la direzione di Leopoldo Mugnone e la "messa in scena" curata da Tito Ricordi. Il Teatro dellOpera di Roma metterà inoltre in scena La fanciulla del West ad aprile e Madama Butterfly a luglio a Caracalla.
Il Teatro del Giglio di Lucca e la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago eseguiranno complessivamente tutte le opere di Puccini. Tra le firme prestigiose degli allestimenti quella di Maurizio Scaparro. Il Maggio Musicale Fiorentino apre il 2008 nel segno di Puccini con Madama Butterfly nellallestimento ideato da Pier Luigi Samaritani proprio per Firenze nel 1979. Madama Buttefly va anche in scena per la Fondazione Petruzzelli di Bari a febbraio, con la regia di Daniele Abbado, e al Teatro Bellini di Catania dal 13 gennaio. Il Carlo Felice di Genova oltre alla Manon Lescaut che ha appena debuttato con la bacchetta di Oren ha in cartellone La Bohème tra novembre e dicembre.
A Milano La Scala ha in cartellone Il Trittico con la direzione di Riccardo Chailly tra marzo e aprile e la Bohème con la regia di Zeffirelli e la direzione di Gustavo Dudamel a luglio. A Napoli al San Carlo a giugno andrà in scena la Turandot. Lo Sferisterio di Macerata ha scelto Manon Lescaut, il Verdi di Trieste La Rondine, che va in scena anche alla Fenice di Venezia tra fine gennaio e febbraio. A Venezia laltro titolo pucciniano, a ottobre, sarà Gianni Schicchi. Verranno inoltre eseguiti diversi concerti.
Le iniziative della Lucchesia. E stato affidato al Centro Studi Giacomo Puccini un convegno internazionale sul grande compositore e il Novecento. Il 22 dicembre ci sarà un concerto di "buon compleanno" a Lucca. Verrà inoltre realizzato un volume fotografico curato da Romano Cagnoni sui luoghi di vita e di opera di Giacomo Puccini. Il 15 giugno verrà inaugurato il Nuovo Gran Teatro allAperto di Torre del Lago, una struttura in cemento, cristallo e legno di 3200 posti sistemati su unarea di 2600 metri quadrati, che ha avuto un costo complessivo di 15 milioni di euro.
La documentazione. Il 150° della nascita di Puccini è stata anche loccasione per una pubblicazione in versione digitale di tutti i documenti del maestro. Sul proprio sito Internet Culturale il ministero dei Beni Culturali ha pubblicato lettere, documenti e partiture giovanili del Maestro fornite dalla città di Lucca. Anche la Ricordi ha pubblicato in versione digitale le partiture complete di Puccini.
La fiction. In collaborazione con la Rai verranno realizzati una fiction sulla vita del Maestro e un film dal titolo La fanciulla del lago, sul percorso alla scoperta dellispirazione compositiva della Fanciulla del West. Inoltre con lavallo del ministero delle Comunicazioni ci sarà unemissione filatelica speciale per ricordare lanniversario.
Finanziamenti per quasi 3 miliardi e mezzo. Per il Comitato nazionale per le Celebrazioni pucciniane sono stati stanziati, nellarco dei cinque anni di attività (dal 2004 al 2008) 1,2 milioni di euro che, spiegano gli organizzatori, sono stati e saranno utilizzati per potenziare e sostenere "le maggior espressioni culturali della Terra di Puccini, quali il Teatro del Giglio di Lucca e la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago". Gli enti pubblici territoriali hanno a loro volta stanziato 1,1 milioni ai quali si aggiunge oltre un milione messo a disposizione dallimpresa privata nazionale e locale.
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lunedì 14 gennaio 2008
ore 15:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 14 gennaio 2008
ore 10:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il miracolo di Beethoven Barenboim cittadino palestinese di ALBERTO STABILE
RAMALLAH - "Come avete sentito, sono il primo e unico cittadino israeliano ad avere anche un passaporto palestinese. Considero un grande onore averlo ricevuto". Si trattasse di un artista straniero qualunque, la cosa passerebbe sotto silenzio. Ma Daniel Barenboim non è soltanto il grande pianista e direttore dorchestra che conosciamo.
Da almeno dieci anni, sfidando le ire di molti compatrioti, si dedica ad un genere a lungo trascurato: aiutare i palestinesi a migliorare la loro vita negletta. È giocoforza aspettarsi che, dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria del "nemico", per i meriti acquisiti nel diffondere la musica in Palestina, unulteriore dose di polemiche, oltre a quelle passate, sabbatterà su di lui.
Stasera, tuttavia, Barenboim è carico e raggiante, come se fosse appena uscito dalla trionfale prima del Tristan und Isolde alla Scala. Più modestamente, siamo nella hall del Palazzo della Cultura di Ramallah, nel cui auditorium il maestro ha appena finito di eseguire da par suo tre sonate di Beethoven (la n.1, la n.18 e la n.23), quasi a voler sottolineare con la scelta del programma la "fede inalterabile nelluomo", l"ottimismo volontario" anche nei momenti più tragici della storia, che accompagnarono il grande musicista tedesco. "La musica - semplifica Barenboim - non è andare al concerto per dimenticare il resto. La musica è più di questo: è la capacità di capire il mondo, gli esseri umani".
E presentando la serata che Mustafà Barguti, lex ministro dellInformazione, infaticabile animatore della Palestinian Medical Relief Society, annuncia alla platea entusiasta la concessione della cittadinanza onoraria a Barenboim. E allora è obbligatorio chiedere al maestro se lui, un cittadino israeliano, non si sia sentito in imbarazzo ad accettare quel secondo passaporto. "Lho accettato non soltanto perché lo considero un grande onore, ma anche perché credo che i destini dei nostri due popoli siano inestricabilmente uniti e non esista una soluzione militare. Se così si può dire, israeliani e palestinesi sono condannati (Barenboim dice in inglese: "blessed", benedetti, o "cursed", maledetti, "ma io preferisco il primo termine") a vivere insieme. Il fatto che un cittadino israeliano possa essere insignito della cittadinanza palestinese può essere un segno che la coesistenza è possibile".
Tuttavia, il concerto appena finito non ha niente a che vedere con lonorificenza concessa al maestro. La serata al Palazzo della cultura è, semmai, un altro piccolo passo che Barenboim ha voluto compiere verso la meta che ha così riassunto prima di concedere il bis: "La ragione di questo concerto è unoccasione speciale. Ci sono quasi sempre dei motivi particolari in queste esibizioni. Ora dico: per favore, aiutatemi a costruire una vita musicale normale a Ramallah e nelle altre città dei Territori".
Ma qual è questa "occasione speciale"? Quasi una storia nella storia. Barenboim ha suonato su un fiammante "gran coda", Steinway & Sons, lo strumento più ambito dai grandi pianisti, messo a punto da un accordatore venuto appositamente dallOlanda. Il pianoforte è stato acquistato grazie ad una sottoscrizione lanciata da una signora tedesca, unammiratrice del maestro. "Nel dicembre del 2006 - racconta Barenboim - la signora è venuta ad ascoltare un mio concerto a Ramallah. Dopo il concerto, salutandomi, mi ha detto: "Vorrei fare qualcosa per la musica in Palestina" e ha fatto il gesto di offrire del denaro. Io le ho risposto che non potevo accettare soldi. Ma lei non sè arresa: "Non crede - mi ha detto - che lorchestra di Ramallah meriti un vero pianoforte?" Così ha deciso di aprire una sottoscrizione. La data fissata per la prima esecuzione del piano era il 12 gennaio 2008, oggi. Ed è per onorare questimpegno che sono venuto. Purtroppo quella persona generosa è morta il mese scorso".
Non è per leccezionalità dellevento in programma che stasera Ramallah dà al visitatore unimpressione di tranquillità. E già successo in passato nei lunghi periodi di tregua. I semafori funzionano e vengono rispettati. Le strade principali sono ben tenute. Un manto compatto dasfalto ricopre le voragini dellultima intifada. La piazza dei Leoni è libera di uomini armati e mascherati. Gli ultimi avventori sattardano nei negozi illuminati. Il pubblico che riempie il Palazzo della Cultura è la rara manifestazione di un fantasma: la società civile palestinese. Che cè, ma resta oppressa dai radicalismi. Molti uomini sono in giacca e cravatta, come si conviene. Kefieh, poche. Barbe, pochissime.
Sul palco, la sua immagine riflessa dal mogano brillante dello Steinway, Barenboim offre un esempio di bellezza, armonia, disciplina e rigore, nonostante qualche pianto di neonato in sala e qualche applauso fuori luogo. Sono semmai le telecamere e le macchie fotografiche ad infastidire il maestro: "Please, no cameras and no photos". "Sono venuto a suonare per il pubblico di Ramallah", precisa. Insomma, una gran bella atmosfera, uno di quei momento in cui tutto si crede possibile. Anche la pace, perché no.
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domenica 13 gennaio 2008
ore 20:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Malata per il tribunale, era in regata: giudice punita col trasferimento
ROMA - In ufficio non poteva andare per un mal di schiena talmente forte da impedirle di stare addirittura seduta. In barca vela, però, riusciva a muoversi con disinvoltura tanto da partecipare a una difficile regata in preparazione di una transaoceanica. Una donna magistrato, in servizio in Veneto, è stata "condannata" dalla sezione disciplinare del Csm a una sanzione tutto sommato lieve: la perdita di un anno di anzianità e il trasferimento ad altro ufficio.
La vicenda risale al 2005 ed è arrivata al Consiglio superiore della magistratura grazie a un rapporto del presidente della Corte dappello competente che raccontava come la collega si fosse "assentata dallufficio a più riprese e per periodi molto lunghi per motivi di salute" ma che tutto ciò non le aveva impedito di "svolgere attivita fisica altamente impegnativa". Quindi il Pg della Cassazione Mario Delli Priscoli aveva promosso il procedimento contestando alla donna di aver "gravemente mancato ai propri doveri".
Nel 2005, la skipper con la toga aveva goduto prima di 45 giorni, poi di sei mesi di aspettativa per ragioni di salute, dal 26 febbraio al 26 agosto. Ma tra luglio e agosto di quellanno aveva partecipato alla Rolex Fastnet race, una gara tra le imbarcazioni di altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna e che è preparatoria della transoceanica Transat Jacques Vabre. Una circostanza impossibile da negare, visto che della presenza del giudice-skipper dava conto il diario di bordo scaricato da un sito Internet, con tanto di foto e di un suo pensiero. Ma non era bastato. Dal 30 agosto al 28 ottobre il magistrato con la passione della vela aveva preso un ulteriore periodo di aspettativa per malattia, al termine del quale aveva partecipato in congedo ordinario alla transoceanica. La sua presenza a questultima regata aveva avuto una "vasta eco" sulla stampa nazionale e locale e persino sul quotidiano francese "Liberation". E aveva provocato "disagio" e "commenti critici" tra i colleghi e gli avvocati del suo distretto, quantomeno sorpresi dal fatto che il giudice-skipper avesse potuto partecipare a una "prova così fisicamente impegnativa" dopo 9 mesi di congedo per malattia.
Invano davanti al Csm la donna si è difesa spiegando che attività sportive di una certa difficoltà e di livello elevato le erano state "caldamente prescritte" per la sua patologia e che in ogni caso le sue assenze non avevano determinato alcun disservizio. "Le fatiche sportive, sicuramente, non sono state oggetto di prescrizioni mediche" lha contraddetta il Csm, citando i suoi stessi certificati medici. Nessun dubbio, dunque, sulla sua colpevolezza: "Nel partecipare alle regate veliche nei periodi di aspettativa concessi per motivi di salute ha violato i doveri di correttezza". Ma non solo: la grande eco data alla sua partecipazione alla regata "ha determinato indubbiamente un grave danno alla immagine del magistrato e alla credibilità dellistituzione giudiziaria".
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