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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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venerdì 3 marzo 2006
ore 15:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 3 marzo 2006
ore 13:53 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 3 marzo 2006
ore 12:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Film hard e Patrizia diventa attrice Pellicola a luci rosse ispirata alla notte di Lapo Elkann
Un film hard ispirato alla notte di Lapo Elkann in casa di Patrizia Donato Broco. Uscirà nei cinema a luci rosse o in dvd questa primavera, con il marchio della «Fm video corporation». Nei panni di lui un attore dai capelli rossicci e dal volto da ragazzino, in quelli di lei lo stesso trans Patrizia Donato Broco. Il settimanale Panorama scrive che è stato Giuseppe Matera, uno dei più importanti produttori italiani di pellicole hard, a volare a Torino lo scorso novembre per strappare al trans un contratto per una parte da protagonista.
Le riprese sono partite subito dopo la firma in una delle salette di un noto club privé di Torino. Titolo ancora da definire: «Lapoteosi» o «I love lap dance» Due le scene ispirate alla notte nellappartamento di via Marocchetti 21. Nessun riferimento alla droga. Solo champagne e scene vietate ai minori dei 18 anni. Patrizia interpreta se stessa in una versione sognatrice, stile Bridget Jones. Con tanto di diario. La pagina più importante quella datata 10 ottobre.
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venerdì 3 marzo 2006
ore 11:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 3 marzo 2006
ore 11:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il caso Baricco, i libri e la critica: come nasce un best seller di EDMONDO BERSELLI
LA POLEMICA innescata da Alessandro Baricco contro i critici parlanti di sbieco, "recensitemi o tacete", può anche riportare al pensiero confortevole che esistano ancora figure capaci di dominare e plasmare il panorama letterario. Lidea che nelleditoria italiana esistano sacerdoti, santuari e centri di potere capaci di condizionare il gusto e il comportamento dei lettori è il riflesso di unepoca in cui la cultura soprattutto letteraria si raccoglieva su alcune figure chiave, in alcuni luoghi (gli esclusi naturalmente parlavano di salotti e di altre configurazioni ambientali che rimandavano alla consorteria, se non peggio). Ma adesso che il non mercato editoriale è diventato un quasi mercato, che leditoria solitamente dimessa si è trasformata in un fenomeno di massa modellato dal marketing, sarà ancora vero che il costume letterario e la tendenza culturale sono imposti dallopinione di alcuni grandi cerimonieri della critica militante e delleditoria intransigente, che influenzano reti dopinione, e via via a cascata latteggiamento del pubblico?
Che si tratti di una concezione premoderna è sancito non tanto dallassenza di critici e imprenditori culturali come Elio Vittorini, quanto dal semplice sguardo alle classifiche dei libri più venduti. E non perché la quantità sconfigga sistematicamente la qualità: ma perché il mercato è permeabile a qualsiasi influsso, sia da parte dei trendsetter più snob sia da parte della televisione più trash. Un autore dal saggismo accattivante come Corrado Augias viene premiato dalla sua figura "anche" televisiva; linvasione presenzialista dei palinsesti premia Bruno Vespa; in modo tutto sommato non dissimile la riconoscibilità da piccolo schermo di Antonella Clerici proietta al vertice le sue ricette gastronomiche.
Daltronde si capisce: è un altro ineluttabile fenomeno della secolarizzazione. Il mercato, come la borghesia per Marx, sconvolge tutte le fedi precedenti, le categorie, le concezioni sacrali. Privo del suo deus ex machina storico, il principale editore italiano di cultura, Einaudi, ha dovuto inserirsi nel congegno della domanda e dellofferta, e nella galassia Mondadori, sacrificando profili di identità alla regola economica, e trovando una nuova specializzazione nella migliore letteratura straniera contemporanea. Il maggiore creatore di gusto letterario, cioè Roberto Calasso, ha visto lAdelphi relativizzata dalla sensibilità generale, dal momento che lessere "né di destra né di sinistra", inattuale, sincretistico, in ogni caso "oltre" la volgarità degli atteggiamenti diffusi, è stata assunta come convenzione da frange sempre più visibili, pronte a manifestare anticonformismi assai più rumorosi rispetto alla sua eleganza impolitica. Nei tempi del gusto codificato, e delle nicchie che dettavano il trend, la recensione di Pietro Citati a Cadmo e Armonia, in prima pagina su questo giornale, segnalava affinità e identità a cui il pubblico più consapevole non poteva restare estraneo.
Invece adesso le parole e i criteri più cari agli editori (le "strategie", i "progetti", la "politica degli autori"), tendono a concentrarsi su episodi singoli. Il successo di Alessandro Piperno, autore praticamente esordiente allepoca di Con le peggiori intenzioni, era stato preceduto dallautentica costruzione di un consenso preventivo, gestito dalla verve comunicativa e dalla rete di relazioni del numero uno di Mondadori, Gian Arturo Ferrari. Diversi autori della Bompiani vengono definiti pubblicamente dal glamour intellettuale di Elisabetta Sgarbi. Il notevole rinnovamento tematico e di formula editoriale di Laterza è dovuto largamente al sistema di rapporti creato da Giuseppe Laterza. Sotto questa luce, lo scatenarsi del passaparola, del tam tam informale che determina un successo non sempre atteso, o perlomeno non sempre programmato, ha bisogno di uno scatto iniziale, di un fattore che fa partire il consenso dei lettori. Può trattarsi di un premio letterario, il Campiello e oggi soprattutto lo Strega sotto la regia di Anna Maria Rimoaldi: ma poi ci vuole unautrice viscerale come Margaret Mazzantini, in grado di intercettare unaspettativa di emozioni popolari. Ed è possibile che un libro deccezione, per stile e piglio letterario, come La ragazza del secolo scorso di Rossana Rossanda (che curiosamente alcune classifiche collocano nel settore della narrativa) possa trasformarsi da libro di culto a libro di massa proprio se vincerà lo Strega.
Ora, che una comunista dura e pura possa sbaragliare il mercato grazie a un premio letterario è un calembour storico e politico ineffabile, ma niente affatto implausibile sul piano mercantile. "Dopo luscita di scena della generazione di critici capeggiata da figure come Cesare Garboli, non esistono più depositi sapienziali, riserve culturali, tradizioni sconosciute da rivelare", dice Ferrari. "Il mercato è democratico, non crede alle posizioni privilegiate, alle rendite culturali". Il mercato, sostengono a loro volta gli operatori principali, i protagonisti della rivoluzione manageriale, da Luigi Brioschi del gruppo Longanesi a Giulio Lattanzi della Rizzoli, è pronto a credere in qualsiasi prodotto che appaia vero, senza infingimenti, dotato di una sua affidabile realtà: sono a loro modo vere le barzellette cheap di Totti, frutto dello spirito del tempo, e Io uccido di Giorgio Faletti, lanciato da unapocalittica presentazione di Antonio DOrrico sul magazine del Corriere della Sera, che in copertina veniva sintetizzato nello slogan "forse non lo sapete, ma questo è il più grande scrittore italiano".
Di fronte a un mercato anomico, privo di codici riconoscibili, risulta quindi di efficacia straordinaria lendorsement concesso in qualche occasione dal gusto settario, anzi quasi tribale, del clan coordinato da Giuliano Ferrara sulle pagine del Foglio: fatte le prove generali con La versione di Barney, il romanzo di Mordecai Richler trasformato in un inno del politicamente scorretto, si è poi assistito alla sponsorizzazione di Piperno, e alla vistosa operazione del lancio di Pietrangelo Buttafuoco, con il suo romanzo (Le uova del drago) perfettamente controfattuale e iperfascista (mentre sul versante "non fiction" non era del tutto riuscito il sostegno al saggismo eccentrico di Geminello Alvi).
Ma per altri versi la manovra più spettacolare riguarda proprio Baricco, con il tentativo di trasformare in cult non tanto un autore o un libro, bensì, per via mediata, un editore, Fandango. Questa storia, lultimo romanzo baricchiano, doveva fare da apripista, con il suo marketing di tipo cinematografico, con le quattro diverse copertine divenute subito manifesti stradali, icone letterarie da piazza, allaffermazione sul mercato di uneditore all star, governato da una sacerdotessa delleditoria commerciale, lex Rcs Rosaria Carpinelli, e promosso da testimonial come Sandro Veronesi e Carlo Lucarelli.
Cè anche la percezione che quando lofferta è desacralizzata la domanda diviene più influenzabile: se nelle cosiddette "grandi superfici", cioè negli ipermercati, il banco dei libri è un piccolo supermarket di bestseller, il circuito del mercato diventa autoreferenziale, le vendite creano le vendite, le classifiche creano classifiche al quadrato, la televisione impone se stessa.
Lindustria è lindustria, e in questa tautologia il potere dei critici, quando ancora resiste e si manifesta, è una funzione para-religiosa, ma probabilmente, alla fine, residuale.
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giovedì 2 marzo 2006
ore 17:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lira dei cattolici spagnoli contro Bassi "il provocatore" Ieri sera sventato attentato nel camerino dellartista di RITA CELI
PROVOCATORIO, sconvolgente, sgradevole, geniale. Assistere a uno spettacolo di Leo Bassi non lascia mai indifferenti. Le sue esibizioni possono essere fastidiose, taglienti e provocano spesso denunce. Stavolta lartista italo-svizzero è diventato bersaglio di un gruppo di un gruppo ultracattolico, che ha piazzato un ordigno vicino al suo camerino poco prima dellinizio dello spettacolo. E accaduto ieri sera verso le 21.30 al teatro Alfil, a Madrid, dove Bassi è in scena con lo spettacolo La Revelación. Duecento persone erano già in platea, e solo il tempestivo intervento degli artificieri ha impedito che lordigno esplodesse.
Bassi ha detto che lattentato è stato "contro la libertà in generale" assicurando, dopo lo scampato pericolo, che malgrado le minacce che lo hanno costretto a ricorrere alla protezione di guardaspalle continuerà con la programmazione della "Rivelazione", in cartellone sino al 12 marzo. Si tratta di unopera da lui definita "in difesa dellateismo", contro loscurantismo delle religioni: Bassi ironizza sul protagonismo che è tornata ad avere la fede nellattuale società tecnologica, soprattutto negli Stati Uniti.
In piena crisi internazionale per le caricature di Maometto, nella sua performance Bassi si maschera ogni sera in papa Benedetto XVI o in predicatore evangelico, promette di distribuire preservativi agli africani e ridicolizza le inverosimiglianze della genesi o domanda perdono per latteggiamento della chiesa sotto il franchismo.
Uno spettacolo considerato offensivo per i credenti, che ha suscitato manifestazioni di protesta davanti al teatro da parte di esponenti del partito Alternativa Espanola, che accusano lopera teatrale di "attentare contro i principi cattolici"; il Centro Juridico Tomas Moro, che si definisce espressione dellumanesimo cristiano, ha denunciato lartista e il teatro. La polizia è dovuta intervenire anche per proteggere gli spettatori in fila.
Bassi, che nelle scorse settimane aveva denunciato anche sul suo sito Bassi Blog i pesanti attacchi da parte di persone che lo avevano definito "demonio, anticristo e anche cane ebreo", si è detto molto preoccupato per lincidente che avrebbe potuto avere gravi conseguenze e anche provocare vittime. E, dopo aver ricordato che nelle settimane scorse erano state lanciate bottiglie incendiarie contro il teatro, si è detto sorpreso di queste reazioni considerando che lo spettacolo è stato rappresentato in altri paesi europei senza nessun incidente.
Lartista è assente dallItalia dallestate del 2004, quando a Napoli ha organizzò lennesima provocazione. Consegnò pacchi colmi di spazzatura alle poste centrali indirizzati ai potenti della terra, Benetton, Berlusconi, Blair per citarne alcuni. Visto contenuto e destinatari, intervennero gli artificieri.
In quello stesso anno Bassi, classe 1952, ha ideato a Madrid, dove si è trasferito da tempo, il Bassibus, un viaggio performance nella decadenza morale della Spagna, iniziato ai tempi di Aznar e che ancora è in giro, questa volta per raccogliere informazioni su Opus dei, legionari di Cristo, il parco Warner del Madrid...
Ma nel 2004 ha trovato il tempo per venire in Italia, dove mancava da 15 anni, per riproporre il suo spettacolo Vendetta, due ore di provocatorie incursioni tra il pubblico, lattine di coca-cola prese a martellate, lanci di uova con mazze da golf, per finire con il corpo nudo cosparso di miele coperto di piume.
"La mia performance è una provocazione mentale" aveva dichiarato in occasione di uno dei suoi spettacoli del tour italiano. "La mia è lantica voce del buffone e del clown. Contro il potere senza volto di un mondo guidato dal denaro e dallapparenza, il sorriso incorruttibile di noi giullari è un rifugio sicuro e salutare".
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giovedì 2 marzo 2006
ore 13:59 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Berlusconi e la prima copia di Playboy
Fu uno zio d’America a fare avere al giovane Silvio Berlusconi la prima copia di Playboy. L’allora liceale, allievo di un istituto salesiano, metteva all’asta, nell’ora della ricreazione, il diritto "di passare dieci minuti da soli con la playmate del mese": se lo guadagnava chi offriva la migliore merendina.
Lo ha raccontato proprio il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, incontrando al Congresso degli Stati Uniti la delegazione parlamentare italo-americana. Berlusconi ha chiuso l’aneddoto dicendo: "Ma eravamo lo stesso dei buoni cattolici".
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giovedì 2 marzo 2006
ore 13:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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giovedì 2 marzo 2006
ore 10:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ascoltatore: «Dottor Forbice io le riconosco di avere condotto nella sua trasmissione molte battaglie civili. Che cosa penserebbe di condurre un’altra battaglia per la raccolta di firme per la reintegrazione dei tre giornalisti che sono stati esclusi dal fare trasmissioni come sa lei» Forbice: «Come si permette? Questa è una trasmissione Rai. E in Rai di queste cose non si discute. Buonasera e grazie» (interrompe la telefonata).
Ascoltato nel programma «Zapping» di Aldo Forbice ore 20,25 del 1 marzo.
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mercoledì 1 marzo 2006
ore 18:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Quel reality riuscito male di ANTONIO DIPOLLINA
Valeva davvero la pena aspettare la fine della seconda serata (in non foltissima compagnia) e sorbire il calice fino allultimo. Perché è stato lì, alla fine, intorno alluna di notte che è comparsa la vera scena cult, finora. Il momento delle prime eliminazioni. Per chi lavesse perso (e sono moltitudini) ecco una sommaria descrizione: Panariello e le altre sono sul palco e annunciano il momento emozionante e lì, le telecamere staccano su una stanza un po buia, piena di sedie e coi muri un po cadenti, con ogni evidenza la tavernetta del teatro Ariston.
Su quelle sedie stavano seduti i cantanti, prima i giovani, poi i gruppi eccetera, che attendevano la proclamazione in diretta degli eliminati. Che poi erano uno solo per sezione. Per giungere a questo palpitante risultato, si è allestita la scena thriller-suspence, con levidente intenzione di tenere la gente incollata ai televisori.
E finita che tutti gli eliminati (a parte Mario Venuti, che ha giocato comunque la sua parte onestamente) non si sono presentati. La scena della sezione uomini, con i soli Ron e Povia presenti in quanto promossi mentre Grignani ha girato al largo resterà indimenticabile - mentre le luci si abbassavano ancora nella stanzetta e tutto dava laria del sequestro di persona ripreso con una webcam. Per non parlare delle donne, con la Oxa che con ogni probabilità aveva abbandonato Sanremo, la Liguria e forse anche lEuropa da almeno tre ore.
Forse non è nemmeno il caso di rilevare come la fantasmagorica sequenza sia un derelitto omaggio ai reality e al celebre meccanismo delle eliminazioni. E la morale è sempre quella: chissà se un giorno finirà questa rincorsa - che coinvolge a volte anche gente dignitosissima - a cospargersi del ridicolo di un genere, il reality, appunto, che è a ogni evidenza un mondo chiuso, anche parecchio vizioso e che, come diceva quello - rappresenta a malapena se stesso. E aspettando quel giorno, godiamoci la salutare pausa calcistica.
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