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MERAVIGLIE

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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


mercoledì 15 marzo 2006
ore 13:38
(categoria: "Vita Quotidiana")



Regole americane Meglio delle risse (nonostante il gelo)
di Aldo Grasso

Insomma non era un’intervista doppia delle Iene . Mai visto uno studio così gelido, sembrava di entrare in una gelateria ecologica. Nel freddo si servivano parole gelate, idee gelate, convinzioni gelate e però si è subito creato un piacevole clima surreale, così distante dalla tv di tutti i giorni, dal berciume cui siamo abituati. Gli eventi troppo annunciati di solito si risolvono in un flop , specie se recintati da un’attenzione spasmodica, vagamente ossessiva. Sono scesi in campo, nel prepartita, schiere di consiglieri che non si sono certo risparmiati in suggerimenti, in raccomandazioni, in esortazioni: facce, stili, abiti, linguaggi, tagli e dettagli. Tutto quello che si poteva dire è stato detto, il programma poteva anche non andare in onda ed era come se lo fosse andato. Poteva persino essere condotto dal Panariello di Sanremo e sarebbe stata la stessa cosa.

Ma sono i contesti a dare significato ai testi: il dibattito è stato grigio e contenuto come molti paventavano (protagonisti neutri, giornalisti neutri, argomenti neutri) eppure quell’aura americana o all’americana (gli interventi contingentati, la regia immobile, la cortesia istituzionalizzata) è stata molto spiazzante. È un mezzo miracolo vedere un giornalista che fa una domanda in 30 secondi o un politico che si ferma sulla soglia dei due minuti e mezzo nel rispondere. Era quasi più interessante l’acquario dei due pesci che si contendevano il controllo territoriale in uno scontro all’arma bianca, più bianca della scenografia.

Chi ha reso di più in questo spaesamento televisivo, in questa politezza coatta? Il linguaggio sportivo suggerirebbe il classico zero a zero, il ricordo di una scialba partita come Juve-Milan. I due contendenti non hanno sorpreso l’uditorio con un’idea vincente, con la foga del « I have a dream », hanno svolto il loro compito con diligenza scolastica. Si è persino capito qualcosa dei programmi. Berlusconi è parso più nervoso perché non è abituato ad affrontare regolamenti. Prodi è stato favorito da un dibattito sterilizzato, da un confronto un po’ da museo delle cere. L’uno si è sforzato di essere affidabile ma ribaldo, l’altro simpatico ma ostinato: l’autorevolezza è un’altra cosa ma è difficile pretenderla da una gelateria. Nessuno ci ha fatto sognare ma, per una volta, le regole hanno funzionato. Eccome se hanno funzionato!


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mercoledì 15 marzo 2006
ore 12:47
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 15 marzo 2006
ore 09:41
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 14 marzo 2006
ore 16:56
(categoria: "Vita Quotidiana")



Referendum contro devolution: quorum ampiamente superato

ROMA - Il quorum del mezzo milione di firme valide, raccolte dal centrosinistra, a sostegno del referendum contro la devolution, è stato ampiamente superato. Lo si è appreso da ambienti della Cassazione. La Suprema Corte ha infatti concluso il controllo sulla correttezza formale delle firme depositate lo scorso 17 febbraio dal comitato promotore per azzerare le riforme apportate dal governo alla seconda parte della Costituzione. A giorni saranno resi noti i dati ufficiali.

La raccolta delle firme era iniziata lo scorso 17 dicembre e, in base a quanto dichiarato dal comitato promotore - del quale ha fatto parte anche il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro - ne erano state raccolte più di un milione. Oltre allo schieramento del centrosinistra, ai banchetti per le sottoscrizioni si erano impegnate, ai banchetti anche la Cgil e le Acli.

Il 22 febbraio la Cassazione aveva dato il via libera alla richiesta del referendum anti-devolution presentata da quindici Consigli regionali, Sardegna in testa. Il 14 febbraio invece, erano state depositate, sempre in Cassazione, le firme di 112 senatori e 249 deputati del centrosinistra, sempre per chiedere la consultazione referendaria sulle modifiche apportate dal centrodestra alla Costituzione.

E’ questa la prima volta che tutti e tre i soggetti "abilitati" a chiedere un referendum, ovvero cittadini, parlamentari e Regioni, si sono mobilitati per impugnare una legge costituzionale.


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martedì 14 marzo 2006
ore 13:05
(categoria: "Vita Quotidiana")



L’India celebra la primavera con Holi, la festa dei colori.



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martedì 14 marzo 2006
ore 10:39
(categoria: "Vita Quotidiana")



Londra, un sì esplicito o niente sesso
Campagna choc del governo britannico

L’immagine ritrae in primissimo piano un uomo e una donna nell’attimo in cui le loro labbra stanno per congiungersi in un bacio che sembra appassionato. La didascalia, in minuscoli caratteri, però ammonisce: "Questo non è un invito a stuprarmi".

Incollato sulle pareti delle toilette dei bar e delle discoteche, oppure riprodotto sulle pagine patinate di riviste per soli uomini, è il poster che lancia stamani nel Regno Unito una nuova campagna di massa contro le violenze sessuali.

Il governo di Tony Blair ha stanziato 400 mila sterline, circa 600 mila euro, per tappezzare il paese con gigantografie come questa, a base di immagini provocanti, brevi frasi ad effetto e messaggi particolarmente crudi. Il senso dell’iniziativa è che, se non vogliono finire in prigione accusati di stupro, i maschi britannici devono attendere un "via libera" esplicito ed inequivocabile dalle loro possibili partner, prima di andare avanti con il corteggiamento.

"L’obiettivo è spiegare che il consenso femminile a un rapporto sessuale è attivo, non passivo", afferma il vice-ministro degli Interni Fiona Mactaggart, promotrice dell’iniziativa. "In altre parole, finché le donne non dicono chiaramente di sì, gli uomini devono presupporre un rifiuto, e se invece proseguono, facendo finta di niente, devono preoccuparsi delle conseguenze legali di un simile comportamento".

Si tratta, in sostanza, di un irrigidimento della legge sulle violenze sessuali, per fare rientrare sotto questa categoria anche quei rapporti in cui un rapporto non viene portato a termine dall’uomo con la forza bruta o con una violenza estrema, ma comunque con un’insistenza che va contro la volontà della donna. Il silenzio, la resistenza passiva, non possono più essere scambiati per una semplice manifestazione di timidezza, o addirittura per un invito a prendere l’iniziativa: ma come un no a tutti gli effetti. E un rapporto sessuale di questo tipo viene legalmente equiparato alla violenza carnale.

L’odierna campagna pubblicitaria è una conseguenza della riforma della legge, varata lo scorso anno dalla camera dei Comuni. A sua volta, la legge era una risposta alle statistiche secondo cui, se da un lato i casi di stupro appaiono in diminuzione in Gran Bretagna, dall’altra si è registrato anche un calo delle condanne giudiziarie: nel 2004 soltanto il 5,8 per cento dei processi per stupro si sono conclusi con un verdetto di colpevolezza.

Un altro dato che ha sospinto il governo ad agire è un rapporto di Amnesty International secondo cui un terzo della popolazione britannica è convinto che la responsabilità di uno stupro vada addossata a una donna, se essa ha avuto un atteggiamento "malizioso" nei confronti dell’uomo, ovvero se ha "flirtato apertamente". Il 25 per cento degli interpellati ritiene la donna responsabile anche se indossa "abiti provocanti o che rivelano parti intime", e se è in stato di ubriachezza.

Su quest’ultimo punto il dibattito legale è complesso: se una donna ha ecceduto nel bere e apparentemente ha acconsentito a un rapporto sessuale, ma passato l’effetto della sbronza si rende conto di quanto è accaduto, secondo gli esperti governativi dovrebbe poter denunciare ugualmente l’uomo per stupro. La legge sulla violenza sessuale verrà probabilmente modificata nei prossimi mesi per prevedere più chiaramente una simile ipotesi.

"Lo scopo della campagna è duplice", ammette il viceministro Mactaggart. "Da un lato vogliamo prevenire violenze contro le donne. Dall’altro speriamo di cambiare l’atteggiamento della popolazione, anche di chi non commetterrebbe mai uno stupro, ma che è più incline a rovesciarne la responsabilità sulle donne.
D’ora in avanti la gente deve sapere che, se una donna non dice esplicitamente sì, bisogna pensare che sta dicendo di no".


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martedì 14 marzo 2006
ore 09:39
(categoria: "Vita Quotidiana")



Aids: scoperto sistema naturale di autodifesa

È stato scoperto un sistema naturale di difesa contro l’Aids che potrebbe portare alla creazione di nuovi farmaci che superano il problema delle resistenze farmacologiche sempre più diffuse tra i sieropositivi. Si tratta, hanno spiegato gli scienziati della Ohio State University, di un meccanismo di riparazione del Dna di cui le cellule umane naturalmente dispongono.

RIDURRE INTEGRAZIONE CON DNA - Diretti da Richard Fishel, i ricercatori hanno però scoperto che questo meccanismo è anche capace di ridurre l’integrazione del genoma virale nel Dna della cellula infettata, condizione essenziale per moltiplicarsi e diffondersi nel corpo della persona sieropositiva. Secondo quanto riferito sulla rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences», il meccanismo di riparazione si basa sulle due molecole XPB’ ed XPD, le quali distruggono il codice genetico del virus Hiv prima che questo si inserisca nel Dna della cellula infetta. Quando il Dna cellulare è danneggiato, cosa che può accadere per diversi motivi come l’esposizione a sostanze chimiche nocive o radiazioni solari, si mettono in moto vere e proprie squadre di meccanici della cellula che tagliano e cuciono il Dna nella zona del danno, riparandolo. Le due proteine XPB’ e XPD sono addette a uno di questi meccanismi di riparazione.

DUE PROTEINE - Il virus Hiv una volta fatto il suo ingresso nell’organismo ha bisogno di moltiplicarsi e per farlo deve sfruttare gli strumenti cellulari per la sintesi del Dna. Poiché il genoma virale è una molecola di Rna (simile al Dna), la fase preliminare alla moltiplicazione e diffusione del virus nell’organismo infettato è la trasformazione del suo genoma in Dna. Questo «Dna copia» del genoma dell’Hiv viene inserito all’interno del Dna cellulare con un meccanismo di taglia e cuci. Dopo l’integrazione il virus è in grado di moltiplicarsi. Gli esperti dell’ateneo Usa hanno visto che in presenza delle proteine XPB’ e XPD il Dna copia del virus Hiv viene distrutto prima di essere inserito nel genoma cellulare.


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martedì 14 marzo 2006
ore 09:31
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 13 marzo 2006
ore 18:07
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 13 marzo 2006
ore 13:41
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il premier vuole giornalisti che si stendono

«Ha tagliato la corda!»: è il primo commento di Enzo Biagi di fronte al comportamento di Berlusconi, che ha interrotto l’intervista con la giornalista Lucia Annunziata, ex presidente della Rai. E poi Biagi aggiunge: «Mai vista una cosa simile. E dire che faccio il giornalista da quando avevo 17 anni...»
Ma, dottor Biagi, come interpreta questo comportamento del premier?
Cosa vuole, lui è abituato non con giornalisti che si piegano, ma con quelli che si stendono.

Tra l’altro è stato parecchio sgarbato con l’Annunziata, coprendo la sua voce e non lasciando che formulasse la domanda. Oltre al rispetto che si deve alla professione, ci sarebbe anche quello che si deve a una signora.
Infatti ho subito chiamato l’Annunziata per esprimerle la mia solidarietà e la mia stima. Anche se, avendo avuto tre figlie, so che le donne non hanno bisogno di sostegno, perché spesso sono più toste degli uomini.

Lucia Annunziata ha avuto il coraggio di fare la domanda che ha più irritato Berlusconi: quella sull’editto bulgaro contro di lei, Santoro e Luttazzi. Anzi, vorrei che rispondesse a quello che il premier ha detto su di lei in particolare. E cioè che le sarebbe «convenuta» la liquidazione, perché avrebbe avuto dalla Rai molti miliardi.
Io ho avuto la liquidazione che compete ai giornalisti, cioè una fissa e un mese di stipendio per ogni anno di lavoro. Come da contratto sindacale. Niente di straordinario, visto oltretutto che «Il Fatto» è stato giudicato il miglior programma televisivo di tutti i tempi da una giuria di critici televisivi di tutte le tendenze. Non mi hanno regalato niente: ho fatto il mio lavoro e ho milioni di spettatori che possono testimoniarlo.

Lei ha intervistato i politici e i governanti di tutti i Paesi del mondo.
Certo, ho conosciuto tutti i personaggi politici della mia generazione, anche quelli dal carattere difficile come Pajetta, con cui si poteva sempre discutere e avere rapporti corretti. La critica è lecita, ma con Berlusconi no: lui ti toglie il lavoro. Mi hanno cacciato dalla Rai da un giorno all’altro. Il signor Saccà mi ha licenziato mandandomi un telegramma con la ricevuta di ritorno.

Neppure una telefonata?
Macché. Non ci ho neanche parlato. Del resto, benché io sia uno che si controlla, chissà che cosa avrei potuto dirgli.

Nonostante ciò, Berlusconi con l’Annunziata non ha fatto che ripetere di essere liberale...
Lui sarà liberale, io no...

Per forza, adesso anche lei lavora per un giornale comunista!
Ci sono abituato, a frequentare i comunisti. Ho cominciato nel ‘44-45 quando ero in montagna e lì di comunisti ce n’erano tanti. Liberali di destra tra i partigiani non se ne trovavano. In gran parte erano operai, ma c’erano anche ragazzi di famiglia molto ricca, come il mio compagno Sandro Contini Bonaccorsi. Era il vice capo della mia brigata (il comandante era Pietro Pandiani) e ricordo sempre il suo coraggio straordinario. Una volta dovevamo attraversare un campo minato e lui mi disse: Enzo, metti i pedi esattamente dove li ho messi io. Io gli risposi: però se salti in aria io mi fermo.

Ma come, scherzavate anche in situazioni del genere?
Non scherzavamo. Siamo rimasti amici anche dopo la guerra, la sua famiglia era proprietaria dell’acqua Panna, ma lui se ne andò in America a fare il direttore di un museo e morì suicida per amore di un’attrice.

Tornando a Berlusconi, le sembra che sia liberale davvero?
Macché liberale: Berlusconi è berlusconiano. Faccia un conto di quello che la politica e gli italiani devono a lui e quello che lui deve agli italiani e alla politica. La scena più comica è quando la Guardia di finanza è costretta a presentargli le armi.

E che cosa ne pensa di quello che Berlusconi ha detto di Paolo Mieli, cioè che si sarebbe smascherato con la sua dichiarazione di sostegno al centrosinistra?
Mieli ha espresso legittimamente un’opinione sulle prossime elezioni. E io sono solidale con Mieli in tutti i sensi; condivido tutto quello che ha scritto e ci tengo a dirlo.

Lei che ha conosciuto tanti potenti, ne avrà trovato anche qualcuno scomodo da intervistare.
Ho intervistato due dei tre Kennedy e forse tutti quelli che hanno contato qualcosa. Non ho mai avuto nessun problema. Io, piccolo giornalista italiano, sono stato sempre trattato con il massimo rispetto. Magari qualcuno ha chiesto di conoscere le domande in anticipo, ma poi, se scappava di chiedere qualcosa in più, non ci sono mai stati problemi. Non ho mai ricevuto sgarbi da nessuno.

Si vede che non aveva mai conosciuto nessuno come Berlusconi.
L’ho già detto: lui è abituato con quelli che si stendono. Io sono un giornalista e ho sempre fatto il mio lavoro. Non ho né scheletri, né ossicini negli armadi. Ora, da vecchio ho solo nostalgia dei miei compagni partigiani.


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