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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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mercoledì 1 febbraio 2006
ore 13:19 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lo spot con il bacio omosessuale approvato in Gran Bretagna
In Gran Bretagna non hanno paura degli spot con temi omosessuali e Dolce & Gabbana potranno pubblicizzare la loro nuova linea di orologi con un bacio tra due uomini. Da oggi, inoltre, lo spot che termina con un bacio tra due giovani sarà trasmesso anche sulle televisioni italiane.
Quando lo spot è uscito in Gran Bretagna (la nuova campagna è partita lo scorso 13 novembre) alla televisione inglese sono arrivati 89 reclami di telespettatori, che protestavano contro il bacio omosessuale. L’Advertising Standards Authority, l’ente che vigila sulla pubblicità nel Paese, ha annunciato oggi che il reclamo è stato respinto ed ha autorizzato perciò la diffusione delle immagini.
Degli 89 reclami, 70 si opponevano alla trasmissione dello spot in fasce orarie in cui i bambini usualmente guardano la televisione. Altri 19 reclami sostenevano invece l’inaccettabilità in assoluto delle immagini. "Non abbiamo ritenuto che un bacio tra due uomini fosse automaticamente inaccettabile (...) né che dovesse dar luogo a una restrizione temporale", afferma l’Asa nella sua pronuncia.
Lo spot è stato ideato da Dolce&Gabbana con la casa di produzione Filmlover. Ambientato a Barcellona, ha atmosfere quasi caraibiche e intende raccontare con ironia come una moda possa nascere "dalla strada" per una fortuita coincidenza. Il tema principale è quello del doppio: i protagonisti indossano un doppio orologio in tutte le ambientazioni e diversi luoghi di incontro, bar, discoteca, ristorante, studio fotografico, la strada. Solo il finale svela la soluzione: l’orologio viene restituito a chi momentaneamente non poteva indossarlo. Ma è troppo tardi, per ironia del caso il "doppio" è già diventato un trend anzi una pubblicità! Il punto incriminato è il finale , quando si vede un bacio tra un ragazzo e una ragazza e tra due giovani.
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mercoledì 1 febbraio 2006
ore 09:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 31 gennaio 2006
ore 19:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 31 gennaio 2006
ore 18:59 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 31 gennaio 2006
ore 16:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 31 gennaio 2006
ore 15:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Si è spenta la vedova di Martin Luther King
Si è spenta Coretta Scott King, la vedova del padre dei diritti civili in America Martin Luther King. Aveva solo 78 anni ma la sua salute non era buona. Era apparsa in pubblico per lultima volta il 16 gennaio scorso per le celebrazioni del Martin Luther King Day anche se non aveva preso la parola ed era sembrata molto provata. Con Martin Luther King aveva condiviso tutto, erano stati insieme negli quei quindici anni da quando era diventato pastore a quando fu assassinato il 4 aprile del 1968 a Memphis. La notizia della morte della vedova King, avvenuta lunedì sera, è stata annunciata martedì mattina con enfasi da tutte le tv americane definita la «first lady dei diritti umani e civili».
Secondo quanto riportato dalla Nbc e da Fox News, negli ultimi anni Coretta aveva subito un leggero ictus che aveva aggravato le già precarie condizioni di salute.
Martin Luther decise di seguire il padre e divenne anche lui pastore battista, decise così di frequantare il seminario di Crozer Theological in Pennsylvania. Fu proprio lì che conobbe Coretta Scott Young, una ragazza che studiava canto New England Conservatory per diventare soprano. Lei proveniva da una famiglia di origini modeste, il padre era un falegname, edc era stata oggetto di vessazioni da parte di alcune sette razziste ma soprattutto anche lei sentiva il bisogno di fare qualcosa per la gente della sua razza. I due giovani sinnamorarono e nel 1953 si sposarono a Marion, città natale di lei, poi si trasferirono a Montgomery (Alabama) negli Stati del Sud . Quel trasferimento fu una scelta voluta da entrambi, l’Alabama era infatti l’epicentro delle discriminazioni razziali in America.
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martedì 31 gennaio 2006
ore 13:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Auckland: medico apre bordello Studio "trasformato" per protesta
Stremato dal mancato sostegno delle autorità sanitarie, un medico neozelandese ha deciso di chiudere il suo studio e di aprire una casa di tolleranza. "Assolderò ragazze di classe per servire clienti locali e turisti - ha dichiarato il dott. Neil Benson - Si tratta di fornire un servizio professionale privato e di mantenere la riservatezza, che è quello che offriva il mio studio medico, il salto non è poi così grande.
Medico da 18 anni nel piccolo centro turistico di Coopers Beach, 350 km a nord di Auckland, Benson ha già ottenuto dalle autorità locali il necessario certificato di operatore di bordello. "Il progetto è molto controverso - ha dichiarato il dottore al giornale Northern Advocate - ma ho già ricevuto il sostegno degli uomini della cittadina".
Tra gli abitanti di Coopers Beach cè chi considera la casa di appuntamenti "abominevole" e dannosa per la reputazione della cittadina, e la maggior parte dei residenti crede che non potrà sopravvivere. Lobiezione più diffusa è che sarà estremamente difficile mantenere riservata la lista dei clienti. Fermamente contrario è il ministro anglicano locale, il rev. Bob Carr della chiesa di St. Andrew, che si prepara ad organizzare anche un picchettaggio del bordello: "E triste che il sesso sia venduto per denaro, perché penso che il sesso sia molto importante nella vita umana, sia la base della famiglia e usandolo in questa maniera lo si corrompe".
Nel frattempo Benson prosegue per la sua strada. "Ho fatto tutto quello che era umanamente possibile per tenere aperto lo studio medico, ma non è stato possibile a causa della mancanza di sostegno dalle autorità, da parte dei colleghi e della comunità", ha detto il dottore. La Nuova Zelanda ha legalizzato i bordelli nel 2003 ma la legge richiede che gli operatori siano muniti di regolare licenza. "Sono una persona di alta integrità morale e coscienza sociale, che gioca secondo le regole - ha spiegato infine Benson orgoglioso della sua nuova attività - Mi piace la gente e mi piace prendermi cura di loro, e questo continuerà nel mio nuovo business".
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martedì 31 gennaio 2006
ore 12:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 31 gennaio 2006
ore 12:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Dopo il sondaggio cè il "risondaggio" e se paghi, le domande le fai tu
PIACENZA - "Oh la peppa!". Quando lesse il suo nome allultimo posto, maglia nera dei presidenti di Provincia italiani, centounesimo su centouno, il piacentino Gianluigi Boiardi ci rimase maluccio. Eh sì, ricordava infatti che il suo indice di gradimento solo poche settimane prima era statato valutato in modo molto più benevolo dal Sole 24 Ore. "Non per dire, ma mi massacro di lavoro, dodici ore e più. Di cose se ne fanno, le opere si realizzano, e poi mi tocca vedere sui giornali locali allimprovviso titoloni catastrofici".
La picchiata, certificata da Ekma Ricerche, istituto di sondaggi milanese, era indiscutibile. La rilevazione effettuata tra novembre e dicembre, trenta giorni di auscultazione, 1200 piacentini intervistati, ore di telefonate e notti febbrili di ricomposizioni statistiche, per di più effettuate durante le vacanze più amate dagli italiani, proprio a cavallo tra Natale e Capodanno, avevano decretato questo inconfutabile risultato. Ekma, seguendo il registro di lavoro che prevede due rilevazioni annuali sulla qualità e la popolarità degli amministratori italiani, indagine nota come Monitor, "classifica sulla soddisfazione delloperato dei presidenti di Provincia", aveva stilato e consegnato agli organi di stampa la graduatoria del merito.
Piacenza in fondo a tutti, trenta posizioni dopo Lucca, 28 persino dopo Taranto, che annaspa nei bassifondi della classifica. Per non parlare del distacco che la separa dai migliori: cento passi dopo Asti, novantaquattro dopo la cugina Reggio Emilia. I piacentini, noti per lattaccamento sfrenato al lavoro, la meticolosa cura con la quale seguono gli affari, ma pigri sul resto, furono comunque scossi dalla notizia. Per fortuna che a Piacenza si parla poco. Fu solo un giorno di fuoco sui giornali e poi tutti ai campi, a lavorare.
In Provincia decisero però di capirne di più. E ricordarono che un mesetto prima, intorno al 18 ottobre, era giunta una lettera dei sondaggisti milanesi nella quale si illustrava il lavoro che si sarebbe andato a compiere. Una grande indagine: 1200 intervistati, campione rappresentativo della popolazione, sollecitati a rispondere a un nugolo di domande. Infine, una ulteriore proposta: se lamministrazione avesse deciso di acquistare lo studio avrebbe ottenuto, fuori busta, una integrazione delle domande standard con "una batteria di 5/6 domande aggiuntive di carattere locale senza aggravio di costi". Cinque, sei domande ispirate dal presidente e - forse - messe nel calderone, poi frullate e servite nel monitor invernale.
Piacenza, taccagna, non rispose. E quando chiese ad Ekma Ricerche di conoscere le motivazioni che avevano spinto i piacentini a un giudizio così decisamente negativo, si senti rispondere via mail: "Il costo indicativo della ricerca appena effettuata è di euro 12mila più iva". Paga e ti diciamo! La lettera proseguiva però così: "Per la prossima rilevazione il costo è di euro 14mila più iva comprensive di ulteriori dieci domande aggiuntive a Vostra scelta". Con il nuovo anno anche il costo di Ekma sarebbe salito, però, e qui è il bello, a soli 14mila euro si sarebbero potute infilare non più sei ma dieci domande ulteriori.
Le dieci personalizzate, sovrapposte alle altre standard, poi coniugate bene, riepilogate e, infine, sistemate nel grande appuntamento del monitor estivo. Il piacentino Boiardi si negò il piacere di una prova dappello: "Non faccio fare domandine che lisciano il pelo, non sono il tipo. I soldi pubblici non si sperperano. Sondaggi non ne ho mai fatti e mai ne farò. I cittadini mi giudicheranno quando saranno chiamati a votare".
Chissà chi in Italia tra i centouno presidenti di Provincia ha seguito lesempio di Boiardi, e chi invece no. E certo però che la mole di lavoro per preparare questo sondaggio è tale da far venire i brividi. Infatti solo per rispondere alle domande standard, secondo lapprezzabile intendimento di Ekma, cè bisogno di un esercito di professionisti della parola. Per compilare il modello, trovare le persone disponibili, che comunque siano dentro il campione rappresentativo, e illustrare le molteplici questioni (dove opera la Provincia, quali i suoi settori, quali le priorità di intervento, come comunica la sua opera, come giudica il Presidente) è questione che porta via del tempo.
Ekma ricerche, istituto giovane, col sito web ancora in costruzione (www. ekmaricerche. com), collegato per vie traverse al Clandestino, il mensile sul quale trova ospitalità Luigi Crespi, pirotecnico e sfortunato sondaggista, diretto da suo fratello Ambrogio, ha veramente voluto fare le cose in grande. Anzi, in grandissima.
In un mese (23 novembre-23 dicembre) ha indagato mezza Italia: 140.400 interviste. Uno sforzo organizzativo colossale. Per ognuna di esse, a voler far le cose per bene, cè bisogno di una ventina di minuti, forse di mezzora. E soltanto un mese di lavoro. Senza i week end (togli a un milanese il week end e ti spara!) sono 26 giorni utili. Otto ore al giorno di fila per produrre 5400 interviste. Un intervistatore lento ne farebbe meno di venti. Per raggiungere il mostruoso tetto prefissato avrebbe bisogno di altri 336 colleghi. Che, soltanto per sedersi e trovare un tavolo per il taccuino, occuperebbero un palazzone Pirelli: 1348 metri quadrati di superfice lorda, corridoi e bagni inclusi.
Alla Ekma, tutti Speedy Gonzales, il lavoro si agguanta e si ingoia. E si riesce a fare tutto e di più. Inserire le domande standard e anche, se cè richiesta, quelle aggiuntive. Le brutte e anche, se paghi un po di più, le belle. Una batteria di 5/6 domande, pure dieci. Si sa, lItalia è il paese dei sondaggi. Tutti, il premier ha fatto scuola, ora indagano, e adesso che le elezioni si avvicinano, i politici vivono la giornata con lincubo del mezzo punto in meno. Si campa per la classifica, e non cè settore senza una graduatoria, non cè Porta a Porta senza Mannheimer.
Una meraviglia. Così i sondaggisti hanno allargato il campo: da palazzo Chigi sono andati in Parlamento, e poi giù, in Regione, tra i sindaci, fino alle Province, le Cenerentole dItalia. Bussano tutte le porte. Cè chi apre, e chi no. A Piacenza hanno trovato Boiardi, un taccagno. Dice: "E una questione di democrazia, di trasparenza. E anche una questione morale. Questi sondaggi chi li fa? E chi controlla? E chi paga il prezzo salato di dover rispondere a una comunità su numeri che assumono, quando i giornali se ne impossessano, dati di fatto inconfutabili? Non soltanto lavoro come un mulo, ma poi devo rispondere di queste cose, di giudizi sottratti alla più elementare verifica...". E se Boiardi avesse pagato? "Già, se avessi pagato? Se avessi proposto altre dieci domandine, ma carine, condizionanti? Come e dove mi sarei trovato?". Forse sempre ultimo, o forse no. Impossibile saperlo.
Ogni sondaggio fa storia a sé, e gli istituti di ricerca, davvero una moltitudine, perlustrano il territorio palmo a palmo, con un fiuto migliore di un cane da caccia. LItalia è in una perenne graduatoria. E già tutto così classificato che, a volte, viene riclassificato. Il presidente della Provincia di Udine Mario Strassoldo è stato piazzato da Ekma al decimo posto. E entrato nella top ten dei presidenti più graditi, felicità e applausi da tutti. Bravissimo, certo. Nelle stesse settimane una ricerca commissionata dal Sole 24 Ore laveva però destinato ai bassifondi: 95esimo posto.
Ma classifica scaccia classifica. Centesimo, quasi ultimo, sicuramente in brutte acque si era ritrovato Fabio Scoccimarro, presidente a Trieste. Scoccimarro è stato allinferno per pochi giorni. Con Ekma Ricerche è balzato al diciannovesimo posto. Adesso sì che, se vuole, può guardare tutti, comè che si dice?, dallalto in basso. Basta un sondaggio, o un risondaggio, e ti passa la paura.
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martedì 31 gennaio 2006
ore 10:56 (categoria:
"Vita Quotidiana")
E Berlusconi arrivò in tv con il regista ad personam di SEBASTIANO MESSINA
Berlusconi non si accontenta più di decidere quando andare in onda, dove andare in onda e con chi andare in onda. Non si accontenta più di portarsi dietro un truccatore personale, un consigliere-suggeritore e un "curatore dell’immagine" che dà istruzioni tassative sulle inquadrature consentite e su quelle vietate. No, adesso il presidente del Consiglio arriva in studio con il suo regista personale. Che non affianca il titolare della trasmissione, ma semplicemente lo sostituisce: prende il comando dello studio, dirige la puntata e poi va via insieme al Cavaliere.
Non era mai successo, nella storia della televisione italiana, che a un intervistato - per quanto eccellente - venisse concesso un simile privilegio. Non era mai successo fino a venerdì scorso, quando Silvio Berlusconi si è presentato allo studio 3 di Cinecittà per registrare la puntata de "L’incudine", la trasmissione di Claudio Martelli. Che si trattasse di una puntata speciale, la redazione del programma l’aveva già capito: mandata in onda da Italia Uno abitualmente il giovedì dopo la mezzanotte, grazie all’arrivo del premier la trasmissione veniva eccezionalmente collocata nella prima serata di sabato, al posto del film "Men in black" (e così velocemente da non lasciare neanche il tempo a "Tv Sorrisi e Canzoni" di aggiornare i programmi).
Non solo, ma gli autori del programma - i più stretti collaboratori del conduttore nella preparazione delle interviste - erano stati insolitamente tenuti all’oscuro delle domande preparate da Martelli per il premier. "Il presidente arriverà con la sua squadra", aveva avvertito la segreteria di Berlusconi. Nessuno però aveva capito che in quella squadra ci sarebbe stato anche il regista: Maurizio Spagliardi, un professionista ingaggiato da Mediaset per "Il senso della vita" (che evidentemente deve aver conquistato la piena fiducia del premier con la puntata dedicata al suo amarcord familiare).
Il fatto è che non l’aveva capito neanche il regista della trasmissione, Sergio Colabona (lo stesso di "Affari tuoi"), il quale stava arrivando a Cinecittà quando è stato fermato da una telefonata perentoria: "Non venire, non ce n’è bisogno". Gelo negli studi, grande imbarazzo in cabina di regia, mentre Martelli - lasciando fuori dalla porta gli autori, increduli e furenti - si chiudeva nel suo camerino con Giorgio Mulè, il vice di Mauro Crippa al vertice della piramide Mediaset dell’informazione. Poi è arrivato Berlusconi, con il resto della squadra (da Paolo Bonaiuti, che faceva sì-sì o no-no da dietro le quinte, a seconda degli argomenti toccati da Martelli, a Roberto Gasparotti, il meticoloso curatore delle inquadrature presidenziali). E Spagliardi, il regista "ad personam" ha dato il via alla registrazione.
Anche stavolta, come era già successo in tutte le altre trasmissioni che avevano ospitato il Cavaliere, era tassativamente proibito il primo piano: concesso, al massimo, qualche piano americano. E naturalmente nessun cameraman s’è azzardato a puntare la telecamera sulle scarpe dell’ospite (che hanno colpito tutti i presenti per l’altezza del tacco e lo spessore del rialzo interno).
La trasmissione poi è andata come è andata. Due ore e mezzo di interminabili sermoni berlusconiani, così pesanti che alla fine Mulè e il regista si sono guardati in faccia sconsolati, domandandosi se ci fosse un modo, magari col montaggio, di rendere un po’ più commestibile quel diluvio di parole. Non c’era, purtroppo. Nonostante il dimezzamento delle interruzioni pubblicitarie - altra misura "ad personam", del tutto inusuale per una rete commerciale - l’indomani l’Auditel avrebbe registrato uno share del 7 per cento, che per gli addetti ai lavori significa, in prima serata, "flop spettacolare". In fondo, al regista "titolare" è andata bene: adesso è l’unico che può dire "io non c’ero".
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