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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 22 giugno 2006
ore 14:18
(categoria: "Vita Quotidiana")



Berlusconi non cambia copione
Ora il «coglione» è «indegno»

Puntuale, a tre giorni da voto, la scena attesa e inevitabile. Insulti e corde vocali tese allo spasimo. Il copione elettorale di Berlusconi ormai è andato a memoria anche agli spettatori. Alla manifestazione di chiusura della campagna referendaria del centrodestra non poteva mancare. Del resto, dopo la grande rincorsa delle Politiche, l´attore presume che il pubblico sia sempre soddisfatto.

L´ex presidente del consiglio chiama «indegno» l´elettore che vota No. Così come, ad inizio di aprile, aveva chiamato «coglione» l´elettore intenzionato a votare sinistra. La sostanza retorica del disprezzo per l´avversario non cambia. Così come la postuma auto interpretazione e la mezza smentita che irride le polemiche.

«Ho scritto una lettera che spero arrivi a 10 milioni di famiglie italiane, nella parte finale della quale ho detto che un italiano che ha avuto la fortuna e la ventura di nascere e vivere in un paese meraviglioso come il nostro guardandosi allo specchio possa sentirsi degno di essere italiano se domenica e lunedì non sarà andato a dare il suo Sì all’ammodernamento della Costituzione». Questa, nella sua sgangherata sintassi, l´esatta frase pronunciata dal presidente di Forza Italia sul palco del palazzo dei Congressi di Roma accanto agli altri leader della Cdl. Qualche ora dopo, negli studi di Canale 5, arriva la seconda versione: «Mi riferivo a chi non va a votare. Chi non va a votare penso che non possa ritenersi cittadino italiano al cento per cento».

Non cambiano gli stratagemmi retorici d´annata. L´incitamento alla platea: «Vi faccio una domandina semplice semplice e voglio una risposta franca: volete morire comunisti?». Scontata la risposta. L´Unione lancia un monito a Bruno Vespa, che nella serata di giovedì, ospiterà Berlusconi e Fassino a Porta a porta: «Da un conduttore della professionalità di Vespa - dichiarano nzo Carra della Margherita, Antonello Falomi di Rifondazione Comunista, Loredana De Petris dei Verdi e Nuccio Iovene dei Ds.- ci aspettiamo un freno all’incontinenza verbale di Berlusconi, per fare in modo che lo speciale di domani sulla prima rete del servizio pubblico non si trasformi in un comizio di Forza Italia».


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mercoledì 21 giugno 2006
ore 18:50
(categoria: "Vita Quotidiana")



Povera e incinta vive al cimitero
Frosinone, il Comune:"Aiutatela"

E’ incinta, sola, ma soprattutto molto povera e per questo è costretta a vivere nella camera mortuaria del cimitero di Gallinaro, un paese della Ciociaria. Si chiama Corinne, è un’ex tossicodipendente con alle spalle una vita costellata di lutti familiari e drammi. Per questo il Comune di Gallinaro ha lanciato un appello a qualche comunità terapeutica: "Se questa donna non verrà aiutata non potrà andare avanti per molto".

La ragazza, trentenne, è infatti senza famiglia: nel 2001 in un terribile incidente stradale ha perso la madre, il fratello, la cognata e i due nipotini e ora vive senza una vera assistenza, ma solo con i centocinquanta euro mensili che le passa il Comune. Non avendo altro posto in cui vivere Corinne ha scelto il cimitero grazie al beneplacito del custode che le ha messo anche a disposizione la corrente elettrica per accendere un fornelletto elettrico dove si prepara da mangiare.

Corinne ha bisogno di sostegno e per questo il paese di Gallinaro si è mobilitato e ha lanciato un appello a qualche comunità terapeutica disposta ad accoglierla, visto che è un’ex tossicodipendente:"Lei sarebbe ben felice di entrare a farne parte". Ora a Corinne non resta altro che aspettare.


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mercoledì 21 giugno 2006
ore 16:08
(categoria: "Vita Quotidiana")





Migliaia di persone si sono radunate a Stonehenge, nel sud dell’Inghilterra, in occasione del Solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno. Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane erano sacre e ancora oggi molte sono le feste legate al solstizio d’estate. Molti riti si svolgono nel più famoso fra i siti megalitici, che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire.


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mercoledì 21 giugno 2006
ore 12:38
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il museo Getty pronto a restituire i capolavori contestati dall’Italia

Il Getty Museum di Los Angeles, in California, è pronto a restituire 21 delle 52 opere reclamate dall’Italia perché sono state trafugate ed esportate illegalmente. Lo scrive oggi il ’Los Angeles Times’, secondo cui si tratta della proposta inoltrata in queste ore a Roma dal direttore del museo, Michael Brand, al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli.

Tra le 21 opere ci sarebbero tre dei capolavori attualmente esposti nella Getty Villa di Pacific Palisades, nei pressi di Malibu, recentemente riaperta al pubblico dopo anni di lavori. Il quotidiano, solitamente bene informato sulle vicende che riguardano il Getty, cita un gruppo di due grifoni in marmo, una statua di Apollo e un vaso di 2.600 anni dipinto dall’artista greco Eufronio.

Ma l’offerta più importante che i fiduciari del Getty stanno valutando in attesa di nuove conferme sulla provenienza è quella della statua di Afrodite, uno dei pezzi più antichi della collezione, mentre il quotidiano non cita l’atleta in bronzo attribuito a Lisippo rinvenuto al largo di Fano e considerato uno dei massimi capolavori della Getty Villa.

Le trattative tra le parti sono cominciate lo scorso gennaio, quando un team del ministero dei Beni Culturali italiano ha fornito prove che dimostrerebbero che 52 opere in possesso del Getty museum sarebbero state trafugate dall’Italia da un trafficante italiano che si trova agli arresti. Quanto all’incontro di ieri, nel corso del quale le controparti hanno discusso di cinque opere contestate, il Los Angeles Times riferisce che Maurizio Fiorilli, il capo dei negoziatori italiani, ha fatto capire che c’è stata una svolta nelle trattative e che il clima ora è caratterizzato da un ’nuovo spirito’ improntato alla buona volontà, comprensione e collaborazione. "La controparte è preparata e c’è grande consapevolezza", ha riferito.

Un secondo round di colloqui più tecnici è fissato per la giornata di oggi e sono numerosi gli esperti dei due team a scommettere che un tentativo di accordo alla fine sarà possibile. Ottimismo comunque che potrebbe rivelarsi eccessivo, sottolinea il quotidiano americano.

Proprio il Los Angeles Times ha infatti rivelato domenica scorsa che nel corso di una inchiesta interna del Getty, condotta un anno fa si accertò che almeno 350 pezzi erano stati acquistati da mercanti indagati o in carcere per traffico di opere d’arte. Un numero di gran lunga più alto di quello pubblicamente conosciuto e che non è mai stato comunicato alle autorità italiane. Un fatto nuovo questo che potrebbe ostacolare le trattative.

Secondo il giornale statunitense il ministro dei beni Culturali, Francesco Rutelli, avrebbe già chiesto ieri alla delegazione del Getty di produrre una lista aggiornata con le nuove opere identificate: 350 in più delle 52 contestate. Il Getty avrebbe subito replicato sostenendo di non avere copia del rapporto e di aver bisogno di più tempo per le verifiche. E a questo punto, trovare un terreno comune sui 52 pezzi inizialmente al centro del contenzioso potrebbe risultare difficile. Anche perché l’Italia finora ha sempre ripetutamente insistito per ottenere la restituzione di tutte quante le opere contese, statue, vasi e altri pezzi d’arte antica illegalmente trafugati dal paese.

Mentre il Getty, che ha pagato i pezzi oltre 48 milioni di dollari, ha sempre cercato di trattare per un numero più limitato, offrendo in cambio ’servizi’ compensativi, come partecipazione a progetti di conservazione, finanziamento ricerche e studi.

Se accordo ci sarà tra il Getty e l’Italia, scrive il Los Angeles Times, molto probabilmente sarà improntato sulla falsa riga di quello raggiunto all’inizio dell’anno tra Roma e il Metropolitan museum, che ha restituito 21 pezzi di grande valore in cambio di prestiti a lungo termine di altre opere di uguale bellezza e importanza.


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mercoledì 21 giugno 2006
ore 11:04
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 20 giugno 2006
ore 16:55
(categoria: "Vita Quotidiana")



Sanità, inchiesta per presunte tangenti
Ordinanze d’arresto per Angelucci e Fitto

BARI - E’ in corso in Puglia e nel Lazio l’esecuzione di alcune ordinanze nell’ambito di un’inchiesta della procura di Bari su presunte tangenti, dell’ammontare di 500.000 euro, versate per l’appalto da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa) in Puglia. Tra gli arrestati l’imprenditore romano Giampaolo Angelucci, di 35 anni, presidente della ’Fondazione San Raffaele’, che si è aggiudicata l’appalto illecitamente, secondo l’accusa, e consigliere della ’Finanziaria Tosinvest spa’. Agli arresti domiciliari inoltre anche l’ex presidente della regione Puglia Raffaele Fitto. Indagato, infine, l’arcivescovo di Lecce, Cosmo Francesco Ruppi. Il prelato è accusato di corruzione.

Per l’affidamento dell’appalto - secondo l’accusa - sarebbe stata versata una tangente da 500 mila euro al movimento politico creato da Fitto per le regionali dell’aprile 2005, ’La Puglia prima di tutto’; dalla consultazione regionale il governatore uscì sconfitto, con circa 14 mila voti di scarto in favore del candidato del centrosinistra Nichi Vendola.

Essendo un parlamentare, Fitto non può essere arrestato fino all’eventuale autorizzazione della Camera dei Deputati. A Montecitorio, militari della Guardia di Finanza hanno perciò depositato stamani - a quel che si è saputo - la richiesta di autorizzazione a procedere all’arresto e il provvedimento cautelare firmati dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis.

Angelucci, considerato uno dei principali imprenditori della sanità italiana e amministratore di fatto - secondo l’accusa - di numerose imprese Tosinvest - è accusato di aver corrisposto, in diverse tranches, la presunta tangente di 500 mila euro a esponenti politici della Cdl in Puglia.

Per il reato di corruzione, è stato posto agli arresti domiciliari inoltre l’imprenditore televisivo salentino Paolo Pagliaro, proprietario dell’emittente Telerama. La misura restrittiva è firmata dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis su richiesta dai pm inquirenti Roberto Rossi, Lorenzo Nicastro e Renato Nitti.

L’inchiesta - a quanto è dato sapere - si avvale di numerosissime intercettazioni telefoniche e del sequestro di vari documenti. Su disposizione della magistratura barese, la Guardia di Finanza ha effettuato il sequestro cautelare di beni immobili, quote societarie, autoveicoli e conti correnti bancari per un valore stimato in 55 milioni di euro, di proprietà di Angelucci, di Fitto (Fi) e di quattro società del gruppo Tosinvest (della famiglia Angelucci). Il sequestro, essendo una misura cautelare, ha invece effetto anche nei confronti di Fitto, e non è necessaria l’autorizzazione della Camera.

Alcune persone sono state interrogate anche a Roma in qualità di indagate dal sostituto procuratore del Tribunale di Bari, Roberto Rossi. A quanto si è saputo, si tratta di altre persone sottoposte ad indagini i cui nomi non compaiono nei provvedimenti cautelari (personali e reali) notificati questa mattina dalla Guardia di Finanza. Gli indagati si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere.

Precisazione da Milano. La Fondazione San Raffaele di Milano precisa di non essere in alcun modo coinvolta nella vicenda. L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, con provvedimento n. 14788 del 12 Ottobre 2005, ha già precisato che le aziende del gruppo Angelucci di Roma, debbono "in ogni sede distinguere il proprio nome da quello della Fondazione San Raffaele di Milano", ciò a tutela del diritto dei consumatori di identificare con certezza il proprio interlocutore. La Fondazione San Raffaele di Milano si riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti.


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martedì 20 giugno 2006
ore 16:41
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 19 giugno 2006
ore 15:21
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 19 giugno 2006
ore 14:52
(categoria: "Vita Quotidiana")



"I clandestini più istruiti degli studenti italiani"

ROMA - Gli italiani sono in media meno istruiti degli immigrati clandestini. E’ il dato, sorprendente, che emerge da uno studio di Carlo Devillanova, dell’Università Bocconi, e Tommaso Frattini, dello University College di Londra. Numeri significativi soprattutto se confrontati con i dati Osce sull’istruzione del nostro paese: nella classe di età tra i 25 e i 64 anni, il 41,1% degli immigrati dichiara di essere in possesso di un diploma di scuola superiore, contro gli italiani della stessa età che raggiungono appena il 33%. Ancora, il 12,1% dei migranti che arrivano da noi ha un’istruzione universitaria. Le donne, infine, sono generalmente meglio degli uomini.

Singolare la fonte utilizzata dai due studiosi, ma indispensabile per comprendere le proporzioni del fenomeno. Devillanova e Frattini hanno basato la loro ricerca su 10 mila profili di clandestini che, nell’arco di 18 mesi, si sono rivolti al Naga di Milano, l’associazione di volontariato che presta assistenza sanitaria gratuita ad immigrati irregolari. Ne emerge quindi il limite, ossia il fatto che in termini quantitativi lo studio possa essere considerato semplicemente un campione, esemplare della condizione italiana. "Questo dato - sottolinea Devillanova - va letto con prudenza poiché non c’è una perfetta corrispondenza tra i diversi sistemi formativi". Ad ogni modo, secondo lo studioso, la scolarità degli immigrati è superiore a quella percepita. Questo perché il dato deve essere corretto con la massa dei regolari, che sono generalmente più istruiti dei clandestini.

Così, mentre negli atenei di tutta Italia si discute preoccupati della "fuga dei cervelli", il Paese scopre di possedere un "capitale" non utilizzato. Per il quale l’alta scolarizzazione non si traduce nello svolgimento di lavori corrispondenti. Dallo studio si evince che quasi tutti i clandestini occupati, ossia il 54%, svolgono infatti mansioni elementari - dall’assistenza domestica al facchinaggipo, fino alla vendita ambulante e l’impiego nel settore edilizio. Al contrario, in patria solo il 15% di questi era occupato in lavori simili, mentre più del 5% era insegnante o professore.

"Questo genere di migrazione - sottolinea Devillanova - determina un impoverimento del capitale umano dei paesi di origine (il cosiddetto brain drain), dal momento che migrano soprattutto i più istruiti e un conseguente spreco di questo capitale (il brain waste), quando le loro competenze non sono utilizzate nel paese di destinazione. Tale risultato mette in dubbio anche l’eventuale efficacia di politiche di selezione degli immigrati, dal momento che il loro livello di istruzione è già alto, ma il tessuto produttivo italiano sembra poco interessato alle loro qualifiche".


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domenica 18 giugno 2006
ore 16:21
(categoria: "Vita Quotidiana")



Un amore perduto quanta gioia
di nuove sensazioni in me sorprende.
Ma l’amore è perduto.
E la pena riprende.

(Sandro Penna)


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