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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


venerdì 4 maggio 2007
ore 11:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



«Sono scandalizzata. Nella vita politica non è permesso tutto, monsieur Sarkozy. Lo scarto tra i discorsi e gli atti non è accettabile, soprattutto quando si tratta di bambini portatori di handicap. Io non mi innervosisco ma mi ribello: quando ci sono ingiustizie la collera è sana, perché corrisponde alle sofferenze della gente. Ci sono momenti di collera che avrò anche quando sarò presidente».

Ségolène Royal durante il duello in tv con Nicolas Sarkozy, 2 maggio


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venerdì 4 maggio 2007
ore 10:00
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 2 maggio 2007
ore 11:46
(categoria: "Vita Quotidiana")





"quello che dai è tuo per sempre, quello che tieni è perso per sempre"


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mercoledì 2 maggio 2007
ore 11:28
(categoria: "Vita Quotidiana")



Licei, posti in piedi per il nuovo anno
di SALVO INTRAVAIA

Docenti in trincea e alunni costretti a seguire le lezioni in aule superaffollate. Ecco il panorama che si prospetta nelle scuole superiori il prossimo anno scolastico: studenti in crescita e meno classi. A settembre, gli insegnanti italiani avranno la sgraditissima sorpresa di entrare in aule che potranno ospitare anche 35 alunni e i ragazzini delle prime classi si ritroveranno in classi stipate fino all’inverosimile. Del resto, non è un segreto che trovare un buco in un liceo classico o in un liceo scientifico è diventata un’impresa titanica: tutto esaurito da mesi. Ma andiamo con ordine.

L’anno scolastico 2007/2008, in base ai dati raccolti dallo stesso ministero della Pubblica istruzione, farà registrare nelle aule italiane a 37 mila studenti in più. Ma la Finanziaria varata dal titolare dell’Economia, Tomaso Padoa Schioppa, a dicembre ha previsto un calo delle classi, per via dell’incremento del rapporto alunni-classi, che si abbatte pesantemente proprio nella scuola secondaria di secondo grado. Quasi mille classi in meno rispetto all’anno che volge al termine che determineranno la cancellazione di migliaia di cattedre.

Dispersione, sicurezza e stress degli insegnanti subiranno un ulteriore peggioramento? Se la matematica non è un’opinione, sembrerebbe proprio di sì. Basta dare un’occhiata alle statistiche per sapere che la dispersione scolastica (abbandoni, ma soprattutto bocciature) aumenta nelle classi più affollate, soprattutto le prime che hanno il delicato compito di accogliere i ragazzini provenienti dalle media. Stesso discorso per la sicurezza, questione di fatto irrisolta nel nostro Paese. Le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ammettono, nella migliore delle ipotesi, un limite massimo di 28 alunni per classe: con 35 potrebbero crearsi situazioni di estremo pericolo, per esempio, in caso di incendio.

E lo stress degli insegnanti, dove lo mettiamo? Se la normativa in materia di composizione delle classi ha stabilito un tetto massimo al numero degli studenti non certo per sperperare denaro pubblico. Anzi. E’ chiaro a tutti, anche a coloro che non hanno messo mai un piede in classe da docente, che gestire un gruppo di 35 alunni non è la stessa cosa di gestire 20 ragazzi. Dove va a finire l’insegnamento individualizzato di cui si favoleggia in mille documenti ufficiali?

Ma non basta. Al taglio operato i questi giorni si dovrebbe aggiungere un ulteriore colpo di forbici a settembre: in organico di fatto. Dove ’sistemeranno’, soprattutto i presidi degli istituti ubicati nelle regioni del Nord, gli alunni?

"E’ la prova provata del disastro della Finanziaria - dichiara Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil - Non esiste paese al mondo in cui aumentano i ragazzi, e la richiesta di formazione qualificata e di alto livello, e il governo risponde riducendo gli insegnanti e le classi", un atto pesante d’accusa che non lascia spazio a troppe giustificazioni. "Finora, alle forti richieste avanzate dal mondo della scuola e dai sindacati - continua Panini - il governo ha risposto con buone ma vuote parole". "La situazione economica e strutturale della scuola pubblica - incalza Piero Bernocchi, coordinatore nazionale dei Cobas - diviene ogni giorno più drammatica, al limite della catastrofe e del degrado più inaccettabile. Quello che fa rabbia è che era tutto già scritto in una Finanziaria che, invece di rispettare l’impegno elettorale dell’Unione a invertire la caduta di finanziamenti nell’istruzione pubblica, addirittura la accelerava brutalmente.". E sui tagli l’afforno finale. "I tagli alla superiore - continua Bernocchi - sono i più evidenti e vistosi, resi ancor più gravi dall’aumento delle iscrizioni a livello nazionale: quello che già accade qua e là ora, 30-32-34 alunni per classe, diverrà la norma, con lo scadimento della didattica, aumento della selezione e ulteriore logaramento di docenti già assai provati".


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mercoledì 2 maggio 2007
ore 10:06
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 24 aprile 2007
ore 17:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



Referendum elettorali: cosa dicono i tre quesiti

ROMA - Sono tre i quesiti referendari sulla legge elettorale per i quali è iniziata la raccolta delle firme. Il primo riguarda il premio di maggioranza per la lista più votata alla Camera, il secondo il premio di maggioranza per la lista più votata al Senato e il terzo l’abrogazione delle candidature multiple.

L’attuale legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza, di cui possono beneficiare singole liste o coalizioni. Il primo e il secondo quesito abrogano l’assegnazione del premio alle coalizioni, sia alla Camera sia al Senato. Il premio di maggioranza viene così attribuito alla lista singola che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.

Restano, invece, le norme sull’indicazione del "capo della forza politica" e quelle sul programma elettorale. La soglia di sbarramento viene elevata al 4 per cento alla Camera e all’8 per cento al Senato. Il sistema elettorale prodotto dai referendum dovrebbe spingere verso il bipartitismo, con tutela per le minoranze più rilevanti. L’obiettivo è di eliminare la frammentazione, facendo apparire sulla scheda un solo simbolo, un solo nome, una sola lista per ciascuna aggregazione.

Il terzo quesito intende cancellare la possibilità per il candidato eletto in più circoscrizioni di optare per uno dei seggi ottenuti, consentendo ai primi dei non eletti di subentrargli. Grazie a questo meccanismo, nell’attuale legislatura un terzo dei parlamentari è stato scelto, dopo le elezioni, sulla base delle decisioni di chi era stato eletto. Se passerà il quesito referendario verrà abrogata la possibilità di candidature multiple alla Camera e al Senato.


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lunedì 23 aprile 2007
ore 19:20
(categoria: "Vita Quotidiana")



Supplenti, la minaccia dei sindacati
"Denunciamo i presidi che non pagano"
di SALVO INTRAVAIA

Non si placa la disputa sui tagli alle supplenze brevi. Tra gli insegnanti ci sarebbero troppi assenteisti, lo confermerebbe un recente monitoraggio. Parola di Padoa-Schioppa. In questo clima, i sindacati minacciano di denunciare i presidi che non pagano i supplenti. I dirigenti scolastici minacciano di ’dichiarare fallimento’ mentre si apre la polemica politica.
Pochi giorni fa, dalle pagine di un quotidiano, il presidente della commissione Cultura della Camera, Pietro Folena (Prc), esorta il premier a destinare parte del ’tesoretto’ per le emergenze della scuola. "Mi appello a Prodi, usi il tesoretto per la scuola" ha scritto Folena. E mentre la polemica impazza, gli unici a farne le spese continuano ad essere i supplenti, che continuano a non prendere lo stipendio, i precari tagliati fuori dalle supplenze ma, soprattutto, gli alunni che al posto dell’insegnante si devono accontentare spesso di soluzioni tampone: essere trasferiti in altre classi o accorciare la giornata scolastica. Ore di lezione che bambini e ragazzi perdono e che non saranno più recuperate.

Intanto vengono chiamati in causa il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, e il collega della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. Il primo durante il question time di mercoledì scorso alla Camera non ha lasciato spazio a troppe speranze. Emanuela Ghizzoni (ed altri firmatari), dell’Ulivo, ha chiesto a Padoa Schioppa ’se il ministero non intenda adottare un piano pluriennale di assorbimento del debito pregresso delle scuole e se non intenda imputare nel proprio bilancio le spese per le supplenze legate alla maternità’. Sui 540 milioni di euro destinati dal governo alle supplenze brevi e saltuarie (quelle di pochi giorni o qualche settimana) - tagliate dal governo Berlusconi di 291 milioni - gravano anche le supplenze per sostituire le insegnanti in maternità.

Periodi di astensione dal lavoro che durano anche mesi e che fanno saltare tutti le previsioni di spesa. In più, le scuole negli anni passati per pagare i supplenti si sono indebitate fino al collo accumulando ben 500 milioni di debiti. Insomma, mentre si chiede ai cittadini di incentivare le nascite quando la mamma è una maestra o una professoressa per la scuola diventa una disgrazia. La risposta di Padoa Schioppa alla sollecitazione è stata a dir poco sibillina. "Le spese per supplenze brevi - risponde il titolare dell’Economia - sono state fissate dalla legge in 565 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2006. Questo importo è stato ridotto di 25 milioni, a decorrere dal corrente anno, in applicazione della legge finanziaria per il 2007, che prevede l’obiettivo di ricondurre gli scostamenti più significativi delle assenze ai valori medi nazionali. Ci sono buone ragioni per avere dubbi sulla validità di questi scostamenti e ritenere, quindi, che un migliore controllo possa ridurre quelle assenze.

Il Ministero della Pubblica istruzione ha attivato un monitoraggio dal quale è emersa una situazione molto diversa da regione a regione". In buona sostanza, in alcune regioni italiane gli insegnanti si ammalerebbero troppo e i dirigenti scolastici hanno la colpa di non vigilare abbastanza. Opinione che non farà certo piacere a sindacati e personale della scuola. E domani in VII commissione alla Camera sarà la volta dell’inquilino di viale Trastevere a spiegare come intende risolvere la questione.


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venerdì 20 aprile 2007
ore 11:54
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 20 aprile 2007
ore 11:38
(categoria: "Vita Quotidiana")





La foto della giovane ragazza che da sola affronta una colonna di poliziotti armati ha fatto il giro e del mondo ed è valsa al suo autore, il fotografo dell’Associated Press Oded Balilty, l’ambito premio Pulitzer.


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mercoledì 18 aprile 2007
ore 10:17
(categoria: "Vita Quotidiana")





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